Godere delle malattie

di
genere
feticismo

Io e mia sorella vorremò provare una sorta di sofferenza più pregnante del solito sadomasochismo.
Vogliamo provare la sofferenza di una malattia; qualcosa che può essere iniziata da un padrone ma che segue una un suo sviluppo indipendente dal padrone ed a cui non possiamo sfuggire a causa del suo sviluppo naturale.
Ci eccittà l'idea di poter soffrire, tormentarci, senza nessun controllo da parte del padrone ma sololamente da quello a cui ci costringe la natura.
Ci precipitiamo su internet e passiamo delle ore a cercare chi condivide le nostre idee ma soprattutto chi ci permetterrà di realizzarle.
Finalmente troviamo un medico dall'indole sadica che comprende il nostro desiderio.
Io e mia sorella siamo entusiaste di aver trovato qualcuno che ci corrispondeva su questi argomenti; senza porre tempo nel mezzo prendemmo un appuntamento con il dottor Marco, così si faceva chiamare.
Ci incontrammo in un bar e davanti a delle bibite fresche cominciammo a parlare della nostra passione.
Lui ci propose per iniziare un approccio sempilice; avrebbe inciso i nostri capezzoli e genitali esponendo la carne viva poi vi avrebbe passato sopra con dei bastoncini con i microbi di varie infenzioni.
Ci sarebbe voluto qualche giorno, non troppi, uno o due, poi i nostri capezzoli e genitali avrebbero cominciato a gonfiarsi ed a farci male, molto male.
Avremmo provato febbre, dolori generalizzati, vomito e diarrea.
Io ed mia sorella Marianna ci eccittavamo pensando al dolore, alla soffernza umiliante che avremmo subito.
Il dottor Marco ci disse che avremmo sofferto terribilmente, mentre i nostri capezzoli e genitali si sarebbero gonfiati per l'infezione.
Io e Marianna eravamo fuori di testa volevamo provare quella esperienza, non ne potevamo più.
Naturalmente lui aggiunse che al punto giusto avrebbe cominciato ad in iniettarci i giusti medicamenti prima che la nostra salute venga compromessa definitavemte.

Concluso l'appuntamento e stabilita una data per il nostro martirio, attendemmo trepidanti il giorno di tale evento.

Finalmente arrivò il giorno.
Io e Marianna accogliemmo Marco nude e trepidandi, ansiose di ricevere il dolore.
Il dottore aprì la sua borsa e tirò fuori dei bisturi, delle fialette e edelle bacchettine simili ai cotton-fioc.
Si spogliò manifestando un cazzo duro che entusiasmò me e mia sorella Marianna.
Poi psenza perdere tempo cominciò ad inciderci i capezzoli ed i genitali con un bisturi affilatisimo.
Noi eravcamo così eccitate che nemmeno rilevammo il dolore.
Notammo solamente il sangue che usciva dalle nostre ferite.

Marco estrasse una bottiglietta dala sua borsa da dottore w ci disse che si trattava di un certo batterio, di cui ci disse il nome scientifico, ma che io e Marianna intontite dall'eccitazione non capimmo.
Immerse un cotton-fioc in quella merda di batteri che ci avrebbero fatto satr male, e cominciò spalmarceli prima sulla carne aperta dei capezzoli,
e poi su quella del cazzo e dell labbra di Marianna.
Terminata quell'attività ci dise che ci aveva infettati con un certo tipo di batteri.
La loro azione si sarebbe sviluppata in alcune ben presto il tempo di una attività sessuale.
Dopo di che avremmo cominciato a stare malissimo.
Intanto il porco si era spogliato ed aveva cominciato ad inculare mia sorella che godeva come una bestia ad essere sottomessa analmente da chi lo aveva fatta ammalare
Ripresosi dell'atto con mia sorella di nuovo arrapato, Marco cominciò ad inculare me.
Mentre quello stronzo si soddisfaceva nel mio culo, sentii Marianna che cominciava a vomitare dicendo di stare malissimo.
Marco disse che con lei l'effetto dei batteri era già iniziato e cominciava stare male prima del previsto.
Mia sorella continuava a stare male ed a vomitare, urlando di sentire dei forti dolori alla figa.
Anch'io cominciai a stare male e cominciai a vomitare sentendomi salire la ferbbre.
Marco ci disse che l'infezione a cui ci aveva sootoposti era stata più veloce del previsto.
E mentre io e Marianna continuavamo a vomitare sconvolti dalla febbre, Marco si divertiva ad incularci prima io poi lei.
Poi quando fu contento ci fece una iniezione che ci fece sentire gradualmente meglio.

Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".




scritto il
2026-08-18
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