Il culo del giardiniere (e il cazzo)

scritto il 2026-10-12 tempo di lettura 3 min

di
genere
gay
cura
A

Non avevo mai pensato di andare con un ragazzo, ma le cose hanno iniziato a cambiare da quando è arrivato il nuovo giardiniere. Veniva a tosare il prato ogni mercoledì e non potevo fare a meno di notare la sua fisicità, in particolare le sue forme mentre si piegava per lavorare.
​Un giorno decisi di fare un primo passo: gli arrivai da dietro mentre era intento a lavorare e non se n'era accorto. Per scherzo poggiai il mio pacco sul suo culo, entrambi ancora completamente vestiti. Lui reagì con un "ebbeee" in tono scherzoso, prendendola come una semplice battuta, ma per me non era affatto un gioco. La cosa finì lì per quel giorno, ma notai che cercava in qualche modo di non voltarsi, come se stesse evitando di affrontare la situazione a viso aperto. La volta successiva decisi di far finta di niente, lasciando maturare la tensione.
​Il mercoledì ancora dopo ci riprovai. Gli andai di nuovo dietro e stavolta feci roteare il mio cazzo sul suo culo attraverso i vestiti. Vedendo che rimaneva fermo a subire passivamente senza opporre alcuna resistenza, lo presi e lo trascirai quasi di peso all'interno della baracca dove teneva l'attrezzatura da giardinaggio.
​Lì dentro non c'erano freni e nessuno poteva vederci. Gli abbassai subito i pantaloni: io ero ancora vestito, ma la vista e la sensazione di spingere contro quel culo nudo erano incredibili. Tirai fuori il mio cazzo e lo poggiai sul suo buchino. Provai a spingere, ma la penetrazione a secco non era facile e dopo diversi tentativi infruttuosi capii che dovevamo cambiare approccio. Ci togliemmo del tutto i pantaloni entrambi.
​Cercando una soluzione rapida, presi dell'olio motore presente tra gli attrezzi e ne spalmai una parte sulla mano. Feci scorrere un dito per preparare il passaggio e poi infilai il mio cazzo dentro di lui. I nostri corpi si unirono e le mie spinte andarono sempre più a fondo. Scoparlo fu un'esperienza intensa e durò per diverso tempo, fino a quando venni dentro di lui mentre anche lui godeva.
​A quel punto, prima di ricomporsi, lui fece una richiesta del tutto inaspettata: "Ora fallo fare tu a me".
​Non rifiutai. Da un lato avevo paura che se mi fossi opposto non si sarebbe più fatto scopare da me, e io volevo assolutamente continuare ad avere il suo culo; dall'altro, ora che mi stavo mettendo in posizione per prendere il suo cazzo, mi resi conto che non era affatto male neanche quello, rivelandosi un ottimo scambio reciproco di piacere.
​Ma prima di rimetterci i vestiti, lo bloccai di nuovo. Glielo infilai nuovamente e tornai a scoparlo, mentre dal mio culo gocciolava ancora il suo sperma.
​Alla fine ci ripulimmo e ci rivestimmo. Prima di tornare al suo lavoro mi disse: "A mercoledì prossimo". Il mio culo non era più vergine, ma non me ne fregava assolutamente niente. Non vedevo l'ora che arrivasse la settimana successiva per scoparlo di nuovo e poi ricevere ancora il suo cazzo.
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