Siamo due facce della stessa medaglia
scritto il 2026-10-26 tempo di lettura 6 min
di
Ricominciodame
genere
confessioni
cura
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SI, si, ci penso a quello che mi dici da sempre, ma adesso continua, non farti pregare, tanto sai che non mi abbasserei mai a farlo.
E’ inutile che continui a guardarmi con quello sguardo da cagnolina bastonata, non mi fai tenerezza, non oggi almeno, che poi, se vogliamo dirla tutta, a te piace essere trattata così, essere usata, non sei stata tu per prima a dirmi di non innamorarmi di te, che tra noi sarebbe stato solo sesso, e dimmi, cos’è cambiato da quella prima volta?
Dai, non dire cazzate, non fare la finta gelosa, non è da te, che poi, se vuoi finirla non occorre che inventi cose che non esistono, tu al massimo ti può innamorare del cazzo, di una scopata sotto la pioggia in spiaggia, non mi hai sempre detto che ami tuo marito, che non lo lascerai mai, che adori tua figlia, ormai ventenne, che difenderai a tutti i costi la tranquillità di un matrimonio anche se da tempo è naufragato in un oceano di banalità, e diciamolo, ti va bene l’agiatezza economica che lui ti da.
Ricordo perfettamente una delle prime cose che mi hai detto, mi manca solo del buon sesso, lui ormai ha una certa età, non riesce più a sodisfarmi, e allora ho cercato, ho trovato te come ho trovato altri, cerco per egoismo e da me avrai solo egoismo.
E mentre ti ascoltavo ero contento, finalmente una che non mi avrebbe torturato lo scroto, messo il muso se dimenticavo un compleanno, se a Natale non mi facevo trovare, sono persino arrivato a credere che con te avrei potuto parlare anche delle altre, devo ricredermi?
Se mi scopo altre? Ma che cazzo di domande mi fai, certo, l’hai sempre saputo, e quindi quale sarebbe il problema, e dimmi, alla stessa domanda tu cosa mi rispondi, o pensi che sono nato ieri, so che ti vedi con altri, e sai, questo mi stimola, immaginare mentre ti scopi un altro uomo, penso a cosa pensi o a chi pensi e questo mi eccita, se ti vesti da maschio e fai mille paragoni, se te lo godi e basta, lo sai che l’ultima volta che ti ho baciata avevo in bocca il sapore di Sonia, sorridevo quando mi dicevi che avevo un sapore diverso, ero perfino tentato di dirtelo, per vedere la tua reazione, magari un giorno te la presento, si magari un giorno.
Se mi da fastidio, e cosa dovrebbe darmi fastidio, ma forse è a te che fa incazzare questo mio atteggiamento, a te fa incazzare che non sono geloso, che non ti chiedo niente, allora me lo dici, cos’è cambiato, perché ora inizi a farmi queste storie, ecco brava, fai spallucce, abbassa lo sguardo e continua a succhiarmi il cazzo, solo quando hai la bocca piena non dici sciocchezze, ridi ridi, ma quanto ti piace essere stronza, tu e i tuoi fottuti giochetti psicologici, che poi basta veramente poco per sgretolare le tue certezze, come due giorni fa quando ti ho detto che tua figlia ti assomiglia molto, ho visto com’è cambiata la tua espressione, com’è sparito il tuo sorrisetto, e ho colto quel velo di timore nei tuoi occhi, e ne avresti motivo, prima o poi te lo chiedo, chissà se è troia come te, la freschezza dei suoi vent'anni, la sua carne giovane, un giorno potrei vedere lei mentre scopo te.
Sono un figlio di puttana, mi fa ridere, ecco, hai visto come le tue certezze crollano, una ad una, ma allora è per questo che adesso fai la gelosa, o l’offesa, dai lasciami, adesso, in questo preciso momento, molla questo pezzo di carne che stai usando, dimenticalo, prendi le tue cose e esci dalla porta, tira fuori le palle, no vero, ora no, ecco per l’ennesima volta il tuo fottuto egoismo, e dimmi, domani lo vedi Antonio, si quello che ha un cazzo fuori misura, quel giovane torello da monta che ti fa bagnare e urlare, a lui però gli neghi il culo, hai paura, lo so, te lo leggo nel viso, e fai bene, quello ti spacca proprio, e poi come glielo spieghi a tuo marito, se ti vede tornare dalla serata burraco con le gambe aperte e un dolore al culo, anche un coglione come lui ci potrebbe arrivare che le tue partite a burraco sono solo l’alibi per tutti i cazzi che prendi, quindi per piacere, non farmi questi giochetti, dai non offendere la mia intelligenza.
Hai quella sicurezza che puzza di sfrontatezza, non darmi per scontata, potrei innamorarmi.
Questo mi hai detto mentre ti guardavo divertito, che cazzata che mi hai appena detto, non ci credi neppure tu ed infatti sei scoppiata a ridere subito dopo, poi però, quando ti ho detto che io potrei innamorarmi ti sei fatta nuovamente seria, avevi paura di domandarmi di sapere.
Tranquilla, non mi potrei mai innamorare di te, non ora comunque, tu hai il cuore di ghiaccio e la fica è un inferno, ecco al massimo potrei innamorarmi della tua fica, o forse lo sono già, e tu invece, ma almeno sei innamorata di te stessa, o con tutte le bugie che dici alla fine hai finito per crederci, lo sai che il giorno che ritorni alla realtà ti farai molto male e io sarò lì, a guardarti, così confusa, bugiarda e infelice, ma tranquilla, ti resta tuo marito, l’auto nuova, la casa al mare, la villa in città, magari un altro cazzo che ti sfonderà come piace a te e che riempia i tuoi 40 anni fatti di noia e poco altro.
Ecco le cose che avrei dovuto dirmi, che avrei voluto dirti, e invece ho lasciato andare la barca, perché sono egoista tanto quanto te, alla fine siamo due facce della stessa medaglia, e finirà solo quando tutto questo farà male, almeno a uno dei due, ma intanto girati che voglio scoparti la fica, guardare la tua faccia riflessa allo specchio della camera dove dormi con tuo marito, magari arriva tua figlia che torna a casa all’improvviso e ci sente godere, ansimare, e spinta dalla curiosità si avvicina a questa porta che teniamo sempre socchiusa, si dai girati, così puoi continuare a parlare e io farò finta di credermi…
E’ inutile che continui a guardarmi con quello sguardo da cagnolina bastonata, non mi fai tenerezza, non oggi almeno, che poi, se vogliamo dirla tutta, a te piace essere trattata così, essere usata, non sei stata tu per prima a dirmi di non innamorarmi di te, che tra noi sarebbe stato solo sesso, e dimmi, cos’è cambiato da quella prima volta?
Dai, non dire cazzate, non fare la finta gelosa, non è da te, che poi, se vuoi finirla non occorre che inventi cose che non esistono, tu al massimo ti può innamorare del cazzo, di una scopata sotto la pioggia in spiaggia, non mi hai sempre detto che ami tuo marito, che non lo lascerai mai, che adori tua figlia, ormai ventenne, che difenderai a tutti i costi la tranquillità di un matrimonio anche se da tempo è naufragato in un oceano di banalità, e diciamolo, ti va bene l’agiatezza economica che lui ti da.
Ricordo perfettamente una delle prime cose che mi hai detto, mi manca solo del buon sesso, lui ormai ha una certa età, non riesce più a sodisfarmi, e allora ho cercato, ho trovato te come ho trovato altri, cerco per egoismo e da me avrai solo egoismo.
E mentre ti ascoltavo ero contento, finalmente una che non mi avrebbe torturato lo scroto, messo il muso se dimenticavo un compleanno, se a Natale non mi facevo trovare, sono persino arrivato a credere che con te avrei potuto parlare anche delle altre, devo ricredermi?
Se mi scopo altre? Ma che cazzo di domande mi fai, certo, l’hai sempre saputo, e quindi quale sarebbe il problema, e dimmi, alla stessa domanda tu cosa mi rispondi, o pensi che sono nato ieri, so che ti vedi con altri, e sai, questo mi stimola, immaginare mentre ti scopi un altro uomo, penso a cosa pensi o a chi pensi e questo mi eccita, se ti vesti da maschio e fai mille paragoni, se te lo godi e basta, lo sai che l’ultima volta che ti ho baciata avevo in bocca il sapore di Sonia, sorridevo quando mi dicevi che avevo un sapore diverso, ero perfino tentato di dirtelo, per vedere la tua reazione, magari un giorno te la presento, si magari un giorno.
Se mi da fastidio, e cosa dovrebbe darmi fastidio, ma forse è a te che fa incazzare questo mio atteggiamento, a te fa incazzare che non sono geloso, che non ti chiedo niente, allora me lo dici, cos’è cambiato, perché ora inizi a farmi queste storie, ecco brava, fai spallucce, abbassa lo sguardo e continua a succhiarmi il cazzo, solo quando hai la bocca piena non dici sciocchezze, ridi ridi, ma quanto ti piace essere stronza, tu e i tuoi fottuti giochetti psicologici, che poi basta veramente poco per sgretolare le tue certezze, come due giorni fa quando ti ho detto che tua figlia ti assomiglia molto, ho visto com’è cambiata la tua espressione, com’è sparito il tuo sorrisetto, e ho colto quel velo di timore nei tuoi occhi, e ne avresti motivo, prima o poi te lo chiedo, chissà se è troia come te, la freschezza dei suoi vent'anni, la sua carne giovane, un giorno potrei vedere lei mentre scopo te.
Sono un figlio di puttana, mi fa ridere, ecco, hai visto come le tue certezze crollano, una ad una, ma allora è per questo che adesso fai la gelosa, o l’offesa, dai lasciami, adesso, in questo preciso momento, molla questo pezzo di carne che stai usando, dimenticalo, prendi le tue cose e esci dalla porta, tira fuori le palle, no vero, ora no, ecco per l’ennesima volta il tuo fottuto egoismo, e dimmi, domani lo vedi Antonio, si quello che ha un cazzo fuori misura, quel giovane torello da monta che ti fa bagnare e urlare, a lui però gli neghi il culo, hai paura, lo so, te lo leggo nel viso, e fai bene, quello ti spacca proprio, e poi come glielo spieghi a tuo marito, se ti vede tornare dalla serata burraco con le gambe aperte e un dolore al culo, anche un coglione come lui ci potrebbe arrivare che le tue partite a burraco sono solo l’alibi per tutti i cazzi che prendi, quindi per piacere, non farmi questi giochetti, dai non offendere la mia intelligenza.
Hai quella sicurezza che puzza di sfrontatezza, non darmi per scontata, potrei innamorarmi.
Questo mi hai detto mentre ti guardavo divertito, che cazzata che mi hai appena detto, non ci credi neppure tu ed infatti sei scoppiata a ridere subito dopo, poi però, quando ti ho detto che io potrei innamorarmi ti sei fatta nuovamente seria, avevi paura di domandarmi di sapere.
Tranquilla, non mi potrei mai innamorare di te, non ora comunque, tu hai il cuore di ghiaccio e la fica è un inferno, ecco al massimo potrei innamorarmi della tua fica, o forse lo sono già, e tu invece, ma almeno sei innamorata di te stessa, o con tutte le bugie che dici alla fine hai finito per crederci, lo sai che il giorno che ritorni alla realtà ti farai molto male e io sarò lì, a guardarti, così confusa, bugiarda e infelice, ma tranquilla, ti resta tuo marito, l’auto nuova, la casa al mare, la villa in città, magari un altro cazzo che ti sfonderà come piace a te e che riempia i tuoi 40 anni fatti di noia e poco altro.
Ecco le cose che avrei dovuto dirmi, che avrei voluto dirti, e invece ho lasciato andare la barca, perché sono egoista tanto quanto te, alla fine siamo due facce della stessa medaglia, e finirà solo quando tutto questo farà male, almeno a uno dei due, ma intanto girati che voglio scoparti la fica, guardare la tua faccia riflessa allo specchio della camera dove dormi con tuo marito, magari arriva tua figlia che torna a casa all’improvviso e ci sente godere, ansimare, e spinta dalla curiosità si avvicina a questa porta che teniamo sempre socchiusa, si dai girati, così puoi continuare a parlare e io farò finta di credermi…
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