Le riviste rubate
di
Chris Rondinelli
genere
gay
'Tratto da fatti realmente accaduti.'
Quell'edicola la conoscevo benissimo, situata in un punto strategico del mio quartiere. Volevo a tutti i costi quelle riviste che facevano capolino da uno scaffale poco più alto di me vicino la porta d'entrata. E conoscevo bene anche il giornalaio, un uomo di sessantacinque anni, stempiato con gli occhiali da vista e un po di pancetta. Ogni volta oltrepassavo la porta, era sempre pronto a squadrarmi dal basso verso l'alto con sguardo indagatore.
Sicuramente il mio aspetto non gli era indifferente pensai, più di una volta mi aveva tenuta d'occhio mentre sfogliavo quelle riviste Trans senza acquistarle. Quel giorno faceva più caldo del solito, e le mie dita sudavano mentre allungavo la mano verso lo scaffale. Come sempre feci una veloce sfogliata delle pagine fingendo interesse, mentre l'uomo mi osservava fingendo di fare le sue mansioni all'interno dell'edicola. Ne infilai due sotto il top nero che avevo addosso, il freddo del cellophane a contatto con la mia pelle sudata, mi fece rabbrividire. Stavo per voltarmi e filarmela da lì, quando all'improvviso la mano dell'edicolante mi afferrò il polso da dietro.
Le sue dita tozze mi strinsero con una forza che mi fece sbiancare le nocche. "Dove credi di andare biondino? O devo chiamarti biondina?" La voce era bassa, arrivava da sopra la mia spalla insieme a un odore di caffè proveniente dal suo fiato. Cercai di divincolarmi, ma la presa dell'uomo si chiuse ancora più forte. Ansimai, avevo il cuore che batteva a mille dentro il petto.
Lui non disse altro. Mi trascinò per un polso in uno stanzino attiguo al bancone. L'uomo si accertò che non ci fossero altri clienti, restammo lì, io immobile come un animale al macello, lui che frugava sotto il mio top dove ancora tenevo strette le due riviste appena rubate dallo scaffale. Me le sventolò davanti alla faccia con aria incazzata.
"Hai due scelte adesso" disse, stringendo la mascella. "Me le paghi all'istante e fili via di qui senza farti più vedere, oppure visto che ti piace il genere, ti fai scopare da me."
Sicuramente l'uomo sapeva non avevo soldi in tasca, motivo per cui mi fece quel ricatto su due piedi. Mi aveva tenuto d'occhio per diversi giorni disse, e aveva capito che ero interessato a quelle riviste. Immaginava che prima o poi avrei provato il colpo, solo che lui non era deficiente. E adesso dovevo scegliere e in fretta. Non aveva tempo da perdere con dei ladruncoli frocetti ed effemminati come me.
Le dita mi tremavano mentre mi abbassavo gli shorts, ma l'uomo mi fermo' all'istante: "No... non adesso.. devo lavorare e può arrivare gente. Ripassa più tardi nel pomeriggio, prima che chiuda. Guarda che sparisci e non ti fai vivo, ti denuncio ai carabinieri" mi minacciò. Mi fece cenno con la testa di uscire, e sgattaiolai fuori con il cuore in gola. In che guaio mi ero cacciato.
Passai l'intero pomeriggio a pensare alla sua proposta, alla fine non era un cattivo scambio, mi facevo scopare da tanti uomini, uno in più che differenza avrebbe fatto? Il problema più grande era che finito di pagare il mio debito, avrei dovuto girare alla larga per sempre da quel posto. Ma quello era il minimo dei mali mi dissi. Attesi quindi l'orario di chiusura dell'edicola, e mi presentai puntuale come da accordi.
Entrai dalla porticina e l'uomo mi fece un appunto: "Bene, brava ragazzina, sei puntuale mi piaci". Da quel momento si rivolse a me sempre al femminile: "So che ti piace farti passare per femmina, ho sentito qualche storiella interessante su di te e sulle notti che trascorri in giro per le stradine qui attorno" disse. Restai di sasso. Chi poteva avergli svelato queste cose? Il posto era pieno di gente pettegola e vero, e sicuramente non avevo preso le mie precauzioni quando uscivo la notte a caccia di uomini per farmi scopare da puttana quale ero.
"So troppe cose su di te biondina.." disse ridendo lo stronzo, mentre tirava giù la saracinesca al locale. Mi portò nuovamente nello stanzino attiguo il bancone, in pratica ci eravamo blindati dentro l'edicola. "Avanti.. fammi vedere cosa hai imparato da quelle riviste che tanto ti piacciono" mi ha detto poi. "Se sarai brava.. posso anche decidere di regalarti le due che mi volevi sottrarre".
Feci scivolare giù gli Shorts rivelando un perizoma nero che poco o niente copriva delle mie intimità. L'edicolante si aprì la patta senza fretta, tirò fuori il cazzo semi-eretto di medie dimensioni, le sue dita tozze lo stringevano. Presi dalla tasca degli Shorts un preservativo, ma l'uomo mi bloccò la mano: "Forse non ci siamo capiti frocetta..." Mi ha detto togliendomelo dalle mani e buttandolo a terra. "Avanti mettiti in ginocchio e succhia da brava puttana".
Eseguii il suo ordine senza fiatare, lo fissai mentre mi inginocchiavo davanti a lui. Non immaginavo minimamente che un uomo dall'apparenza così bonaccione, nascondesse un sadico così maiale. O forse era stato il mio atteggiamento da ladro a farlo cambiare a quel modo? Non lo conoscevo e vero, ma le volte che ero entrata nella sua edicola, mi era sembrata una persona socievole educata, non certo così burbero e irascibile.
Presi in mano il suo cazzo già duro e serrai le labbra sulla sua cappella iniziando a succhiare con un movimento avanti e indietro. L'uomo mi afferrò la testa affondando le mani nei miei lunghissimi capelli: " Ti devo dare il tempo io troia.. ecco così vai avanti.." Mi diede il tempo da seguire e io mi diedi da fare con la bocca. Ad un certo punto il porco senza preavviso mi scaricò in bocca un getto di sperma calda tenendomi premuta la testa più a fondo possibile sul suo cazzo, facendomi tossire mentre la sborra mi usciva dalla bocca colandomi dal mento.
Mi fece alzare in piedi prendendomi per un braccio, senza nemmeno darmi il tempo di pulirmi le labbra con il top che avevo ancora addosso. Mi tolse il perizoma gettandolo a terra insieme al preservativo di poco prima, mi fece divaricare le gambe appoggiata ad un muro con le braccia tese in avanti, da dietro mi prese per le natiche aprendomele, e infilandoci due dita, le tolse fradice del mio umore. "Puttana... Sei già zuppa.. chissà quanti ne hai presi girando di notte eh?..." mi ha detto. Non mi diede il tempo di rispondere, me lo infilò dentro lentamente ma spingendo fino alle palle.
"Siii l.. così... prendilo tutto puttana che ti piace". Mi ha sussurrato all'orecchio scostandomi i lunghissimi capelli di lato, iniziando a pomparmi sempre più velocemente. Sospiravo forte, gemevo, sentivo il suo respiro farsi affannoso sul mio collo. Più mi insultava, più godevo di quel trattamento. Sentivo le sue palle sbattere contro le mie chiappe facendo 'Cik Ciak' quello che io avevo ribattezzato, il suono dell'amore.
Mi ritrovai a togliere una mano dal muro e tenerla sulle sue gambe facendo pressione perché mi entrasse con tutte le palle. Si iniziava a sudare, Li dentro l'aria condizionata non esisteva proprio, l'uomo si tolse la maglietta continuando a pomparmi il suo cazzo dentro alle viscere. Sentivo le gocce di sudore colarmi da ogni parte, i lunghissimi capelli appiccicati alla mia schiena con addosso il top bagnato e l'uomo cedere leggermente il ritmo. Lo aiutai spostando il bacino avanti e indietro seguendo il suo movimento, finché arrivarono gli spruzzi tanto attesi. Uno breve, un secondo medio, e uno spruzzo finale più lungo che mi ingravido' del tutto. Appagata, sudata, ma felice. Mentre l'uomo estraeva il suo cazzo facendo colare la sborra sulle mie gambe, mi voltai finalmente a guardarlo, scostandomi i capelli appiccicati dal viso. Respirava a fatica ma ebbe la forza di sussurrarmi: "Brava... Sei una puttana degna di questo nome." Prese le due riviste e me le mise in mano. "Te le sei meritate". Ho raccolto il perizoma senza nemmeno asciugarmi, - e con cosa poi, non c'erano stracci o altro materiale - mi infilai gli shorts sporcandoli di liquido trasparente, raccolsi preservativo e riviste, chiedendo timidamente se potessimo vederci ancora. Mi rispose che lui chiudeva alle 19:00 non aggiunse altro. Aprì la saracinesca quel tanto per farmi uscire, era già buio, nonostante ci fosse ancora gente in giro. Feci l'indifferente e mi incamminai verso casa stringendo in mano le due riviste meritatamente guadagnate.
chrisbabyface@libero.it
Quell'edicola la conoscevo benissimo, situata in un punto strategico del mio quartiere. Volevo a tutti i costi quelle riviste che facevano capolino da uno scaffale poco più alto di me vicino la porta d'entrata. E conoscevo bene anche il giornalaio, un uomo di sessantacinque anni, stempiato con gli occhiali da vista e un po di pancetta. Ogni volta oltrepassavo la porta, era sempre pronto a squadrarmi dal basso verso l'alto con sguardo indagatore.
Sicuramente il mio aspetto non gli era indifferente pensai, più di una volta mi aveva tenuta d'occhio mentre sfogliavo quelle riviste Trans senza acquistarle. Quel giorno faceva più caldo del solito, e le mie dita sudavano mentre allungavo la mano verso lo scaffale. Come sempre feci una veloce sfogliata delle pagine fingendo interesse, mentre l'uomo mi osservava fingendo di fare le sue mansioni all'interno dell'edicola. Ne infilai due sotto il top nero che avevo addosso, il freddo del cellophane a contatto con la mia pelle sudata, mi fece rabbrividire. Stavo per voltarmi e filarmela da lì, quando all'improvviso la mano dell'edicolante mi afferrò il polso da dietro.
Le sue dita tozze mi strinsero con una forza che mi fece sbiancare le nocche. "Dove credi di andare biondino? O devo chiamarti biondina?" La voce era bassa, arrivava da sopra la mia spalla insieme a un odore di caffè proveniente dal suo fiato. Cercai di divincolarmi, ma la presa dell'uomo si chiuse ancora più forte. Ansimai, avevo il cuore che batteva a mille dentro il petto.
Lui non disse altro. Mi trascinò per un polso in uno stanzino attiguo al bancone. L'uomo si accertò che non ci fossero altri clienti, restammo lì, io immobile come un animale al macello, lui che frugava sotto il mio top dove ancora tenevo strette le due riviste appena rubate dallo scaffale. Me le sventolò davanti alla faccia con aria incazzata.
"Hai due scelte adesso" disse, stringendo la mascella. "Me le paghi all'istante e fili via di qui senza farti più vedere, oppure visto che ti piace il genere, ti fai scopare da me."
Sicuramente l'uomo sapeva non avevo soldi in tasca, motivo per cui mi fece quel ricatto su due piedi. Mi aveva tenuto d'occhio per diversi giorni disse, e aveva capito che ero interessato a quelle riviste. Immaginava che prima o poi avrei provato il colpo, solo che lui non era deficiente. E adesso dovevo scegliere e in fretta. Non aveva tempo da perdere con dei ladruncoli frocetti ed effemminati come me.
Le dita mi tremavano mentre mi abbassavo gli shorts, ma l'uomo mi fermo' all'istante: "No... non adesso.. devo lavorare e può arrivare gente. Ripassa più tardi nel pomeriggio, prima che chiuda. Guarda che sparisci e non ti fai vivo, ti denuncio ai carabinieri" mi minacciò. Mi fece cenno con la testa di uscire, e sgattaiolai fuori con il cuore in gola. In che guaio mi ero cacciato.
Passai l'intero pomeriggio a pensare alla sua proposta, alla fine non era un cattivo scambio, mi facevo scopare da tanti uomini, uno in più che differenza avrebbe fatto? Il problema più grande era che finito di pagare il mio debito, avrei dovuto girare alla larga per sempre da quel posto. Ma quello era il minimo dei mali mi dissi. Attesi quindi l'orario di chiusura dell'edicola, e mi presentai puntuale come da accordi.
Entrai dalla porticina e l'uomo mi fece un appunto: "Bene, brava ragazzina, sei puntuale mi piaci". Da quel momento si rivolse a me sempre al femminile: "So che ti piace farti passare per femmina, ho sentito qualche storiella interessante su di te e sulle notti che trascorri in giro per le stradine qui attorno" disse. Restai di sasso. Chi poteva avergli svelato queste cose? Il posto era pieno di gente pettegola e vero, e sicuramente non avevo preso le mie precauzioni quando uscivo la notte a caccia di uomini per farmi scopare da puttana quale ero.
"So troppe cose su di te biondina.." disse ridendo lo stronzo, mentre tirava giù la saracinesca al locale. Mi portò nuovamente nello stanzino attiguo il bancone, in pratica ci eravamo blindati dentro l'edicola. "Avanti.. fammi vedere cosa hai imparato da quelle riviste che tanto ti piacciono" mi ha detto poi. "Se sarai brava.. posso anche decidere di regalarti le due che mi volevi sottrarre".
Feci scivolare giù gli Shorts rivelando un perizoma nero che poco o niente copriva delle mie intimità. L'edicolante si aprì la patta senza fretta, tirò fuori il cazzo semi-eretto di medie dimensioni, le sue dita tozze lo stringevano. Presi dalla tasca degli Shorts un preservativo, ma l'uomo mi bloccò la mano: "Forse non ci siamo capiti frocetta..." Mi ha detto togliendomelo dalle mani e buttandolo a terra. "Avanti mettiti in ginocchio e succhia da brava puttana".
Eseguii il suo ordine senza fiatare, lo fissai mentre mi inginocchiavo davanti a lui. Non immaginavo minimamente che un uomo dall'apparenza così bonaccione, nascondesse un sadico così maiale. O forse era stato il mio atteggiamento da ladro a farlo cambiare a quel modo? Non lo conoscevo e vero, ma le volte che ero entrata nella sua edicola, mi era sembrata una persona socievole educata, non certo così burbero e irascibile.
Presi in mano il suo cazzo già duro e serrai le labbra sulla sua cappella iniziando a succhiare con un movimento avanti e indietro. L'uomo mi afferrò la testa affondando le mani nei miei lunghissimi capelli: " Ti devo dare il tempo io troia.. ecco così vai avanti.." Mi diede il tempo da seguire e io mi diedi da fare con la bocca. Ad un certo punto il porco senza preavviso mi scaricò in bocca un getto di sperma calda tenendomi premuta la testa più a fondo possibile sul suo cazzo, facendomi tossire mentre la sborra mi usciva dalla bocca colandomi dal mento.
Mi fece alzare in piedi prendendomi per un braccio, senza nemmeno darmi il tempo di pulirmi le labbra con il top che avevo ancora addosso. Mi tolse il perizoma gettandolo a terra insieme al preservativo di poco prima, mi fece divaricare le gambe appoggiata ad un muro con le braccia tese in avanti, da dietro mi prese per le natiche aprendomele, e infilandoci due dita, le tolse fradice del mio umore. "Puttana... Sei già zuppa.. chissà quanti ne hai presi girando di notte eh?..." mi ha detto. Non mi diede il tempo di rispondere, me lo infilò dentro lentamente ma spingendo fino alle palle.
"Siii l.. così... prendilo tutto puttana che ti piace". Mi ha sussurrato all'orecchio scostandomi i lunghissimi capelli di lato, iniziando a pomparmi sempre più velocemente. Sospiravo forte, gemevo, sentivo il suo respiro farsi affannoso sul mio collo. Più mi insultava, più godevo di quel trattamento. Sentivo le sue palle sbattere contro le mie chiappe facendo 'Cik Ciak' quello che io avevo ribattezzato, il suono dell'amore.
Mi ritrovai a togliere una mano dal muro e tenerla sulle sue gambe facendo pressione perché mi entrasse con tutte le palle. Si iniziava a sudare, Li dentro l'aria condizionata non esisteva proprio, l'uomo si tolse la maglietta continuando a pomparmi il suo cazzo dentro alle viscere. Sentivo le gocce di sudore colarmi da ogni parte, i lunghissimi capelli appiccicati alla mia schiena con addosso il top bagnato e l'uomo cedere leggermente il ritmo. Lo aiutai spostando il bacino avanti e indietro seguendo il suo movimento, finché arrivarono gli spruzzi tanto attesi. Uno breve, un secondo medio, e uno spruzzo finale più lungo che mi ingravido' del tutto. Appagata, sudata, ma felice. Mentre l'uomo estraeva il suo cazzo facendo colare la sborra sulle mie gambe, mi voltai finalmente a guardarlo, scostandomi i capelli appiccicati dal viso. Respirava a fatica ma ebbe la forza di sussurrarmi: "Brava... Sei una puttana degna di questo nome." Prese le due riviste e me le mise in mano. "Te le sei meritate". Ho raccolto il perizoma senza nemmeno asciugarmi, - e con cosa poi, non c'erano stracci o altro materiale - mi infilai gli shorts sporcandoli di liquido trasparente, raccolsi preservativo e riviste, chiedendo timidamente se potessimo vederci ancora. Mi rispose che lui chiudeva alle 19:00 non aggiunse altro. Aprì la saracinesca quel tanto per farmi uscire, era già buio, nonostante ci fosse ancora gente in giro. Feci l'indifferente e mi incamminai verso casa stringendo in mano le due riviste meritatamente guadagnate.
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