Tradizione di famiglia

scritto il 2026-10-14 tempo di lettura 19 min

di
genere
incesti
cura
A−

Decidiamo di andare a trovare mia nonna Bea. Il viaggio è lungo e oggi a mamma va di guidare.
Tanto meglio, così mentre guida posso allungare la mano e poggiarla sulla sua bella coscia scoperta dalla gonna corta.
Inizio ad accarezzarla delicatamente eccitandomi col nylon delle sue calze che mi solletica la mano.
Il cazzo mi si sta già gonfiando fra le gambe e anche se lei finge indifferenza so che la sto eccitando.
Dopo un po’ il dolore e la voglia che ho tra le gambe sono così incontenibili che decido di aprire la cerniera. L’uccello duro sbuca fuori poderoso e gonfio in tutta la sua lunghezza.
“James ma che fai guarda che ti vedono” fa notare lei preoccupata.
“E che devo farci. Me lo hai fatto diventare una clava mammina”.
“Per forza se continui a tenermi la mano sulla coscia…” borbotta lei.
Con un guizzo veloce sposto la mano dalla coscia al pube scoperto visto che non ha messo le mutandine.
È un lago.
“Potrei anche metterla qui la mano” rido io mentre le infilo deciso un dito fra le labbra della vagina.
“O Cristo ma sei proprio un bastardo” ridacchia d’istinto e infila la macchina nel primo viottolo a bordo strada.
Scendiamo. Io col cazzo in bella vista lei con la gonna arrotolata in vita e la ficona al vento.
Proseguiamo alla cieca per qualche centinaio di metri fin che il bosco che ci circonda sembra abbastanza deserto.
Senza girarci tanto attorno mamma trova un anfratto che la stimola, si china in avanti con le mani a palmo contro una pianta e mi offre il culo in bella vista.
Non mi faccio pregare. Mi metto dietro di lei e mentre le lecco il collo lo guido con la mano fra le sue gambe.
Il calore della sua sbroda mi stuzzica il cazzo che si fa strada fra i suoi peli verso le grandi labbra della sua ficona.
Entro con una spinta secca.
Lei fa un gemito soffocato mentre sente le mie mani che le afferrano i bei fianchi.
“Facciamo una cosa veloce caro che se arriva qualcuno sono grane.
“Faccio più in fretta che posso” mormoro mentre pompo con tutte le mie forze.
“Non dentro per favore”.
“Hai paura di restare incinta?”.
“No sono senza mutande e non vorrei colare sui sedili”
“Si ok, tranquilla” la rassicuro mentre spingo con l’aria fresca del bosco che mi solletica il buco del culo.
Chiudo in una decina di minuti e due orgasmi di Amanda che si è dovuta mordere una mano per non ululare alle piante tutto il suo piacere.
Lo sfilo in tempo mentre sento l’orgasmo che mi sale lungo l’asta e mi volto facendo tre schizzi fluenti che finiscono su un cespuglio.
“Questa la lasciamo di ricordo?” ride mamma mentre sfila dalla borsetta un paio di fazzoletti di carta con cui si pulisce la fica lurida. Ne da uno anche a me “datti una pulita, non vogliamo mica che puzzi di sborra con la nonna” e ride.
Intanto faccio anche una pisciata e mamma lo stesso chinandosi ben bene sull’erba a gambe larghe.
Vederla pisciare in mezzo al bosco è uno spettacolo bellissimo che praticamente me lo ringalluzzisce di nuovo nonostante abbia appena schizzato.
Lei se ne accorge. E mentre finisce di svuotare la vescica domanda “ma che fai? Ancora così duro?”.
“Lo sai che se ti vedo pisciare mi si alza…“
“È ma allora diventa un circolo vizioso. Mi scopi, mi stimoli, ti svuoti e io godo. Piscio, ti torna duro, scopiamo ancora… non finiremo mai tesoro mio”.
“Perché vuoi smettere mamma?”.
Sorride “La nonna ci aspetta lo sai…”.
“Beh potresti farmi una pompa veloce” propongo.
“Viziato” scuote la testa lei poi, visto che abbiamo raggiunto la macchina, si mette comoda sul sedile e io in piedi fuori dalla macchina lascio che faccia un adeguato lavoro di lingua. “Non venirmi addosso però” dice tra una succhiata e l’altra.
Obbedisco.
Quando capisco che sono al momento giusto lo sfilo e da bravo bambino imbianco alla grande l’erba del bosco…
Soddisfatti ripartiamo.
La nonna ci aspetta per pranzo.

Circa mezz’ora dopo siamo a casa di nonna.
Lei esce di casa e ci viene incontro tutta sorridente.
Mia nonna Beatrice (Bea) è una bella donna di 70 anni molto giovanile. Belle gambe, sempre fasciate nel nylon, gran tettone che ho potuto vedere spesso in tutta la loro pienezza visto che nei periodi estivi ha il vezzo di mettere una grande bacinella d’acciaio in mezzo al cortile e farci il bagno tutta nuda.
Ricordo quei giorni in cui, pensando di essere sola, si denudava, entrava in piedi dentro alla bacinella e si lavava con una spugna centimetro per centimetro.
Io avevo imparato a nascondermi in solaio due piani più sopra dove non poteva vedermi.
La guardavo e ovviamente mi massaggiavo l’attrezzo per bene.
Da così in alto non vedevo bene il pelo fra le sue gambe o le labbra della sua gnocca ma vedevo chiaramente le grandi poppe mentre, ovviamente, schizzavo allegramente in solaio.
Per quanto abbia a ricordare le prime seghe le ho dedicate alla cara nonna Bea.

Ora è un po’ più vecchia ma ancora in forma. Il vestito intero blu a fiori è molto scollato e le due gemelle senza reggiseno dondolano allegre dalla scollatura quasi a volermi salutare.
Ci abbraccia. Prima mamma, poi me e mi bacia sulla guancia tutta contenta.
Io ovviamente riesco solo a sentire le poppe poggiate addosso, riesco quasi a percepire i suoi gran capezzoli che pulsano sotto al vestito. Due minuti che sto con lei è già c’è l’ho duro.

Le lascio chiacchierare in salotto mentre io vado a giocare in giardino.
Ho passato intere settimane in questa casa e ne conosco ogni angolo. Ho ancora una cassa in garage in cui nonna ha ricoverato i miei vecchi giornaletti.
Decido di aprirla, ne prendo un paio mentre li sollevo guardando le copertine. Poi, sorpresa, sotto ai topolini c’è anche un vecchio porno della squalo.
Ricordo di averlo tenuto perché in una storia c’è il disegno di una vecchia tettona che scopa nel cesso e che, nelle mie fantasie, è simile alla nonna.

Infatti, lo sfoglio e in quelle immagini in bianco e nero rivedo la cara nonnina. Soprattutto in una dove la vecchia tettona viene inculata da un cazzo gigante con un sonoro SPROK scritto a caratteri cubitali.
Mi sta venendo voglia di farmi una sega e quando sento mamma che mi chiama.
Veloce faccio sparire il fumetto porno in fondo alla cassa, lo mimetizzo ben bene coi topolini e vado da loro.
“Ho bisogno che la nonna veda una cosa” dice mamma seduta su una sedia accanto al divano su cui è adagiata la sua vecchia madre .
“Dimmi mamma”.
“Apriti i pantaloni per favore” risponde lei senza battere ciglia.
Io sono confuso, intimorito ma anche un po’ eccitato. Fra l’altro la nonna seduta sul divano tiene le gambe così larghe che la gonna si è alzata abbastanza per farmi vedere i gancetti del reggicalze cosa che, ammetto, ho sempre adorato di lei.

Lento ma deciso sbottono i jeans lasciandoli cadere fino alle caviglie e il mio uccello appare in tutta la sua consistenza già parecchio duretto per il fumetto di prima.
Non è esattamente duro, segna ancora le sei, ma fa comunque una certa figura.
“È si è bello grosso davvero” annuisce nonna guardando mia madre.
“Vedessi in erezione” risponde lei.
“Immagino” sorride la nonna che lo fissa a venti centimetri dal volto senza alcun imbarazzo.
Poi allunga un dito, lo sfiora appena sulla punta e per reazione lui prende ad alzarsi un po’ e a gonfiarsi.
“Tutto suo padre” ride nonna.
“Il babbo aveva una banana così? Davvero? E tu nonna scusa ma come lo sai?”
Le due donne si lasciano scappare una divertita risata. “Forse è ora che ti spieghiamo un po’ di cose” dice nonna.
“No mamma guarda non c’è la faccio” obietta mia madre seria.
“Si certo ti capisco. Allora lasciaci soli” insiste la nonna sorridendo.
Mamma ci lascia soli. La nonna passa dalla poltrona al divano e mi fa segno di sederle accanto.
Il mio cazzo al vento non pare un problema…

“James è ora che tu sappia la verità”
“Dimmi”.
“Suppongo che tu ti sia già reso conto di avere un attrezzo molto, molto più grosso del normale”.
“Si”.
“Non è un caso. Tua madre non ha mai saputo come affrontare l’argomento ma tu, insomma, non l’hai ereditato da tuo padre ma dall’uomo che ha fecondato la mamma”.
Io non batto ciglio. Avevo già avuto più di un sentore che mia madre si desse da fare in giro. Del resto da quando ho iniziato a sbattermela so quanto sia troia è sempre vogliosa.
“Scommetto che tu conosci la vera identità di mio padre”.
“Si. E non è una cosa facile da dire. Una cosa che non potrai mai dire a nessuno”.
“Per non infangare la reputazione di un defunto?”.
“No caro. Molto peggio. Rovinerebbe tutta la nostra famiglia perché tu sei figlio di un incesto”.
“Cosa?”.
“Tuo nonno” dice seria.
Non ci credo “cioè mi stai dicendo che il nonno si è sbattuto la sua stessa figlia?”.
La nonna che ormai ha ingranato la marcia decisa a spiattellare tutto ribadisce “ho avuto sette figlie con tuo nonno e le ha ripassate tutte”.
“Cristo!”.
“È no, non bestemmiare per favore”.
“Si ma. Cavoli che notizia e che porco il nonno”.
“Era come te, sempre voglioso, bello, dotato e dalla parlantina facile. Nessuna gli poteva resistere”.
“E tu sapevi che ti trombava le figlie e non dicevi niente?”.
Lei arrossisce “io…insomma… io partecipavo capisci”.
E li davvero c’è un attimo di gelo. Mio nonno si faceva le sue stesse figlie, la nonna bisex partecipava… comincio a capire perché sono venuto fuori così porco.
“Ma ti assicuro che la gravidanza è stato un puro incidente”.
“Meno male” dico distratto mentre penso che anche io all’inizio ho rischiato di ingravidare mamma con tutte le conseguenze della cosa.
“Come te ne faceva tanta a ogni spruzzo e più colpi di fila prima di dirsi soddisfatto. Purtroppo le scopate a ripetizione sono il modo migliore per restare gravide”
“E ci ha fatto le spese mamma” concludo.
“No anche due delle tue zie hanno figlie dal nonno. Sono sposate con dei cornuti e le ragazze non sanno nulla”.
“Quali?” sbotto ansioso di sapere quali zie si siano fatte ingravidare dal padre e quante nipoti siano sue figlie.
“Non è importante. Poi ti dirò meglio. Non nego che tuo nonno fosse un gran chiavatore e ingravidatore quindi in giro ci saranno chissà quante illegittime ma per adesso concentrati sul tuo pisello”.
Me lo guardo. Zitto, zitto con sti discorsi di incesto si è fatto bello duro.
“Cosa c’entra il cazz…, pene nonna?”.
“Tu sei il maschio alfa James lo capisci?”.
“No”.
Lei sbuffa “Allora devo raccontarti ancora una storia”.
“Non vedo l’ora”.
“Riguarda la tua bisnonna, mia madre Josephine. Tu purtroppo non l’hai conosciuta. Venne in Italia da ragazza con suo padre, vedovo, il tuo trisavolo che si chiamava James come te. Era il tuo tris nonno e anche lui pare avesse un uccello enorme.
Presero questa fattoria, la svilupparono, guadagnarono un po’ di soldi. Di notte però James aveva le sue voglie e così, anche per via di un certo isolamento James cominciò il primo incesto.
Non solo lo facevano ma James che voleva dei figli iniziò a metterla incinta. Nacque tuo nonno, poi nacqui io e poi Clea e Lilliana…”
Pausa.
“No nonna aspetta. Mi hai appena detto che tu e il nonno…?”.
“Si eravamo fratelli. Una volta certe cose erano più facili, specie in campagna per cui quando il primo James, mio padre, morì il secondo James, tuo nonno mi prese legalmente in moglie. Un anno dopo sposò con una cerimonia segreta anche Clea e in seguito anche Lilliana.
Le tre mogli e amanti di nostro fratello. Il secondo James che dopo la morte del padre divenne il maschio alfa. Il resto più o meno lo sai. Io gli diedi sette figlie, Lilliana due e Clea nessuno perché non poteva.
Tua madre e le tue zie mie figlie furono fecondate dal secondo James nacquero le tue cugine e nascesti anche tu. L’unico maschio.
Tu sei il terzo James capisci?”.
“Capisco che siamo dei gran porci da generazioni e quindi?”.

Di botto nonna si alza e va verso la cassettiera “ti devo mostrare una cosa”.
Estrae delle foto. Me ne porge una. “Come vedi non mento” commenta.
Nella foto c’è mio nonno nudo in mezzo al letto. Ha il cazzo duro e devo dire che la nonna non scherzava. Ha una trave da super dotato come me. Accanto a lui c’è mia madre giovanissima nuda e col pancione.
Se come non bastasse nonna mi porge un altra foto. C’è Nonno in mezzo a quello che sembra il giardino . È nudo, in piedi a cazzo ovviamente duro e al suo fianco ci sono le mie zie, tutte e sette con nonna. Ovviamente sono tutte nude
Seguono altre foto con lo stesso paesaggio. Adesso però il nonno è seduto su una sedia e Tine in braccio una figlia. Anzi, a dirla tutta glielo tiene dentro e si vede. Le altre sei e la nonna gli stanno accanto, in piedi e guardano.
Nelle foto successive resta tutto uguale cambia solo la figlia che si fa impalare.
Guardo le foto e non so se scandalizzarmi o eccitarmi.
“Manca solo la tua nonna” sorrido.
“La mia? Perché vorresti vedermi nuda?”.
“Sono molto curioso si”.
Si alza, torna al cassetto, prende un album rosso e me lo porge.
Sono tutte foto sue. Nude. Pornografiche. Giovane, meno giovane, matura, incinta.
In alcune lesbica con le mie zie, in altre il nonno la prende in ogni posizione culo compreso. Ci sono anche quelle in abito da sposa col nonno che la impala…

“Cazzo nonna quanto sei figa” esclamo.
Lei sorride. Vedo che apprezzi davvero molto e indica il mio uccello che ormai pulsa visibilmente sotto ai pantaloni.
“Per forza sei fica da morire nonna” e le accarezzo una gamba fasciata nel nylon.
Lei mi lascia fare…
“Ma perché mi dici queste cose nonna?”.
“Perché è giusto che tu lo sappia visto che sei l’ultimo discendete e noi crediamo sia tuo compito lasciare l’erede?”.
“Cioè non capisco? Dovrei fare un figlio maschio? Va bene appena trovo quella giusta…”.
“No James non basta un figlio, tu dovrai avere un figlio maschio con l’incesto capisci?”.
Bum!

“Stai scherzando nonna?”.
“Lei mi fissa con uno sguardo che non ho mai visto prima. La definizione giusta penso sia indiavolato.
“So da tua madre che avete iniziato ad avere rapporti. Molto bene. Ora le ho detto di smettere la pillola. Purtroppo non hai sorelle ma hai sei zie e parecchie cugine. Hai ampia scelta”.
Ci fissiamo… non ci credo, sto sognando.





“Scusa non resisto” dico e me lo afferrò secco con la mano iniziando a segarmi come un pazzo non resisto più.
Lei mi guarda quasi disgustata.
“Vuoi che vada in bagno a farlo nonna?”.
“No sciocco. Vorrei che lo usassi meglio. Davvero il massimo è farti le pippe?”.
La guardo come se non avessi capito…
Si apre la camicetta e le sue grandi poppe schizzano fuori come siluri.
“Cristo che bocce!”.
“Vuoi assaggiarle?”.
E come si può dire di no alla nonna penso mentre mi butto a bocca spalancata sul suo seno…
La sua mano esperta mi afferra di nuovo il cazzo e inizia a segarmi con maestria.
Non riesco a crederci… sto per trombare la nonna Bea. Un sogno che si avvera.

Toglie il vestito.
Sotto non ha le mutande e la sua gran ficona col pelo bianco quasi mi fissa. È bella larga perché di cazzi deve averne presi a iosa.
La guardo, umida, invitante. La tocco con le dita. È tutta bella bagnata e mi ci soffermo un bel po a giocarci con le dita. “Dicono che alle anziane viene secca ma tu sei bagnata come una ragazzina nonna”.
“Amore di nonna viene secca se non la usi per tanto tempo ma io la uso ogni giorno. Da sola o in compagnia”.
“Cioè ti fai i ditalini?”.
“Non posso? Tu ti fai le seghe o no?”.
In effetti non ha torto anzi ora sono le mie dita che la penetrano e curioso inizio a masturbarla.
È un piacere incredibile vedere mia nonna che geme schiava delle mie dita. La sento proprio godere tra le mie mani.
“Ummm si. Sai trovare i punti giusti amore di nonna. Un talento naturale”.
“È un po’ che masturbo mamma ci ho preso la mano” dico mentre gliela mungo sempre più forte.
A un certo punto, sorpresa, squirta!
Sembra una fontana come se pisciasse ma è un orgasmo da paura.
“Azzz che goduta” sospira.
Io preso dalla voglia mi afferro il cazzo e mi sego a tutto spiano.
“Ma che fai?”.
“Godo nonna che devo fare?”.
“E non mi chiavi?”.
Come darle torto. Sono qui con questa vecchia porca e mi massaggio il pelato come un ragazzino. Proprio da idiota.
Mi volto, mi piazzo davanti a lei, le afferrò le caviglie per aprire al massimo le sue gambe. La sua vulva tutta unta è lì che mi aspetta spalancata.
Con un colpo secco le entrò dentro con tutte le mie forze.
“Boia cane che sberla” sobbalza nonna.
“Troppo Nonna?”.
“Amore ti ho detto trombami non aprimi in due. Con calma non c’è fretta” dice accarezzandomi la testa.
Così inizio a fattela piano piano. Lei mugola, le piace, gode.
“Sei calda da paura nonna”.
“Si amore sempre calda per te. Spingi un pochino più forte dai voglio sentirlo tutto”.
“O si nonna, te lo faccio uscire dalla gola siii”.
“Dai che vengo dai” geme lei e di nuovo cola.
Cambiamo posizione, mi si offre a pecora sul divano. La afferro saldo da dietro e di nuovo glielo piazzo fra le gambe. “Ummm si così lo sento tutto. O si che roba” sospira agitando il culo.
Io tenendola stretta sul larghi fianchi la sbatto a tutto spiano, mi viene naturale darle dei begli schiaffoni sul culo, lei non si lamenta, anzi, pare che le piaccia.
Preso dalla foga comincio a strizzarle i glutei sempre pompando a tutto spiano. Le sue belle chiappe morbide mi eccitano, si allargano e scoprono il suo buco rosa, largo, sfondatissimo.
Le ficco dentro un dito, poi due.
Lei non si lamenta anzi sembra che le piaccia.
“Amore vuoi farlo dietro?”.
“Posso nonna?”.
“Ma certo che problemi ti fai”.
Già che problemi mi faccio. Ha il culo spanatissimo. Devono averla sodomizzata all’inverosimile.

Il culo le va a fuoco. Il cazzo pare cotto a puntino in quel bollore e non resisto.
“Sborroooo” urlo a tutta forza e inizio a sparare sborra nel suo orifizio anale. Una pompata, due, tre, quattro sembra non finisca mai.
La nonna si gode l’inculata. Viene di nuovo, la fica le cola sul divano litri di sbroda.

Mi fa prendere un po’ di fiato. Lo guarda e annuisce soddisfatta “bene non sei uno da colpo singolo” ottimo.
“Si nonna ne faccio sempre due anche tre”.
“E dove vorresti farlo?”.
“Se non ti spiace vorrei tanto venirti fra le tette. Lo adoro”.
“Non ti va di darmi ancora una grattata alla patata? Ho un prurito…” ammicca lei sdraiandosi lunga sul divano per mostrarmi tutte le sue grazie.
Le scivolo sopra. La classica ma appagante missionaria con le mani aggrappate alle sue tettone e l’uccello che si muove a stantuffo per il suo piacere.
Sembra anche più calda di prima. Un fuoco.
Viene. Ulula. Geme e si bagna. Le scappa anche una bestemmia quando tocca l’estasi.
Io mi diverto come un pazzo. Godo col cazzo nel suo bel buco, godo con le mani che le strapazzano la latteria e godo con gli occhi a vedere la sua faccia da vacca che si lascia andare al piacere.
Perdo il conto del tempo e dei suoi orgasmi. So solo che voglio sfondarle la fica quanto consumarle le tette a forza di strizzarle e succhiarle.
Quando sento il culmine dentro di me lo estraggo veloce.
“Sborro nonna”.
“O si amore…. Sulle tettone che ami tanto” dice lei e se le stringe con le mani per porgerle al meglio. Punto il solco e sparo.
La inondo su entrambi i seni e anche un po’ sul viso. Lei, per nulla infastidita si spalma tutto sui seni eccitandomi ancora di più…

“James Oi James fermati sveglia…”.
Sento la voce di mamma prima in sottofondo poi sempre più vicina.
Apro gli occhi. È accanto al letto in vestaglia trasparente. Si vede tutto.
“Si può sapere che fai? C’è sborra ovunque”.
“Mamma io… la nonna…” balbetto.
“Ti stavi segando tua nonna? A bene” sbuffa lei.
“La nonna e il nonno James erano fratelli?” scatto.
Mamma sgrana gli occhi “A parte che tuo nonno, mio padre si chiamava Franco. No. Non erano fratelli. Ma che ti salta in mente?”.
Mi sollevo contro il cuscino “Mamma ho fatto un sogno strano. La nonna era sorella del nonno e lui l’aveva ingravidata di te e delle zie poi aveva ingravidato anche voi figlie ed ero nato io e adesso la nonna diceva che toccava a me ingravidarvi per dare l’erede maschio alla famiglia”.
Mamma mi ride in faccia “ e ti sei segato su queste cavolate?”.
“No credo di essermi tenuto fin che la nonna non mi offriva di scoparla”.
“E hai messo incinta anche lei nel sogno?” mi sfotte mamma.
“Penso di no” dico imbarazzato.
“Hai fatto una sborrata gigantesca ne hai persino sui capelli” mi accarezza mamma raccogliendo un po’ di seme.
“Scusa mamma. Quindi non sono figlio del nonno?”.
“Che io sappia no -sorride- ma come fai dopo una sparata così ad averlo ancora duro?”.
“Io… la nonna… il culo… stavo venendo”.
Ride “Tua nonna è capace di dartelo davvero” poi me lo afferra saldo, scavalca il letto e mi si siede sopra.
“Che fai mamma…?”.
“C’è l’hai duro, lo uso. Ti spiace?”.
“No no io… ma siamo a casa della nonna?”.
Sento la sua fica bagnata avvolgermi il pene “siamo arrivati ieri non ti ricordi? Eri stanco e sei andato a letto presto… non ti ricordi nulla?”.
“Sono un po’ confuso mamma”.
“E io un po’ in calore” ribatte lei iniziando ad ancheggiare su e giù a tutto spiano.
“La nonna?”.
“È andata al mercato tranquillo. Dai concentrati James che non abbiamo tanto tempo”.
“Si mamma, scusa mamma” e mi avvento con la bocca sui suoi grandi seni…
Il sogno più strano della mia vita.
Ma era poi davvero solo un sogno?
395
visite
4
voti
valutazione
7.3
il tuo voto

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Una vacca entra in un bar…

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.