Io e Francesco 2
scritto il 2026-10-28 tempo di lettura 7 min
di
Marco Cianni
genere
gay
cura
A+
Ero li, lungo sul letto a guardare il soffitto e pensando a quello che era appena accaduto, sembrava essere un sogno.
Pensavo a Francesco e se volesse continuare quello che era appena iniziato.
Gli scrissi un messaggio al quale non rispose. Andai a dormire e il giorno dopo non vedevo l'ora di ricevere una sua risposta.
Verso l'ora di pranzo mi arrivò finalmente il suo messaggio, il cuore andava a mille, avevo paura di leggerlo ma presi coraggio.
Il messaggio recitava: "Marco, quello che è accaduto ieri mi ha sconvolto perchè mi e piaciuto e ho paura di diventare gay, a me piacciono le ragazze. Allo stesso tempo però mi piacerebbe provare ancora. Non so che fare."
Gli risposi di vederci dopo pranzo perchè la mattina avevo da fare delle cose.
Nel pomeriggio, molto presto ci incontrammo davanti alla strada che scende al fiume. Ci guardammo negli occhi imbarazzati ma dovevamo per forza parlarne.
Arrivati al solito posto nascosto lui prese l'iniziativa e iniziò dicendo, "Marco come ti ho detto ieri ho paura ma allo stesso tempo mi e piaciuto, non so che fare. Sarebbe più facile se non fosse mai accaduto."
"Franci, mettiamola così. Ci divertiamo finchè uno di noi non trova una ragazza e al massimo ti puoi ritenere bisex e non gay. Il sesso è sesso, noi siamo amici, divertiamoci" replicai io.
Quelle parole probabilmente sbloccarono qualcosa in lui e disse, "sai?! Hai ragione, divertiamoci, chi se ne frega tanto lo sappiamo solo noi. Non guardo altri uomini e non mi piacciono quindi non sono gay."
Io ero in estasi, non vedevo l'ora di farlo di nuovo.
A forza di parlare si fece tardi e tornammo ognuno a casa nostra. Ci mandammo diversi messaggio sempre sullo stesso argomento e ci demmo appuntamento per il giorno dopo a casa mia.
La mattina dopo Francesco si presentò puntuale con il suo motorino, io presi il mio e partimmo.
Ci dirigemmo verso una casa abbandonata nelle campagne vicine dove sapevamo ci andavano le coppiette a fare sesso. Li si poteva arrivare solo a piedi e l'entrata dalla strata principale si vedeva molto bene quindi potevi controllare se arrivava qualcuno.
Dietro questa casa c'era una vecchia veranda appartata dove c'erano un tavolo e delle sedie.
Ci sedemmo li e ci guardammo negli occhi con imbarazzo senza che nessuno facesse la prima mossa.
La cosa stavolta era organizzata e non spontanea quindi sembrava strano così cercai di rompere il ghiaccio e dissi, "che dici, ci dovremmo baciare?"
"Non lo so, mi fa strano baciare un uomo", disse Francesco.
Mi avvicinai alle sue labbra e lui non si tirò indietro. Gli diedi un bacio a stampo sulle labbra e mi allontanai.
Mi riavvicinai subito dopo aprendo la bocca, lo fece anche lui e quando le nostre lingue si toccarono il cuore mi balzò in gola e iniziò a battere molto forte, l'emozione era fortissima.
Mentre ci baciavamo iniziò a diventarmi duro e pensavo stesse succedendo la stessa cosa anche a lui. Appoggiai la mia mano sulla sua gamba e piano piano mi avvicinai suo cazzo, quando lo toccai sentì che era durissimo e questo significava che la cosa lo eccitava.
"Franci tira giù i pantaloni e siediti sul tavolo", gli dissi.
Lui lo fece subito e io mi sedetti davanti a lui sulla sedia.
Con le mani gli allargai le gambe, eccolo, era li dritto e duro pronto per essere preso da me.
Stavolta mi avvicinai ad occhi aperti, volevo godermi quel momento. Gli accarezzai le palle poi presi il cazzo in mano e piano piano tirai la pelle per scappellarlo. La cappella era tutta bagnata e scivolosa, il che significava che era eccitatissimo.
Iniziai a leccare il suo cazzo per la lunghezza poi piano piano lo tirai a me per abbassarlo, aprì la bocca e iniziai a succhiare la cappella. Il sapore del suo liquido pre eiaculatorio era fantastico.
Cercai di andare più a fondo con la bocca e lui iniziò a gemere di piacere.
"Marco ci sai proprio fare, mi piace molto. Non ti fermare che sto per venire" disse lui gemendo.
Dentro di me dissi che stavolta l'avrei fatto venire in bocca, ci dovevo riuscire.
Dopo un paio di fantastici minuti di bocchino sentì che le sue gambe iniziavano a tremare e fece, "Marco levati sto per sborrare."
Io accelerai con le succhiate, mi appoggiò una mano sulla testa come per spingermi via che io gli tolsi facendogli capire che doveva sborrarmi in bocca.
Subito dopo sentì la sua cappella gonfiarsi nella mia bocca, emise un gemito fortissimo e uno, due, tre, quattro e cinque pulsazioni di sborro caldo mi riempirono la bocca. Io strizzai gli occhi per trattenermi dallo sputare.
Come capì che ebbe finito allargai le gambe e feci cadere a terra lo sborro che avevo in bocca. Lo guardai negli occhi e sorridendo gli dissi, "allora ti è piaciuto?"
"Cazzo Marco, certo che si, ti va di continuare ancora un pò?!" Rispose lui.
Senza dire altro abbassai la testa e continuai a succhiarlo ancora un pò mentre nella testa pensavo che il sapore del suo sborro mi piaceva moltissimo e che quindi dovevo superare il blocco mentale della consistenza viscida.
Il suo cazzo si stava ammosciando mentre lo succhiavo, lui se ne rese conto e mi spinse via dicendo, "ora tocca a me, dai spogliati e siediti qui."
Mi spogliai e mi sedetti sul tavolo, Francesco mi allargò le gambe, prese il mio cazzo in mano e mi fece, "Marco mi sembra tu sia eccitato, guarda come scola. Che sapore ha questo liquido?"
"Sa di sborro ma è di tutt'altra consistenza", replicai.
Lui come fece la prima volta lo assaggiò con un dito, poi lo volle provare di nuovo ma direttamente con le labbra, mi guardò con gli occhi spalancati e disse, "Marco è buonissimo, voglio che mi vieni in bocca anche tu, voglio provare."
Iniziò a leccarmi il liquido che scolava poi piano piano scoprì la cappella, era gonfia di eccitazione, calda e tutta bagnata.
Iniziò a succhiarlo e in meno di un secondo lo ripulì.
Iniziò ad affondare la sua bocca sul mio cazzo, io guardavo il vuoto e mi concentravo solo sul momento della sborrata senza pensare a null'altro.
Dopo massimo un minuto, iniziai ad irrigidirmi, Francesco si fermò e disse, "stai per venire? Dimmelo così mi preparo."
"Si ci sono quasi, te lo dico ma non ti fermare e accelera", replicai io.
Lui senza dire altro riprese a succhiarlo più velocemente.
Stava arrivando, c'ero quasi. "Eccolo, eccolo, sto sborrando", esclamai gemendo molto intensamente.
Francesco si fermò ed esplosi in una sborrata come mai avevo provato prima.
"Franci continua ti prego non ti fermare", urlai.
Staccò la sua bocca per sputare poi velocemente lo riprese in bocca e continuò a succhiarlo, il piacere era massimo, non ci potevo credere.
Una volta che sentì perdere l'erezione lo presi con le mani sul viso, lo tirai verso di me e gli dissi, "Franci baciami."
Lui aveva la bocca ancora sporca del mio sborro, iniziammo a pomiciare.
Dopo poco lo guardai nei occhi e dissi, "ti e piaciuto? Dimmi di si ti prego."
"Marco, non potevi convincermi a fare cosa migliore. Mi e piaciuto da morire."
Sorridemmo e riprendemmo a pomiciare.
Pensavo a Francesco e se volesse continuare quello che era appena iniziato.
Gli scrissi un messaggio al quale non rispose. Andai a dormire e il giorno dopo non vedevo l'ora di ricevere una sua risposta.
Verso l'ora di pranzo mi arrivò finalmente il suo messaggio, il cuore andava a mille, avevo paura di leggerlo ma presi coraggio.
Il messaggio recitava: "Marco, quello che è accaduto ieri mi ha sconvolto perchè mi e piaciuto e ho paura di diventare gay, a me piacciono le ragazze. Allo stesso tempo però mi piacerebbe provare ancora. Non so che fare."
Gli risposi di vederci dopo pranzo perchè la mattina avevo da fare delle cose.
Nel pomeriggio, molto presto ci incontrammo davanti alla strada che scende al fiume. Ci guardammo negli occhi imbarazzati ma dovevamo per forza parlarne.
Arrivati al solito posto nascosto lui prese l'iniziativa e iniziò dicendo, "Marco come ti ho detto ieri ho paura ma allo stesso tempo mi e piaciuto, non so che fare. Sarebbe più facile se non fosse mai accaduto."
"Franci, mettiamola così. Ci divertiamo finchè uno di noi non trova una ragazza e al massimo ti puoi ritenere bisex e non gay. Il sesso è sesso, noi siamo amici, divertiamoci" replicai io.
Quelle parole probabilmente sbloccarono qualcosa in lui e disse, "sai?! Hai ragione, divertiamoci, chi se ne frega tanto lo sappiamo solo noi. Non guardo altri uomini e non mi piacciono quindi non sono gay."
Io ero in estasi, non vedevo l'ora di farlo di nuovo.
A forza di parlare si fece tardi e tornammo ognuno a casa nostra. Ci mandammo diversi messaggio sempre sullo stesso argomento e ci demmo appuntamento per il giorno dopo a casa mia.
La mattina dopo Francesco si presentò puntuale con il suo motorino, io presi il mio e partimmo.
Ci dirigemmo verso una casa abbandonata nelle campagne vicine dove sapevamo ci andavano le coppiette a fare sesso. Li si poteva arrivare solo a piedi e l'entrata dalla strata principale si vedeva molto bene quindi potevi controllare se arrivava qualcuno.
Dietro questa casa c'era una vecchia veranda appartata dove c'erano un tavolo e delle sedie.
Ci sedemmo li e ci guardammo negli occhi con imbarazzo senza che nessuno facesse la prima mossa.
La cosa stavolta era organizzata e non spontanea quindi sembrava strano così cercai di rompere il ghiaccio e dissi, "che dici, ci dovremmo baciare?"
"Non lo so, mi fa strano baciare un uomo", disse Francesco.
Mi avvicinai alle sue labbra e lui non si tirò indietro. Gli diedi un bacio a stampo sulle labbra e mi allontanai.
Mi riavvicinai subito dopo aprendo la bocca, lo fece anche lui e quando le nostre lingue si toccarono il cuore mi balzò in gola e iniziò a battere molto forte, l'emozione era fortissima.
Mentre ci baciavamo iniziò a diventarmi duro e pensavo stesse succedendo la stessa cosa anche a lui. Appoggiai la mia mano sulla sua gamba e piano piano mi avvicinai suo cazzo, quando lo toccai sentì che era durissimo e questo significava che la cosa lo eccitava.
"Franci tira giù i pantaloni e siediti sul tavolo", gli dissi.
Lui lo fece subito e io mi sedetti davanti a lui sulla sedia.
Con le mani gli allargai le gambe, eccolo, era li dritto e duro pronto per essere preso da me.
Stavolta mi avvicinai ad occhi aperti, volevo godermi quel momento. Gli accarezzai le palle poi presi il cazzo in mano e piano piano tirai la pelle per scappellarlo. La cappella era tutta bagnata e scivolosa, il che significava che era eccitatissimo.
Iniziai a leccare il suo cazzo per la lunghezza poi piano piano lo tirai a me per abbassarlo, aprì la bocca e iniziai a succhiare la cappella. Il sapore del suo liquido pre eiaculatorio era fantastico.
Cercai di andare più a fondo con la bocca e lui iniziò a gemere di piacere.
"Marco ci sai proprio fare, mi piace molto. Non ti fermare che sto per venire" disse lui gemendo.
Dentro di me dissi che stavolta l'avrei fatto venire in bocca, ci dovevo riuscire.
Dopo un paio di fantastici minuti di bocchino sentì che le sue gambe iniziavano a tremare e fece, "Marco levati sto per sborrare."
Io accelerai con le succhiate, mi appoggiò una mano sulla testa come per spingermi via che io gli tolsi facendogli capire che doveva sborrarmi in bocca.
Subito dopo sentì la sua cappella gonfiarsi nella mia bocca, emise un gemito fortissimo e uno, due, tre, quattro e cinque pulsazioni di sborro caldo mi riempirono la bocca. Io strizzai gli occhi per trattenermi dallo sputare.
Come capì che ebbe finito allargai le gambe e feci cadere a terra lo sborro che avevo in bocca. Lo guardai negli occhi e sorridendo gli dissi, "allora ti è piaciuto?"
"Cazzo Marco, certo che si, ti va di continuare ancora un pò?!" Rispose lui.
Senza dire altro abbassai la testa e continuai a succhiarlo ancora un pò mentre nella testa pensavo che il sapore del suo sborro mi piaceva moltissimo e che quindi dovevo superare il blocco mentale della consistenza viscida.
Il suo cazzo si stava ammosciando mentre lo succhiavo, lui se ne rese conto e mi spinse via dicendo, "ora tocca a me, dai spogliati e siediti qui."
Mi spogliai e mi sedetti sul tavolo, Francesco mi allargò le gambe, prese il mio cazzo in mano e mi fece, "Marco mi sembra tu sia eccitato, guarda come scola. Che sapore ha questo liquido?"
"Sa di sborro ma è di tutt'altra consistenza", replicai.
Lui come fece la prima volta lo assaggiò con un dito, poi lo volle provare di nuovo ma direttamente con le labbra, mi guardò con gli occhi spalancati e disse, "Marco è buonissimo, voglio che mi vieni in bocca anche tu, voglio provare."
Iniziò a leccarmi il liquido che scolava poi piano piano scoprì la cappella, era gonfia di eccitazione, calda e tutta bagnata.
Iniziò a succhiarlo e in meno di un secondo lo ripulì.
Iniziò ad affondare la sua bocca sul mio cazzo, io guardavo il vuoto e mi concentravo solo sul momento della sborrata senza pensare a null'altro.
Dopo massimo un minuto, iniziai ad irrigidirmi, Francesco si fermò e disse, "stai per venire? Dimmelo così mi preparo."
"Si ci sono quasi, te lo dico ma non ti fermare e accelera", replicai io.
Lui senza dire altro riprese a succhiarlo più velocemente.
Stava arrivando, c'ero quasi. "Eccolo, eccolo, sto sborrando", esclamai gemendo molto intensamente.
Francesco si fermò ed esplosi in una sborrata come mai avevo provato prima.
"Franci continua ti prego non ti fermare", urlai.
Staccò la sua bocca per sputare poi velocemente lo riprese in bocca e continuò a succhiarlo, il piacere era massimo, non ci potevo credere.
Una volta che sentì perdere l'erezione lo presi con le mani sul viso, lo tirai verso di me e gli dissi, "Franci baciami."
Lui aveva la bocca ancora sporca del mio sborro, iniziammo a pomiciare.
Dopo poco lo guardai nei occhi e dissi, "ti e piaciuto? Dimmi di si ti prego."
"Marco, non potevi convincermi a fare cosa migliore. Mi e piaciuto da morire."
Sorridemmo e riprendemmo a pomiciare.
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