La vacanza a Venezia, l'arrivo.
di
Maktero
genere
incesti
Alessia e la sua amica Cecilia, dai gusti particolari hanno deciso di fare una vacanza a Venezia.
Sarà una vacanza particolare in cui le due donne hanno programmato di divertirsi giocando con Tommaso, il figlio diciannovenne di Alessia.
Le donne hanno affittato un appartamento per una settimana.
Il gruppetto arrivato nell'alloggio provvede a disfare i bagagli; vengono riempiti gli armadi dei vestiti e delle scarpe delle donne.
Mentre per Tommaso, non è previsto nessun ricambio dovrà accontentarsi della maglietta, dei jeans e delle ciabatte infradito che indossa al momento, gli unici indumenti con cui è partito ed arrivato.
Quando le ragazze sorridenti e ridacchianti, divertite tra mille parole vacue, hanno terminato di riporre i loro indumenti; si accorgono di Tommaso che tremolante ed inquieto per il suo destino è rimasto immobile ad aspettare le decisioni di sua madre e di Cecilia.
Le donne accorgendosi del giovane, e riconoscendo il suo imbarazzo cominciarono a canzonarlo, per poi imporli sguaiatamente di spogliarsi completamente.
Il ragazzo, di natura sottomessa cominciò a togliersi i suoi pochi indumenti; era la sua seconda esperienza di sottomissione, ma doversi presentare nudo davanti a sua madre ed ad una estranea gli provocava sempre un poco di imbarazzo.
Una volta nudo le donne cominciarono a canzonarlo, deridendolo per le dimensioni del suo cazzo; che poi non erano così esigue come le due donne manifestavano con lo scopo evidente di umiliarlo.
Terminata la derisione che fece imbarazzare e portare alle lacrime il ragazzo, le due donne terminarono di deriderlo, raccolsero i suoi pochi indumenti ed invece che nell'armadio gli buttarono in un angolo del bagno.
Poi come matrone si diressero in salotto dove si sedettero comodamente sul divano.
Chiamarono il ragazzo che venne costretto ad inginocchiarsi nudo davanti a loro.
Le donne cominciarono a cinguettare per qualche minuto tra loro; mentre il giovane, davanti a loro, dopo il primo imbarazzamento cominciava a provare piacere da quella situazione.
Stare nudo in ginocchio davanti a sua madre ed alla sua amica in fin dei conti soddisfaceva la sua natura sottomessa.
Le ragazze si accorsero del suo stimolo vedendo il suo cazzo espandersi; e ripresero a canzonarlo.
Ma stavolta il giovane con un grande sorriso accolse le parole di scherno con piacere.
La tensione iniziale si era sciolta e cominciava ad entrare in quello che sarebbe stato il suo compito di sottomesso.
Le donne si accorsero subito di questo cambiamento d'animo ed entusiaste dopo essersi tolte le scarpe cominciarono a manipolare il cazzo del ragazzo con il loro piedi.
Il giovane si imbarazzo un poco quando i piedi della madre cominciarono a toccare il suo organo.
Aveva ancora delle remore morali; ma questi si dissolsero avvertendo il piacere che quei piedi gli davano.
Cecilia competeva con Alessia per masturbare con i piedi quel cazzo.
Mentre le donne si divertivano a masturbare i giovane, esprimevano i loro progetti per lui nei loro giorni di vacanza.
Tommaso, mentre godeva sentendo le soffici piante dei piedi manipolare il suo organo; ascoltava le decisioni delle donne e le approvava quasi con incoscienza.
Il ragazzo avrebbe dovuto stare sempre nudo in casa; avrebbe dovuto provvedere alle pulizie, alla cucina, cucinando per le donne, senza il diritto di mangiare.
Se loro si fossero trovate in una sensazione di generosità gli avrebbero fatto mangiare gli avanzi, altrimenti avrebbe sofferto la fame.
Avrebbe dovuto dormire sul pavimento accanto al letto matrimoniale in cui Alessia e Cecilia avrebbero fatto all'amore se gli andava.
Poteva masturbarsi solo se gli veniva ordinato.
Ma poi soprattutto le donne dissero che si sarebbero divertite un mondo a vederlo inculare da qualche maschio o qualche frocio.
Il ragazzo appena iniziato all'omosessualità, storse inizialmente la bocca per la prospettiva; ma in fondo in fondo provava del piacere per essere inculato.
La prima mattina a Venezia.
Le donne si alzarono dal letto dopo una notte di amore.
Si affacciarono alla finestra sorridenti e soddisfatte, facendosi baciare dal sole che inondava la città e dall'aria deliziosamente tiepida e cristallina, che invadeva la città.
Tommaso dopo aver passato una notte di inferno per terra ai piedi del letto, si era alzato presto per preparare una buona colazione alle sue padrone.
Era già stanco per la nottata scomodissima, ma si era recato in cucina per preparare una degna colazione per le su padrone.
Cominciava ad apprezzare questa forma di schiavitù, e mentre preparava la colazione per le su padrone si toccava continuamente.
Gli venne l'idea di correggere il caffè delle sue padrone con il suo sperma.
Ma la sua sensazione di sottomesso glielo proibì.
Si accontentò di sborrare correndo verso il cesso per non dover fare vedere alle padrone la visione oscena del suo sperma.
Dopo aver tirato l'acqua del cesso si prodigò a portare alle donne la loro colazione.
Le ragazze mangiarono vogliosamente per ritemprarsi dopo la nottata di amore.
Poi dopo aver mangiato e chiacchierato del più e del meno decisero che era il momento di provare il ragazzo.
Lui si spaventò immaginando cosa gli avrebbero fatto.
Le ragazze, tenendosi la figa, si recarono in bagno e con le vesciche piene di urina; costrinsero il ragazzo recalcitrante a sdraiarsi con la bocca aperta per accogliere il loro fluido.
Tommaso si ribellò inizialmente, piangendo e sbraitando, urlò che non voleva farlo, ma sua madre indifferente alle sue lacrime e lamentele, schiaffeggiandolo lo costrinse ad accogliere quell'oscena bevuta.
Venne sbattuto con le spalle a terra, e mentre ricalcitrava sua madre sadicamente gli bloccò la testa porgendoli il suo culo e la sua vagina sulla faccia.
Poi Alessia cominciò a pisciare in bocca a suo figlio.
Lui, provò a scostare la testa, a destra ed a sinistra, ma quando quel caldo e salato, acido liquido cominciò ad invaderli la bocca, provò qualcosa di insolito; l'urina di sua madre in bocca lo fece sollevare in una dimensione superiore.
Entrava in una stretta intimità con la madre, lui sentiva questa condizione come una elevazione in un altro cielo.
Ne fu estasiato, ed il suo cazzo si eresse tra l'entusiasmo delle ragazze..
Poi accolse nel suo stomaco anche l'urina di Cecilia, ma che non gli diede la stessa sensazione.
Così contento dall'oscena umiliazione che aveva subito Tommaso comincò a masturbarsi davanti a sua madre ed a Cecilia, e con la bocca piena del sapore del loro piscio erutto in una sborrata che fece entusiasmare le ragazze.
Le donne eccitate cominciarono ad amoreggiare tra loro, godendo immensamente contente del loro lavoro depravato.
Quando tutti quanti i ripresero era il pomeriggio avanzato e loro cominciarono a discutere su come passare la serata.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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