La vendita della casa

scritto il 2026-10-11 tempo di lettura 7 min

di
genere
gay
cura
A−

'Tratto da fatti realmente accaduti anche se romanzati'


Quella mattina ero riuscita a trovare i primi possibili acquirenti dopo una sola settimana che avevo messo l'annuncio online. Le richieste per una casa di 3 locali in corte di 90 mq in pieno centro storico, non erano mancate. Soprattutto perché chiedevo un prezzo assai basso sui 90.0000€. Ma gli avvoltoi delle agenzie immobiliari, non hanno mancato di rompere le palle ogni giorno. Sempre in cerca di accalappiare il venditore di turno, mi avevano tartassata di telefonate.

Alla fine avevo selezionato diversi stranieri che si erano promessi di pagare subito e in contanti se l'immobile fosse stato di loro gradimento. Senza la mediazione di un agenzia avrei potuto risparmiare almeno 4.000€ mi son detta. Quel pomeriggio, aspettavo i primi due uomini a cui avevo dato appuntamento. Era fine agosto e faceva ancora un caldo insopportabile, tipico di queste estati infinite che danno fastidio più che beneficio. Mi ero messa comoda con i miei shorts sgambati e trucidi che porto ormai da diverse estati.

Una canotta tigrata ad una sola spallina aderente, che lasciava l'altra spalla nuda, i lunghissimi capelli biondi raccolti a coda alta con delle ciocche sciolte ai lati del viso. Delle ciabatte a infradito ai piedi. Non ho mai avuto problemi ad indossare ciò che mi piace anche se poi attira inevitabilmente i commenti e gli sguardi della gente. Mi piace apparire e con un aspetto come il mio ho sempre messo in risalto il mio aspetto femminile senza preoccuparmi troppo dei giudizi altrui.

Non ho pensato nemmeno per un momento ad essere provocante, semplicemente così mi sentivo più comoda. Con qualche minuto di ritardo i primi due visitatori, arrivarono con qualche difficoltà nella corte dove mi trovavo. Suonarono il campanello, e corsi ad aprire. I due ragazzi che mi trovai davanti mi squadrarono da testa a piedi, tendendomi educatamente la mano e accomodandosi in casa.

Notaio le loro facce sorprese ma non vi feci caso, e iniziai ad elencare le varie stanze, facendo da guida ai due ragazzi. Alla fine erano li per un acquisto, e cercai di essere più professionale possibile nell'elenco delle ristrutturazioni che l'immobile aveva bisogno, e del prezzo che chiedevo non trattabile. Mentre parlavo, notaio che i due di colore erano più interessati a me che all'ambiente.

Cercai di chiedere un loro parere, che dissero volevano portare lì le loro famiglie. Durante la visita alla camera da letto, uno dei due mi chiese se vivessi da sola o se avessi un compagno. Dichiarai che ero single, e che vendevo apposta per cercare un posto più piccolo e meno costoso. Mentre uno di guardava intorno aprendo l'armadio e curiosando, l'altro con la scusa di passarmi vicino, mi spinse sul letto matrimoniale buttandosi letteralmente addosso e sopra di me. Si scusò prontamente cercando di rialzarsi ma fui io a quel punto a trattenerlo sopra di me.

Nel frattempo anche l'altro si era avvicinato al letto aspettando una mia reazione. Era evidente che in modo educato avevano cercato di farmi capire le loro intenzioni, e io che indifferente al maschio di colore non sono, avevo preso al balzo quella situazione. Uno che mi spinge sul letto e si butta sopra di me non potevo proprio respingerlo. Ci provai, al limite mi sarebbe andata male e avrei perso due clienti. Preso il collo dell'uomo, gli misi le mie mani e lo trascinai nuovamente su di me baciandolo sulle labbra.

Lui invece di respingermi mi baciò a sua volta schiacciandomi sul letto con la schiena, mentre l'altro salì sul letto a fare compagnia all'amico. Fui spogliata in pochi istanti, via gli shorts, via la canotta. Aspettando che l'amico si togliesse i pantaloni e le mutande, l'altro che avevo addosso, mi stringeva mi baciava e mi accarezzava da ogni parte. Una volta nudo, l'amico si avvicinò in ginocchio sul letto offrendomi il suo bel cazzo nero che preso con una mano e mi portai alla bocca ingoiandolo tutto fino alle palle ancora sdraiata di schiena.

L'amico mi lasciò per spogliarsi intanto che succhiavo il cazzo all'altro in posizione non comodissima. Era successo tutto così naturale che non pensai nemmeno al fatto che più tardi ne doveva arrivare un altro per visitare la casa. Pensai solo a godermi quell'istante più che potevo. L'altro finalmente nudo pure lui, mi prese le gambe sollevandole sulle sue spalle, senza nemmeno chiedermi una protezione o altre soluzioni, mi penetrò senza possibilità di scampo. Con un solo colpo, affondò la sua cappella grossa e lucida dentro la mia figa anale, che si aprì come il burro caldo per accoglierlo tutto dentro fino alle palle.

Sospirai con il cazzo in bocca dell'altro sopra la mia faccia da troia. Quello dentro iniziò a spinge dentro e fuori sempre più veloce facendomi impazzire. Ero presa totalmente da quei due maschi di colore e ne ero felicissima, nonostante non avessi previsto di farmi scopare era successo e non mi ero tirata indietro. Quello che mi scopava in culo, prese il mano il mio cazzo e mi segò lentamente mentre mi scopava. Inutile dire che son venuta subito schizzandogli nella mano, mano che l'uomo si ripulì sul mio petto.

Dovette trascinarmi diverse volte vicino a se perché i colpi che mi dava, mi facevano sobbalzare e scivolare sulle lenzuola lisce, mentre l'amico sopra la mia faccia mi teneva il cazzo in bocca e mi accarezzava i lunghissimi capelli. Non parlavano molto, erano due che preferivano il silenzio e scopare, ma sorridevano entrambi nel vedermi godere e coinvolta. Avranno avuto famiglie, ma in quel momento, ero io la loro unica donna.

Quello che avevo in bocca di ritrasse giusto in tempo per fare uscire l'amico dal mio culo e farmi cambiare posizione sempre senza dire una parola. Incredibile come ci si capisse solo a sguardi e occhiate tra noi tre. Ero entrata anch'io nel mood e comunicavo con loro ad occhiate e gesti, senza più bisogno di parlarci, ed era bellissimo. Mi misero sdraiata su un fianco con quello che avevo avuto in bocca, ora dietro di me e l'altro davanti al mio viso. Quello dietro mi sollevò una gamba e mi penetrò pure lui con un colpo solo facendomi gemere davanti agli occhi dell'amico che dopo avermi accarezzato i capelli, mi piantò il suo cazzo in gola teneramente e con il sorriso sulle labbra.

Ripresi a godere come la puttana che son sempre stata, le ore passavano senza che me ne accorgessi. Amo da morire gli uomini, soprattutto quelli di colore. Mi scoparono in più posizioni dandosi il cambio continuamente prima di riempirmi di calda sperma in culo e in bocca. Per dimostrargli la mia fedeltà, Ingoiai tutto e trattenni dentro stringendo i muscoli delle natiche la sperma che avevo dentro di me, mentre i due uscivano i loro cazzi ancora duri. Dopo quel trattamento tornai a parlare d'affari soltanto per dire che se volevano la casa, era loro appena avrei trovato altrove. I due rivestendosi risposero a loro volta che in settimana mi avrebbero portato l'anticipo come caparra, e che volevano farmi un'altra visita a sistemare le faccende per il rogito. Non pensai nemmeno di sistemarmi e li accompagnai alla porta ancora nuda e gocciolante di sperma.


I due uscirono e un altro ragazzo di colore era apparso guardandomi con imbarazzo dietro l'uscio. Nemmeno persi tempo a giustificarmi, gli dissi semplicemente che la casa l'avevo appena venduta ai due ragazzi usciti, ma se era interessato a fermarsi un po', avrei almeno ricompensato il viaggio a vuoto che aveva fatto per venire a trovarmi.

chrisbabyface@libero.it
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