L’agenda di Mery
scritto il 2026-10-19 tempo di lettura 16 min
di
Jack Off
genere
bisex
cura
D
Una scusa per andare da lei bisognava trovarla.
Sono settimane che quando ci troviamo a fare sesso gay dietro al cimitero il Sergio mi parla delle meraviglie di questa moglie vacca che dice di avere. Gli piace parlare di quanto è puttana la moglie, gli stimola la sborrata.
Alla fine, a forza di insistere, a forza di dirgli “quando me la fai trombare sta dea del sesso” ha ceduto.
La scusa l’ha trovata lui. Banale certo ma efficace. Un paio di scarpe a cui avevano rifatto i tacchi. Roba alta, da dodici, nere. Lui dice che sono le scarpe da puttana che mette quando va a succhiare uccelli. Sarà vero? Lo scopriremo.
Comunque mi da il numero del ciabattino che ha rifatto i tacchi. Devo solo andarle a prendere e portarle alla Mery. “E poi vedi tu, da cosa nasce cosa” ha sorriso Sergio come buon augurio.
Cristo questo non vede l’ora che mi faccia la moglie. Come si chiamano questi tizi Cuck?
Busso
“Avanti”.
La signora Mery è seduta sul divano. Camicia a fiori, pantaloni neri… occhiali da sole.
In casa? Con gli occhiali? Sarà un suo vezzo, chi lo sa, chi se ne frega.
“A James giusto?” sorride facendomi segno di sedere accanto a lei.
“Le ho portato le scarpe”.
Sorride “A si, bravo, ma dammi pure del tu”.
“Va bene Mery”.
Solleva le gambe, mi mette i piedi in grembo. I piedi un po’ grandi sono fasciati in un nylon nero a rete. Sergio nelle sue confessioni post sborrata mi ha detto che non è tipa da autoreggenti quindi sono do i certo collant. Umm. Mi piace il collant penso mentre mi accarezzo il cazzo.
“Ti va di infilarmele caro?”.
O ti infilerei be altro penso, ma obbedisco. Accarezzandole più che posso il piede e la caviglia, gustando il nylon contro la mia pelle mettiamo questi trampoli.
“Perfette” dice ritirandosi i piedi.
“Adesso puoi toglierle”
Lo faccio. Appena ho le mani impegnate con le scarpe mi struscia decisa il piede sull’inguine. Il mio cazzo sotto la tuta è già bello gonfio quindi non può non sentirmi.
“Ti gusta?” domanda sorniona.
“Umm si, fai pure” e lascio che mi stimoli un po’ l’asta col suo pollicione.
“Mio marito mi ha detto grandi cose di te”.
“Molto grandi immagino”.
“Lui tende sempre a esagerare” mi provoca la porcellona.
Metto la mano sul lembo della tuta, la calo con un colpo secco quasi fino al ginocchio. Il mio cazzone si alza dritto come un campanile.
Riesco a farse sgranare gli occhi “O li mortacci! Ma cos’è una terza gamba?”.
“È abbastanza grosso?” sorrido.
“Fio mio, io guarda di mazze e cefali ne ho presi e maneggiati tanti che ho perso il conto ma, sei la mazza bianca più grossa che ho mai visto. Giusto qualche africano ti sta davanti e nemmeno tutti”.
Quindi Sergio non mentiva è davvero una gran puttana che va coi neri. Che posso dire, se a lei piace e lui concorda che facciano.
Mentre faccio queste profonde riflessioni la Mery ha già messo la mano sul mio uccello. Lo prende bene con mano ferma ed esperta. Inizia a farmi una sega.
Non sto certo a guardarla, ho le mani libere apposta per sbottonarle la camicetta e liberare due belle tette. Nulla di speciale. Una bella terza ancora abbastanza soda, capezzoli piccoli ma duri.
Ovviamente niente reggiseno.
Dalla mano passa alla bocca. Lo ingoia decisa e inizia a succhiare la punta mente la mano va sempre su e giù. Sembra che provi a ingoiare più che può della mia grossa asta anche se è ovvio che non entrerà mai tutta.
Per quanto possibile il cazzo mi si ingrossa ancora. Lei si struscia le gambe una con l’altra come se volesse dare tepore alla sua sorca infuocata.
A un certo punto molla la presa, si alza lesta dal divano lasciando penzolare le tette “Vieni che si va a letto che stò un brodo”.
Penso intenda che ha la fica bagnata.
Arriviamo in camera da letto. Si leva i pantaloni mostrandomi il culo bianco latte un po’ burroso.
Ovviamente non avendo reggiseno non ha nemmeno le mutande.
I collant sono di quel tipo un po’ strano che simula le autoreggenti. In pratica è un pezzo solo che però lascia scoperto culo e pube. Un accessorio un po’ da puttana penso anche se lo trovo sexy da morire.
Si sdraia sul letto. Tiene il collant. Mi nostra per la prima volta il ficone peloso. Molto peloso. Forse potrebbe farsi delle mutande di pelo. Cerco di infilarle la testa fra le gambe. Le volevo dare una bella leccata, assaggiare il suo sapore di sbroda.
Mery non mi da il tempo. “Ficcalo dentro che scoppio”.
Obbedisco. Le scivolo sopra e mi faccio strada. La bocca slabbrata della sua fica cede alla mia cappella gonfia. Sembra quasi una ventosa. L’hanno consumata a colpi di cazzo.
“Oooo” ulula mentre le entro dentro fino ai coglioni.
Le sprofondo con la faccia sulle tette, le mordo piano un capezzolo. Lei gradisce, mi mette una mano sul culo e mi massaggia.
“Daje sfonda, spigni bello spignimelo” insiste la porcona.
Così faccio. Inizio a pompare a tutta forza col mio uccellone ben lubrificato su e giù, su e giù.
Ogni pompata un urlo della vacca in calore.
Oggettivamente pensavo chissà cosa avrebbe fatto ma alla fine tutto si limita a una ventina di minuti alla missionaria con io che sudo sopra e lei che viene da sotto.
“Sborroooo” mormoro.
Faccio per tirarmi indietro e venire fuori ma lei mi incrocia le gambe dietro la schiena coi piedi poggiati sullle mie chiappe e me lo impedisce.
Sgrano gli occhi perplesso.
“Famme er pieno” esclama.
Obbedisco. Apro i tubi e miei coglioni pieni iniziano a riempirla con tutta la sborra che ho in corpo.
Il calore del mio sperma la stimola, la sento venire ancora.
Dopo una serie di colpo sempre più lenti sono vuoto. Dovrei estrarlo ma lei ha ancora le gambe incrociate su di me e non mi lascia uscire.
La guardo senza capire. Che vuole fare? Stiamo così e aspettiamo che torni duro?
“Sergiooooooo!” urla lasciandomi basito.
“O Sergio movite sfigato!” aggiunge con una espressione molto seria e cattiva sul viso.
Lo sento. È lui.
Appare da dietro il muro. Riesco a vederlo da uno specchio sul comò li accanto.
È nudo. L’uccello molle. Sembra umido. Probabilmente si è appena fatto una sega. Sicuramente guardandomi trombare la consorte.
“Vieni a bere frocione” comanda la donna e solo a quel punto disincrocia le gambe lasciandomi libero. Mi aiuta a girare su un fianco accanto a lei. La fica cola di brutto, sembra una medusa.
Sergio ci si tuffa dentro a pesce.
Inizia a bere “Bevi la sborra frocione, bevi” ride Mery intanto mi invita con la mano a starle vicino,ben chinato accanto al suo viso.
Con una mano tiene salda la testa del marito fra le gambe, con l’altra me lo sega un po’.
Lui beve con gusto. Sta davvero ingoiando tutto il porcone.
La sega di Mery diventa una pompa.
Mentre lecca Sergio si masturba di brutto l’uccellino molle senza grandi risultati…
Mery in breve si rende conto che il mio è tornato duro come una clava.
Solleva la testa del marito tenendolo per i capelli. Lo guarda in faccia con disgusto. “Lo vuoi nel culo vero frocione”.
Lui annuisce.
Mery mi guarda “Te va de daje una inchiappettata?”.
“Preferirei inchiappetare te. Dicono che hai un culo meraviglioso”.
“Dopo, dopo. Non te preoccupà. C’è tempo…”.
Decido di assecondarla. Lascio Sergio con la testa nel ficone della moglie, mi metto dietro di lui e glielo ficco dentro senza gran fatica visto che ha un culo sfondatissimo.
Lui ringrazia. Lei gli viene in bocca. Io gli spano il culo fin che non ci sborro dentro…
Come prima volta non è stata affatto male…
“Giornata calda vero?” dico guardandola appoggiata a una finestra.
L’ho già vista da fuori mentre mi avvicinavo alla casa. Lei mi ha sorriso, sembrava mi aspettasse.
Sono passati solo due giorni ma è ovvio che ha voglia di cazzo quanto io di fica e culo.
A guardarla dal giardino non c’era nulla di strano. Una donna con una camicia a fiori che guarda il panorama. In casa la cosa cambia perché Mery ha SOLO il camicione.
Il suo culo burroso bianco pallido fa bella vista appena entro in casa. Sembra già pronta.
Mi avvicino. Non facciamo nemmeno dei preliminari. Niente baci, niente carezze, niente masturbazione. Lei si china un po’ avanti, mi offre il ficone. Io le metto la mano sulle chiappe. Ci metto un dito in mezzo, le solletico il buco del culo. “Ti spiace?”.
“A vuoi partire dal buco dietro porcello?”.
“Mi pare che me lo avevi promesso” faccio notare.
“Quando uno ha ragione ha ragione” sorride chinandosi ancora un po’ più avanti.
Prendo vigore. Il cazzo di marmo, il suo buco del culo dannatamente largo.
Quasi non faccio fatica. Spingo… SPROK!
“Aia” muggisce anche se sembra più una frase di circostanza che vero dolore.
Il suo ano è rovente. Bagnato. La tengo salda ai fianchi e inizio a sbattermela per bene.
Lei ogni tanto guarda fuori dalla finestra. Saluta i passanti come nulla fosse. Solo la voce un po’ strozzata. Io pompo senza sosta.
Alla fine le vengo nel culo con gran enfasi.
“Hai di nuovo il marito nascosto pronto a leccare tutto?”.
“Ma va oggi è giovedì. Il giovedì va da quella mignotta di sua madre”.
“A è mignotta?”.
“Vecchia ma sempre mignotta” ride Mery.
“Dici che se la fa?” domando eccitato.
“Fa un po’ quello che può con quel cazzetto” ride lei.
Si allontana “Scusa ma me stò a cagà sotto…” e parte decisa verso il bagno tirando anche un paio di sonore scorregge liquide.
“Me sa che devo famme na doccia” conclude mentre il culo continua a borbottare per conto suo.
E così facciamo la doccia. Insieme.
Mi lava bene il cazzo sporco del suo culo col sapone, con la mano, con la bocca.
Si gira, si mette a pecora contro le piastrelle ben chinata in avanti.
Il mio uccello non chiede di meglio. Le entro deciso in fica e me la sbatto ancora un po’…
Svuoto i coglioni a dovere e poi ci prendiamo un bel caffè nudi sul divano.
“Senza perdere tempo” esordisco entrando in casa. Ormai vado da lei quasi ogni giorno.
Mery è sul divano. Praticamente nuda. Ha un collant rosso a rete. Sempre di quella serie di collant che lasciano la fica e il culo scoperti. Li comprerà al pornoshop? Forse.
Ha una mano nella fica. Si stava facendo un lavoretto da sola e non ha smesso neanche quando sono entrato. Senza vergogna.
Mi spoglio lesto. Lei lo prende in mano. Nessun preliminare, lo vuole subito dentro.
La accontento. Le monto sopra e inzio a sbattermela mentre le tette sbatacchiano su e giù ad ogni colpo accompagnate dai suoi urletti isterici.
Non mollo finché non sborro.
Lo tiro fuori. Un litro di sperma misto ai suoi umori cola sul divano. Sembra non fregargliene nulla.
Mi fa alzare, bello di fronte a lei. Se lo porta alla bocca e ciuccia decisa.
Appena decide che sono pronto molla e si gira offrendomi il deretano.
Ci entro dentro con piacere e la inculo per un po’… lei gode, io di più…
Oggi penso che faremo anche la terza penso mentre la inculo a forza. Le ho sborrato il culo e non mi è nemmeno venuto molle. Mi sono giusto preso il piacere di sborrare a dovere le tette (e la faccia) e sono subito tornato a montarla. Un po’ davanti per prendere confidenza con il ficone e poi di nuovo nel culo. Questa è una a cui devi metterlo nel culo il più possibile penso mentre me la spasso ben bene.
Ma, a un certo punto, suonano il campanello.
“Ma cazzz” borbotto.
Lei sempre col mio uccello nel culo urla “avantiii” come se nulla fosse.
Si spinge in avanti. L’uccello le sguscia fuori dal culo come una frustata “mannaggia” urla poi tutta nuda con fica e culo che colano mi molla da solo e corre di la.
Io resto lì deluso col cazzo di marmo a trastullarmi da solo.
Torna dopo un paio di minuti “Caro mi sa che devi accelerare un po’. Cho gente”.
“Scopiamo ancora? Pensavo di dover scappare”.
Lei mi prede l’uccello in mano, me lo sega un po’ “ma ti pare che ti mando via così a canna gonfia”.
Mi sale in braccio. Lascia che il mio uccello le entri nel ficone. Mi struscia le tette sul viso ben bene e con le braccia intorno al mio collo prende ad andare su e giù come una pazza.
“Daje, daje, daje che me sfondi” mormora continuando a cavalcare fin che non sente che i miei coglioni fremono pronti a esplodere.
Le vengo in fica, deciso. Lei continua a cavalcare per farsi entrare dentro più sborra che può…
Torniamo nell’ingresso, sempre nudi, come nulla fosse.
Ci sono due ragazzi africani, vestiti. Parlano fra di loro. Mi ignorano.
“Se vuoi datti una lavata poi vai pure tesoro” mi dice Mery indicandomi il bagno.
“Ok grazie”.
Vado in bagno. Piscio. Mi lavo. Mi vesto.
Esco.
I due neri e la padrona di casa non ci sono più.
Sbircio il salotto. La signora Mery è a pecora. Uno dei due neri, nudo la sta montando a pecora, l’altro gliel’ha messo in bocca.
Decido di andarmene senza salutare. Non credo sia il caso di fare il terzo incomodo.
“Ma quindi -anf, anf, anf- fa davvero la battona?”.
“Siii -argh ooo sii- te l’ho detto che batteva”.
“Credevo fosse un dispregiativooooo”
“No no batte -argh- coi Negri soprattutto. Fa prezzi buoniiiii. Cristo oggi c’è l’hai di marmo James”.
“E tu hai il culo che va a fuoco caro” dico dandogli un bello schiaffone. Sergio gradisce era quello che gli mancava. Sborra sull’erba.
Infoiato lo afferrò saldo ai fianchi e spingo sempre di più. Voglio sfondarlo, voglio venire.
“A te comunque la darà sempre gratis, sei uno di famiglia”.
“Grazie però sai mi ha un po’ tolto la voglia”.
Di botto mi cala l’erezione tanto che devo uscire dal suo culo.
Lui mi fissa un po’ strano “Beh?”.
“Nulla ho perso la concentrazione. Sai sta cosa della battona. Tutti quei cazzi, le malattie veneree. Non so. Sai anche per rispetto a mia madre capisci?”.
“Scopi tua madre?” sgrana gli occhi Sergio.
“Mi hai detto che lo facevo anche tu quindi si, a te lo posso dire”.
“Siamo senza freni” ride Sergio.
“La chiavi ancora tua madre?”.
“Una tantum ma sai va per i settanta” scuote la testa lui.
“Bona una di 70” sorrido e di colpo mi torna su.
Sergio capisce che la cosa mi stuzzica e mentre con le mani maneggia il suo cazzo e il mio mi racconta della cara mamma che faceva la spesa con la fica, che si faceva montare nel cesso alla turca in mezzo al cortile, di lui che godeva spiandola e di quando, finalmente, gliela aveva data a vent’anni.
“Mi piacerebbe molto montarmi tua madre sai” gli confesso.
“Si può organizzare” sorride lui mentre si mette a pecora.
“E anche tua suocera non sembrava male”.
“Lei ne ha settantadue” precisa Sergio mente si allarga il buco del culo con le mani.
“Mi pare di aver notato un certo interesse per il cazzone”.
“Non se lo fa certo sfuggire è vacca come la figlia” sospira Sergio mentre glielo infilo piano piano.
Inizio di nuovo a montarlo a pecora. Lui gode. “Se davvero batte col preservativo e vado sicuro quasi quasi a tua moglie glielo darei ancora”.
Mi sembra una buona idea caro ride lui.
Poi gli vengo nel culo e la conversazione finisce lì…
Ora sono fisso in agenda. Al giovedì, dalle tre alle cinque.
Mery mi ha confermato che con me lo fa gratis e che non devo mettere il guanto. Posso anche venirle dentro senza problemi ha aggiunto.
A me va bene così.
Una vacca fissa al giovedì fa sempre comodo.
A volte lo facciamo sul divano, a volte nel letto, in doccia, anche in cucina a novanta sul tavolo se capita.
A volte è nuda, a volte in reggicalze o coi collant da porno star.
So che ha scelto il giovedì perché è il giorno in cui Sergio deve andare da sua madre. Probabilmente la puttana Mery mi vuole tutto per lei senza dovermi condividere col marito cuck.
Probabilmente la sera gli piace fargli rabbia dicendogli quanto abbiamo scopato bene e quanto l’ho riempita.
Il culo è di rigore. A una così non puoi non sodomizzarla alla grande con bidet di sborra alla fine.
A volte le piace vantarsi di quanti cazzi ha preso, di quando dice ne ha presi dentro quatto assieme (non so come). A volte mi chiede se continuo a fare il culo al marito. Quando le dico si pare euforica. Mi chiede se urla tanto. Le dico si anche se in realtà più gli pompo in culo e più Sergio gode.
Non ci sono dubbi che siano una doppia strana. Moglie puttana figlia di suocera puttana. Marito bisex e cuck figlio di puttana anche lui.
Si sono proprio trovati.
La mamma ha preso atto dei miei incontri con Mery sa che il giovedì sera torno a casa vuoto e salta il turno, al massimo un po’ di sesso orale perché la fica di mamma la lecco sempre con piacere.
Prima o poi però bisognerà che salti un giovedì. Probabilmente dirò a Mery che devo lavorare o che sono malato. Ma devo farlo.
Prima o poi ricorderò a Sergio che mi ha promesso di presentarmi la mamma, la vecchia mamma battona in pensione.
Quindi prima o poi, quando si deciderà, prenderò congedo da Mery e andremo alla cascina in campagna della mamma. Mi tirerò fuori il mio enorme uccello e mi farò questa vecchia bagascia over settanta davanti al figlio.
A lui farà piacere, ne sono sicuro…
Magari mi porterò dietro la macchina fotografica così anche la mamma potrà vedere quanto sono bravo a trapanare le tardone.
Sono sicuro che quella porca di mia madre Amanda sarà fiera di me e del mio uccellone.
Sono settimane che quando ci troviamo a fare sesso gay dietro al cimitero il Sergio mi parla delle meraviglie di questa moglie vacca che dice di avere. Gli piace parlare di quanto è puttana la moglie, gli stimola la sborrata.
Alla fine, a forza di insistere, a forza di dirgli “quando me la fai trombare sta dea del sesso” ha ceduto.
La scusa l’ha trovata lui. Banale certo ma efficace. Un paio di scarpe a cui avevano rifatto i tacchi. Roba alta, da dodici, nere. Lui dice che sono le scarpe da puttana che mette quando va a succhiare uccelli. Sarà vero? Lo scopriremo.
Comunque mi da il numero del ciabattino che ha rifatto i tacchi. Devo solo andarle a prendere e portarle alla Mery. “E poi vedi tu, da cosa nasce cosa” ha sorriso Sergio come buon augurio.
Cristo questo non vede l’ora che mi faccia la moglie. Come si chiamano questi tizi Cuck?
Busso
“Avanti”.
La signora Mery è seduta sul divano. Camicia a fiori, pantaloni neri… occhiali da sole.
In casa? Con gli occhiali? Sarà un suo vezzo, chi lo sa, chi se ne frega.
“A James giusto?” sorride facendomi segno di sedere accanto a lei.
“Le ho portato le scarpe”.
Sorride “A si, bravo, ma dammi pure del tu”.
“Va bene Mery”.
Solleva le gambe, mi mette i piedi in grembo. I piedi un po’ grandi sono fasciati in un nylon nero a rete. Sergio nelle sue confessioni post sborrata mi ha detto che non è tipa da autoreggenti quindi sono do i certo collant. Umm. Mi piace il collant penso mentre mi accarezzo il cazzo.
“Ti va di infilarmele caro?”.
O ti infilerei be altro penso, ma obbedisco. Accarezzandole più che posso il piede e la caviglia, gustando il nylon contro la mia pelle mettiamo questi trampoli.
“Perfette” dice ritirandosi i piedi.
“Adesso puoi toglierle”
Lo faccio. Appena ho le mani impegnate con le scarpe mi struscia decisa il piede sull’inguine. Il mio cazzo sotto la tuta è già bello gonfio quindi non può non sentirmi.
“Ti gusta?” domanda sorniona.
“Umm si, fai pure” e lascio che mi stimoli un po’ l’asta col suo pollicione.
“Mio marito mi ha detto grandi cose di te”.
“Molto grandi immagino”.
“Lui tende sempre a esagerare” mi provoca la porcellona.
Metto la mano sul lembo della tuta, la calo con un colpo secco quasi fino al ginocchio. Il mio cazzone si alza dritto come un campanile.
Riesco a farse sgranare gli occhi “O li mortacci! Ma cos’è una terza gamba?”.
“È abbastanza grosso?” sorrido.
“Fio mio, io guarda di mazze e cefali ne ho presi e maneggiati tanti che ho perso il conto ma, sei la mazza bianca più grossa che ho mai visto. Giusto qualche africano ti sta davanti e nemmeno tutti”.
Quindi Sergio non mentiva è davvero una gran puttana che va coi neri. Che posso dire, se a lei piace e lui concorda che facciano.
Mentre faccio queste profonde riflessioni la Mery ha già messo la mano sul mio uccello. Lo prende bene con mano ferma ed esperta. Inizia a farmi una sega.
Non sto certo a guardarla, ho le mani libere apposta per sbottonarle la camicetta e liberare due belle tette. Nulla di speciale. Una bella terza ancora abbastanza soda, capezzoli piccoli ma duri.
Ovviamente niente reggiseno.
Dalla mano passa alla bocca. Lo ingoia decisa e inizia a succhiare la punta mente la mano va sempre su e giù. Sembra che provi a ingoiare più che può della mia grossa asta anche se è ovvio che non entrerà mai tutta.
Per quanto possibile il cazzo mi si ingrossa ancora. Lei si struscia le gambe una con l’altra come se volesse dare tepore alla sua sorca infuocata.
A un certo punto molla la presa, si alza lesta dal divano lasciando penzolare le tette “Vieni che si va a letto che stò un brodo”.
Penso intenda che ha la fica bagnata.
Arriviamo in camera da letto. Si leva i pantaloni mostrandomi il culo bianco latte un po’ burroso.
Ovviamente non avendo reggiseno non ha nemmeno le mutande.
I collant sono di quel tipo un po’ strano che simula le autoreggenti. In pratica è un pezzo solo che però lascia scoperto culo e pube. Un accessorio un po’ da puttana penso anche se lo trovo sexy da morire.
Si sdraia sul letto. Tiene il collant. Mi nostra per la prima volta il ficone peloso. Molto peloso. Forse potrebbe farsi delle mutande di pelo. Cerco di infilarle la testa fra le gambe. Le volevo dare una bella leccata, assaggiare il suo sapore di sbroda.
Mery non mi da il tempo. “Ficcalo dentro che scoppio”.
Obbedisco. Le scivolo sopra e mi faccio strada. La bocca slabbrata della sua fica cede alla mia cappella gonfia. Sembra quasi una ventosa. L’hanno consumata a colpi di cazzo.
“Oooo” ulula mentre le entro dentro fino ai coglioni.
Le sprofondo con la faccia sulle tette, le mordo piano un capezzolo. Lei gradisce, mi mette una mano sul culo e mi massaggia.
“Daje sfonda, spigni bello spignimelo” insiste la porcona.
Così faccio. Inizio a pompare a tutta forza col mio uccellone ben lubrificato su e giù, su e giù.
Ogni pompata un urlo della vacca in calore.
Oggettivamente pensavo chissà cosa avrebbe fatto ma alla fine tutto si limita a una ventina di minuti alla missionaria con io che sudo sopra e lei che viene da sotto.
“Sborroooo” mormoro.
Faccio per tirarmi indietro e venire fuori ma lei mi incrocia le gambe dietro la schiena coi piedi poggiati sullle mie chiappe e me lo impedisce.
Sgrano gli occhi perplesso.
“Famme er pieno” esclama.
Obbedisco. Apro i tubi e miei coglioni pieni iniziano a riempirla con tutta la sborra che ho in corpo.
Il calore del mio sperma la stimola, la sento venire ancora.
Dopo una serie di colpo sempre più lenti sono vuoto. Dovrei estrarlo ma lei ha ancora le gambe incrociate su di me e non mi lascia uscire.
La guardo senza capire. Che vuole fare? Stiamo così e aspettiamo che torni duro?
“Sergiooooooo!” urla lasciandomi basito.
“O Sergio movite sfigato!” aggiunge con una espressione molto seria e cattiva sul viso.
Lo sento. È lui.
Appare da dietro il muro. Riesco a vederlo da uno specchio sul comò li accanto.
È nudo. L’uccello molle. Sembra umido. Probabilmente si è appena fatto una sega. Sicuramente guardandomi trombare la consorte.
“Vieni a bere frocione” comanda la donna e solo a quel punto disincrocia le gambe lasciandomi libero. Mi aiuta a girare su un fianco accanto a lei. La fica cola di brutto, sembra una medusa.
Sergio ci si tuffa dentro a pesce.
Inizia a bere “Bevi la sborra frocione, bevi” ride Mery intanto mi invita con la mano a starle vicino,ben chinato accanto al suo viso.
Con una mano tiene salda la testa del marito fra le gambe, con l’altra me lo sega un po’.
Lui beve con gusto. Sta davvero ingoiando tutto il porcone.
La sega di Mery diventa una pompa.
Mentre lecca Sergio si masturba di brutto l’uccellino molle senza grandi risultati…
Mery in breve si rende conto che il mio è tornato duro come una clava.
Solleva la testa del marito tenendolo per i capelli. Lo guarda in faccia con disgusto. “Lo vuoi nel culo vero frocione”.
Lui annuisce.
Mery mi guarda “Te va de daje una inchiappettata?”.
“Preferirei inchiappetare te. Dicono che hai un culo meraviglioso”.
“Dopo, dopo. Non te preoccupà. C’è tempo…”.
Decido di assecondarla. Lascio Sergio con la testa nel ficone della moglie, mi metto dietro di lui e glielo ficco dentro senza gran fatica visto che ha un culo sfondatissimo.
Lui ringrazia. Lei gli viene in bocca. Io gli spano il culo fin che non ci sborro dentro…
Come prima volta non è stata affatto male…
“Giornata calda vero?” dico guardandola appoggiata a una finestra.
L’ho già vista da fuori mentre mi avvicinavo alla casa. Lei mi ha sorriso, sembrava mi aspettasse.
Sono passati solo due giorni ma è ovvio che ha voglia di cazzo quanto io di fica e culo.
A guardarla dal giardino non c’era nulla di strano. Una donna con una camicia a fiori che guarda il panorama. In casa la cosa cambia perché Mery ha SOLO il camicione.
Il suo culo burroso bianco pallido fa bella vista appena entro in casa. Sembra già pronta.
Mi avvicino. Non facciamo nemmeno dei preliminari. Niente baci, niente carezze, niente masturbazione. Lei si china un po’ avanti, mi offre il ficone. Io le metto la mano sulle chiappe. Ci metto un dito in mezzo, le solletico il buco del culo. “Ti spiace?”.
“A vuoi partire dal buco dietro porcello?”.
“Mi pare che me lo avevi promesso” faccio notare.
“Quando uno ha ragione ha ragione” sorride chinandosi ancora un po’ più avanti.
Prendo vigore. Il cazzo di marmo, il suo buco del culo dannatamente largo.
Quasi non faccio fatica. Spingo… SPROK!
“Aia” muggisce anche se sembra più una frase di circostanza che vero dolore.
Il suo ano è rovente. Bagnato. La tengo salda ai fianchi e inizio a sbattermela per bene.
Lei ogni tanto guarda fuori dalla finestra. Saluta i passanti come nulla fosse. Solo la voce un po’ strozzata. Io pompo senza sosta.
Alla fine le vengo nel culo con gran enfasi.
“Hai di nuovo il marito nascosto pronto a leccare tutto?”.
“Ma va oggi è giovedì. Il giovedì va da quella mignotta di sua madre”.
“A è mignotta?”.
“Vecchia ma sempre mignotta” ride Mery.
“Dici che se la fa?” domando eccitato.
“Fa un po’ quello che può con quel cazzetto” ride lei.
Si allontana “Scusa ma me stò a cagà sotto…” e parte decisa verso il bagno tirando anche un paio di sonore scorregge liquide.
“Me sa che devo famme na doccia” conclude mentre il culo continua a borbottare per conto suo.
E così facciamo la doccia. Insieme.
Mi lava bene il cazzo sporco del suo culo col sapone, con la mano, con la bocca.
Si gira, si mette a pecora contro le piastrelle ben chinata in avanti.
Il mio uccello non chiede di meglio. Le entro deciso in fica e me la sbatto ancora un po’…
Svuoto i coglioni a dovere e poi ci prendiamo un bel caffè nudi sul divano.
“Senza perdere tempo” esordisco entrando in casa. Ormai vado da lei quasi ogni giorno.
Mery è sul divano. Praticamente nuda. Ha un collant rosso a rete. Sempre di quella serie di collant che lasciano la fica e il culo scoperti. Li comprerà al pornoshop? Forse.
Ha una mano nella fica. Si stava facendo un lavoretto da sola e non ha smesso neanche quando sono entrato. Senza vergogna.
Mi spoglio lesto. Lei lo prende in mano. Nessun preliminare, lo vuole subito dentro.
La accontento. Le monto sopra e inzio a sbattermela mentre le tette sbatacchiano su e giù ad ogni colpo accompagnate dai suoi urletti isterici.
Non mollo finché non sborro.
Lo tiro fuori. Un litro di sperma misto ai suoi umori cola sul divano. Sembra non fregargliene nulla.
Mi fa alzare, bello di fronte a lei. Se lo porta alla bocca e ciuccia decisa.
Appena decide che sono pronto molla e si gira offrendomi il deretano.
Ci entro dentro con piacere e la inculo per un po’… lei gode, io di più…
Oggi penso che faremo anche la terza penso mentre la inculo a forza. Le ho sborrato il culo e non mi è nemmeno venuto molle. Mi sono giusto preso il piacere di sborrare a dovere le tette (e la faccia) e sono subito tornato a montarla. Un po’ davanti per prendere confidenza con il ficone e poi di nuovo nel culo. Questa è una a cui devi metterlo nel culo il più possibile penso mentre me la spasso ben bene.
Ma, a un certo punto, suonano il campanello.
“Ma cazzz” borbotto.
Lei sempre col mio uccello nel culo urla “avantiii” come se nulla fosse.
Si spinge in avanti. L’uccello le sguscia fuori dal culo come una frustata “mannaggia” urla poi tutta nuda con fica e culo che colano mi molla da solo e corre di la.
Io resto lì deluso col cazzo di marmo a trastullarmi da solo.
Torna dopo un paio di minuti “Caro mi sa che devi accelerare un po’. Cho gente”.
“Scopiamo ancora? Pensavo di dover scappare”.
Lei mi prede l’uccello in mano, me lo sega un po’ “ma ti pare che ti mando via così a canna gonfia”.
Mi sale in braccio. Lascia che il mio uccello le entri nel ficone. Mi struscia le tette sul viso ben bene e con le braccia intorno al mio collo prende ad andare su e giù come una pazza.
“Daje, daje, daje che me sfondi” mormora continuando a cavalcare fin che non sente che i miei coglioni fremono pronti a esplodere.
Le vengo in fica, deciso. Lei continua a cavalcare per farsi entrare dentro più sborra che può…
Torniamo nell’ingresso, sempre nudi, come nulla fosse.
Ci sono due ragazzi africani, vestiti. Parlano fra di loro. Mi ignorano.
“Se vuoi datti una lavata poi vai pure tesoro” mi dice Mery indicandomi il bagno.
“Ok grazie”.
Vado in bagno. Piscio. Mi lavo. Mi vesto.
Esco.
I due neri e la padrona di casa non ci sono più.
Sbircio il salotto. La signora Mery è a pecora. Uno dei due neri, nudo la sta montando a pecora, l’altro gliel’ha messo in bocca.
Decido di andarmene senza salutare. Non credo sia il caso di fare il terzo incomodo.
“Ma quindi -anf, anf, anf- fa davvero la battona?”.
“Siii -argh ooo sii- te l’ho detto che batteva”.
“Credevo fosse un dispregiativooooo”
“No no batte -argh- coi Negri soprattutto. Fa prezzi buoniiiii. Cristo oggi c’è l’hai di marmo James”.
“E tu hai il culo che va a fuoco caro” dico dandogli un bello schiaffone. Sergio gradisce era quello che gli mancava. Sborra sull’erba.
Infoiato lo afferrò saldo ai fianchi e spingo sempre di più. Voglio sfondarlo, voglio venire.
“A te comunque la darà sempre gratis, sei uno di famiglia”.
“Grazie però sai mi ha un po’ tolto la voglia”.
Di botto mi cala l’erezione tanto che devo uscire dal suo culo.
Lui mi fissa un po’ strano “Beh?”.
“Nulla ho perso la concentrazione. Sai sta cosa della battona. Tutti quei cazzi, le malattie veneree. Non so. Sai anche per rispetto a mia madre capisci?”.
“Scopi tua madre?” sgrana gli occhi Sergio.
“Mi hai detto che lo facevo anche tu quindi si, a te lo posso dire”.
“Siamo senza freni” ride Sergio.
“La chiavi ancora tua madre?”.
“Una tantum ma sai va per i settanta” scuote la testa lui.
“Bona una di 70” sorrido e di colpo mi torna su.
Sergio capisce che la cosa mi stuzzica e mentre con le mani maneggia il suo cazzo e il mio mi racconta della cara mamma che faceva la spesa con la fica, che si faceva montare nel cesso alla turca in mezzo al cortile, di lui che godeva spiandola e di quando, finalmente, gliela aveva data a vent’anni.
“Mi piacerebbe molto montarmi tua madre sai” gli confesso.
“Si può organizzare” sorride lui mentre si mette a pecora.
“E anche tua suocera non sembrava male”.
“Lei ne ha settantadue” precisa Sergio mente si allarga il buco del culo con le mani.
“Mi pare di aver notato un certo interesse per il cazzone”.
“Non se lo fa certo sfuggire è vacca come la figlia” sospira Sergio mentre glielo infilo piano piano.
Inizio di nuovo a montarlo a pecora. Lui gode. “Se davvero batte col preservativo e vado sicuro quasi quasi a tua moglie glielo darei ancora”.
Mi sembra una buona idea caro ride lui.
Poi gli vengo nel culo e la conversazione finisce lì…
Ora sono fisso in agenda. Al giovedì, dalle tre alle cinque.
Mery mi ha confermato che con me lo fa gratis e che non devo mettere il guanto. Posso anche venirle dentro senza problemi ha aggiunto.
A me va bene così.
Una vacca fissa al giovedì fa sempre comodo.
A volte lo facciamo sul divano, a volte nel letto, in doccia, anche in cucina a novanta sul tavolo se capita.
A volte è nuda, a volte in reggicalze o coi collant da porno star.
So che ha scelto il giovedì perché è il giorno in cui Sergio deve andare da sua madre. Probabilmente la puttana Mery mi vuole tutto per lei senza dovermi condividere col marito cuck.
Probabilmente la sera gli piace fargli rabbia dicendogli quanto abbiamo scopato bene e quanto l’ho riempita.
Il culo è di rigore. A una così non puoi non sodomizzarla alla grande con bidet di sborra alla fine.
A volte le piace vantarsi di quanti cazzi ha preso, di quando dice ne ha presi dentro quatto assieme (non so come). A volte mi chiede se continuo a fare il culo al marito. Quando le dico si pare euforica. Mi chiede se urla tanto. Le dico si anche se in realtà più gli pompo in culo e più Sergio gode.
Non ci sono dubbi che siano una doppia strana. Moglie puttana figlia di suocera puttana. Marito bisex e cuck figlio di puttana anche lui.
Si sono proprio trovati.
La mamma ha preso atto dei miei incontri con Mery sa che il giovedì sera torno a casa vuoto e salta il turno, al massimo un po’ di sesso orale perché la fica di mamma la lecco sempre con piacere.
Prima o poi però bisognerà che salti un giovedì. Probabilmente dirò a Mery che devo lavorare o che sono malato. Ma devo farlo.
Prima o poi ricorderò a Sergio che mi ha promesso di presentarmi la mamma, la vecchia mamma battona in pensione.
Quindi prima o poi, quando si deciderà, prenderò congedo da Mery e andremo alla cascina in campagna della mamma. Mi tirerò fuori il mio enorme uccello e mi farò questa vecchia bagascia over settanta davanti al figlio.
A lui farà piacere, ne sono sicuro…
Magari mi porterò dietro la macchina fotografica così anche la mamma potrà vedere quanto sono bravo a trapanare le tardone.
Sono sicuro che quella porca di mia madre Amanda sarà fiera di me e del mio uccellone.
di
Jack Off
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