La proposta di Valentina
scritto il 2026-10-09 tempo di lettura 4 min
di
minkanku91
genere
bisex
cura
A+
La ricerca di un lavoro si stava rivelando un'impresa avvilente, finché la mia amica Valentina non mi parlò di un'opportunità nel ristorante di alto livello dove lavorava come cameriera. Il posto era ottimo e la paga base adeguata, ma Valentina tenne a chiarire da subito una dinamica particolare gestita dal proprietario del locale, un uomo sulla cinquantina.
Ogni tanto il capo chiedeva prestazioni intime ed extra ai dipendenti, siano essi maschi o femmine. Non c'era alcun obbligo diretto e chi rifiutava non veniva licenziato, ma acconsentire a quelle richieste garantiva cospicui premi in denaro e una corsia preferenziale per la stabilità del posto di lavoro. Valentina sapeva che in passato avevo avuto storie con altri ragazzi, motivo per cui mi aveva proposto la cosa. Per me, tuttavia, c'era un elemento di esitazione: le mie uniche esperienze intime fino a quel momento erano state con coetanei, mentre il proprietario aveva almeno vent'anni più di me. Spinto dalla necessità economica, decisi comunque di accettare il rischio e iniziare a lavorare.
2. Il primo incontro nell'ufficio
Per le prime tre settimane il lavoro svolto in sala andò avanti normalmente. La routine lavorativa era intensa, ma notavo come Valentina venisse spesso chiamata a rapporto nell'ufficio della direzione. Durante una pausa mi confidò che, grazie agli extra concessi al capo, riusciva ad arrotondare la busta paga fino a 2.000 euro in più al mese, una somma con cui contava di finanziare il suo sogno di trasferirsi per un periodo a New York.
Un pomeriggio Valentina uscì dall'ufficio del proprietario e mi riferì che questa volta il capo voleva me. Quando bussai ed entrai, l'uomo era al telefono e mi fece cenno con la mano di sedermi. Appena riattaccò, mi chiese a bruciapelo se avessi compreso chiaramente cosa ci si aspettasse da me e quali fossero le regole del gioco. La mia risposta fu sufficientemente soddisfacente. Mi fece cenno di inginocchiarmi a terra di fronte alla scrivania; dopo che si fu sbottonato i pantaloni, iniziai a praticargli un rapporto orale, mantenendo un ritmo costante fino al completamento dell'atto e all'ingoiata finale.
3. L'incontro a tre
Passarono altri venti giorni di lavoro regolare quando Valentina si avvicinò a me con un'espressione sorpresa: mi disse che il proprietario ci voleva tutti e due insieme nel suo ufficio. Una situazione del genere non si era mai verificata prima, poiché gli incontri erano sempre stati rigorosamente individuali.
Entrati nella stanza, ci spogliammo entrambi. Rimanere nudo davanti a Valentina mi provocò una forte reazione: pur avendo orientamenti prevalentemente omosessuali, avevo un debole per lei e il suo corpo non mi lasciava affatto indifferente. Il capo prese subito il controllo della situazione chiedendo a Valentina di iniziare a succhiarmi il cazzo, per poi aggiungersi anche lui: entrambi si alternavano a leccarmi l'asta, con le loro lingue che si sfioravano di continuo. In seguito, l'uomo si posizionò dietro Valentina e la scopò da dietro mentre lei continuava a farmi il pompino.
La sequenza proseguì con un ulteriore cambio di posizione indicato dal proprietario: mi chiese di abbassarmi per leccare la fica di Valentina mentre lui si posizionava dietro di me, penetrandomi a sua volta per completare l'incontro a tre.
4. L'ultimo saluto prima della partenza
Dopo qualche tempo, Valentina decise che ne aveva abbastanza di quel contesto. Avendo messo da parte la somma necessaria per il suo progetto, rassegnò le dimissioni per preparare il trasferimento definitivo a New York. La sera prima del suo volo mi invitò a casa sua per salutami.
Senza la presenza del capo e liberi da ogni condizionamento professionale, la complicità tra noi si trasformò in una forte attrazione reciproca. Ci spogliammo e andammo a letto insieme per vivere un momento del tutto nostro. La spinsi delicatamente a pancia in su sul letto e, mentre lei spalancava le gambe accogliendomi, mi posizionai sopra di lei. Misi un po' di lubrificante e spinsi il mio cazzo dentro il suo culo, scivolando fino in fondo, poi glielo infilai nella fica lei mise le sue gambe attorno ai miei fianchi e iniziai a muovermi con spinte profonde e ritmiche, stringendole i fianchi mentre la baciavo, finché non venimmo insieme in un ultimo abbraccio.
Il giorno seguente la riaccompagnai all'aeroporto e ci salutammo prima che varcasse i controlli per il volo verso gli Stati Uniti. Pochi giorni dopo rassegnai le dimissioni anch'io, forte del denaro accumulato e pronto a voltare pagina per cercare la mia strada altrove.
Ogni tanto il capo chiedeva prestazioni intime ed extra ai dipendenti, siano essi maschi o femmine. Non c'era alcun obbligo diretto e chi rifiutava non veniva licenziato, ma acconsentire a quelle richieste garantiva cospicui premi in denaro e una corsia preferenziale per la stabilità del posto di lavoro. Valentina sapeva che in passato avevo avuto storie con altri ragazzi, motivo per cui mi aveva proposto la cosa. Per me, tuttavia, c'era un elemento di esitazione: le mie uniche esperienze intime fino a quel momento erano state con coetanei, mentre il proprietario aveva almeno vent'anni più di me. Spinto dalla necessità economica, decisi comunque di accettare il rischio e iniziare a lavorare.
2. Il primo incontro nell'ufficio
Per le prime tre settimane il lavoro svolto in sala andò avanti normalmente. La routine lavorativa era intensa, ma notavo come Valentina venisse spesso chiamata a rapporto nell'ufficio della direzione. Durante una pausa mi confidò che, grazie agli extra concessi al capo, riusciva ad arrotondare la busta paga fino a 2.000 euro in più al mese, una somma con cui contava di finanziare il suo sogno di trasferirsi per un periodo a New York.
Un pomeriggio Valentina uscì dall'ufficio del proprietario e mi riferì che questa volta il capo voleva me. Quando bussai ed entrai, l'uomo era al telefono e mi fece cenno con la mano di sedermi. Appena riattaccò, mi chiese a bruciapelo se avessi compreso chiaramente cosa ci si aspettasse da me e quali fossero le regole del gioco. La mia risposta fu sufficientemente soddisfacente. Mi fece cenno di inginocchiarmi a terra di fronte alla scrivania; dopo che si fu sbottonato i pantaloni, iniziai a praticargli un rapporto orale, mantenendo un ritmo costante fino al completamento dell'atto e all'ingoiata finale.
3. L'incontro a tre
Passarono altri venti giorni di lavoro regolare quando Valentina si avvicinò a me con un'espressione sorpresa: mi disse che il proprietario ci voleva tutti e due insieme nel suo ufficio. Una situazione del genere non si era mai verificata prima, poiché gli incontri erano sempre stati rigorosamente individuali.
Entrati nella stanza, ci spogliammo entrambi. Rimanere nudo davanti a Valentina mi provocò una forte reazione: pur avendo orientamenti prevalentemente omosessuali, avevo un debole per lei e il suo corpo non mi lasciava affatto indifferente. Il capo prese subito il controllo della situazione chiedendo a Valentina di iniziare a succhiarmi il cazzo, per poi aggiungersi anche lui: entrambi si alternavano a leccarmi l'asta, con le loro lingue che si sfioravano di continuo. In seguito, l'uomo si posizionò dietro Valentina e la scopò da dietro mentre lei continuava a farmi il pompino.
La sequenza proseguì con un ulteriore cambio di posizione indicato dal proprietario: mi chiese di abbassarmi per leccare la fica di Valentina mentre lui si posizionava dietro di me, penetrandomi a sua volta per completare l'incontro a tre.
4. L'ultimo saluto prima della partenza
Dopo qualche tempo, Valentina decise che ne aveva abbastanza di quel contesto. Avendo messo da parte la somma necessaria per il suo progetto, rassegnò le dimissioni per preparare il trasferimento definitivo a New York. La sera prima del suo volo mi invitò a casa sua per salutami.
Senza la presenza del capo e liberi da ogni condizionamento professionale, la complicità tra noi si trasformò in una forte attrazione reciproca. Ci spogliammo e andammo a letto insieme per vivere un momento del tutto nostro. La spinsi delicatamente a pancia in su sul letto e, mentre lei spalancava le gambe accogliendomi, mi posizionai sopra di lei. Misi un po' di lubrificante e spinsi il mio cazzo dentro il suo culo, scivolando fino in fondo, poi glielo infilai nella fica lei mise le sue gambe attorno ai miei fianchi e iniziai a muovermi con spinte profonde e ritmiche, stringendole i fianchi mentre la baciavo, finché non venimmo insieme in un ultimo abbraccio.
Il giorno seguente la riaccompagnai all'aeroporto e ci salutammo prima che varcasse i controlli per il volo verso gli Stati Uniti. Pochi giorni dopo rassegnai le dimissioni anch'io, forte del denaro accumulato e pronto a voltare pagina per cercare la mia strada altrove.
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