Una bella giornata imbiancata

scritto il 2026-10-19 tempo di lettura 16 min

di
genere
bisex
cura
D+

“Dai, dai, dai” urla la mamma a tutta forza.
Io randello a tutta forza, oggi è più calda del solito. Non so perché, sarà il clima, ma ci sono dei giorni in cui davvero non le basta mai.
DRIIIIN!
“Il telefono mamma”.
“Proprio adesso noooo” sbuffa lei.
Faccio per mollare la presa.
“No stai dentro” dice lei e con non poca difficoltà si alza dal divano con me attaccato dietro.
Camminiamo (tre passi) in sincrono. Mamma badando a che non le esca dalla fica risponde “prontooooo” e intanto ancheggia un po’ avanti e indietro per sentirlo più dentro.
“Aaaa. O siiiiiii, capiiiiscoooooo. Glielo diroooooò” mugola tra una fregola e l’altra.
Appoggia la cornetta.
“Chi era mamma?”.
“Dopo, dopo adesso concentrati che vado a fuoco”.
“Scusa mamma, hai ragione mamma” e riprendo a farmela in piedi contro il mobile fin che non veniamo alla grande insieme.

“Allora chi era mamma?”.
“Il Sergio. Pare che abbia di nuovo bisogno per un lavoro. Domani”.
“Dove?”.
“Non l’ha detto dice di passare da lui”.
“Adesso?”.
Lei sorride “È no adesso proprio no” e indica il mio uccello durissimo nonostante coli ancora sperma.
“Ti va nel culo mamma?”.
“Basta che fai piano” sorride lei mettendosi a novanta sul divano col culo bello teso al vento.
Un ora dopo. Docciato, vestito e soddisfatto esco di casa.
Un po’ di soldi fanno sempre comodo.

Mi apre Sergio. Mezzo nudo. Ha solo dei boxer neri senza fessura.
“Sei solo?”.
“È si. La puttana sarà in giro a fottere” ride lui.
Strana persona il Sergio. Gli piace succhiar cazzi, gli piace prenderlo nel culo alla grande ma dice di adorare la fica. Io per ora non l’ho mai visto con una donna quindi non saprei. Di certo la moglie Mery, che ho giusto intravvisto una volta, lo stile da scopaiola c’è l’ha. Nulla da dire.
A Sergio, di solito mentre lo prende nel culo, piace nominarla e dire a tutta voce quanto è puttana.
Sembra quasi ne sia fiero. Non so nemmeno se sia vero. Chi lo sa.

Il lavoro è facile. Una casa da imbiancare. Un lavoro semplice, non con lui, con Akim un cristone nero gay con cui ho già lavorato (e scopato) una volta.
“Lui imbianca, tu porti i secchi, aiuti, assiti”.
“Ci può stare” sorrido. I soldi mi fanno comodo l’ho già detto.
Messi in chiaro tutti i dettagli Sergio mi offre una grappa fatta in casa.
“Non bevo”.
“Fidati questa è buona” sorride e ci mettiamo comodi sul divano a bere.
Tempo di mandar giù due sorsi e il Sergio ha già la mano sulla mia patta.
Tempo di finire il bicchiere e me lo sta già succhiando come una vera checca mentre con l’altra mano si massaggia il suo deciso.
Qualche minuto di stimolazione ed eccolo a novanta sul pavimento ad agitare il culo magro.
“Dai James, dai che sono carico” geme il frocione.
Sono eccitato anche io, durissimo.
Lo monto.
SPROK!
E via così. Una bella monta fin che non sborriamo quasi assieme con lui che insulta la moglie segandosi a tutta forza e io che sparo una bordata bianca che gli riempie la faccia.

Torno a casa. “Devo fare una doccia mamma”.
“Ma sei andato dal Sergio o a scopare? Puzzi di sborra”.
“Mi sono scopato lui mamma”.
Sorride “ummm il mio bimbo bisex. Vieni facciamo la doccia”.
FACCIAMO!!!
Entriamo in doccia, nudi. Ci strusciamo l’un l’altro. “Hai ancora una pallottola per la mamma ho hai sparato tutto col Sergio”.
A me che solo a vederla nuda agitare i cocomeri è già gonfiato la avvinghio fra le mie braccia, la bacio in bocca, le faccio sollevare piano piano una gamba a L e la fotto così.
In piedi.
Mamma gradisce molto.

Eccomi all’indirizzo giusto. Il furgone di Akim è già qui. Lui sta seduto dentro, scende quando mi vede e andiamo verso la casa.
Intanto dalla porta sbuca un signore sui sessanta coi baffoni che già conosco perché credo sia l’uomo più ricco del paese.
Tutti più o meno sanno chi è il dottor Artemio. Dopo la guerra suo padre ha messo su una fabbrica di sci e lui poi ha proseguito, vendono sci in mezza Europa che io sappia.
Ricco da far schifo dicono.

Con lui c’è una signora piccolina magra capelli bianchi. Dove avrà rubato i vestiti da casa non si sa. Canotta rossa tipo bagnino, pantaloni corti da corsa, sandali. Tutti la chiamano dottoressa e non si sa perché visto che ha sempre e solo fatto la consorte di Artemio però non l’ho mai vista così sportiva. Di solito va in giro per il paese esibendo un guardaroba da boutique.
Verrebbe da spiare sotto la canotta perché non ha il reggiseno. Peccato che sia praticamente senza tette. Chissà se le aveva da giovane.
In compenso fra le gambe, quando si muove si intravvedono i peli grigi della fica. Cazzo che selvatica penso.
Si chiama Silvia. Stronza, ricca e pettegola…dicono.

Il lavoro è facile. Dobbiamo imbiancare il terzo piano della casa
Praticamente, senza dire nulla a nessuno hanno alzato di un metro il solaio e ora ci hanno ricavato tre stanze. Tutto un po’ abusivo ovvio. Anche noi lavoriamo tutto a nero.
Sul perché uno coi soldi che gli escono dal culo come Artemio abbia bisogno di rifarsi la casa in nero resterà uno dei misteri della vita. Secondo mamma più ne hanno più sono tirchi.

Comunque inizio il mio lavoro. Akim ha molta pazienza, mi spiega e rispiega, sembra non arrabbiarsi mai. Brava persona. Mi dice che ha sette figli e aspetta l’ottavo.
“Minchia -esclamo- pensavo fossi gay” dico visto che l’altra volta che abbiamo lavorato assieme abbiamo finito per farci delle poderose chiavate omo lui Sergio e io.
“Si ma dalla terza moglie. Io sono poligamo”.
“A, però. Avrai il tuo bel da fare” rido immaginandolo a fottere tre mogli assieme.

Sono circa le undici quando mentre facciamo la mezz’ora di pausa sento dei rumori strani ma inequivocabili.
Quatto quatto salgo e spio. Contro il muro c’è la signora Silvia. Mezza nuda coi pantaloncini corti ad altezza ginocchia, dietro Akim coi pantaloni alle ginocchia, torso nudo e cazzo che pompa nella fica della nostra datrice di lavoro.
Ovviamente mi viene il cazzo duro, me lo tiro fuori piano piano e mi sego mentre lui si sbatte la vecchia ciabatta. Ora che è senza canotta noto che è praticamente senza tette.
Così bassetta, magra, filiforme viene voglia di prenderla in braccio e fotterla così tipo canguro.

Alla fine Akim tira fuori il gran randello nero. Cola ancora sborra così come la fica con lunghi pelazzi grigi di Silvia.
Intanto anche io non sono stato con le mani in mano e me lo sto segando con gioia davanti a quel porno in diretta.
La signora Cristina mi guarda, Akim ride. “Tu che cazzo fai qui?” urla la donna.
“Lui bravo ragazzo tranquilla” annuisce Akim pulendosi l’uccello con un clenex.
“Sicuro?“ borbotta la vecchia ormai nuda.
“Grande uccello” annuisce Akim.
La bagascia strabuzza gli occhi. Probabilmente le servono gli occhiali. Poi mette a fuoco “Dio bon che usel!” esclama.
Si avvicina decisa. Mi fissa. Io le fisso le micro tette eccitato.
“Posso?” dice con un tono che non è quello di una domanda.
“Faccia signora Silvia, faccia pure” sorrido.
Allunga la mano grinzosa. Lo stringe come per assicurarsi che non sia finto.
“Ti piacciono le nonnine tesoro”.
“Molto” sorrido.
Con la mano libera afferra la mia, se la poggia su una tetta perché la strizzi.
Prende a segarmi.
Va avanti per un po’ sempre sorridendo poi si ferma, mi fissa “Dai forza, fammi vedere cosa sai fare”.
Visto che è quasi una sfida faccio del mio meglio.
La faccio rimettere a novanta contro il muro di prima. La prendo da dietro chinandomi un po’ e gli piazzo dentro la mazza badando di non sfondare questo gracile corpo.
La vecchia befana inizia a ululare di piacere. I miei colpi di cazzo sono così poderosi che la sollevo di qualche centimetro ad ogni pompata.

Arrivo a casa la sera sporco e sudato, la mamma premurosa si fa la doccia nuda assieme a me. Mi sega sotto l’acqua per farmi rilassare. Io le metto una mano sui peli bagnati della bella gnoccona, la spingo contro le piastrelle, “dai chinati mamma”.
“Credevo fossi senza forze”.
“O ma questo non è mica uno sforzo” dico infilandoglielo fra le gambe.

Oggi pitturiamo molto meno e ci diamo molto di più.
Complice il fatto che Artemio è via per affari la signora Silvia ci accoglie già in tiro con una minigonna da troietta, camicetta nera e calze a rete.
A vedere una vecchia befana vestita così ti fa ancor più sentire quanto deve essere troia.
Naturalmente Akim e io non chiediamo di meglio.
Ci spogliamo subito tutti e due belli duri.
Ci andiamo piano. In due super dotati con questa cariatide si rischia di romperla.

Prima lui.
La prende sul divano. Lei sotto, lui sopra. Le tiene le grosse mani nere sotto al culetto stretto e ci da a forza. Io mi godo la scena della vecchia maiala che bela ad ogni colpo di cazzo.
A un certo punto si ferma. La guarda un attimo poi lo tira fuori. Si da tre o quattro rapide carezze al cazzone nero e le spara addosso lo sperma caldo.
Un po’ le finisce in faccia. Silvia chiude gli occhi rapida.
Ancora bella imburrata prendo il suo posto. Anche io alla missionaria. Entro in quel ficone coi lunghi peli grigi e inizio a darci. La vecchia mi incita a pompare più forte che posso.
Non penso di aver bisogno del suo invito per pompare fino ad aprirla in due.
Intanto Akim va a pisciare.

Di nuovo lui, a pecorina sul tappeto. Mi piace vedere la vecchia vacca accucciata come una cagna, mi eccita. Mi avvicino e, approfittando che sta a bocca spalancata ululando il suo piacere, glielo ficco nella ciabatta giù fino in gola.
La vecchia tossisce un attimo, le esce un po’ di saliva come se qualcosa (un grosso uccello) le fosse andato di traverso. Ci mette un attimo a trovare il ritmo. Temo persino che me lo morda per reazione. Alla fine riesce a fare la sua prima doppia.
Pompino per me e chiavata per Akim.

Andiamo più o meno avanti così per tutto il giorno. Salvo la pausa pranzo e qua che break per la birra che Silvia stappa a fiumi saccheggiando la dispensa del marito cornuto.
Dopo averle già inondato la ficona due volte punto il culo.
La baldracca fa un po’ di storie ma è già bella aperta da Akim quindi alla fine entro senza troppe pressioni.
Le brucia un po’, si lamenta urlando con la sua vocina stridula ma piano piano ci prende gusto.
A mano a mano che la inculo a pecorina è lei a dirmi di spingere di più…
Le vengo nel culo. Akim approfitta della mia sborra come lubrificante e se la impala anche lui.
Vederla inculata dal nero è uno spettacolo bellissimo a cui assisto massaggiandomelo allegramente.

Presa confidenza, sturata in ogni buco meglio del mastro lindo decidiamo di provarci. E se proprio dobbiamo spaccare in due sto vecchio mucchio d’ossa amen.
Siamo sul divano. Tengo Silvia in braccio col cazzo piantato dentro e la bocca sui capezzoli.
La vecchia ha più energie del previsto.
Quando si accorge di cosa cerca Akim è tardi. “Oi ma cosa” borbotta.
“Zitta” dice Akim schiacciandola coi suoi cento e passa chili di muscoli.
Io lo sento, sento il peso di entrambi i corpi su di me e per poco mi manca il fiato ma l’eccitazione prevale anche sul dolore. Poi Silvia urla e sento lo SPROK del cazzone di Akim che le entra nel culo.
È una sensazione strana perché il suo cazzo si struscia contro il mio a pochi centimetri e mentre impala la donna ormai alla nostra mercè mi stimola quasi come se mi facesse delle carezze col suo attrezzo.
Silvia intanto, piano piano, ci ha preso gusto. Inizia a gustare il piacere di due cazzi assieme. Ci dice di pompare più forte, urla, impreca e cola orgasmi da entrambi i buchi. Alla fine non ne posso più e vengo copiosamente nella sua sorca.
Akim subito dietro di me le inonda il culo schiaffeggiandola con tutte le sue forze.
Satura la vecchia si accovaccia al mio fianco senza fiato. Noi la guardiamo coi nostri uccelli colanti quasi soddisfatti. “Devi avere sangue etiope ragazzo mio” commenta il mio amico scuro guardandomi il cazzo enorme.
Annuisco perché non so se devo dirgli grazie.

La sera a casa in doccia ho lividi blu sulla schiena e sui fianchi. Mamma chiede una spiegazione e io confesso. Del resto non ho fatto nulla di male.
Quando le racconto della tripla col nero si eccita… stasera doppia, anzi tripla razione di cazzo anche per la mammina.

Finiamo il lavoro abbastanza in fretta guadagnando il tempo perso ieri.
Non so se sia una abitudine degli appaltatori o se Akim si fosse già calcolato il tempo per trombare la padrona di casa comunque sia, come prevenisto, la sera abbiamo finito. Tre giorni come da preventivo.
Oggi fra l’altro abbiamo il signor Artemio in mezzo ai coglioni a tempo pieno e la signora Silvia sembra essere tornata la vecchia befana stronza che nessuno chiaverebbe mai.
Sono le cinque ed è tutto fatto.
Puntuale arriva Sergio. Il lavoro c’è l’ha subappaltato lui e i rapporti d’affari con Artemio sono roba sua così li lasciamo confabulare un po’.

Lasciata la casa liquida me e Akim con una manciata di soldi in contanti. Il nero ringrazia, sale sul furgone e se ne va. A me Sergio offre un passaggio fino a casa. Accetto.
Facciamo poco più di un kilometro parlando del più e del meno. Un paio di volte allunga la mano mentre cambia marcia. Mi tocca una gamba, la coscia, la terza volta il cazzo.
Sfiora disinvolto la cappella.

Tempo un paio di minuti il suo furgone è imboscato nel parcheggio se mi buio del cimitero. Sono senza pantaloni, il cazzo bello duro, Sergio che succhia come una sanguisuga.
Si è tirato fuori anche il suo aggeggio e lo massaggia dolcemente.
“Ti svuoto i coglioni” sospira eccitato.
“Magari potresti farmeli svuotare dalla cara Mery” rispondo. Visto che cita sempre le doti della famosa moglie puttana mi pare giusto ricordargli che non mi spiacerebbe fotterla.
“O si, non sarebbe male vedere il tuo cazzone impalare quella vacca” sospira.
L’idea lo eccita così tanto che si sborra in mano.

Andiamo a casa di Sergio. Nonostante la pompa con ingoio mi è rimasto duretto. Sarà l’idea di farmi la tanto agognata moglie?
Scendo dal furgone. Una signora di mezza età mi vede. Strabuzza gli occhi incredula di vedere un uccello al vento. Sergio ride “quella è la Silvana penso non veda un cazzo da un lustro o due. Le hai svoltato la serata” ride non perdendo occasione per accarezzarmelo ancora.

Entriamo a casa sua. La chiama a gran voce ma la moglie non c’è.
“La puttana starà battendo da qualche parte” scuote la testa.
“A” annuisco deluso.
Faccio una chiamata a casa dico a mamma che faccio tardi perché vado a cena con Sergio.
“A. Non fartelo consumare troppo” ride lei. Ormai lo sa che sono bisex e ci ride sopra.

In effetti non abbiamo di meglio da fare che spogliarci e andare a letto.
Sergio mi fa un altro pompino ruotato all’inverso accanto a me.
A me il suo uccellino che mi balla davanti alla faccia non stimola molto la golosità ma una sega gliela faccio volentieri…

“A buonasera” dice una voce femminile.
Sono sopra a Sergio. Lui a pecora, il culo spanato. Lo sto montando da mezz’ora…
Lesto lo faccio sgusciare fuori dal suo culo e mi getto accanto al letto.
La moglie ci ha beccato cazzo…
Poi la guardo. Mery l’ho già vista e questa non è lei. E poi è troppo vecchia. Chi cazzo è, che cazzo vuole?
“Buonasera” annuisco gentile.
Noto che la vecchia mi fissa il cazzo. “Madonna che banana che ha questo” esclama da dietro gli occhiali.
“Non ce ne sono tanti così” annuisce Sergio.
“Certo che sei proprio un culattone totale” scuote la testa la vecchia.
“E allora togliti dal cazzo no?” ribatte lui.
Se non fossi in imbarazzo le direi che ne ho anche per lei ma la donna si limita a borbottare qualcosa sullo spreco di un cazzo grosso quando sei frocio e se ne va dopo aver chiesto dove è Mery e dopo che Sergio le ha risposto “a raddrizzare cazzi in tangenziale”.
Appena la sente scendere le scale mi ha di nuovo messo la mano sul cazzo e sega deciso.
“Questa chi era scusa?”.
“A niente, mia suocera. Puttana come la figlia” ridacchia lui.
“E lo sa che sei gay o bisex?”.
“Ma si, ma si figurati è mica la prima volta che mi vede a letto con un maschio”.
“A beh allora contenti voi. Peccato non sia rimasta. Belle tettone…”.
Lui sorride eccitatissimo “è si vedertela montare per bene sarebbe stato un bello spettacolo. Magari ci organizziamo se vuoi”.
“Per una fica in più ci sono sempre…” sorrido.
“Stasera ti tocca accontentarti del culo” conclude mentre si rimette ben bene a pecorina.
“Me lo farò bastare” e con decisione glielo pianto secco nel culo. SPROK!

Arrivo a casa. Racconto tutto alla mamma. Lei si stupisce che non mi sia fatto anche la suocera.
“Non mi ha dato l’occasione” scuoto la testa.
“Magari la prossima volta” sorride mamma mentre me lo mette a mollo nel bidet con Palmolive.
“Amore mio c’è l’hai tutto rosso. Va bene la voglia ma non puoi darci dodici ore al giorno. Stasera lo facciamo riposare un po’…”.
In effetti a letto non scopiamo. Mamma mi siede con la fica in faccia e lavoro di lingua.
Bisogna sapere usare anche quella no?
Mano a mano che mi eccito bevendo dal suo clito il cazzo si gonfia. Quando mamma capisce che sono al culmine mi ricambia allo stesso modo aprendo la sua calda bocca.
Le vengo in bocca, lei beve poi esausto prendo sotto.
Cazzo in sti giorni mi hanno fatto sborrare così tanto che le stanze a Silvia potevo imbiancarle col mio sperma…e magari quella vecchia maiala avrebbe pure gradito…
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