La regola del tre

scritto il 2026-10-26 tempo di lettura 5 min

di
genere
gay
cura
A+

Tutto è cominciato con un'iscrizione a un torneo di tennis in doppio, ma con una clausola che rimescolava completamente le carte in tavola: le coppie venivano decise tramite un'estrazione cieca. Quando ho visto chi mi era toccato come compagno, ammetto di essere rimasto un po' sorpreso: Enea. Enea era un mio ex, un ragazzo con cui avevo condiviso circa sei mesi di intimità fino a tre anni prima. Solo che all'epoca la dinamica era ben definita e unilaterale: ero io a subire, era lui a scoparmi e a detenere il controllo assoluto del gioco.
​Nonostante i vecchi trascorsi, bastarono pochi scambi in campo per capire che la nostra intesa tennistica era letale. In breve tempo ci ritrovammo a essere la coppia da battere, con la consapevolezza che sulla strada per la coppa c'era solo un'altra coppia realmente pericolosa.
​La vera partita, però, si giocava ben oltre la linea di fondo campo.
​Alla fine della nostra prima vittoria ai sedicesimi di finale, ci siamo precipitati negli spogliatoi per la doccia. Enea era già lì, completamente a nudo, rilassato e padrone dello spazio. Quando sono arrivato io, per istinto o forse per marcare una distanza difensiva nei confronti di chi mi aveva dominato per sei mesi, mi sono avvolto un asciugamano in vita. Lui mi ha guardato con quel ghigno sfrontato che conoscevo troppo bene e ha affondato il colpo:
«Che fai, hai vergogna di mostrarmi quel culetto che mi sono fatto un sacco di volte?».
​L'ho guardato dritto negli occhi, freddo e calcolato: «Siamo qui per vincere il torneo, e tu vuoi vedere il mio culetto? Guardalo, ma non cambia niente per ora». E con un gesto secco ho buttato giù l'asciugamano. Lui ha incassato con un sorriso compiaciuto, lasciandosi sfuggire una promessa silenziosa: «Ti farò cambiare idea».
​Il rullo compressore ha continuato a macinare vittorie. Dopo aver superato anche il secondo turno, la tensione negli spogliatoi si è fatta irrespirabile. Questa volta mi sono spogliato senza l'asciugamano, cercando di evitarne lo sguardo, sebbene i pensieri fossero costantemente rivolti a lui. Fu allora che, tra una doccia e l'altra, Enea ha calato la carta decisiva, formulando la proposta che avrebbe cambiato l'intera posta in gioco.
​È nata così la Regola del Tre: tre anni esatti dall'ultima volta che lo avevo preso nel culo, tre partite ancora da vincere per sollevare la coppa, e in cambio, se avessimo vinto il torneo, mi sarei fatto scopare da lui per tre giorni di fila.
​A un certo momento, mentre la tensione saliva, mi ha guardato con bramosia: «Fammi almeno una sega o se preferisci un pompino».
La mia risposta è stata glaciale: va bene, ma poi niente distrazioni, testa esclusivamente al torneo. Si è seduto sulla panca, ho preso il suo cazzo in mano e ho iniziato a segarlo prima di prenderlo in bocca. La testa andava su e giù con ritmo costante, mentre la mano accompagnava e stringeva il movimento alla base. Poco prima di farlo venire, ho continuato solo con la mano, facendogli schizzare lo sperma dappertutto sulle piastrelle dello spogliatoio.
​Il giorno dopo, nei quarti di finale, abbiamo travolto gli avversari con un secco 6-0, 6-0. Enea, lungi dall'essere svuotato, aveva giocato in modo magistrale, alimentato da quella carica. Se la semifinale non fosse stata fissata rigorosamente per l'indomani, gli avrei concesso un altro pompino.
​La semifinale è stata un'altra battaglia vinta per 6-4, 6-3. Ma il vero terremoto è arrivato dai campi vicini: la coppia data per favorita era stata clamorosamente eliminata. All'improvviso, i favoriti per la vittoria finale eravamo noi. Enea, euforico e fuori di sé per la vicinanza del traguardo, si è lasciato sfuggire un ordine diretto, sussurrato a fior di labbra: «Comincia a lubrificare il tuo buchino». Negli spogliatoi, per placare la sua foga, gli ho concesso un piccolo anticipo: due rapidi baci sul cazzo, seguiti da un momento in cui mi ha sfregato il suo membro contro il culo, mentre io muovevo il bacino assecondando quell'attrito prima di fuggire sotto la doccia.
​Due giorni dopo, il campo centrale ha ospitato l'atto conclusivo. L'inizio è stato un incubo: un 7-5 amaro che ci ha visti perdere il primo set. Ma la pressione non ha fatto che unirci. Nel secondo set abbiamo ribaltato il match vincendo 6-3, e nel terzo set siamo stati spietati, chiudendo sul 6-2.
​Siamo i campioni. E il regolamento parlava chiaro: i campioni in carica non partecipano all'estrazione, il che significa che l'anno prossimo avremo il diritto garantito di difendere il titolo insieme. Ma la priorità immediata era un'altra: la riscossione della Regola del Tre.
​Ancora caldi di spogliatoio, mi sono inginocchiato, l'ho succhiato con fame e mi sono messo in posizione contro la panca di legno. Mi ha afferrato per i fianchi e mi ha penetrato con un colpo secco e profondo, inaugurando ufficialmente il primo giorno.
​Il secondo giorno ci siamo dati appuntamento per un drink in centro per smaltire la tensione, per poi spostarci rapidamente in un monolocale di mia proprietà. Chiusa la porta, mi ha sbattuto contro la parete, mi ha sollevato e mi ha portato fino al letto, aprendomi le gambe per una penetrazione frenetica e carnale che ci ha lasciati sfiniti sulle lenzuola.
​Il terzo giorno abbiamo alzato il livello del rischio: dopo una pizza mangiata in tranquillità, siamo entrati di nascosto negli uffici di mio padre, deserti a quell'ora della notte. L'ho fatto stendere e mi sono fatto penetrare davanti alla grande vetrata che dava sulla strada, con le macchine che scorrevano indifferenti sotto di noi mentre consumavamo l'atto finale.
​Tre giorni perfetti, intensi, chiusi esattamente come erano stati pianificati. E ora, se non ci viene voglia di anticipare i tempi prima di allora... beh, ci vediamo direttamente all'anno prossimo per difendere il titolo.
53
visite
0
voti
valutazione
0
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Un conto in sospeso

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.