Il mio diciottesimo compleanno
scritto il 2026-10-25 tempo di lettura 11 min
di
Chris Rondinelli
genere
cura
A+
'Tratto da fatti realmente accaduti'
Avevo insistito con mia madre chiedendole espressamente che per i miei diciott'anni, avessimo fatto una festa speciale. Lei già aveva capito che tipo di festa avrei voluto, e per questo motivo non era affatto d'accordo a partecipare. Tre uomini di mezza età che avevo visto separatamente sarebbero dovuti arrivare da un momento all'altro, ognuno conoscendo gli altri attraverso i nostri incontri condivisi avevano accettato l'invito.
Da stronza quale sono sempre stata, cercai di ottenere da mia mamma ciò che con le normali richieste non ottenevo, ricattandola affettivamente. Ero bravissima a fare sentire in colpa mamma per ottenere da lei ciò che desideravo, e alla fine vincevo sempre. Anche stavolta infatti mamma dovette cedere al mio desiderio malsano.
Avevo messo addosso qualcosa che ritenevo molto intrigante, leggins bianchi attillati, un top nero senza spallina e corto sotto, in modo che mi lasciasse una spalla nuda e l'ombelico fuori. Zoccoli a zeppa alta di legno nero lucido ai piedi, i lunghissimi capelli biondi raccolti a coda alta, con ciocche sciolte ai lati del viso, braccialetti argentati ai polsi e una collanina con ciondolo a cuore al collo.
Mia madre che per accontentarmi, aveva passato la mattinata in cucina a preparare il pranzo, uscì dalla stanza asciugandosi le mani su un panno. Era sempre stata volitiva, il tipo di donna che si guadagnava rispetto senza alzare la voce. Bastavano delle occhiatacce da dietro le grosse lenti degli occhiali per capire i suoi umori. Quella festa particolare non le era proprio piaciuta, ma per accontentarmi aveva fatto uno sforzo enorme.
I tre ospiti arrivarono puntuali con un bel pacchetto regalo per me, e rose rosse per mia madre. Un bel modo per accattivarsi subito la sua simpatia e la mia attenzione. Al momento del pranzo la conversazione fu intrisa di doppi sensi e sguardi d'intesa. Mia madre sedeva a capotavola e ascoltava con una faccia poco rassicurante, mentre i suoi occhi valutavano ogni uomo. Io mangiai poco o niente, preferendo lasciare ai tre uomini il compito di fare il bis e lisciare un po' mia madre con i complimenti per le delizie preparate. Mi augurai che i miei ospiti non si abbuffassero troppo per non arrivare al dopo cena con il cazzo moscio e la panza gonfia.
Tutti sapevamo quale fosse lo scopo preciso di quella festa privata. Avevo da scartare ancora il regalo che mi avevano portato e non persi tempo a togliere incartamenti e scatolame. Alla fine, trovai un bel completino intimo nero composto da un corpetto con lacci intrecciati sulla schiena e senza spalline, un perizoma nero alla brasiliana, con il filo di licra che si infilava tra le natiche, e delle calze a rete nere autoreggenti con reggicalze annesse.
Mamma fece una smorfia nel vedere tutta quella biancheria intima, e mi lanciò una delle sue battute al vetriolo: - meglio tu vada in bagno a provarlo, perché forse i signori non hanno azzeccato le tue misure e lo dovranno riconsegnare al negozio. I miei ospiti cogliendo l'ironia di mia madre, la raassicurarono dicendole che avevano occhi buoni per le misure femminili, e mi sarebbe stato d'incanto. Presi la roba e scappai in bagno uscendone perfettamente addobbata. I complimenti dei tre uomini si sprecarono, mentre mia madre si zittì del tutto.
A quel punto ella si scusò, e con la storia di preparare i caffè per tutti, si chiuse in cucina. Sicuramente non aveva accettato lo smacco della sua frecciatina asfaltata dai miei ospiti. Eh no, così non andava, non era quello il compleanno che avevo tanto desiderato. Mamma era troppo acida e mi stava rovinando la festa con i suoi bronci e le sue frecciatine velenose. Mi scusai per lei con i tre uomini che nel frattempo avevano già iniziato a spogliarsi e mettersi comodi sul divanetto del salottino.
Dopo cinque minuti ancora non si vedeva e i miei uomini erano già carichi con i cazzi duri in mano. Andai in cucina e la trovai che lavava tranquillamente i piatti. Le dissi che stava facendo, che di la aspettavano solo lei per iniziare la festa. Mamma con una scusa banale rispose che non se la sentiva, che era la mia festa ed era giusto prendessi il mio regalo ma senza la sua presenza. Se volevamo potevamo tenere anche la porta del salottino aperta ma lei non voleva proprio assistere a certe situazioni.
Cercai nuovamente di farla sentire in colpa, e in quei ricatti ero bravissima. Le dissi che non poteva rovinarmi così il momento più bello della festa, che era lei con la sua presenza il regalo più bello, la convinsi ancora una volta. Lasciammo i piatti a dopo, e con il vassoio dei caffè in mano, la costrinsi a tornare in salottino dove i tre uomini nudi si scusarono con lei costretta a vederli con il cazzo duro tra le mani. Mamma al canto suo non fece commenti, si sedette su una sedia a bordo tavolo, e si limitò a fissare le tazzine fumanti di liquido nero sul vassoio, come se potessero darle una risposta.
Non ci feci caso, dato era presente, la festa vera per me poteva anche iniziare. Mi buttai subito tra le braccia dei miei uomini nudi e presi in mano i loro cazzi duri per segarli due per volta. Voltai la schiena a mia madre che continuava a fissare le tazzine fumanti di caffè. Mi scostai da un lato i lunghissimi capelli per abbassare la testa e prendere tra le labbra il primo cazzo duro dei tre. Voltai la testa e fissai per un istante la sua faccia inespressiva. Fermai i tre uomini e dissi che ci sarebbe stato un cambio di programma, saremmo passati in camera da letto, e mia madre se voleva, poteva restare lì a fissare le tazzine o tornarsene in cucina a finire di lavare i piatti.
Fu in quel momento che uno dei tre uomini, il più vicino a mia madre prese la parola, disse che non era giusto trattarla a quel modo, mamma stava facendo uno sforzo enorme per essere presente e accontentarmi per non rovinare la mia festa, e io mi stavo comportando come una ragazzina viziata. Era un comportamento inaccettabile. Anche gli altri due presero le difese di mamma e dissero che se avessimo cambiato stanza, loro tre si sarebbero rivestiti e sarebbero andati via subito.
Forse avevano ragione loro, avevo trattato mia madre malissimo e le avevo chiesto con il ricatto di restare anche se non voleva. Per un'attimo dimenticai il mio regalo di compleanno, e mi avvicinai a lei abbracciandola forte e baciandola su una guancia. Mi scusai per il mio comportamento scorretto e le dissi che se voleva adesso, poteva anche non restare. Ma usai un tono molto diverso da quello arrogante usato poco prima.
Inaspettatamente mia madre si oppose a lasciare il salottino dicendo che avevo voluto la sua presenza ad ogni modo e adesso che era lì voleva vedermi all'opera con i tre signori. Credetti di sognare e dovetti farle ripetere ciò che aveva appena detto in presenza di tutti. Mamma disse di sbrigarmi o avrebbe cambiato idea. Ero colma di gioia e adesso finalmente era davvero il momento di prendere il mio regalo di compleanno
Tornai tra le braccia dei miei uomini, stavolta con uno spirito diverso e con un'atmosfera davvero eccitante. Mi misi seduta a bordo del divano con due dei tre uomini in piedi, mi scostai i lunghissimi capelli dal viso, e presi in bocca i due cazzi uno dopo l'altro che avevo davanti a me. Iniziai a succhiare con passione i due uomini nudi in piedi, cercando sempre lo sguardo di mia madre, che adesso teneva la testa alta e gli occhi fissi da dietro le lenti dei suoi occhiali da vista.
Lo sguardo attento e orgoglioso di una madre per la propria figlia, era ciò che adesso leggevo nella sua espressione. Uso la parola orgogliosa perché a mio parere, sembrava aver finalmente capito quanto certe cose fossero importanti per me, e adesso invece di vergognarsi come aveva fatto fino a quel giorno, sembrava davvero orgogliosa di vedermi all'opera con i tre ospiti che le avevo portato in casa.
Uno dei tre di sedette sul divano a gambe chiuse con il cazzo duro e dritto, mentre gli altri due, tenendomi per le braccia, mi aiutarono ad adagiarmi sulle gambe del primo. Con le manine mi allargai le natiche mentre la cappella dell'uomo scivolava dentro di me fino alle palle. I due si lati lasciarono le mie braccia, davo la schiena a mia madre che aveva assistito alla scena del cazzo dell'uomo seduto entrarmi dentro. Le sorrisi osservandola con orgoglio, e iniziai a muovermi saltellando su e giù sulle gambe dell'uomo seduto senza voltare la testa ma tenendo i miei occhi fissi solo su di lei. La mia attenzione era solo per mamma.
Sospiravo forte godendo felicemente mentre l'uomo mi scopava il culo gemendo come un maiale. Gli altri due si erano seduti accanto a mia madre nudi a godersi lo spettacolo e aspettare con pazienza il loro turno. Uno dei due rivolto a lei le disse: - Guardi che meraviglia, deve essere orgogliosa di avere una figlia così. Si sta impegnando al massimo per farle vedere quanto gode. Guardi com'è felice adesso. Mamma non rispose, ma il sorriso che fece era già una risposta alle parole dell'uomo nudo alla sua destra.
Nel frattempo io dimostravo a mia madre tutta la mia femminilità saltellando senza sosta sul cazzo dell'uomo seduto sul divano che mi stava aprendo il culo in due. Non le toglievo gli occhi di dosso sorridendole e mandandole baci con la mano, baci che mamma ricambiava ad ogni occasione. Quella era mia madre, adesso riconoscevo la donna che mi aveva accettata come figlia, e non l'acida signora che era stata all'inizio della faccenda. Mamma forse, e uso il condizionale, aveva capito che per me era davvero importante quel percorso di vita, anche se a lei non piaceva, se voleva la mia felicità doveva comunque accettare che fosse così.
I due uomini nudi che le si erano seduti accanto, si alzarono per fare la loro parte. Mi misero i cazzi in bocca avvicinandosi alla mia faccia, guardando anche loro mia madre, e continuando a ripeterle che doveva essere orgogliosa di me. Lo dissero così troppe volte, che alla fine, anche mamma se ne rese conto. Avevo difficoltà a tenere i lunghissimi capelli scostati dal viso per saltellare sul cazzo dell'uomo seduto e succhiare quelli dei due in piedi. Mamma a quel punto si alzò dalla sedia, venne vicino a noi, e con una mano mi passò le dita tra i capelli mettendomi una molletta sulle ciocche perché non mi cadessero più sulla faccia, e guardandomi sorridendo disse: - ma io sono orgogliosa di lei.
Lo avevo sentito ma non riuscivo a crederci. I due uomini che mi davano i cazzi in bocca le sorrisero mentre lei mi diede un bacio fugace sulle labbra. Tutto questo accadeva mentre saltellavo con il cazzo dell'uomo seduto sul divano dentro al culo, e con le mani che stringevano i due cazzi degli uomini in piedi. Mamma era orgogliosa di me.... Sicuramente stavo sognando, e se era un sogno, speravo di non svegliarmi mai più.
Prima di tornare a sedersi sulla sedia a bordo tavolo mi sussurrò: - Fai vedere a mamma quanto sei brava, impegnati che sono lì ad osservarti. Detto questo tornò a sedersi lasciandomi nelle mani dei tre uomini nudi che finalmente si diedero da fare riempiendomi di attenzioni. Mi feci scopare da tutti e tre uno dopo l'altro e ci fu un finale con tutti e tre insieme. Uno in culo e due in bocca a darmi il regalo più atteso di tutta la festa. Fui letteralmente lavata di calda sperma in culo e in gola che ingoiai orgogliosa davanti agli occhi di mia madre. Il gesto più bello lo dedicai a lei e le mostrai la bocca piena del liquido dei miei uomini prima di mandarla giù tutta deglutendo.
A raccontarla sembra roba da film, una fantasia detta per far godere i lettori, eppure, che ci crediate o meno, le cose quel giorno del mio diciottesimo compleanno andarono proprio così come le ho descritte. Non devo convincere nessuno a credere a questo fatto. E semplicemente successo e basta. Ho avuto la festa che volevo e anche di più di quello che avevo immaginato.
chrisbabyface@libero.it
Avevo insistito con mia madre chiedendole espressamente che per i miei diciott'anni, avessimo fatto una festa speciale. Lei già aveva capito che tipo di festa avrei voluto, e per questo motivo non era affatto d'accordo a partecipare. Tre uomini di mezza età che avevo visto separatamente sarebbero dovuti arrivare da un momento all'altro, ognuno conoscendo gli altri attraverso i nostri incontri condivisi avevano accettato l'invito.
Da stronza quale sono sempre stata, cercai di ottenere da mia mamma ciò che con le normali richieste non ottenevo, ricattandola affettivamente. Ero bravissima a fare sentire in colpa mamma per ottenere da lei ciò che desideravo, e alla fine vincevo sempre. Anche stavolta infatti mamma dovette cedere al mio desiderio malsano.
Avevo messo addosso qualcosa che ritenevo molto intrigante, leggins bianchi attillati, un top nero senza spallina e corto sotto, in modo che mi lasciasse una spalla nuda e l'ombelico fuori. Zoccoli a zeppa alta di legno nero lucido ai piedi, i lunghissimi capelli biondi raccolti a coda alta, con ciocche sciolte ai lati del viso, braccialetti argentati ai polsi e una collanina con ciondolo a cuore al collo.
Mia madre che per accontentarmi, aveva passato la mattinata in cucina a preparare il pranzo, uscì dalla stanza asciugandosi le mani su un panno. Era sempre stata volitiva, il tipo di donna che si guadagnava rispetto senza alzare la voce. Bastavano delle occhiatacce da dietro le grosse lenti degli occhiali per capire i suoi umori. Quella festa particolare non le era proprio piaciuta, ma per accontentarmi aveva fatto uno sforzo enorme.
I tre ospiti arrivarono puntuali con un bel pacchetto regalo per me, e rose rosse per mia madre. Un bel modo per accattivarsi subito la sua simpatia e la mia attenzione. Al momento del pranzo la conversazione fu intrisa di doppi sensi e sguardi d'intesa. Mia madre sedeva a capotavola e ascoltava con una faccia poco rassicurante, mentre i suoi occhi valutavano ogni uomo. Io mangiai poco o niente, preferendo lasciare ai tre uomini il compito di fare il bis e lisciare un po' mia madre con i complimenti per le delizie preparate. Mi augurai che i miei ospiti non si abbuffassero troppo per non arrivare al dopo cena con il cazzo moscio e la panza gonfia.
Tutti sapevamo quale fosse lo scopo preciso di quella festa privata. Avevo da scartare ancora il regalo che mi avevano portato e non persi tempo a togliere incartamenti e scatolame. Alla fine, trovai un bel completino intimo nero composto da un corpetto con lacci intrecciati sulla schiena e senza spalline, un perizoma nero alla brasiliana, con il filo di licra che si infilava tra le natiche, e delle calze a rete nere autoreggenti con reggicalze annesse.
Mamma fece una smorfia nel vedere tutta quella biancheria intima, e mi lanciò una delle sue battute al vetriolo: - meglio tu vada in bagno a provarlo, perché forse i signori non hanno azzeccato le tue misure e lo dovranno riconsegnare al negozio. I miei ospiti cogliendo l'ironia di mia madre, la raassicurarono dicendole che avevano occhi buoni per le misure femminili, e mi sarebbe stato d'incanto. Presi la roba e scappai in bagno uscendone perfettamente addobbata. I complimenti dei tre uomini si sprecarono, mentre mia madre si zittì del tutto.
A quel punto ella si scusò, e con la storia di preparare i caffè per tutti, si chiuse in cucina. Sicuramente non aveva accettato lo smacco della sua frecciatina asfaltata dai miei ospiti. Eh no, così non andava, non era quello il compleanno che avevo tanto desiderato. Mamma era troppo acida e mi stava rovinando la festa con i suoi bronci e le sue frecciatine velenose. Mi scusai per lei con i tre uomini che nel frattempo avevano già iniziato a spogliarsi e mettersi comodi sul divanetto del salottino.
Dopo cinque minuti ancora non si vedeva e i miei uomini erano già carichi con i cazzi duri in mano. Andai in cucina e la trovai che lavava tranquillamente i piatti. Le dissi che stava facendo, che di la aspettavano solo lei per iniziare la festa. Mamma con una scusa banale rispose che non se la sentiva, che era la mia festa ed era giusto prendessi il mio regalo ma senza la sua presenza. Se volevamo potevamo tenere anche la porta del salottino aperta ma lei non voleva proprio assistere a certe situazioni.
Cercai nuovamente di farla sentire in colpa, e in quei ricatti ero bravissima. Le dissi che non poteva rovinarmi così il momento più bello della festa, che era lei con la sua presenza il regalo più bello, la convinsi ancora una volta. Lasciammo i piatti a dopo, e con il vassoio dei caffè in mano, la costrinsi a tornare in salottino dove i tre uomini nudi si scusarono con lei costretta a vederli con il cazzo duro tra le mani. Mamma al canto suo non fece commenti, si sedette su una sedia a bordo tavolo, e si limitò a fissare le tazzine fumanti di liquido nero sul vassoio, come se potessero darle una risposta.
Non ci feci caso, dato era presente, la festa vera per me poteva anche iniziare. Mi buttai subito tra le braccia dei miei uomini nudi e presi in mano i loro cazzi duri per segarli due per volta. Voltai la schiena a mia madre che continuava a fissare le tazzine fumanti di caffè. Mi scostai da un lato i lunghissimi capelli per abbassare la testa e prendere tra le labbra il primo cazzo duro dei tre. Voltai la testa e fissai per un istante la sua faccia inespressiva. Fermai i tre uomini e dissi che ci sarebbe stato un cambio di programma, saremmo passati in camera da letto, e mia madre se voleva, poteva restare lì a fissare le tazzine o tornarsene in cucina a finire di lavare i piatti.
Fu in quel momento che uno dei tre uomini, il più vicino a mia madre prese la parola, disse che non era giusto trattarla a quel modo, mamma stava facendo uno sforzo enorme per essere presente e accontentarmi per non rovinare la mia festa, e io mi stavo comportando come una ragazzina viziata. Era un comportamento inaccettabile. Anche gli altri due presero le difese di mamma e dissero che se avessimo cambiato stanza, loro tre si sarebbero rivestiti e sarebbero andati via subito.
Forse avevano ragione loro, avevo trattato mia madre malissimo e le avevo chiesto con il ricatto di restare anche se non voleva. Per un'attimo dimenticai il mio regalo di compleanno, e mi avvicinai a lei abbracciandola forte e baciandola su una guancia. Mi scusai per il mio comportamento scorretto e le dissi che se voleva adesso, poteva anche non restare. Ma usai un tono molto diverso da quello arrogante usato poco prima.
Inaspettatamente mia madre si oppose a lasciare il salottino dicendo che avevo voluto la sua presenza ad ogni modo e adesso che era lì voleva vedermi all'opera con i tre signori. Credetti di sognare e dovetti farle ripetere ciò che aveva appena detto in presenza di tutti. Mamma disse di sbrigarmi o avrebbe cambiato idea. Ero colma di gioia e adesso finalmente era davvero il momento di prendere il mio regalo di compleanno
Tornai tra le braccia dei miei uomini, stavolta con uno spirito diverso e con un'atmosfera davvero eccitante. Mi misi seduta a bordo del divano con due dei tre uomini in piedi, mi scostai i lunghissimi capelli dal viso, e presi in bocca i due cazzi uno dopo l'altro che avevo davanti a me. Iniziai a succhiare con passione i due uomini nudi in piedi, cercando sempre lo sguardo di mia madre, che adesso teneva la testa alta e gli occhi fissi da dietro le lenti dei suoi occhiali da vista.
Lo sguardo attento e orgoglioso di una madre per la propria figlia, era ciò che adesso leggevo nella sua espressione. Uso la parola orgogliosa perché a mio parere, sembrava aver finalmente capito quanto certe cose fossero importanti per me, e adesso invece di vergognarsi come aveva fatto fino a quel giorno, sembrava davvero orgogliosa di vedermi all'opera con i tre ospiti che le avevo portato in casa.
Uno dei tre di sedette sul divano a gambe chiuse con il cazzo duro e dritto, mentre gli altri due, tenendomi per le braccia, mi aiutarono ad adagiarmi sulle gambe del primo. Con le manine mi allargai le natiche mentre la cappella dell'uomo scivolava dentro di me fino alle palle. I due si lati lasciarono le mie braccia, davo la schiena a mia madre che aveva assistito alla scena del cazzo dell'uomo seduto entrarmi dentro. Le sorrisi osservandola con orgoglio, e iniziai a muovermi saltellando su e giù sulle gambe dell'uomo seduto senza voltare la testa ma tenendo i miei occhi fissi solo su di lei. La mia attenzione era solo per mamma.
Sospiravo forte godendo felicemente mentre l'uomo mi scopava il culo gemendo come un maiale. Gli altri due si erano seduti accanto a mia madre nudi a godersi lo spettacolo e aspettare con pazienza il loro turno. Uno dei due rivolto a lei le disse: - Guardi che meraviglia, deve essere orgogliosa di avere una figlia così. Si sta impegnando al massimo per farle vedere quanto gode. Guardi com'è felice adesso. Mamma non rispose, ma il sorriso che fece era già una risposta alle parole dell'uomo nudo alla sua destra.
Nel frattempo io dimostravo a mia madre tutta la mia femminilità saltellando senza sosta sul cazzo dell'uomo seduto sul divano che mi stava aprendo il culo in due. Non le toglievo gli occhi di dosso sorridendole e mandandole baci con la mano, baci che mamma ricambiava ad ogni occasione. Quella era mia madre, adesso riconoscevo la donna che mi aveva accettata come figlia, e non l'acida signora che era stata all'inizio della faccenda. Mamma forse, e uso il condizionale, aveva capito che per me era davvero importante quel percorso di vita, anche se a lei non piaceva, se voleva la mia felicità doveva comunque accettare che fosse così.
I due uomini nudi che le si erano seduti accanto, si alzarono per fare la loro parte. Mi misero i cazzi in bocca avvicinandosi alla mia faccia, guardando anche loro mia madre, e continuando a ripeterle che doveva essere orgogliosa di me. Lo dissero così troppe volte, che alla fine, anche mamma se ne rese conto. Avevo difficoltà a tenere i lunghissimi capelli scostati dal viso per saltellare sul cazzo dell'uomo seduto e succhiare quelli dei due in piedi. Mamma a quel punto si alzò dalla sedia, venne vicino a noi, e con una mano mi passò le dita tra i capelli mettendomi una molletta sulle ciocche perché non mi cadessero più sulla faccia, e guardandomi sorridendo disse: - ma io sono orgogliosa di lei.
Lo avevo sentito ma non riuscivo a crederci. I due uomini che mi davano i cazzi in bocca le sorrisero mentre lei mi diede un bacio fugace sulle labbra. Tutto questo accadeva mentre saltellavo con il cazzo dell'uomo seduto sul divano dentro al culo, e con le mani che stringevano i due cazzi degli uomini in piedi. Mamma era orgogliosa di me.... Sicuramente stavo sognando, e se era un sogno, speravo di non svegliarmi mai più.
Prima di tornare a sedersi sulla sedia a bordo tavolo mi sussurrò: - Fai vedere a mamma quanto sei brava, impegnati che sono lì ad osservarti. Detto questo tornò a sedersi lasciandomi nelle mani dei tre uomini nudi che finalmente si diedero da fare riempiendomi di attenzioni. Mi feci scopare da tutti e tre uno dopo l'altro e ci fu un finale con tutti e tre insieme. Uno in culo e due in bocca a darmi il regalo più atteso di tutta la festa. Fui letteralmente lavata di calda sperma in culo e in gola che ingoiai orgogliosa davanti agli occhi di mia madre. Il gesto più bello lo dedicai a lei e le mostrai la bocca piena del liquido dei miei uomini prima di mandarla giù tutta deglutendo.
A raccontarla sembra roba da film, una fantasia detta per far godere i lettori, eppure, che ci crediate o meno, le cose quel giorno del mio diciottesimo compleanno andarono proprio così come le ho descritte. Non devo convincere nessuno a credere a questo fatto. E semplicemente successo e basta. Ho avuto la festa che volevo e anche di più di quello che avevo immaginato.
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