La vacanza a Venezia; la serata di Tommaso

di
genere
incesti

Alessia e Cecilia decisero di uscire per cenare e poi andare in qualche discoteca per trovare qualcuno con cui chiavare.
Rimaneva il problema di Tommasso, il figlio diciannovenne di Alessia, quale posto dove portarlo per "divertirsi".
Le donne esminarono le prospettive trovate su internet; un parco, un parcheggio od un locale di froci dove abbandonarlo al suo destino.
Furono fortunate e vicino al ristorante ed alla discoteca, appena fuori Mestre,dove avevano deciso di passare la serata trovarono un parcheggio dove avvenivano incontri tra froci; entusiaste le ragazze decisero per questa opzione.
Ridacchiando e sorridendo disserò a Tommaso, un poco spaventato, che si sarebbe divertito anche lui, in quella magica nottata veneziana.
Le donne si preparano mettendosi a punto per essere eleganti ed eccitanti, mentre Tommaso nudo in ginocchio al centro del salotto attendeva il suo destino.
Terminata la preparazione le donne, entrando in salotto eleganti e maestose nella loro bellezza; gettarono a Tommaso i suoi stracci.
Lui cominciando ad eccittarsi apprezzando l'eleganza delle donne si festì frettolosamente.
Il trio partì arrivando a Mestre dove venne ripresa la macchina e si diresserò verso il posteggiò indicato da internet.
Laggiù il rgazzo venne fatto scendere dalla machhina privato delle ciabatte e e dei calzoni.
Coperto solamente da una magliettina che appena lo copriva.
Le donne riddacchiando se ne andarono incontro al loro divertimento.
Il giovanotto rimase lì incerto in quel posteggio seminudo sotto la luce della luna.
Si addentrò tra le macchine posteggiate con l'anima in spalla.
Cosa avrebbe fatto se avesse trovato un frocio che voleva utilizzarlo!? Era veramente ciò che voleva!?
Nel frattempo camminando seminudo, e scalzo in quel posteggio, avvolto dalla calda aria dell'estate, mentre si arrovvellava nei suoi pensieri, si stava eccittando ed il suo cazzo giovane cominciò ad emergere dalla maglietta.
Lui si sorprese per quell'eccittazione che non comprendeva da quale sentimento o sensazione venisse.
Fù in quel momento che sentii un fischio provenire da una macchina.
Si accorse che un tizio allilterno di una macchina stava richiamando la sua attenzione.
Lui intimorito si avvicinnò all'automobile.
Da cui spuntò il busto e la testa di un biondo di semietà che continuava a guardare il suo cazzo eretto.
Giunto allo sportello della macchina lo sconosciuto gli chiese come si chiamasse.
Lui rispose Tommaso e lo sconosciuto aprì lo sportello e lo invitò ad entrare.
Tommase esplose dall'emozione e dalla paura, era la prima volta che veniva adescato da uno sconosciuto; il suo cuore batteva all'impazzzata, ma deciso di seguire il suo destino di frocio entrò in macchina quando lo sconosciuto gli aprì la porta.
Lui si accomoddò sul sedile del passeggero con l'animo in gola; ma lo sconosciuto fu dolce e si prodigò dolcemente in complimenti per magnificare la bellezza di Tommaso e la meraviglia del suo cazzo.
Ma poi senza troppi preamboli gli prese in mano il suo organo cominciando a masturbarlo ed osservando la sua reazione.
Una volta sicuro che il ragazzo era consenziente prese in bocca il suo cazzo e cominciò a spompinarlo avidamente guardando avidamente lo sguardo del giovane.
Tommaso eccitato apiù non posso dalla calda azione della bocca del frocio gli arrivò in bocca in breve tempo.
Lo sconosciuto dopo aver sorbto la sborra di Tommasso cominciò a masturbarsi a su volta arrivando dopo pochi colpi.
Una volta rilassatesi, lo sconosciuto chiese un nuovo incontro e scrisse su una coscia di Tommaso il suo numero di telefono.
Il giovane uscì dalla macchinacominciando a vagare contento nel posteggio oscuro appena rischiarato dalla luna.
Era entusiasmato, e rinquorato, da quel primo incontro; si sentiva felice, contento di essere stato sessualmente utile.
Continuò ad aggirarsi per le macchine del posteggio, scoprendo che gli piaceva camminare scalzo.
Lo eccitava sentire la ruvidità dell'asfalto che solletticavano le sue piante dei piedi, e il ghiaietto che gli provocavano un gentile dolore.
Dopo aver vagato un poco nel posteggio si avvicinno alla siepe di recinzione del posteggio, accorgendosi di certe voci e gemiti.
Si avviccinò e si accorse, nella debole luce dei lampioni, di alcuni uomini che si masturbavano guardando un tizio che inculava un frocio.
Si accosto ai guardoni cominciando a masturbarsi a sua volta; i tizi lo guardarono mentre aveva incominciato a toccarsi e si espressero meravigliosamente sul suo cazzo.
Tommaso infoiato dalla situazione voleva provare i cazzi dei guardoni e senza esitazione si gettò ginocchioni sotto uno di quelli.
Il guardone sorpreso esitò qualche istante prima di infilare il suo organo nella bocca di Tommaso e godere dopo pochi tocchi della sua lingua,
Tommaso era al settimo cielo si era sentito completamente liberato da ogni sua remora morale.
Gemendo come una femminuccia aveva provocato il secondo guardone che infoiato anculava il ragazzo senza nessuna pietà.
Poi i guardoni se ne andarono, il tizio che inculava il frocio se ne andò lasciando il tizio seminudo per terra a grondare sperma dal culo.
E Tommaso, guardando quell'immagine magnifica del culo grondante sperma vi si getto per leccarlo avidamente.
Si masturbò con la sborra merdosa nel culo ed arrivò.
Una volta sodisfatto fece amicizia con quel frocio, che si chiamava Paolo, e rimase a chiacchierare con lui. Chiacchierrano a lungo fino all'alba.
Poi Tommasoo si accorse che la macchina di sua madre girava per il posteggio per cercarlo.
Lui si fece avanti per attirare l'atenzione della madre.
La macchina si fermò accanto ai due froci; Tommaso disse a sua madre che aveva fatto amicizia con Paolo e che voleva ritornare a cas con lui.
Alessia accossentì, e porto i due froci a casa.
Le ragazze erano stanche, avevano chivato tutta la notte e volevano andare a dormire.
Lasciarono ai due froci i preservativi pieni della sbora dei loro amanti.
Ma anche Tommaso e Paolo erano stanchi e sdraiati per tera si lasciarono andare ad un lungo sonno.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com":



scritto il
2026-08-11
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