La straordinaria, eccittantissima esperienza di godere dalla malattia
di
Maktero
genere
feticismo
Quando Il Dottor Marco, soddisfatto il suo cazzo sui nostri corpi sofferenti, uscì da casa nostra; noi ancora avvolte dalle febbre, continuavamo a vomitare avvolte da dolori in tutto il corpo.
Man mano che sofferenti ci rotolovamo nude nel nostro vomito e nelle feci; il medicinale che ci aveva dato il dottore cominciò a fare effetto.
La febbre, i dolori, il bruciore cominciarono gradualmente a diminuire.
E tanto diminuivano i disturbi che aumantava l'eccitazione, sia per me che per mia sorella Marianna.
Mi sentivo esplodere la testa per l'espereienza che stavo vivendo; anche mia sorella che stava continuando a vomitare le ultime bave del suo stomaco cominciò a masturbarsi come una porca.
Nel completo abbandono di di ogni limite, in quella situazione sconvolgente cominciai con il mio cazzo eretto a trombare mia sorella.
Mentre il mio cazzo la penetrava e lei ancora debolmente febbriciante vomitava, non si sà cosa, a destra ed a sinistra, cominciò a godere per i colpi del mio cazzo.
Anch'io arrivai prepotentemente, sbavando e vomitando sul volto di Marianna.
Poi tutto si fece silenzioso e buio.
Quando mi ripresi mi resi conto di essere accanto a mia sorella adagiate sul pavimento e coperte ed immerse del nostro vomito e delle nostre feci.
Il buon dottore ci aveva donato una straordinaria nuova esperienza!
Io e Marianna impiegammo parecchio tempo per riprenderci e ripulire tutta la lordura che i nostri corpi ammalati avevano provocato.
Ginocchioni, nude con gli stracci in mano ripulimmo il pavimento, dalla merda e vomito strizzando gli stracci in un secchio.
Mentre ci adpoperavamo a quell'osceno lavoro, ormai sfebbrate ci baciavamo di tanto in tanto o scherzosamente ci strizzavamo gli stracci putridi lasciando colare i liquidi osceni sul corpo.
Passammo un bellissimo pomeriggio di duro ed eccitante lavoro.
Ma mentre ci davamo da fare per sgomberare le nostre sporcizie, commentavamo come ci eravamo divertite con le pratiche del dottor Marco.
E discorso dopo discorso cominciammo a sviluppare nuove fantasie.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Man mano che sofferenti ci rotolovamo nude nel nostro vomito e nelle feci; il medicinale che ci aveva dato il dottore cominciò a fare effetto.
La febbre, i dolori, il bruciore cominciarono gradualmente a diminuire.
E tanto diminuivano i disturbi che aumantava l'eccitazione, sia per me che per mia sorella Marianna.
Mi sentivo esplodere la testa per l'espereienza che stavo vivendo; anche mia sorella che stava continuando a vomitare le ultime bave del suo stomaco cominciò a masturbarsi come una porca.
Nel completo abbandono di di ogni limite, in quella situazione sconvolgente cominciai con il mio cazzo eretto a trombare mia sorella.
Mentre il mio cazzo la penetrava e lei ancora debolmente febbriciante vomitava, non si sà cosa, a destra ed a sinistra, cominciò a godere per i colpi del mio cazzo.
Anch'io arrivai prepotentemente, sbavando e vomitando sul volto di Marianna.
Poi tutto si fece silenzioso e buio.
Quando mi ripresi mi resi conto di essere accanto a mia sorella adagiate sul pavimento e coperte ed immerse del nostro vomito e delle nostre feci.
Il buon dottore ci aveva donato una straordinaria nuova esperienza!
Io e Marianna impiegammo parecchio tempo per riprenderci e ripulire tutta la lordura che i nostri corpi ammalati avevano provocato.
Ginocchioni, nude con gli stracci in mano ripulimmo il pavimento, dalla merda e vomito strizzando gli stracci in un secchio.
Mentre ci adpoperavamo a quell'osceno lavoro, ormai sfebbrate ci baciavamo di tanto in tanto o scherzosamente ci strizzavamo gli stracci putridi lasciando colare i liquidi osceni sul corpo.
Passammo un bellissimo pomeriggio di duro ed eccitante lavoro.
Ma mentre ci davamo da fare per sgomberare le nostre sporcizie, commentavamo come ci eravamo divertite con le pratiche del dottor Marco.
E discorso dopo discorso cominciammo a sviluppare nuove fantasie.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
0
voti
voti
valutazione
0
0
Continua a leggere racconti dello stesso autore
racconto precedente
Godere delle malattie
Commenti dei lettori al racconto erotico