Gli albergatori - quinto episodio
scritto il 2026-10-19 tempo di lettura 9 min
di
Felipe Gonzales
genere
fisting
cura
A
Siamo di nuovo in cucina e consumiamo il pranzo divertendoci a raccontare le nostre avventure nei glory hole quando Carla esclama: “Cazzo, ci siamo persi la Ruota della fortuna.”
Antonio: “Eri troppo impegnata a farti sfondare il culo, sembra che un braccio non sia sufficiente a soddisfarti.”
Carla lo fulminò con lo sguardo: “Come fai a saperlo, l’ho confidato solo a Mario. Brutto bastardo, eri tu!”
Gli tirò il tovagliolo e iniziò a rincorrerlo intorno al tavolo scatenando l’ilarità di tutti i commensali, visto che Carla non riusciva a prenderlo, Sofia fece lo sgambetto ad Antonio che finì lungo e disteso sul pavimento.
Carla gli piombò addosso bloccandolo col suo peso, “Vediamo se ti diverti adesso.”
Gli sfilò i pantaloncini, si fece passare la bottiglietta dell’olio e lo versò tra le sue natiche, lo massaggiò per bene, poi chiuse la bottiglietta e gliela ficcò nel culo con un colpo solo, ma Antonio aveva capito le sue intenzioni e non le diede soddisfazione, non emise nemmeno un lamento e rimase impassibile.
Carla lo insultò: “Brutto stronzo, adesso ti faccio vedere io.”
Tolse la bottiglietta, strinse bene il pugno e gli assestò un dritto micidiale centrando il buco al primo colpo, il pugno entrò subito e l’ano di Antonio si strinse intorno al polso di Carla.
Antonio sembrò di gradire e gemendo incitò Carla a continuare: “Si, si, ancora, più in fondo.”
Carla non volle arrendersi, fece girare Antonio e iniziò a scoparlo freneticamente, quando sentì il cazzo di Antonio pulsare e diventare sempre più duro, si staccò da lui gli strinse con forza il cazzo alla radice e gli diede un colpetto sulle palle bloccandogli l’orgasmo.
Questa volta Antonio accusò il colpo, si piegò per il dolore e gridò: “Puttana.”
Scoppiammo tutti a ridere e Sofia diede il cinque a Carla.
Riprendemmo il pranzo e i camerieri portarono il secondo.
Il personale che serviva le pietanze era lo stesso che lavorava nel night, ragazzi e ragazze indossavano divise uguali, un grembiulino minuscolo aperto sul di dietro, busto nudo, un collarino bianco e una cuffia bianca tra i capelli ricamata come il collarino.
La finta lite tra Antonio e Carla si era svolta alla loro presenza e si erano divertiti a guardare, uno in particolare sembrava aver gradito, un moro alto almeno un metro e novanta, spalle larghe e un fisco che sembrava scolpito.
Tutto in lui era grande, anche la proboscide che spuntava dal grembiulino, un cazzo circonciso enorme, il suo glande era lucido per il precum che lo bagnava e che ancora usciva dal suo orifizio.
Marisa fu la prima ad accorgersene e si precipitò su di lui imboccandolo: “Ragazzi, scusate, ma io passo direttamente al dolce.”
Si inginocchiò davanti a sua maestà e iniziò a baciarlo, lo bagnava leccandolo fino ai testicoli e poi iniziò a pomparlo, nonostante le sue dimensioni riuscì a ingoiarlo tutto.
Si fermò solo quando il dolce gli fu servito in bocca, poi rivolgendosi a Roberto gli chiese: “Caro, vuoi un po' di crema?” lo baciò, gli passò lo sperma rimasto e lo baciò a lungo.
Dopo le interruzioni finimmo di pranzare ci accomodammo in sala e ci gustammo il caffè.
Sofia tranquillizzò Carla: “Cara, non ti preoccupare, avrai modo assistere al gioco della Ruota, il gettone è sempre valido, però ti consiglio di non usarlo oggi, riposatevi un poco, godetevi la serata passeggiando sul lungo mare, domani avrete le energie per godervi al meglio lo spettacolo, sempre che i vostri numeri vengano estratti.”
La sera andammo sulla passeggiata insieme a Roberto e Marisa, il panorama era stupendo e noi lo ammiravamo mentre ascoltavamo il rumore delle onde che si infrangevano sugli scogli.
Mentre camminavamo un gruppo di ragazzi che ci precedeva continuava a voltarsi verso di noi e guardandoci parlavano tra di loro additandoci.
Sembrava uno di quei gruppi che ultimamente si divertono a molestare le persone, a un tratto si fermarono bloccando il passaggio, istintivamente io mi parai davanti a Carla per proteggerla e Roberto si avvicinò rapidamente.
I ragazzi indietreggiarono e io dissi a Roberto: “Vedo che fai ancora paura.”
Uno dei ragazzi, alzò le braccia e gesticolando disse: “No, no, non abbiamo cattive intenzioni, abbiamo riconosciuto lei e la sua signora e volevamo parlarvi.”
“Ci avete riconosciuto?” chiese Carla.
“Si, stavamo cercando un albergo vicino Rimini e ci siamo imbattuti nel vostro sito, siamo rimasti colpiti da alcune recensioni e volevamo chiedervi se veramente nel prezzo fossero compresi quegli omaggi.”
“Caro” rispose Carla “Purtroppo qualche cliente ha fatto delle recensioni inopportune, comunque è vero, cerchiamo sempre di rendere felici i nostri ospiti, ma non tutti possono ricevere i nostri omaggi.”
“Cosa significa?” replicò il ragazzo,
Intervenni io: “Significa che vista la vostra età non potremmo ospitarvi, dovreste venire accompagnati da un maggiorenne o meglio ancora dai vostri genitori.”
“Benissimo” esclamò il ragazzo “I miei sono due maiali, non avranno problemi ad accompagnarci.”
Così dicendo ci salutarono e ripresero la loro passeggiata.
“Così ero io a fare paura.” Disse Roberto “Ci spiegate come mai siete così famosi come albergatori?”
“Per spiegarvi tutto ci vuole troppo tempo ed è meglio parlarne in un luogo riservato, magari ne parliamo stasera insieme ad Antonio e Sofia.”
Ci avviammo verso casa e notammo che i nostri amici erano impazienti di conoscere i particolari della nostra attività di albergatori.
Sofia e Antonio si erano presi una pausa dal loro lavoro nel night e ci attendevano per la cena, dopo esserci rinfrescati ci accomodammo e i camerieri chiesero se potessero iniziare a servire.
Il cibo offerto da giovani così carini aveva tutto un altro sapore, le cameriere chinandosi mettevano in mostra le loro passere completamente depilate e sempre bagnate, la situazione era eccitante per tutti e i camerieri allietavano le signore con i loro cazzi sempre dritti che sbucavano fuori dal grembiulino.
Inutile dire che non mancavano le carezze e i ditalini alle passere, così come non mancarono i baci a quei manici stupendi.
Ormai tutti i pasti duravano più del dovuto, però alla fine eravamo tutti felici e contenti, fu con quello stato d’animo che accomodammo in sala per chiacchierare in attesa di andare a dormire.
Roberto raccontò dell’incontro con il gruppo di ragazzi e così tutti ci chiesero di raccontare la nostra storia.
Iniziai a raccontare: “Io e Carla stavamo vivendo una piccola crisi, non abbiamo mai pensato a una separazione, ma la nostra vita sessuale ormai non c’era più. Io avevo problemi di erezione e lei senza un bel manico non si sentiva coinvolta, io le proposi di ricorrere ai sextoys ma senza successo. Fu in quel periodo che scoprì il piacere che si prova ad essere inculato, iniziai a ficcarmi nel culo di tutto, zucchine, melanzane, bottiglie per poi passare ai dildi. Ne ho una bella collezione, lunghi e grossi, quello più lungo misura un metro, quello più spesso ha un diametro di dieci centimetri e mezzo, veramente ne ho anche uno di dodici centimetri, ma non sono ancora riuscito a domarlo.”
“Cazzo” disse Sofia “Non credo che tu possa accogliere giocattoli di quelle dimensioni.”
“Misura le dimensioni di un braccio di Antonio e te ne convincerai.”
Lei prese un metro da sarta e verificò, finita la misurazione ammise: “Hai ragione, anzi, sai cosa ti dico, tra poco non avrai difficoltà a incularti con la bestia di dodici centimetri.”
Ripresi il mio racconto: “Io non mi arrendevo, anche se provavo piacere masturbandomi analmente, desideravo sempre la partecipazione di Carla, era sempre nei miei pensieri.
Alla fine, tentai il tutto per tutto, se a lei occorreva un cazzo in carne e ossa per risvegliarsi, lo avrei trovato io. Misi un annuncio sul nostro sito, a tutti nuovi clienti avremo fornito degli omaggi particolari.
Le prenotazioni iniziarono ad arrivare, così una mattina svegliai Carla dicendole di alzarsi e di togliere le ragnatele dalla passera e dal culo perché arrivavano clienti.
Lei si svegliò di soprassalto e mi chiese cosa c’entrassero la sua passera e il suo culo con i clienti, io le spiegai quello che avevo promesso come omaggio e lei invece di rimproverarmi mi chiese come avremmo potuto mantenere le promesse fatte. Io le dissi che personalmente avevo due buchi a disposizione, lei era fortunata, ne aveva tre, doveva solo togliere le ragnatele.
Evidentemente la porcella aveva già certe fantasie ma non aveva il coraggio di parlarmene e così abbiamo perso un sacco di tempo.”
Carla continuò il racconto: “Mario è stato fortunato, forse un’altra lo avrebbe ucciso, ma in effetti a me mancava molto il sesso e mi masturbavo immaginandomi in compagnia di bei cazzi che mi scopavano in tutti i modi. Quando quel porco di mio marito mi spiegò quello che aveva combinato, fui presa subito da una frenesia incredibile mi preparai in un attimo e corsi alla reception, continuavo a pensare come avrei potuto soddisfare i miei clienti e a quali giochi proporre.
Arrivata all’ingresso scoprì che Mario si era già accaparrato i primi clienti e che io avrei dovuto aspettare per non lasciare sguarnita la reception, il maiale si scopò quattro ragazzi contemporaneamente e la mia attesa fu lunga.
Quando tornò per darmi il cambio io mi precipitai dai miei ospiti, era una coppia di sposi e quella sera ebbi il primo rapporto con una donna, vidi per la prima volta una donna inculare un uomo infilandogli un intero braccio nel suo intestino e dopo tanti mesi di astinenza ebbi di nuovo un rapporto con un uomo, e che uomo, il suo era un cazzo asinino che mi ha letteralmente sfondata.
Per farla breve, nel primo giorno avevo scopato con due donne e due uomini, Mario ha soddisfatto tutte le sue fantasie e soprattutto il suo uccello è risorto.
Le prenotazioni iniziarono a fioccare, si scopava senza interruzione e quando Mario è venuto qui in Calabria per il suo amico Gianni, abbiamo chiesto la collaborazione di due nostri dipendenti e di nostra figlia Elena.”
“Uau!” Esclamò Roberto e rivolgendosi a sua moglie disse: “Marisa, penso proprio che durante questa vacanza ci divertiremo.”
Ci augurammo la buona notte e andammo tutti a dormire
Antonio: “Eri troppo impegnata a farti sfondare il culo, sembra che un braccio non sia sufficiente a soddisfarti.”
Carla lo fulminò con lo sguardo: “Come fai a saperlo, l’ho confidato solo a Mario. Brutto bastardo, eri tu!”
Gli tirò il tovagliolo e iniziò a rincorrerlo intorno al tavolo scatenando l’ilarità di tutti i commensali, visto che Carla non riusciva a prenderlo, Sofia fece lo sgambetto ad Antonio che finì lungo e disteso sul pavimento.
Carla gli piombò addosso bloccandolo col suo peso, “Vediamo se ti diverti adesso.”
Gli sfilò i pantaloncini, si fece passare la bottiglietta dell’olio e lo versò tra le sue natiche, lo massaggiò per bene, poi chiuse la bottiglietta e gliela ficcò nel culo con un colpo solo, ma Antonio aveva capito le sue intenzioni e non le diede soddisfazione, non emise nemmeno un lamento e rimase impassibile.
Carla lo insultò: “Brutto stronzo, adesso ti faccio vedere io.”
Tolse la bottiglietta, strinse bene il pugno e gli assestò un dritto micidiale centrando il buco al primo colpo, il pugno entrò subito e l’ano di Antonio si strinse intorno al polso di Carla.
Antonio sembrò di gradire e gemendo incitò Carla a continuare: “Si, si, ancora, più in fondo.”
Carla non volle arrendersi, fece girare Antonio e iniziò a scoparlo freneticamente, quando sentì il cazzo di Antonio pulsare e diventare sempre più duro, si staccò da lui gli strinse con forza il cazzo alla radice e gli diede un colpetto sulle palle bloccandogli l’orgasmo.
Questa volta Antonio accusò il colpo, si piegò per il dolore e gridò: “Puttana.”
Scoppiammo tutti a ridere e Sofia diede il cinque a Carla.
Riprendemmo il pranzo e i camerieri portarono il secondo.
Il personale che serviva le pietanze era lo stesso che lavorava nel night, ragazzi e ragazze indossavano divise uguali, un grembiulino minuscolo aperto sul di dietro, busto nudo, un collarino bianco e una cuffia bianca tra i capelli ricamata come il collarino.
La finta lite tra Antonio e Carla si era svolta alla loro presenza e si erano divertiti a guardare, uno in particolare sembrava aver gradito, un moro alto almeno un metro e novanta, spalle larghe e un fisco che sembrava scolpito.
Tutto in lui era grande, anche la proboscide che spuntava dal grembiulino, un cazzo circonciso enorme, il suo glande era lucido per il precum che lo bagnava e che ancora usciva dal suo orifizio.
Marisa fu la prima ad accorgersene e si precipitò su di lui imboccandolo: “Ragazzi, scusate, ma io passo direttamente al dolce.”
Si inginocchiò davanti a sua maestà e iniziò a baciarlo, lo bagnava leccandolo fino ai testicoli e poi iniziò a pomparlo, nonostante le sue dimensioni riuscì a ingoiarlo tutto.
Si fermò solo quando il dolce gli fu servito in bocca, poi rivolgendosi a Roberto gli chiese: “Caro, vuoi un po' di crema?” lo baciò, gli passò lo sperma rimasto e lo baciò a lungo.
Dopo le interruzioni finimmo di pranzare ci accomodammo in sala e ci gustammo il caffè.
Sofia tranquillizzò Carla: “Cara, non ti preoccupare, avrai modo assistere al gioco della Ruota, il gettone è sempre valido, però ti consiglio di non usarlo oggi, riposatevi un poco, godetevi la serata passeggiando sul lungo mare, domani avrete le energie per godervi al meglio lo spettacolo, sempre che i vostri numeri vengano estratti.”
La sera andammo sulla passeggiata insieme a Roberto e Marisa, il panorama era stupendo e noi lo ammiravamo mentre ascoltavamo il rumore delle onde che si infrangevano sugli scogli.
Mentre camminavamo un gruppo di ragazzi che ci precedeva continuava a voltarsi verso di noi e guardandoci parlavano tra di loro additandoci.
Sembrava uno di quei gruppi che ultimamente si divertono a molestare le persone, a un tratto si fermarono bloccando il passaggio, istintivamente io mi parai davanti a Carla per proteggerla e Roberto si avvicinò rapidamente.
I ragazzi indietreggiarono e io dissi a Roberto: “Vedo che fai ancora paura.”
Uno dei ragazzi, alzò le braccia e gesticolando disse: “No, no, non abbiamo cattive intenzioni, abbiamo riconosciuto lei e la sua signora e volevamo parlarvi.”
“Ci avete riconosciuto?” chiese Carla.
“Si, stavamo cercando un albergo vicino Rimini e ci siamo imbattuti nel vostro sito, siamo rimasti colpiti da alcune recensioni e volevamo chiedervi se veramente nel prezzo fossero compresi quegli omaggi.”
“Caro” rispose Carla “Purtroppo qualche cliente ha fatto delle recensioni inopportune, comunque è vero, cerchiamo sempre di rendere felici i nostri ospiti, ma non tutti possono ricevere i nostri omaggi.”
“Cosa significa?” replicò il ragazzo,
Intervenni io: “Significa che vista la vostra età non potremmo ospitarvi, dovreste venire accompagnati da un maggiorenne o meglio ancora dai vostri genitori.”
“Benissimo” esclamò il ragazzo “I miei sono due maiali, non avranno problemi ad accompagnarci.”
Così dicendo ci salutarono e ripresero la loro passeggiata.
“Così ero io a fare paura.” Disse Roberto “Ci spiegate come mai siete così famosi come albergatori?”
“Per spiegarvi tutto ci vuole troppo tempo ed è meglio parlarne in un luogo riservato, magari ne parliamo stasera insieme ad Antonio e Sofia.”
Ci avviammo verso casa e notammo che i nostri amici erano impazienti di conoscere i particolari della nostra attività di albergatori.
Sofia e Antonio si erano presi una pausa dal loro lavoro nel night e ci attendevano per la cena, dopo esserci rinfrescati ci accomodammo e i camerieri chiesero se potessero iniziare a servire.
Il cibo offerto da giovani così carini aveva tutto un altro sapore, le cameriere chinandosi mettevano in mostra le loro passere completamente depilate e sempre bagnate, la situazione era eccitante per tutti e i camerieri allietavano le signore con i loro cazzi sempre dritti che sbucavano fuori dal grembiulino.
Inutile dire che non mancavano le carezze e i ditalini alle passere, così come non mancarono i baci a quei manici stupendi.
Ormai tutti i pasti duravano più del dovuto, però alla fine eravamo tutti felici e contenti, fu con quello stato d’animo che accomodammo in sala per chiacchierare in attesa di andare a dormire.
Roberto raccontò dell’incontro con il gruppo di ragazzi e così tutti ci chiesero di raccontare la nostra storia.
Iniziai a raccontare: “Io e Carla stavamo vivendo una piccola crisi, non abbiamo mai pensato a una separazione, ma la nostra vita sessuale ormai non c’era più. Io avevo problemi di erezione e lei senza un bel manico non si sentiva coinvolta, io le proposi di ricorrere ai sextoys ma senza successo. Fu in quel periodo che scoprì il piacere che si prova ad essere inculato, iniziai a ficcarmi nel culo di tutto, zucchine, melanzane, bottiglie per poi passare ai dildi. Ne ho una bella collezione, lunghi e grossi, quello più lungo misura un metro, quello più spesso ha un diametro di dieci centimetri e mezzo, veramente ne ho anche uno di dodici centimetri, ma non sono ancora riuscito a domarlo.”
“Cazzo” disse Sofia “Non credo che tu possa accogliere giocattoli di quelle dimensioni.”
“Misura le dimensioni di un braccio di Antonio e te ne convincerai.”
Lei prese un metro da sarta e verificò, finita la misurazione ammise: “Hai ragione, anzi, sai cosa ti dico, tra poco non avrai difficoltà a incularti con la bestia di dodici centimetri.”
Ripresi il mio racconto: “Io non mi arrendevo, anche se provavo piacere masturbandomi analmente, desideravo sempre la partecipazione di Carla, era sempre nei miei pensieri.
Alla fine, tentai il tutto per tutto, se a lei occorreva un cazzo in carne e ossa per risvegliarsi, lo avrei trovato io. Misi un annuncio sul nostro sito, a tutti nuovi clienti avremo fornito degli omaggi particolari.
Le prenotazioni iniziarono ad arrivare, così una mattina svegliai Carla dicendole di alzarsi e di togliere le ragnatele dalla passera e dal culo perché arrivavano clienti.
Lei si svegliò di soprassalto e mi chiese cosa c’entrassero la sua passera e il suo culo con i clienti, io le spiegai quello che avevo promesso come omaggio e lei invece di rimproverarmi mi chiese come avremmo potuto mantenere le promesse fatte. Io le dissi che personalmente avevo due buchi a disposizione, lei era fortunata, ne aveva tre, doveva solo togliere le ragnatele.
Evidentemente la porcella aveva già certe fantasie ma non aveva il coraggio di parlarmene e così abbiamo perso un sacco di tempo.”
Carla continuò il racconto: “Mario è stato fortunato, forse un’altra lo avrebbe ucciso, ma in effetti a me mancava molto il sesso e mi masturbavo immaginandomi in compagnia di bei cazzi che mi scopavano in tutti i modi. Quando quel porco di mio marito mi spiegò quello che aveva combinato, fui presa subito da una frenesia incredibile mi preparai in un attimo e corsi alla reception, continuavo a pensare come avrei potuto soddisfare i miei clienti e a quali giochi proporre.
Arrivata all’ingresso scoprì che Mario si era già accaparrato i primi clienti e che io avrei dovuto aspettare per non lasciare sguarnita la reception, il maiale si scopò quattro ragazzi contemporaneamente e la mia attesa fu lunga.
Quando tornò per darmi il cambio io mi precipitai dai miei ospiti, era una coppia di sposi e quella sera ebbi il primo rapporto con una donna, vidi per la prima volta una donna inculare un uomo infilandogli un intero braccio nel suo intestino e dopo tanti mesi di astinenza ebbi di nuovo un rapporto con un uomo, e che uomo, il suo era un cazzo asinino che mi ha letteralmente sfondata.
Per farla breve, nel primo giorno avevo scopato con due donne e due uomini, Mario ha soddisfatto tutte le sue fantasie e soprattutto il suo uccello è risorto.
Le prenotazioni iniziarono a fioccare, si scopava senza interruzione e quando Mario è venuto qui in Calabria per il suo amico Gianni, abbiamo chiesto la collaborazione di due nostri dipendenti e di nostra figlia Elena.”
“Uau!” Esclamò Roberto e rivolgendosi a sua moglie disse: “Marisa, penso proprio che durante questa vacanza ci divertiremo.”
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