Motel
di
Spidey
genere
dominazione
'Ciao Mirko, arrivo tra mezz'ora, vorrei la superior. È possibile?'
'Certo, faccio preparare.'
Prende sempre la superior, idromassaggio e tutti i gadgets per scopare. È un mese che non viene nel mio motel, cominciavo a preoccuparmi.
Mi arriva alle due con uno che avrà la metà dei suoi anni. Alla troia piacciono troppo i cazzi giovani, fa da nave scuola, ma io non voglio casini e voglio vedere i documenti del ganzo. Un paio di volte ho lasciato correre con lei, ma non rischio più di farmi chiudere per colpa di una ninfomane. Serena è rimasta lontana dal bancone, mi guarda imbarazzata, le è rimasto un briciolo di vergogna, solo le cagne peggiori si portano negri in motel.
Il ragazzo è maggiorenne, tutto okay, 'Puoi salire', dico.
No, è una cagna senza vergogna, viene contro il bancone, i bottoncini della camicetta sbottonati fino alle tette, 'È la superior, vero?'
'Sì, è tutto pronto.'
S'aggrappa al torello nero, baci e mano sotto sul pacco, e lo porta verso l'ascensore.
Di quella troia so tutto. Dove abita e quando è nata. Si chiama Serena ha trentasei anni, ricca da schifo con un cazzo da fare. Su instagram ha foto in palestra con top e leggings. Un bel corpo da letto, tette rifatte bene, fianchi stretti e un nove pieno per il culo allenato. Se lo allena in palestra e nel mio motel con cazzi giovani. È figa come poche, che non ha bisogno di pagare, ma lei preferisce affittare cazzi. Quel ragazzo si farà due ore cazzo in culo ad una figa bianca e si prenderà anche un regalo.
Nel mondo da cui arriva chiamano ninfomani quelle così, come chiamano cleptomani le ladre. Nel mio motel è solo una vacca.
Oggi le faremo scordare il cazzo negro.
Ho avvisato gli amici. 'Oggi c'è la troia'
Arrivano verso le quattro. In due hanno raccontato una palla sul lavoro e sono venuti di corsa. Siamo in cinque compreso il sottoscritto, oggi daremo una bella lezione alla cagna. C'è anche Vasile e suo fratello, albanesi, soci di un'impresa di pulizie. Offro birre e aspettiamo con calma. Ogni tanto Vasile sale per sentire a che punto è la scopata col negro. Origlia alla porta e scende. È un coglione, non si sente nulla nel mio motel.
Finalmente il ragazzo scende, s'è fatto la doccia e rimesso in ordine, ma la cagna lo ha distrutto. È imbarazzato, lo tranquillizzo, può andare, la camera la paga lei. Un po' lo invidio, s'è chiavato quella figa per l'intero pomeriggio e m'incazzo. Ma so aspettare, do alla cagna il tempo per riprendersi, lei scende sempre dopo, deve dormire un paio d'ore per riprendersi.
Ci facciamo un'altra birra, ma gli amici hanno fretta, devono essere a casa per cena.
Okay, non possiamo aspettare oltre, salgo con Vasile. Apro con la mia scheda. Serena non ci sente entrare. Mutandine in bocca, cappuccio in testa e la leghiamo pancia in giù ai quattro angoli del letto. Cazzo se è figa.
Me la scopo io per primo, le sfondo il culo spanato che è meglio della figa. A colpi in culo la convinco che sarebbe meglio non fare la stronza, di collaborare e lasciarci divertire. Mi faccio una sborrata super, tutta in culo, mi sono caricato le palle in tre ore di attesa.
Devo scendere in reception, Vasile prende il mio posto nel culo della troia.
In corridoio incrocio gli altri tre. Povera Serena, se la gonfieranno in quattro. La lascio a loro.
Un'oretta veloce, devono tutti tornare a casa per cena. Mi ringraziano e scappano di corsa. Chiedo però a Vasile di darmi il cambio in reception.
È un mio segreto. Quelle come Serena mi fanno impazzire. Vorrei potermi sbattere tutte le fighe che si portano in motel, dopo che se le sono scopate. É una cosa che mi eccita da morire.
Serena non ha nemmeno la forza di sollevare il culo. L'ammanetto dietro la schiena e me la scopo figa e culo senza tempo, da consumarmi il mio diciannove.
Vasile è in panico. 'Cazzo Mirko, cosa racconto a casa?'
C'è un cliente che guarda le televisione con me, un operaio in trasferta. Serena scende che è quasi mezzanotte.
S'è messa un velo di trucco e gli occhiali scuri. Sono un debole, l'abbiamo massacrata per benino, mi pento un poco ma penso a tutti i cazzi che si è portata in motel.
Mi torna duro, è troppo figa e cagna. Piumino corto e leggings. Mi alzo e vado al bancone.
Serena passa la carta per pagare.
'Grazie Mirko.'
'Okay, ma se vieni di sabato posso fartene trovare una decina.'
Mi dà un bacetto sulla guancia.
'Ci penserò.'
'Certo, faccio preparare.'
Prende sempre la superior, idromassaggio e tutti i gadgets per scopare. È un mese che non viene nel mio motel, cominciavo a preoccuparmi.
Mi arriva alle due con uno che avrà la metà dei suoi anni. Alla troia piacciono troppo i cazzi giovani, fa da nave scuola, ma io non voglio casini e voglio vedere i documenti del ganzo. Un paio di volte ho lasciato correre con lei, ma non rischio più di farmi chiudere per colpa di una ninfomane. Serena è rimasta lontana dal bancone, mi guarda imbarazzata, le è rimasto un briciolo di vergogna, solo le cagne peggiori si portano negri in motel.
Il ragazzo è maggiorenne, tutto okay, 'Puoi salire', dico.
No, è una cagna senza vergogna, viene contro il bancone, i bottoncini della camicetta sbottonati fino alle tette, 'È la superior, vero?'
'Sì, è tutto pronto.'
S'aggrappa al torello nero, baci e mano sotto sul pacco, e lo porta verso l'ascensore.
Di quella troia so tutto. Dove abita e quando è nata. Si chiama Serena ha trentasei anni, ricca da schifo con un cazzo da fare. Su instagram ha foto in palestra con top e leggings. Un bel corpo da letto, tette rifatte bene, fianchi stretti e un nove pieno per il culo allenato. Se lo allena in palestra e nel mio motel con cazzi giovani. È figa come poche, che non ha bisogno di pagare, ma lei preferisce affittare cazzi. Quel ragazzo si farà due ore cazzo in culo ad una figa bianca e si prenderà anche un regalo.
Nel mondo da cui arriva chiamano ninfomani quelle così, come chiamano cleptomani le ladre. Nel mio motel è solo una vacca.
Oggi le faremo scordare il cazzo negro.
Ho avvisato gli amici. 'Oggi c'è la troia'
Arrivano verso le quattro. In due hanno raccontato una palla sul lavoro e sono venuti di corsa. Siamo in cinque compreso il sottoscritto, oggi daremo una bella lezione alla cagna. C'è anche Vasile e suo fratello, albanesi, soci di un'impresa di pulizie. Offro birre e aspettiamo con calma. Ogni tanto Vasile sale per sentire a che punto è la scopata col negro. Origlia alla porta e scende. È un coglione, non si sente nulla nel mio motel.
Finalmente il ragazzo scende, s'è fatto la doccia e rimesso in ordine, ma la cagna lo ha distrutto. È imbarazzato, lo tranquillizzo, può andare, la camera la paga lei. Un po' lo invidio, s'è chiavato quella figa per l'intero pomeriggio e m'incazzo. Ma so aspettare, do alla cagna il tempo per riprendersi, lei scende sempre dopo, deve dormire un paio d'ore per riprendersi.
Ci facciamo un'altra birra, ma gli amici hanno fretta, devono essere a casa per cena.
Okay, non possiamo aspettare oltre, salgo con Vasile. Apro con la mia scheda. Serena non ci sente entrare. Mutandine in bocca, cappuccio in testa e la leghiamo pancia in giù ai quattro angoli del letto. Cazzo se è figa.
Me la scopo io per primo, le sfondo il culo spanato che è meglio della figa. A colpi in culo la convinco che sarebbe meglio non fare la stronza, di collaborare e lasciarci divertire. Mi faccio una sborrata super, tutta in culo, mi sono caricato le palle in tre ore di attesa.
Devo scendere in reception, Vasile prende il mio posto nel culo della troia.
In corridoio incrocio gli altri tre. Povera Serena, se la gonfieranno in quattro. La lascio a loro.
Un'oretta veloce, devono tutti tornare a casa per cena. Mi ringraziano e scappano di corsa. Chiedo però a Vasile di darmi il cambio in reception.
È un mio segreto. Quelle come Serena mi fanno impazzire. Vorrei potermi sbattere tutte le fighe che si portano in motel, dopo che se le sono scopate. É una cosa che mi eccita da morire.
Serena non ha nemmeno la forza di sollevare il culo. L'ammanetto dietro la schiena e me la scopo figa e culo senza tempo, da consumarmi il mio diciannove.
Vasile è in panico. 'Cazzo Mirko, cosa racconto a casa?'
C'è un cliente che guarda le televisione con me, un operaio in trasferta. Serena scende che è quasi mezzanotte.
S'è messa un velo di trucco e gli occhiali scuri. Sono un debole, l'abbiamo massacrata per benino, mi pento un poco ma penso a tutti i cazzi che si è portata in motel.
Mi torna duro, è troppo figa e cagna. Piumino corto e leggings. Mi alzo e vado al bancone.
Serena passa la carta per pagare.
'Grazie Mirko.'
'Okay, ma se vieni di sabato posso fartene trovare una decina.'
Mi dà un bacetto sulla guancia.
'Ci penserò.'
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