Andrea

scritto il 2026-10-29 tempo di lettura 7 min

di
genere
dominazione
cura
A−

Andrea si era scopato tutte quelle della mia compagnia. L’unica a cui non l’aveva ancora dato ero io.

Una sera siamo in macchina solo io e lui, decido che è il momento di intervenire. Quella sera parliamo, fino a quando non resisto più e lo bacio. Per un secondo rimane quasi interdetto, poi risponde infilandomi la lingua nella mia bocca. Il bacio diventa sempre più passionale, mi tira addosso a lui, mettendomi a cavalcioni. Mi morde le labbra, mi succhia la lingua. Sento il suo cazzo che si gonfia da sotto i pantaloni.

Il bacio continua. Le mie intenzioni sono chiare, gli slaccio i pantaloni, ma lui mi blocca. Dice che se voglio scopare devo passare delle prove. Io rido, penso stia scherzando, per cui senza darci peso dico di si.

Mi rimette sul mio sedile, finisce di slacciarsi i pantaloni e tira fuori il suo pisello. E’ duro, nodoso, pulsante. Mi tira per i capelli, mi ordina di prenderlo in bocca. Il suo pisello sa di uomo, di sesso. Mi muove la testa, gli succhio la cappella, mi muove dall’alto verso il basso, gli lucido il suo cazzo duro. Mi scopa la bocca, me lo infila fino in gola. Penso di non farcela, di vomitare. Non mi lascia neanche il tempo di respirare. Continua a muovermi su e giù fino a quando mi riempie la bocca di sborra. Mi ordina di ingoiare. Io ingoio, il sapore di Andrea è dolce e aspro in contemporanea.

Una volta finito, mi rimette a sedere. Io sento che sono bagnata, penso voglia ricambiare, ma non mi sfiora neanche. Si limita solo ad un piccolo cenno con la testa. Accende la macchina e andiamo a casa sua.

Arriviamo in camera, mi ordina di spogliarlo. Lui mi toglie i vestiti in maniera brusca, mi rompe i collant. Faccio per sdraiarmi a letto, ma lui mi dice che le troie vanno scopate a terra. Mi fa sdraiare a pancia in sù, su un pavimento di marmo, i capezzoli diventano duri in un secondo dal freddo.

Mi mette un bicchiere d'acqua pieno fino al bordo sulla pancia. Mi sorride e dice che per andare alla fase successiva, dovrà rimanere almeno un goccio d'acqua mentre mi scopa, altrimenti il gioco finisce.

Non so se essere ammirata o quasi spaventata. Non mi aspettavo che la notte sarebbe stata così. Mi aspettavo una scopata classica, io sotto e lui sopra e viceversa.

Mi morde i capezzoli, li succhia mentre mi infila tre dita nella figa. Metà bicchiere d'acqua cade a terra, lui si ferma. Controlla quanta ne è rimasta. Capisco che se voglio continuare devo cercare di resistere, di stare ferma.

Muove le dita, il ritmo è serrato. La mia figa si bagna sempre di più, sento i miei umori che iniziano a colare ma, ancora non posso godere, devo stare concentrata. Respiro, respiri profondi. Lui si mette a leccarmela, mi succhia il clitoride mentre le sue dita continuano imperterrite a muoversi, senza darmi tregua. Il bicchiere penso che sia ormai vuoto, capisco di aver perso, per cui tanto vale godersi il momento e avere un orgasmo. Mi lecca avidamente, mi succhia, è bravo con la lingua. Forse più che con le mani. Il mio desiderio monta sempre di più, ansimo, sono sul punto di venire quando lui smette.
Io non riesco neanche a respirare, ho la figa in fiamme. Senza dire una parola solleva il bicchiere, è rimasta una goccia, mi prende, mi tira per i capelli e mi butta sul letto. Sei una brava troia, adesso vediamo come te la cavi a prendere il mio cazzo.

Mi allarga le gambe, si infila dentro in un solo colpo. Grido di piacere. Lui rimane fermo, non si muove. Prende il clitoride tra le sue mani, lo tira, lo preme, poi inizia col pollice a fare dei piccoli movimenti circolari. Sono in estasi, impalata da un cazzo enorme e lui che gioca col mio clitoride. Ansimo sempre di più, ma lui mi tappa la bocca, puoi venire solo quando te lo dico io. In quel momento inizia a muovere il suo cazzo, gli affondi sono veloci, fino in fondo, mi riempie ogni volta. Le mie tette sobbalzano a ogni colpo. Cerco di resistere il più possibile, ma è difficile. E’ da quando me lo ha messo in bocca che voglio venire e ogni volta mi nega l’orgasmo. Anche se con la bocca tappata si sentono le mie grida soffocate. Mi ordina di nuovo che non posso venire fino a quando non decide lui. Ho le lacrime agli occhi. Lui affonda sempre di più i colpi. la mia figa è un lago. Entra ed esce sempre più velocemente. Mi schiaccia la pancia per sentire dove arriva il suo cazzo. Ride. Che brava troia, guarda fin dove ti arriva il mio cazzo. Che brava troia vogliosa. Adesso puoi venire. Esplodo in un orgasmo liberatorio, lui mi viene dentro mi riempie della sua sborra calda.

Andrea si accascia per un attimo sul letto, niente coccole, niente conversazioni, mi dice solo: a culo come stai messa? Ma non vuole veramente sapere la risposta.

Mi ordina di segargli il cazzo. Appena si fa turgido mi mette a pecora, infila il suo cazzo di nuovo nella mia figa mentre lubrifica il mio buco con i miei umori. Infila due dita nel culo, sfila il cazzo dalla figa e me lo infila in culo. Mi incula, mi preme la testa contro il cuscino, sento le sue palle sbattere contro le mie chiappe. E’ violento, mi strizza le tette, i capezzoli. Mi infila due dita nella figa mentre continua a pomparmi. Gli chiedo se posso venire. Mi tira i capelli, mi dice: ancora non hai capito che sei la mia schiava e non puoi più decidere quando venire? Aumenta il ritmo, sento che stiamo per perdere il controllo. Ma, da buon padrone, per non perdere il controllo si sfila dal mio culo. Dopo avermelo allargato, il mio buco si richiude, mi sento vuota. Voglio il suo cazzo in culo. Mi giro solo con la testa. Lui rimane in ginocchio con il suo cazzo durissimo, vedo le vene pompare. Voglio che adesso ti inculi da sola e mi dà uno schiaffo sul culo. Lui si mette comodo ad ammirare lo spettacolo. Io mi allargo le chiappe, indietreggio fino a quando sento la cappella appoggiata al buco. Mi tiene per i fianchi mentre mi insulta: la mia schiava adesso si impala da sola. Prendi il mio cazzo troia. Mi impalo. Mi muovo avanti e indietro. Il mio buco avvolge il suo cazzo. Mi fa impazzire come mi sento riempire da lui. Mi stantuffa, mi stringe sempre di più. Sento quattro dita entrare nella mia figa, è talmente bagnata che non fanno neanche fatica. Mi metto a gridare, lo imploro di farmi venire. Puoi venire troia. Ci lasciamo andare a un orgasmo in contemporanea. Ho il culo pieno di sborra, quando si sfila sento che scende dal culo fino alle cosce.

Andrea si mette sul letto, io sono senza forze. Mi guarda: brava troia, da adesso sarai la mia schiava, puliscimi il cazzo. Rimango un attimo ferma, il suo cazzo è coperto dai nostri umori ed è stato nel mio culo. Mi molla una sberla e mi tira per i capelli. Odio ripetermi, schiava. Mi fa aprire la bocca e, io, da brava schiava, non posso far altro che obbedire.
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