Il pomeriggio di due mogli
scritto il 2026-10-28 tempo di lettura 10 min
di
Laura m
genere
saffico
cura
A+
Gli scuri delle finestre erano socchiusi e lasciavano filtrare quel tanto di luce che impediva di inciampare in qualche mobile. Sul letto due corpi uno sopra l’altro che si muovevano lentamente, nell’aria si sentivano solo gli schiocchi di baci appassionati. “Come m piacciono le tue labbra, te le succhierei per ore”. “A me mi manda in visibilio la tua lingua, te la succhierei sempre ... e mi piace di più quando mi lecchi”. “Sì amore mio, fatti stringere, fammi sentire il tuo petto sul mio”. “Uhh, sì stringiamoci,...”. “Toccami il culo ... sì, così ... bello ... mi piace .. Tuo marito, mentre, non c’eri, ieri mi ha penetrata nel culo ... mi ha sborrato dentro... è stato magnifico ...”. “Io a mio marito prima o poi glielo taglio! Troppo spesso lo fa con te ...” – “Sei gelosa?” – “Ma no, dai ... Ma che fai? Sento la tua mano frugare fra le cosce...” “Per par condicio, tu mi metti il dito nel culo ed io te lo metto nella fica ... eccola! Come ce l’hai morbida! Dai facciamo un sessantanove, ho voglia di leccartela e di farmela leccare!” – “Ma abbiamo poco tempo, fra poco vengono i nostri mariti ...”. “E che importa? Se ci vedono leccarci magari si ecciteranno , così potremo fare una bella chiavata. Non ti va avere il cazzo dentro?” “Come no? A me anche in bocca ... su! Dai, spogliamoci e prendiamo posizione!”
Monica accese la luce e Sandra: “Perché la luce?” - “Lo sai no? Ti voglio vedere nuda, mi piace vederti nuda, sdraiata sul letto, con le gambe aperte, la fica in mostra, e tu che ti accarezzi i seni ... Starei ore a guardarti”” “Ti piacerebbe penetrarmi?” “Sì, mi piacerebbe ... che bello sarebbe poterti mettere un bel cazzo dentro...” - “Mi inculeresti pure?” “Sì, perché no, hai un bel culetto. Io te lo guardo quando uno dei nostri uomini ti sodomizza, mi eccito, spesso mi masturbo guardandovi ... ma basta chiacchiere, mettiti sotto, ti voglio mangiare la fica”. “Sì, amore, mettiti sopra di me, io ti offro tutta la mia parte intima da leccare, dall’alto in basso e dal basso in alto.” “Sì, sei bella così, che passerona! L’ho vista centinaia di volte, ma ogniqualvolta è come se fosse la prima!”. “Dai smettiamola di chiacchierare ... Sento le tue tette sulla pancia ... leccami, sì così ...”. Nella foga della passione, più volte si rotolarono sul letto, ma sempre con le bocche attaccate una alla fica dell’altra. “Ti si è gonfiato il clito ...” riferì Monica a Sandra. “E che aspetti a succhiarlo ... fai finta di fare un pompino a mio marito ... sei brava e a volte provo gelosia”.
Andarono avanti fino a quando tutte e due ottennero l’orgasmo. Dopo, tornarono in posizione normale, tutte e due abbracciate per baciarsi e palparsi. “Hai visto i nuovi vicini di casa?” chiese Sandra... “Sì, una bella coppia, quasi quasi da invitare, chissà che tipo di sesso praticano,”. “Pensi sempre a quello, dai”. “Perché, tu non ci pensi? Questa fica che sto toccando chissà quante ne ha sentite” – “Già, la tua no?” - “Lo sai che io fino a conoscere te ho scopato solo con mio marito ...” – “E prima?”. “Ma certo, ho avuto qualche fidanzato ... mai donne, la prima sei stata tu ... non ero ancora sposata... poi, per non perderti ti ho presentato mio marito ...”. “Hai visto lei? “- “Lei chi?”. “La nostra vicina; sono tre, padre madre e una figlia piccola; avrà una trentina d’anni, l’età più bella per scopare, ed è anche un bel fiore”. “Ti porteresti a letto anche lei? ” - “Perché no? L’ho vista coi fuseaux, tutta attillata, sembra una esse con quei seni e il culo prominenti...” - “Non ti basto io? “ – “Certo che sì, ma se tu l’avessi vista... sai, tra le gambe aveva una protuberanza .. che bella patata!” - ”Ma senti questa! Gliela leccheresti?” – “Tu dici di no? Ma certo, e poi sono sicura che non la vorrei solo per me, perché mi piacerebbe condividerla con te ... Che bello! La metteremmo in mezzo, una tetta per una e poi ... la fica, che magnificenza di fica deve avere, ce n’è per tutte e due!” – “Quando la vedrò ti darò il mio giudizio; ora, amore massaggiami la fica come sai fare tu, ho voglia di venire, nel frattempo per eccitarmi raccontami uno dei tuoi tanti incontri con le donne ... sì, così, toccami così ... ti amo!” – “Che ti racconto? Forse quella della prof di inglese. Dovevo fare una prova di lingua straniera per essere assunta in una grande ditta commerciale. Avevo studiato l’inglese ma non lo parlavo fluentemente; mi dissero di andare da questa prof. Seppi che era una lesbica di quelle vere che con le donne si comportava come se fosse maschio. Non mi preoccupai, con donne ci ero già stata, non sapevo se lesbiche o lussuriose come noi due ... ti posso toccare il culo?” – “Sì, toccalo ...” – “Era brava come insegnante. Le piacqui, non come alunna ma come femmina, non staccava gli occhi dai miei seni, cercava sempre di toccarmi, specie dietro” Rise. “Che ridi?”. “Forse ti ho chiesto di toccarti il sedere perché mi sono ricordata di lei ... Belle queste chiappe, ma ora torno alla tua bernarda che si è già inumidita, dammi la bocca, ti voglio succhiare la lingua ... Amo questa fica tenera ... ma torno alla signora. Un giorno mi disse: Mi piacerebbe vederti il seno nudo ... Dovetti fare una smorfia. Ti darebbe fastidio? Io ti faccio vedere il mio, e subito si denudò. Anch’io mi tolsi la maglietta. Che splendore di tette, mi disse ... Hai mai fatto l’amore con qualche amica? Le risposi che sì e lei mi sorrise- Allora facciamolo, mi disse. Vieni a sederti sulle mie ginocchia ... La cosa mi eccitava. Sento che anche tu ti ecciti, porcellina mia, la tua fica è diventata brodosa ahahahah ... Mi bacia i seni, mi mette una mano fra le gambe, mi fa incalorire. Quando ritenne che io ero pronta, si alza, mi cede la sedia e mi fa mettere in ginocchio; mi tira su la gonna, mi sfila le mutande per quel che basta a denudarmi il culo. Me lo accarezza, mi sfiora il buco con un dito, poi s’inginocchia anche lei e comincia a leccarmi ... sì, così come facciamo noi a volta ... Nessuno me l’aveva fatto ... sentire la punta della sua lingua che mi esplora il luogo più nascosto ... sensazioni mai provate, portarmi al culmine del piacere ... Da lei ho imparato ... ti piace quando ti lecco il culo?” – “Sì amore e mi piace farlo anche a te, tu me l’hai insegnato ... Ora dedicati tutta per me ...” – “Sì, bella mia troietta “, disse Monica, “ora mi dedico a te”: giocò con la bocca e la lingua sui seni dell’amica, mentre la sua mano e le sue dita le esploravano la vagina. Questa ebbe un sussulto e si accomodò per permetterle di masturbarla con comodità. Sollevò la bocca dalle tette e “Monica, vorrei sempre la tua mano sulla mia fica, perché?” – “Perché ci amiamo e perché siamo troppo desiderose, libidinose”: “Vuoi dire che siamo due troie?”- “Sì, due belle troie.. mi piace fare la troia con te ... Vuoi che continuo con la storia della lesbica?”. “Sì, ... quanto tempo è durata questa relazione?”- “Qualche mese ... mi sedevo in poltrona, nuda, con le gambe belle aperte. Prima di toccarmi, mi faceva vedere come mi avrebbe leccata... aveva una lingua mobilissima, mi faceva bagnare prima che me la spalmasse sopra ...” – “Ti leccava meglio di me?” “Che c’entra? Tu sei il mio amore, quella era solo un’esperta di tecnica sessuale” – “Oh Monicuccia mia come mi fa godere il tuo dito ... fammi venire sÌ .. così ... bello! ... mi fai morire...” Ebbe un altro orgasmo: si guardarono negli occhi, sorrisero. “Sì, siamo due troie libidinose”, disse Sandra. “Ora tocca a me masturbarti e farti venire, sistemiamoci meglio”. Si scambiarono il lavoro; Sandra aveva una folta peluria e a Monica piaceva intrecciare le dita con quella morbida lanugine. “Mi piace accarezzartela, cercare tra i peli i luoghi giusti per farti godere ... e poi .. prenderti il clito fra pollice e indice, sentirlo indurirsi ...”. “Perché non mi racconti qualcosa di te ... possibile che non hai mai fatto nulla di sconcio?” Monica rise: “Le cose sconce con donne le ho fatte con te, mi piace leccarti anche il culo e farmelo leccare da te ... Con gli uomini sì, le ho fatte... Una volta c’erano due bei giovanotti che mi facevano la corte; mi piacevano tutti e due ... Un giorno ci trovammo tutti e tre insieme a casa mia ... mi divertivo a stuzzicarli con discorsi un po’ osè .. parlavamo di altre ragazze. “Te l’ha data poi Irene? --- Vi facevano i pompini ... ecc. Quando vidi che erano caldi al punto giusto, feci la mia proposta: Vedo, dissi loro, che tutti e due siete attirati da me; voi mi piacete tutti e due, se smettete di essere gelosi e di fare la gara a chi arriva primo, potremmo divertirci tutti e tre... Discutemmo un po’ la cosa, poi tutti e due convennero che la mia proposta poteva essere accettata. Cominciamo subito, dissi loro, e mi posizionai davanti a loro due; allungai le mani e toccai i loro inguini ... erano duri, eccitatissimi ... se ci penso ...mmmm” - “Gliel’hai presi in mano? A tutti e due? Che bello ... mettimi un dito nel culo, ho voglia ...”- “Sì, amore, ci fosse ora uno dei nostri uomini ti farei inculare mentre io te la lecco... “ – “Glieli hai presi in bocca?” – “Sì, prima uno poi l’altro ... poi provai a metterli tutti due in bocca, che sensazione straordinaria, però la mia bocca è piccola ..” – “E poi?! – “Poi ... per me allora era la prima volta, ora è diventato un’abitudine ... uno si sdraiò sul letto, col cazzo ritto come un’asta di bandiera. Lo presi in bocca, fino all’ugola, l’altro mi penetrò nell’ano. Che goduria ... Io mi portai la mano sulla fica. Poi mi sborrarono quasi insieme ... mi ficcai due dita nella vagina e venni anch’io.” – “E me? Non mi fai venire?” – “Sì, sento il tuo clito duro ... se apri le gambe vengo a succhiartelo ... “ – Non aspettava altro, aprì le gambe: “Mangiamela” disse.
“Brave! Brave! Che belle troie abbiamo per mogli!”. Senza farsi sentire erano arrivati i mariti. Si erano messi a origliare e a dare un’occhiata ogni tanto. Si erano messi d’accordo, l’avevano tirato fuori e se lo accarezzavano. “Ognuno la sua?” Aveva chiesto Salvo; “Si”, rispose Alberto. “Ora i vostri mariti pretendono i loro diritti”. Disse Salvo, “mettetevi una accanto all’altra, appoggiatevi sulla sponda del letto e mostrateci i vostri bei culi! Eseguirono. Le due donne si scambiarono un’occhiata di soddisfazione, chiudevano in bellezza quel dolce pomeriggio. I due maschi, col cazzo in avanscoperta, si avvicinarono, palparono le chiappe di ognuna, poi infilarono i loro membri nella vagina, per umidificarli, quindi cercarono l’ano delle rispettive mogli e le incularono.
Monica accese la luce e Sandra: “Perché la luce?” - “Lo sai no? Ti voglio vedere nuda, mi piace vederti nuda, sdraiata sul letto, con le gambe aperte, la fica in mostra, e tu che ti accarezzi i seni ... Starei ore a guardarti”” “Ti piacerebbe penetrarmi?” “Sì, mi piacerebbe ... che bello sarebbe poterti mettere un bel cazzo dentro...” - “Mi inculeresti pure?” “Sì, perché no, hai un bel culetto. Io te lo guardo quando uno dei nostri uomini ti sodomizza, mi eccito, spesso mi masturbo guardandovi ... ma basta chiacchiere, mettiti sotto, ti voglio mangiare la fica”. “Sì, amore, mettiti sopra di me, io ti offro tutta la mia parte intima da leccare, dall’alto in basso e dal basso in alto.” “Sì, sei bella così, che passerona! L’ho vista centinaia di volte, ma ogniqualvolta è come se fosse la prima!”. “Dai smettiamola di chiacchierare ... Sento le tue tette sulla pancia ... leccami, sì così ...”. Nella foga della passione, più volte si rotolarono sul letto, ma sempre con le bocche attaccate una alla fica dell’altra. “Ti si è gonfiato il clito ...” riferì Monica a Sandra. “E che aspetti a succhiarlo ... fai finta di fare un pompino a mio marito ... sei brava e a volte provo gelosia”.
Andarono avanti fino a quando tutte e due ottennero l’orgasmo. Dopo, tornarono in posizione normale, tutte e due abbracciate per baciarsi e palparsi. “Hai visto i nuovi vicini di casa?” chiese Sandra... “Sì, una bella coppia, quasi quasi da invitare, chissà che tipo di sesso praticano,”. “Pensi sempre a quello, dai”. “Perché, tu non ci pensi? Questa fica che sto toccando chissà quante ne ha sentite” – “Già, la tua no?” - “Lo sai che io fino a conoscere te ho scopato solo con mio marito ...” – “E prima?”. “Ma certo, ho avuto qualche fidanzato ... mai donne, la prima sei stata tu ... non ero ancora sposata... poi, per non perderti ti ho presentato mio marito ...”. “Hai visto lei? “- “Lei chi?”. “La nostra vicina; sono tre, padre madre e una figlia piccola; avrà una trentina d’anni, l’età più bella per scopare, ed è anche un bel fiore”. “Ti porteresti a letto anche lei? ” - “Perché no? L’ho vista coi fuseaux, tutta attillata, sembra una esse con quei seni e il culo prominenti...” - “Non ti basto io? “ – “Certo che sì, ma se tu l’avessi vista... sai, tra le gambe aveva una protuberanza .. che bella patata!” - ”Ma senti questa! Gliela leccheresti?” – “Tu dici di no? Ma certo, e poi sono sicura che non la vorrei solo per me, perché mi piacerebbe condividerla con te ... Che bello! La metteremmo in mezzo, una tetta per una e poi ... la fica, che magnificenza di fica deve avere, ce n’è per tutte e due!” – “Quando la vedrò ti darò il mio giudizio; ora, amore massaggiami la fica come sai fare tu, ho voglia di venire, nel frattempo per eccitarmi raccontami uno dei tuoi tanti incontri con le donne ... sì, così, toccami così ... ti amo!” – “Che ti racconto? Forse quella della prof di inglese. Dovevo fare una prova di lingua straniera per essere assunta in una grande ditta commerciale. Avevo studiato l’inglese ma non lo parlavo fluentemente; mi dissero di andare da questa prof. Seppi che era una lesbica di quelle vere che con le donne si comportava come se fosse maschio. Non mi preoccupai, con donne ci ero già stata, non sapevo se lesbiche o lussuriose come noi due ... ti posso toccare il culo?” – “Sì, toccalo ...” – “Era brava come insegnante. Le piacqui, non come alunna ma come femmina, non staccava gli occhi dai miei seni, cercava sempre di toccarmi, specie dietro” Rise. “Che ridi?”. “Forse ti ho chiesto di toccarti il sedere perché mi sono ricordata di lei ... Belle queste chiappe, ma ora torno alla tua bernarda che si è già inumidita, dammi la bocca, ti voglio succhiare la lingua ... Amo questa fica tenera ... ma torno alla signora. Un giorno mi disse: Mi piacerebbe vederti il seno nudo ... Dovetti fare una smorfia. Ti darebbe fastidio? Io ti faccio vedere il mio, e subito si denudò. Anch’io mi tolsi la maglietta. Che splendore di tette, mi disse ... Hai mai fatto l’amore con qualche amica? Le risposi che sì e lei mi sorrise- Allora facciamolo, mi disse. Vieni a sederti sulle mie ginocchia ... La cosa mi eccitava. Sento che anche tu ti ecciti, porcellina mia, la tua fica è diventata brodosa ahahahah ... Mi bacia i seni, mi mette una mano fra le gambe, mi fa incalorire. Quando ritenne che io ero pronta, si alza, mi cede la sedia e mi fa mettere in ginocchio; mi tira su la gonna, mi sfila le mutande per quel che basta a denudarmi il culo. Me lo accarezza, mi sfiora il buco con un dito, poi s’inginocchia anche lei e comincia a leccarmi ... sì, così come facciamo noi a volta ... Nessuno me l’aveva fatto ... sentire la punta della sua lingua che mi esplora il luogo più nascosto ... sensazioni mai provate, portarmi al culmine del piacere ... Da lei ho imparato ... ti piace quando ti lecco il culo?” – “Sì amore e mi piace farlo anche a te, tu me l’hai insegnato ... Ora dedicati tutta per me ...” – “Sì, bella mia troietta “, disse Monica, “ora mi dedico a te”: giocò con la bocca e la lingua sui seni dell’amica, mentre la sua mano e le sue dita le esploravano la vagina. Questa ebbe un sussulto e si accomodò per permetterle di masturbarla con comodità. Sollevò la bocca dalle tette e “Monica, vorrei sempre la tua mano sulla mia fica, perché?” – “Perché ci amiamo e perché siamo troppo desiderose, libidinose”: “Vuoi dire che siamo due troie?”- “Sì, due belle troie.. mi piace fare la troia con te ... Vuoi che continuo con la storia della lesbica?”. “Sì, ... quanto tempo è durata questa relazione?”- “Qualche mese ... mi sedevo in poltrona, nuda, con le gambe belle aperte. Prima di toccarmi, mi faceva vedere come mi avrebbe leccata... aveva una lingua mobilissima, mi faceva bagnare prima che me la spalmasse sopra ...” – “Ti leccava meglio di me?” “Che c’entra? Tu sei il mio amore, quella era solo un’esperta di tecnica sessuale” – “Oh Monicuccia mia come mi fa godere il tuo dito ... fammi venire sÌ .. così ... bello! ... mi fai morire...” Ebbe un altro orgasmo: si guardarono negli occhi, sorrisero. “Sì, siamo due troie libidinose”, disse Sandra. “Ora tocca a me masturbarti e farti venire, sistemiamoci meglio”. Si scambiarono il lavoro; Sandra aveva una folta peluria e a Monica piaceva intrecciare le dita con quella morbida lanugine. “Mi piace accarezzartela, cercare tra i peli i luoghi giusti per farti godere ... e poi .. prenderti il clito fra pollice e indice, sentirlo indurirsi ...”. “Perché non mi racconti qualcosa di te ... possibile che non hai mai fatto nulla di sconcio?” Monica rise: “Le cose sconce con donne le ho fatte con te, mi piace leccarti anche il culo e farmelo leccare da te ... Con gli uomini sì, le ho fatte... Una volta c’erano due bei giovanotti che mi facevano la corte; mi piacevano tutti e due ... Un giorno ci trovammo tutti e tre insieme a casa mia ... mi divertivo a stuzzicarli con discorsi un po’ osè .. parlavamo di altre ragazze. “Te l’ha data poi Irene? --- Vi facevano i pompini ... ecc. Quando vidi che erano caldi al punto giusto, feci la mia proposta: Vedo, dissi loro, che tutti e due siete attirati da me; voi mi piacete tutti e due, se smettete di essere gelosi e di fare la gara a chi arriva primo, potremmo divertirci tutti e tre... Discutemmo un po’ la cosa, poi tutti e due convennero che la mia proposta poteva essere accettata. Cominciamo subito, dissi loro, e mi posizionai davanti a loro due; allungai le mani e toccai i loro inguini ... erano duri, eccitatissimi ... se ci penso ...mmmm” - “Gliel’hai presi in mano? A tutti e due? Che bello ... mettimi un dito nel culo, ho voglia ...”- “Sì, amore, ci fosse ora uno dei nostri uomini ti farei inculare mentre io te la lecco... “ – “Glieli hai presi in bocca?” – “Sì, prima uno poi l’altro ... poi provai a metterli tutti due in bocca, che sensazione straordinaria, però la mia bocca è piccola ..” – “E poi?! – “Poi ... per me allora era la prima volta, ora è diventato un’abitudine ... uno si sdraiò sul letto, col cazzo ritto come un’asta di bandiera. Lo presi in bocca, fino all’ugola, l’altro mi penetrò nell’ano. Che goduria ... Io mi portai la mano sulla fica. Poi mi sborrarono quasi insieme ... mi ficcai due dita nella vagina e venni anch’io.” – “E me? Non mi fai venire?” – “Sì, sento il tuo clito duro ... se apri le gambe vengo a succhiartelo ... “ – Non aspettava altro, aprì le gambe: “Mangiamela” disse.
“Brave! Brave! Che belle troie abbiamo per mogli!”. Senza farsi sentire erano arrivati i mariti. Si erano messi a origliare e a dare un’occhiata ogni tanto. Si erano messi d’accordo, l’avevano tirato fuori e se lo accarezzavano. “Ognuno la sua?” Aveva chiesto Salvo; “Si”, rispose Alberto. “Ora i vostri mariti pretendono i loro diritti”. Disse Salvo, “mettetevi una accanto all’altra, appoggiatevi sulla sponda del letto e mostrateci i vostri bei culi! Eseguirono. Le due donne si scambiarono un’occhiata di soddisfazione, chiudevano in bellezza quel dolce pomeriggio. I due maschi, col cazzo in avanscoperta, si avvicinarono, palparono le chiappe di ognuna, poi infilarono i loro membri nella vagina, per umidificarli, quindi cercarono l’ano delle rispettive mogli e le incularono.
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