Dal wurstel al cazzo, prima parte
di
G.I.B
genere
etero
Giorgia entrò nel panico.
Più cercava di tirarlo fuori, più sentiva che la situazione le stava scappando di mano.
“ Lui mi può aiutare di sicuro è un ginecologo “ pensò.
Con le lacrime agli occhi si vestì e scese al piano di sotto.
“ Antonio ho fatto una cazzata, ho bisogno di aiuto “, disse al suo patrigno seduto alla scrivania nel suo studio.
“ Che è successo Giorgia “, le chiese l'uomo vedendola molto spaventata e in confusione.
La giovane, imbarazzata, gli spiegò quello che aveva fatto.
“ Ti prego aiutami” gli disse quasi supplicando.
“ Ok Giorgia stai tranquilla, non farti prendere dal panico, vedrai che tutto si sistema “, le rispose cercando di farla sentire a suo agio.
“ Togliti le mutandine e sdraiati sul lettino “ .
La ragazza se le tolse e si sdraiò sul lettino, appoggiando le gambe sulle staffe.
Antonio infilò i guanti in lattice e prese il divaricatore ungendolo con del lubrificante.
“ Pronta? “ le chiese.
“ Sì sono pronta “, rispose la giovane donna, anche se si sentiva molto a disagio.
Lui le mise delicatamente il divaricatore nella vagina e lo allargò.
Giorgia sentì un brivido per tutto il corpo, appena venne a contatto con il freddo strumento.
“ Ok lo vedo, stai ferma adesso “ , le disse prendendo delle pinze.
“ Tolto “ aggiunse, mostrando il pezzo di wurstel che aveva appena estratto.
“ Non so come ringraziarti e quanto mi senta stupida e imbarazzata “ disse Giorgia con il viso rosso di vergogna.
Lui le diede una salviettina intima per pulirsi e la rassicurò.
“ Ne ho viste di cose simili al pronto soccorso, anzi anche peggio. Tranquilla non ti giudico, ma ti consiglio di usare oggetti nati per questo scopo. Ma scusa, non hai un ragazzo?, la tua vita sessuale non va bene, non ti basta? “ chiese Antonio.
Giorgia si confidò con il suo patrigno, raccontandogli che il cazzo non le bastava mai.
Se fosse stato per lei, avrebbe fatto sesso ogni volta che ne sentiva il desiderio, ma il suo ragazzo non era così attivo e voglioso come avrebbe desiderato.
“ Non so perché ho usato un wurstel. Di vibratori in fondo ne ho, mi sembrava più realistico e morbido “ aggiunse.
Si misero a ridere e Giorgia si sentì di colpo felice e spensierata, tanto da chiedere al suo patrigno “ come mi trovi lì sotto? “.
Antonio per un istante, rimase imbarazzato dalla domanda di Giorgia, soprattutto perché lei lo guardava con un'espressione quasi da gatta morta.
“ Mi sembra tutto apposto. Vuoi che ti visiti meglio? “ le chiese.
Lei annuì e, senza che nemmeno lui glielo chiedesse, si tolse anche la maglietta, rimanendo completamente nuda.
Antonio rimase di stucco davanti al corpo giovane e perfetto della ragazza.
Nonostante fosse il suo lavoro, si sentì stranamente eccitato nel vederla come mamma l'aveva fatta.
La situazione era alquanto particolare e forse era proprio quello a farlo arrapare.
“ Ti dispiace non usare i guanti? Il lattice mi irrita un pochino “ chiese Giorgia guardandolo in modo malizioso.
“ Ma certo “ rispose Antonio levandoli.
“ Mmm sii “, ansimò Giorgia, quando Antonio iniziò a toccarla e le sfiorò il clitoride gonfio con un dito.
“ Ti fa male? “ le chiese.
“ No, affatto “ rispose lei con voce strozzata.
Antonio sentì il cazzo diventare duro e si scordò di chi avesse davanti.
Iniziò a toccarle le figa non come in una normale visita, ma con l'intenzione di farla godere.
Mise dell'altro lubrificate sul dito e lentamente lo inserì nella vagina della figliastra. Cominciò a masturbarla.
Giorgia iniziò a gemere più intensamente e lui le infilò un secondo dito e poi un terzo.
“ Ti faccio male adesso? “, le chiese nuovamente, muovendo la mano nella sua bella patatina depilata.
“ No anzi, mi piace tanto. Continua, ti prego. Non smettere “ rispose lei sempre più bagnata.
Antonio aumentò il ritmo, masturbandola sempre più velocemente.
“ Ohhh siii siii continua “ gemette la ragazza, mentre eccitata si toccava le tette sode.
“ Ohhh Antonio siiiiii “ urlò, con il corpo che le tremava travolta dall'organismo.
“ Scopami ti prego, ho voglia di sentirti dentro. Ho voglia del tuo cazzo “ aggiunse.
Antonio perse ogni controllo davanti a quella bella e giovane ragazza eccitata e vogliosa.
Si sentì desiderato e senza pensarci due volte, si slacciò i pantaloni e tirò fuori l'uccello duro. Era pronto a scoparla con forza.
Strofinò la cappella all'ingresso della stretta vagina e la penetrò con tutto il cazzo in un solo movimento.
“ Ohhh Dio siiiiii che grosso!!! “ urlò lei.
Iniziò a possederla da subito con foga, spingendo sempre tutto il suo membro dentro.
Giorgia gridava di piacere, stava per venire ancora, quando quel momento, fu bruscamente interrotto dal suono del videocitofono dello studio medico.
Antonio guardò l'immagine nel piccolo monitor.
“ Cazzo l’appuntamento della signora Maria “, disse uscendo rapidamente da Giorgia con l'uccello sporco dei suoi umori bianchi e densi.
In un lampo si pulì e sistemò i pantaloni.
La ragazza, alquanto delusa da quella brutta interruzione, si alzò e vestì anche lei velocemente.
Si guardarono per qualche secondo.
“ Lo so “ disse Antonio, leggendo sul volto di Giorgia la delusione e la frustrazione per quel bel amplesso interrotto.
Lei si avvicinò a lui e lo baciò, infilandogli la lingua in bocca.
Un bacio breve ma molto erotico ed intenso.
“ Non è finita “ disse la giovane porca.
La ragazza tornò di sopra, e lui fece il suo dovere, visitando la non più giovane e bella signora Maria, passando da una giovane figa depilata, ad una matura e slabbrata.
Giorgia e Antonio non si videro per tutto il resto della giornata, impegnati nelle loro abituali attività.
Antonio si sentiva in colpa per quello che era successo, nonostante infondo, Giorgia non fosse sua figlia biologica.
“ Devi parlarle e darci subito un taglio, se no finirà male “ disse a se stesso.
Giorgia, al contrario, pensò tutto il giorno con eccitazione a quella breve scopata. Si sarebbe volentieri fatta riempire con la sborra del patrigno.
“ Voglio essere scopata da lui. Ne sento il bisogno “ pensò, mentre correva sul tapis roulant in palestra, con l'immagine del generoso cazzo di Antonio davanti agli occhi.
Continua……
Più cercava di tirarlo fuori, più sentiva che la situazione le stava scappando di mano.
“ Lui mi può aiutare di sicuro è un ginecologo “ pensò.
Con le lacrime agli occhi si vestì e scese al piano di sotto.
“ Antonio ho fatto una cazzata, ho bisogno di aiuto “, disse al suo patrigno seduto alla scrivania nel suo studio.
“ Che è successo Giorgia “, le chiese l'uomo vedendola molto spaventata e in confusione.
La giovane, imbarazzata, gli spiegò quello che aveva fatto.
“ Ti prego aiutami” gli disse quasi supplicando.
“ Ok Giorgia stai tranquilla, non farti prendere dal panico, vedrai che tutto si sistema “, le rispose cercando di farla sentire a suo agio.
“ Togliti le mutandine e sdraiati sul lettino “ .
La ragazza se le tolse e si sdraiò sul lettino, appoggiando le gambe sulle staffe.
Antonio infilò i guanti in lattice e prese il divaricatore ungendolo con del lubrificante.
“ Pronta? “ le chiese.
“ Sì sono pronta “, rispose la giovane donna, anche se si sentiva molto a disagio.
Lui le mise delicatamente il divaricatore nella vagina e lo allargò.
Giorgia sentì un brivido per tutto il corpo, appena venne a contatto con il freddo strumento.
“ Ok lo vedo, stai ferma adesso “ , le disse prendendo delle pinze.
“ Tolto “ aggiunse, mostrando il pezzo di wurstel che aveva appena estratto.
“ Non so come ringraziarti e quanto mi senta stupida e imbarazzata “ disse Giorgia con il viso rosso di vergogna.
Lui le diede una salviettina intima per pulirsi e la rassicurò.
“ Ne ho viste di cose simili al pronto soccorso, anzi anche peggio. Tranquilla non ti giudico, ma ti consiglio di usare oggetti nati per questo scopo. Ma scusa, non hai un ragazzo?, la tua vita sessuale non va bene, non ti basta? “ chiese Antonio.
Giorgia si confidò con il suo patrigno, raccontandogli che il cazzo non le bastava mai.
Se fosse stato per lei, avrebbe fatto sesso ogni volta che ne sentiva il desiderio, ma il suo ragazzo non era così attivo e voglioso come avrebbe desiderato.
“ Non so perché ho usato un wurstel. Di vibratori in fondo ne ho, mi sembrava più realistico e morbido “ aggiunse.
Si misero a ridere e Giorgia si sentì di colpo felice e spensierata, tanto da chiedere al suo patrigno “ come mi trovi lì sotto? “.
Antonio per un istante, rimase imbarazzato dalla domanda di Giorgia, soprattutto perché lei lo guardava con un'espressione quasi da gatta morta.
“ Mi sembra tutto apposto. Vuoi che ti visiti meglio? “ le chiese.
Lei annuì e, senza che nemmeno lui glielo chiedesse, si tolse anche la maglietta, rimanendo completamente nuda.
Antonio rimase di stucco davanti al corpo giovane e perfetto della ragazza.
Nonostante fosse il suo lavoro, si sentì stranamente eccitato nel vederla come mamma l'aveva fatta.
La situazione era alquanto particolare e forse era proprio quello a farlo arrapare.
“ Ti dispiace non usare i guanti? Il lattice mi irrita un pochino “ chiese Giorgia guardandolo in modo malizioso.
“ Ma certo “ rispose Antonio levandoli.
“ Mmm sii “, ansimò Giorgia, quando Antonio iniziò a toccarla e le sfiorò il clitoride gonfio con un dito.
“ Ti fa male? “ le chiese.
“ No, affatto “ rispose lei con voce strozzata.
Antonio sentì il cazzo diventare duro e si scordò di chi avesse davanti.
Iniziò a toccarle le figa non come in una normale visita, ma con l'intenzione di farla godere.
Mise dell'altro lubrificate sul dito e lentamente lo inserì nella vagina della figliastra. Cominciò a masturbarla.
Giorgia iniziò a gemere più intensamente e lui le infilò un secondo dito e poi un terzo.
“ Ti faccio male adesso? “, le chiese nuovamente, muovendo la mano nella sua bella patatina depilata.
“ No anzi, mi piace tanto. Continua, ti prego. Non smettere “ rispose lei sempre più bagnata.
Antonio aumentò il ritmo, masturbandola sempre più velocemente.
“ Ohhh siii siii continua “ gemette la ragazza, mentre eccitata si toccava le tette sode.
“ Ohhh Antonio siiiiii “ urlò, con il corpo che le tremava travolta dall'organismo.
“ Scopami ti prego, ho voglia di sentirti dentro. Ho voglia del tuo cazzo “ aggiunse.
Antonio perse ogni controllo davanti a quella bella e giovane ragazza eccitata e vogliosa.
Si sentì desiderato e senza pensarci due volte, si slacciò i pantaloni e tirò fuori l'uccello duro. Era pronto a scoparla con forza.
Strofinò la cappella all'ingresso della stretta vagina e la penetrò con tutto il cazzo in un solo movimento.
“ Ohhh Dio siiiiii che grosso!!! “ urlò lei.
Iniziò a possederla da subito con foga, spingendo sempre tutto il suo membro dentro.
Giorgia gridava di piacere, stava per venire ancora, quando quel momento, fu bruscamente interrotto dal suono del videocitofono dello studio medico.
Antonio guardò l'immagine nel piccolo monitor.
“ Cazzo l’appuntamento della signora Maria “, disse uscendo rapidamente da Giorgia con l'uccello sporco dei suoi umori bianchi e densi.
In un lampo si pulì e sistemò i pantaloni.
La ragazza, alquanto delusa da quella brutta interruzione, si alzò e vestì anche lei velocemente.
Si guardarono per qualche secondo.
“ Lo so “ disse Antonio, leggendo sul volto di Giorgia la delusione e la frustrazione per quel bel amplesso interrotto.
Lei si avvicinò a lui e lo baciò, infilandogli la lingua in bocca.
Un bacio breve ma molto erotico ed intenso.
“ Non è finita “ disse la giovane porca.
La ragazza tornò di sopra, e lui fece il suo dovere, visitando la non più giovane e bella signora Maria, passando da una giovane figa depilata, ad una matura e slabbrata.
Giorgia e Antonio non si videro per tutto il resto della giornata, impegnati nelle loro abituali attività.
Antonio si sentiva in colpa per quello che era successo, nonostante infondo, Giorgia non fosse sua figlia biologica.
“ Devi parlarle e darci subito un taglio, se no finirà male “ disse a se stesso.
Giorgia, al contrario, pensò tutto il giorno con eccitazione a quella breve scopata. Si sarebbe volentieri fatta riempire con la sborra del patrigno.
“ Voglio essere scopata da lui. Ne sento il bisogno “ pensò, mentre correva sul tapis roulant in palestra, con l'immagine del generoso cazzo di Antonio davanti agli occhi.
Continua……
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