Mogli Tedesche

scritto il 2026-10-15 tempo di lettura 9 min

di
genere
incesti
cura
B

Questa mamma e moglie l’ho conosciuta per caso, in metropolitana o meglio ho conosciuto suo marito. Si chiama Helga, tedesca, 45 anni minuta, bionda con le borse sotto gli occhi, le tette gonfie ma pendule sotto al vestito corto color cielo. Quattro figli in sei anni le tette le fanno cadere a tutte così come le gambe belle ma parecchio gonfie per il peso che probabilmente ha portato. Doveva essere un fiorellino prima che il marito la montasse e riempisse come una scrofa di campagna e non solo per quello…
Il marito, Kurt, biondo alto, in forma per i suoi cinquant’anni cammina lesto, zaino in spalla mentre la moglie lo segue obbediente come un cagnolino. Sono alle mie spalle, io li noto per i quattro giovanotti che si accodano al corteo, i figli ovviamente, quattro, tutti grandicelli e ben piantati come il babbo. Per praticità li chiameremo grande, medio, mezzano e piccolo visto che non ho mai imparato i loro nomi e a parte la differenza anagrafica non erano così facilmente distinguibili tutti uguali, biondi, occhi azzurri uguali al babbo.
Comunque questo capo famiglia, che non conosce le più basilari regole del camminare in metro e dell’educazione in generale prova a passarmi sulla scala mobile. Perché poi? Non si sa visto che appena mi è davanti si piazza in mezzo e occupa tutta la scala come se fosse a casa sua.
Pazienza, oggi non ho voglia di arrabbiarmi, sono a spasso a cercare libri usati e non perderò le staffe per un tedesco del cazzo.
Però il tizio persiste. Finisce la scala e lui invece di andare avanti si piazza bello bello a chiudere l’uscita col suo culo smilzo stretto nei pantaloni corti.
Se la è cercata, gli rendo di gusto la spallata. Lui si volta, impreca nella sua lingua e non ci capisco un cazzo. Tanto per portarmi avanti col lavoro rispondo “vai a fare in culo tu e la tua troia”.
Lui si blocca. Evidentemente un po’ di italiano lo capisce. “Troia? lei troia”.
“A ecco, meno male che lo sai” sorrido.
Ma non pare incazzato, anzi, ha uno strano sorriso. “Lei grande troia” dice con suo accento alla tenente Shultz.
“Allora buon per te anche se non sapete camminare in metro”.
“Tu vuoi fare scopata?” domanda serio.
“No, non sei il mio tipo caro”.
Non capisce la battuta “Tu vuoi scopare moglie?”
Di botto la mia antipatia diventa vivo interesse. “Sul serio?” chiedo e mi riguardo la femmina. Tutto sommato quelle belle tettone le farei dondolare un po’ dandoci dentro a colpi di cazzo. “Ma cosa sei un pappone con la escort?”.
Sorride “no, no, niente soldi…” scuote la testa. “Tu hai bello grosso?”.
“Cosa il cazzo?”.
Si. Vuole vedere se ho il cazzo grosso.
Glielo mimo con una mano poggiata a metà gomito “una trave amico”.
“Vero?” dubita.
“Perché non ti fidi? Vuoi vederlo?”.
Dalla sua faccia sembra di si.

E sia, non si dica mai che sono uno che ha vergogna di mostrare la trave, anzi la potrei sguainare con orgoglio. Troviamo un bagno pubblico. Paga lui i due euro per entrare.
Andiamo verso gli orinatoi uno fianco all’altro e apriamo le patte.
Lui ha una cosa normale, nulla di che, anche se, sarà la tensione, mi pare già un po’ duretto.
Io tiro fuori il pitone.
Fa una esclamazione in tedesco che non capisco ma mi pare di averlo convinto, forse persino troppo perché si sta segando piano piano. Fingiamo di orinare, lui se lo mena un po’ e poi lo fa rientrare in qualche modo. Sembra soddisfatto.
Usciamo dal bagno e mi passa l’indirizzo dell’appartamento che affittano per la vacanza in Italia.
Un invito a cena con scopatina non si rifiuta mai. Certo dalle facce che faceva e da come se lo menava guardandomelo mi sa tanto che il cazzo interessa più a lui che a lei.
Qui mi sa di pecorina fra maschi, penso.
Pazienza, non sono uno che si formalizza. Se dopo averti infilato la moglie devo spanare il culo anche a te così sia…
Invece sbaglio si grosso…

Mi presento puntuale verso le otto. Viene ad aprire lei, Helga. Molto più in tiro di stamattina. Calze nere, tacchi alti, abito corto e scollatissimo beige. Non porta reggiseno e si vede perché i capezzoli duri sono già in bella vista. Mi fa un sorriso educato. Lei come i figli parlano pochissimo la mia lingua, ma tanto per quello che sono venuto a fare, parlare non servirà. Tanto per farle capire a dovere che ho intenzioni serie allungo di scatto una mano e la infilo deciso sotto la gonna. Sorpresa (neanche tanto) è senza mutande.
La mia mano si poggia sulla sua pelle ruvida senza un pelo. Il dito accarezza deciso il suo buco già bello unto. Glielo muovo un po’ su e giù. Dal gemito pare che gradisca poi, forse, si rende conto che siamo ancora sul pianerottolo, fa uno scatto indietro. La mano si stacca, entro.
Mi fa strada verso il salotto. Molto bene, penso, adesso troviamo un divano e mettiamoci comodi.

Invece il divano è già occupato. C’è il marito, nudo, a cazzo duro e non è solo.
Accanto a lui c’è il figlio, il più giovane, nudo anche lui.
Il biondino ha una mano sul suo cazzetto duro e si sega con vigore mentre con la bocca ingoia il cazzo del padre. Lo spompina di gusto. “E bravo junior” penso comunque eccitato dalla scena.
Intanto perdo d’occhio la moglie e lei pensa bene di sparire.
Quando voltò la testa non c’è più.
Confesso che la cosa non mi piace gran che. Ero venuto per farmela e invece adesso siamo qui, noi tre, con tre cazzi duri a fare cosa? L’orgia gay?
Il padre mi incita a spogliarmi. Ovviamente lo faccio anche perché mi si è gonfiato, mi tira e sto scomodo.
Appena lo metto in bella mostra il figliolo volta la testa. Lo guarda e pare stupefatto. Guarda il padre, lui annuisce e il figlio si avventa sul mio cazzo a bocca spalancata.
Che dire? Il padre lo ha allenato bene…succhia divinamente.
Intanto il genitore non se ne sta a mani in mano, prende il ragazzo da dietro, lo fa incurvare un po’ senza che smetta di succhiarmi, gli alza una gamba e con forza… SPROK!
Glielo caccia in culo!

Ora il padre ha il figlio in braccio, impalato sul suo uccello e io davanti a loro, in piedi a farmi fare un bel servizio ed è solo l’inizio.
Tempo un attimo e appaiono anche gli altri tre figli. Tutti nudi, tutti biondi e a cazzo duro.
Uno mi si china dietro e a sorpresa sfodera una lingua di velluto. Me la mette dritta nel culo.
Wow!
Intanto gli altri due figli, i più grandi, forse per ingannare l’attesa si inculano contro il tavolo. Sono il più grande (che sembra anche quello messo meglio degli altri) e il medio che invece pare quello con meno roba. Tranquillo quest’ultimo si china per bene, offre il culo al fratello e lui lo sodomizza senza tanti complimenti.
A questo punto, ormai raggiunta la totale erezione tocca a me darmi da fare. Il padre entusiasta fa segno al mezzano che mi stava leccando il culo di prepararsi. Il più giovane ancora preso a farsi sfondare dal babbo pare che protesti ma lui lo calma dandogli uno schiaffo sulle natiche.

Il biondo si china in avanti verso il divano. Tende le mani in avanti così che il padre allungando un braccio gli può afferrare la bocca con una mano e strizzargliela neanche volesse deformarlo. Nel frattempo lo insulta, sempre in tedesco. Non capisco un acca ma il tono mi pare chiaro.
Mi guarda anche l’espressione del genitore è chiara mi ha messo a disposizione il culo del figlio e aspetta una risposta. Detto fatto, mi metto dietro al ragazzo. Penso che dovrò fare piano per non aprirlo in due e così inizio a spingere in quel bel culetto sodo senza troppa decisione ma poi… (pensa un po’) il cazzo scivola dentro senza troppa difficoltà.
Non è difficile capire che questo frocetto si fa sodomizazre da un bel pò ed è bello aperto e, in più, come se non bastasse, si è anche unto a dovere l’ano con qualche gel…
Ottimo penso anche se, posso dire che, nonostante l’orifizio accogliente mano a mano che pompo e che mi dilato gli strappo qualche urlo di dolore/piacere.
Appena urla vedo il padre sgranare gli occhi, la sua eccitazione sale, da degli schiaffi al figlio che gli sto inculando e al contempo dice a quello che ha in grembo di andare più in fretta.
Il più piccolo non dura molto col cazzo del padre nel culo e a un certo punto gli parte deciso uno spruzzo senza nemmeno toccarsi. La sborra cola sulle gambe del padre e lui, tanto per gradire la fa leccare al ragazzo che sto sodomizzando io.

Comincio a capire un po’ la cosa. Il padre è un bisex attivo. Non è interessato al mio cazzo per uso personale ma vuole solo una trave in più per i suoi giochetti. È un sadico incestuoso che prova piacere a trattare e vedere trattati i quattro figli alla stregua di puttanelle.
E la moglie? Mi domando. “Helga?” sbotto sempre fottendo il ragazzo.
“Dopo” mi rassicura il padrone di casa.
Speriamo sia vero. Comunque non roviniamoci la festa. Ho quattro bei culi freschi a disposizione. Sono di maschi, pazienza, ma sempre culi sono…

Nell’ora e mezza seguente il padre ed io facciamo la festa a tutti. Culi tedeschi sfondati a raffica. Giovani, biondi frocetti che godono come femminucce pregandomi di pompare più che posso. Siamo esausti. C’è sborra ovunque. La moglie non ne può più e chiede pietà. Tutti i figli se la sono fatta a turno e tutti le hanno accuratamente sborrato dentro su ordine del padre.
“Io vuole mettere ankora inzinta” dice fiero il marito.
“Contento tu, contenti tutti” dico io e soddisfatto e svuotato prendo congedo ringraziandoli per la gentile ospitalità.
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