Da guardone a protagonista
scritto il 2026-10-19 tempo di lettura 4 min
di
minkanku91
genere
gay
cura
A
Camminavo a passo lento lungo quel sentiero isolato, circondato solo dal silenzio della vegetazione e dal rumore dei miei passi sulla terra battuta, quando all'improvviso il brusio di alcune voci spezzò la quiete.
Incuriosito, rallentai l'andatura e mi feci più vicino al margine della macchia d'alberi. Dalla vegetazione spuntò un ragazzo giovane: correva indossando solo una maglietta, lasciando il culo completamente scoperto. A prima vista sembrava stesse scappando, ma la scena prese subito una piega del tutto diversa. Il ragazzo si fermò di colpo, si voltò e, pur lamentandosi con un tenue «Mi fai male...», si mise in posizione, palesemente pronto a ricevere.
Pochi istanti dopo, dai cespugli spuntò un uomo che riconobbi subito di vista: un signore sposato che bazzicava quelle zone. Era completamente nudo, con il cazzo duro e in piena erezione. Lo raggiunse con passo deciso, sussurrandogli: «Vedrai che non ti faccio male... Devi avere solo un po' di pazienza, è la prima volta, poi vedrai che mi ring响起i...».
Nascosto qualche metro più indietro, li osservavo da dietro. Il signore lo penetrò senza indugio, e il giovane, dopo l'iniziale esitazione, smise di parlare, lasciandosi andare a un silenzio complice e a respiri affannati che tradivano un piacere evidente. Finito il rapporto, si diedero appuntamento nello stesso posto per l'indomani.
Ero troppo tentato di andare nello stesso punto l'indomani per godermi lo spettacolo, e così feci. Tornai al sentiero e mi appostai. Quando arrivarono, si spogliarono e il giovane si mise col culo a novanta gradi: era la seconda volta che lo prendeva nel culo, proprio come era successo a me in passato quando anche io, alla mia seconda volta, avevo assunto quella posizione (solo che il ragazzo con cui lo avevo fatto io non volle più farlo con me, peccato).
Mi godetti la scena da dietro; era impossibile che mi vedessero, però non vedevo benissimo: vedevo praticamente solo il culo del signore che si muoveva avanti e dietro. Per vedere meglio mi spostai per osservarli di fianco, e da lì vedevo chiaramente il cazzo del signore entrare ed uscire. Spinto però dalla curiosità di guardare il viso del giovane per capire se fosse sofferente o compiaciuto, mi spostai ancora un po' e lo vidi chiaramente felice di prenderlo nel culo. In quel momento lui mi vide, ma non disse niente e continuò a farsi scopare. Io continuai a osservare per un po', ma andai via prima che finissero.
Non sapendo quando sarebbe stato il prossimo appuntamento, provai comunque ad andare l'indomani, come sempre in anticipo per nascondermi prima che arrivassero. Ma ci fu una sorpresa: il giovanotto era già lì ad attendermi. Aveva intuito la mia tattica e mi accolse dicendo: «Eccolo il guardone». Non sembrava affatto arrabbiato, e aggiunse: «Ti piace solo guardare o vorresti provare anche tu?».
Non sapendo cosa mi stesse proponendo esattamente, risposi comunque di sì, perché mi andava bene sia ricevere che dare. Ma lui mi spiegò che non aveva mai scopato e mi chiese se per quella volta glielo lasciassi fare, promettendo che poi avrebbe contraccambiato. In fondo, anche per me sarebbe stata la prima volta che davo il cazzo, dato che avevo solo dato il culo, e il baratto mi andava benissimo.
Senza perdere tempo, mi feci avanti. Mi appoggiai contro il tronco di un albero e lui si sistemò dietro di me. Con le mani mi afferrò i fianchi e mi penetrò con spinta decisa, vivendo la sua prima volta da attivo, fino a raggiungere il culmine.
Subito dopo, mantenendo fede alla promessa, il ragazzo si sfilò e si mise in posizione a novanta gradi, pronto a ricevere. A quel punto toccava a me: per la prima volta nella mia vita abbandonai la solita posizione passiva, impugnai il cazzo e lo penetrai, provando la sensazione inedita di essere dall'altra parte e chiudendo alla perfezione il nostro accordo.
Incuriosito, rallentai l'andatura e mi feci più vicino al margine della macchia d'alberi. Dalla vegetazione spuntò un ragazzo giovane: correva indossando solo una maglietta, lasciando il culo completamente scoperto. A prima vista sembrava stesse scappando, ma la scena prese subito una piega del tutto diversa. Il ragazzo si fermò di colpo, si voltò e, pur lamentandosi con un tenue «Mi fai male...», si mise in posizione, palesemente pronto a ricevere.
Pochi istanti dopo, dai cespugli spuntò un uomo che riconobbi subito di vista: un signore sposato che bazzicava quelle zone. Era completamente nudo, con il cazzo duro e in piena erezione. Lo raggiunse con passo deciso, sussurrandogli: «Vedrai che non ti faccio male... Devi avere solo un po' di pazienza, è la prima volta, poi vedrai che mi ring响起i...».
Nascosto qualche metro più indietro, li osservavo da dietro. Il signore lo penetrò senza indugio, e il giovane, dopo l'iniziale esitazione, smise di parlare, lasciandosi andare a un silenzio complice e a respiri affannati che tradivano un piacere evidente. Finito il rapporto, si diedero appuntamento nello stesso posto per l'indomani.
Ero troppo tentato di andare nello stesso punto l'indomani per godermi lo spettacolo, e così feci. Tornai al sentiero e mi appostai. Quando arrivarono, si spogliarono e il giovane si mise col culo a novanta gradi: era la seconda volta che lo prendeva nel culo, proprio come era successo a me in passato quando anche io, alla mia seconda volta, avevo assunto quella posizione (solo che il ragazzo con cui lo avevo fatto io non volle più farlo con me, peccato).
Mi godetti la scena da dietro; era impossibile che mi vedessero, però non vedevo benissimo: vedevo praticamente solo il culo del signore che si muoveva avanti e dietro. Per vedere meglio mi spostai per osservarli di fianco, e da lì vedevo chiaramente il cazzo del signore entrare ed uscire. Spinto però dalla curiosità di guardare il viso del giovane per capire se fosse sofferente o compiaciuto, mi spostai ancora un po' e lo vidi chiaramente felice di prenderlo nel culo. In quel momento lui mi vide, ma non disse niente e continuò a farsi scopare. Io continuai a osservare per un po', ma andai via prima che finissero.
Non sapendo quando sarebbe stato il prossimo appuntamento, provai comunque ad andare l'indomani, come sempre in anticipo per nascondermi prima che arrivassero. Ma ci fu una sorpresa: il giovanotto era già lì ad attendermi. Aveva intuito la mia tattica e mi accolse dicendo: «Eccolo il guardone». Non sembrava affatto arrabbiato, e aggiunse: «Ti piace solo guardare o vorresti provare anche tu?».
Non sapendo cosa mi stesse proponendo esattamente, risposi comunque di sì, perché mi andava bene sia ricevere che dare. Ma lui mi spiegò che non aveva mai scopato e mi chiese se per quella volta glielo lasciassi fare, promettendo che poi avrebbe contraccambiato. In fondo, anche per me sarebbe stata la prima volta che davo il cazzo, dato che avevo solo dato il culo, e il baratto mi andava benissimo.
Senza perdere tempo, mi feci avanti. Mi appoggiai contro il tronco di un albero e lui si sistemò dietro di me. Con le mani mi afferrò i fianchi e mi penetrò con spinta decisa, vivendo la sua prima volta da attivo, fino a raggiungere il culmine.
Subito dopo, mantenendo fede alla promessa, il ragazzo si sfilò e si mise in posizione a novanta gradi, pronto a ricevere. A quel punto toccava a me: per la prima volta nella mia vita abbandonai la solita posizione passiva, impugnai il cazzo e lo penetrai, provando la sensazione inedita di essere dall'altra parte e chiudendo alla perfezione il nostro accordo.
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