La vacanza a Venezia, il primo mattino ed il tormento di Tommaso
di
Maktero
genere
incesti
Arrivato il mattino lo splendido sole d'estate invadeva le stanze della casa, ed una debole fresca brezza mattutina carica degli aromi della laguna invadeva la stanza dove dormivano Alessia la sua amica e suo figlio.
Le donne destate da quella splendida luce e dai magici effluvi di Venezia si destarono rilassate, contente di se.
Si stirano ammirando i loro splendidi corpi nudi.
Poi dopo essere uscite dagli ultimi fumosi postumi del sonno si accorgono di avere fame.
Alessia per prima si prodiga per svegliare suo figlio, dicianovenne, che dorme per terra a fianco del letto.
Lo prende a calci finchè il ragazzo non si sveglia; e poi prpotentemente gli ordina di andare in cucina a prepare caffè e brioshe per loro.
Il ragazzo intimorito dall'autorità della madre, seppur ancora assonatto, si alza di scatto e corre in cucina dove comincia ad armeggiare per preparare una degna colazione per le sue padrone.
Le donne mentre aspettano la loro colazione cominciano a chiacchierare tra loro ed a programmare la giornata.
Viene programmato il solito giro turistico, in piazza San Marco, il Ponte dei Sospiri, e perchè nò un bel giro in gondola per i rii.
Nel frattempo arriva Tommaso tutto nudo con un vassoio in mano recante cafè, tè, e briosche.
Le donne apprezzono con squillii e risolini l'arrivo del vassoio e la vista del cazzo arrapato del ragazzo.
Mentre vengono servite non si dimenticano di giocare con Tommaso deridendolo, mortificandolo per la sua scarsa estensione del suo cazzo eretto.
Mentre sorbiscono le calde bevande ed assaggiano i dolci, obbligano il ragazzo a mettersi in ginocchio davanti a loro, come un pagliacetto, esponondo appieno il suo cazzo e facendoglio masturbare per vedere quanto si poteva ingrandire.
Tra un sorso ed un boccone le donne si divertivano enormemente a denigrare la scarsità del pene del giovane.
Lui mortificato dalle insinuazioni godeva di quelle offese, e continuava a masturbarsi oscenamente davanti a loro, continuando a provocare i loro lazzi e le loro risa.
Poi quando le ragazze sentirono la necessità di andare in bagno si alzarono dal letto e si recarono nel locale trascinandosi dietro il povero Tommaso.
Ed ipocraticamente, e crudelmente gli dissero che si sentivano in colpa per avere escluso Tommaso dalla colazione.
Volevano rimediare ed oscenamente riempirono un ampio contenitore con la loro urina, ndicando a Tommaso che sarebbe stata la sua colazione.
Il giovane oramai abituato a quel tipo di pratica cominciò a bere quell'osceno liquido, impossibbilato a distingure il gusto dell'urina di sua madre da quello di Cecilia; gustò comunque quel liquido caldo che riempiva il suo stomaco vuoto e che gli dava giovamento.
Poi le ragaze gagarono per terra costringendo il ragazzo a raccogliere gli stronzi con le mani ed a gettargli nel cesso
Mentre Tommaso era costretto ad eseguire un compito così umiliante, di spazzino della merda, le donne andarono a farsi la doccia.
Ne uscirono pulite rinfrescate, e mentre si asciugavano constatavano in modo umiliante che Tommaso era sporco e puzzava.
Ma non gli permisero di lavarsi; doveva rimanere in quello sto di spazzatura umana.
Rientrarono in salotto Tommaso venne lasciato nudo al centro della stanza mentre le donne si vestivano nella camera da letto.
Uscite vestite di tutto punto, guardarono con pietà il ragazzo, in ginocchio,nudo, sudato e sporco.
Alessia vedendo quello spettacolo delle sue perverse intenzioni ordinò al figlio di aprire la bocca per poi sputarli dentro.
Poi invitò Cecilia a fare altrettanto.
Tommaso si sentì così profondamente umiliato da quellìatto di sua madre da eccittarsi.
La cosa non sfuggì alle donne che cominciarono a prenderlo a calci nei coglioni tanto per divertirsi.
Poi le donne dissero che sarebbero andate a fare turismo per tutta la giornata, e constrinsero il giovane a guardare film porno di froci su internet per tutto il tempo.
Gli misero davanti un computer su cui poteva trovare i filmati che gli erano stati ordinati.
Gli lasciaro accanto dei preservativi da riempire con il suo sperma; ordinandoli di riempirli tutti.
Poi uscirono di casa per fare la loro escursione turistica.
Tommaso ubbedendo agli ordini della madre cominciò a visionare i film di froci.
Indossò i preservativi che gli erano stati lasciati e si abbandonò alle immagini dei tanti froci che spompinavano che lo prendevano nel culo; che venivano seviziati da sadici o che porci come lui ingoiavano il piscio dei loro padroni.
Le ore che passavano mentre lui guardava quele oscenità, oltre a farlo godere fino a riempire diversi preservativi gli influirono sempre di più sulla sua mente amplificando i suo desideri omossesuali.
Quando a tarda serata Alessia e Cecilia ritornarono stanche ed esauste dalla giornata di turismo si gettarono sul divano e togliendosi i sandali obbligarono Tommaso a rinfrescare i loro piedi con la lingua.
Quando le ragazze si furono riprese chiesero bevande fresche che Tommaso corse ad andare a prendere nel frigorifero.
Poi dopo essersi rinfrescate con le bibite freschissime, si accorsero di aver bisogno del bagno.
E si precipitaro nel locale per svuotare le loro vesciche nel solito ampio contenitore, che venne portato a Tommaso che era rimasto in ginocchio ai piedi del divano in attesa di quel omaggio.
Il giovane venne obbligato a bere tutto il caldo, aspro, salato, liquido giallo che aveva fermentato nelle vesciche delle donne.
Mentre il ragazzo sorseggiava quel ben di Dio le donne, rilassate, cominciarono a commentare la loro giornata di turismo, le splendide straordinarie bellezze di Venezia che avevano ammirato.
Le emozioni che avevano provato; Tommaso si sentiva mortificato per essere stato privato di tanta belleza e per essere stato squallidamente costretto a masturbarsi per tutto il giorno con film di froci.
Le donne si accorsero delle stato d'animo di Tommaso e cominciaro a canzonarlo.
Gli promisero che lo avrebbero fatto uscire per vedere le bellezze di Venezia; magari facendolo girare tutto nudo; lui si chiedeva come era possibile.
Ma le donne gli assicurarono che era possibile farlo sfilare in certi siti di Venezia tutto nudo; inoltre avevano saputo di certi luoghi; bar, pub, circoli frequentati da froci in cui lo avrebbero abbandonato per farlo divertire.
Tommaso era frastornato da tante notizie ed esausto per la giornata di masturbazione e finì per addormenarsi scivolando a terra.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
Le donne destate da quella splendida luce e dai magici effluvi di Venezia si destarono rilassate, contente di se.
Si stirano ammirando i loro splendidi corpi nudi.
Poi dopo essere uscite dagli ultimi fumosi postumi del sonno si accorgono di avere fame.
Alessia per prima si prodiga per svegliare suo figlio, dicianovenne, che dorme per terra a fianco del letto.
Lo prende a calci finchè il ragazzo non si sveglia; e poi prpotentemente gli ordina di andare in cucina a prepare caffè e brioshe per loro.
Il ragazzo intimorito dall'autorità della madre, seppur ancora assonatto, si alza di scatto e corre in cucina dove comincia ad armeggiare per preparare una degna colazione per le sue padrone.
Le donne mentre aspettano la loro colazione cominciano a chiacchierare tra loro ed a programmare la giornata.
Viene programmato il solito giro turistico, in piazza San Marco, il Ponte dei Sospiri, e perchè nò un bel giro in gondola per i rii.
Nel frattempo arriva Tommaso tutto nudo con un vassoio in mano recante cafè, tè, e briosche.
Le donne apprezzono con squillii e risolini l'arrivo del vassoio e la vista del cazzo arrapato del ragazzo.
Mentre vengono servite non si dimenticano di giocare con Tommaso deridendolo, mortificandolo per la sua scarsa estensione del suo cazzo eretto.
Mentre sorbiscono le calde bevande ed assaggiano i dolci, obbligano il ragazzo a mettersi in ginocchio davanti a loro, come un pagliacetto, esponondo appieno il suo cazzo e facendoglio masturbare per vedere quanto si poteva ingrandire.
Tra un sorso ed un boccone le donne si divertivano enormemente a denigrare la scarsità del pene del giovane.
Lui mortificato dalle insinuazioni godeva di quelle offese, e continuava a masturbarsi oscenamente davanti a loro, continuando a provocare i loro lazzi e le loro risa.
Poi quando le ragazze sentirono la necessità di andare in bagno si alzarono dal letto e si recarono nel locale trascinandosi dietro il povero Tommaso.
Ed ipocraticamente, e crudelmente gli dissero che si sentivano in colpa per avere escluso Tommaso dalla colazione.
Volevano rimediare ed oscenamente riempirono un ampio contenitore con la loro urina, ndicando a Tommaso che sarebbe stata la sua colazione.
Il giovane oramai abituato a quel tipo di pratica cominciò a bere quell'osceno liquido, impossibbilato a distingure il gusto dell'urina di sua madre da quello di Cecilia; gustò comunque quel liquido caldo che riempiva il suo stomaco vuoto e che gli dava giovamento.
Poi le ragaze gagarono per terra costringendo il ragazzo a raccogliere gli stronzi con le mani ed a gettargli nel cesso
Mentre Tommaso era costretto ad eseguire un compito così umiliante, di spazzino della merda, le donne andarono a farsi la doccia.
Ne uscirono pulite rinfrescate, e mentre si asciugavano constatavano in modo umiliante che Tommaso era sporco e puzzava.
Ma non gli permisero di lavarsi; doveva rimanere in quello sto di spazzatura umana.
Rientrarono in salotto Tommaso venne lasciato nudo al centro della stanza mentre le donne si vestivano nella camera da letto.
Uscite vestite di tutto punto, guardarono con pietà il ragazzo, in ginocchio,nudo, sudato e sporco.
Alessia vedendo quello spettacolo delle sue perverse intenzioni ordinò al figlio di aprire la bocca per poi sputarli dentro.
Poi invitò Cecilia a fare altrettanto.
Tommaso si sentì così profondamente umiliato da quellìatto di sua madre da eccittarsi.
La cosa non sfuggì alle donne che cominciarono a prenderlo a calci nei coglioni tanto per divertirsi.
Poi le donne dissero che sarebbero andate a fare turismo per tutta la giornata, e constrinsero il giovane a guardare film porno di froci su internet per tutto il tempo.
Gli misero davanti un computer su cui poteva trovare i filmati che gli erano stati ordinati.
Gli lasciaro accanto dei preservativi da riempire con il suo sperma; ordinandoli di riempirli tutti.
Poi uscirono di casa per fare la loro escursione turistica.
Tommaso ubbedendo agli ordini della madre cominciò a visionare i film di froci.
Indossò i preservativi che gli erano stati lasciati e si abbandonò alle immagini dei tanti froci che spompinavano che lo prendevano nel culo; che venivano seviziati da sadici o che porci come lui ingoiavano il piscio dei loro padroni.
Le ore che passavano mentre lui guardava quele oscenità, oltre a farlo godere fino a riempire diversi preservativi gli influirono sempre di più sulla sua mente amplificando i suo desideri omossesuali.
Quando a tarda serata Alessia e Cecilia ritornarono stanche ed esauste dalla giornata di turismo si gettarono sul divano e togliendosi i sandali obbligarono Tommaso a rinfrescare i loro piedi con la lingua.
Quando le ragazze si furono riprese chiesero bevande fresche che Tommaso corse ad andare a prendere nel frigorifero.
Poi dopo essersi rinfrescate con le bibite freschissime, si accorsero di aver bisogno del bagno.
E si precipitaro nel locale per svuotare le loro vesciche nel solito ampio contenitore, che venne portato a Tommaso che era rimasto in ginocchio ai piedi del divano in attesa di quel omaggio.
Il giovane venne obbligato a bere tutto il caldo, aspro, salato, liquido giallo che aveva fermentato nelle vesciche delle donne.
Mentre il ragazzo sorseggiava quel ben di Dio le donne, rilassate, cominciarono a commentare la loro giornata di turismo, le splendide straordinarie bellezze di Venezia che avevano ammirato.
Le emozioni che avevano provato; Tommaso si sentiva mortificato per essere stato privato di tanta belleza e per essere stato squallidamente costretto a masturbarsi per tutto il giorno con film di froci.
Le donne si accorsero delle stato d'animo di Tommaso e cominciaro a canzonarlo.
Gli promisero che lo avrebbero fatto uscire per vedere le bellezze di Venezia; magari facendolo girare tutto nudo; lui si chiedeva come era possibile.
Ma le donne gli assicurarono che era possibile farlo sfilare in certi siti di Venezia tutto nudo; inoltre avevano saputo di certi luoghi; bar, pub, circoli frequentati da froci in cui lo avrebbero abbandonato per farlo divertire.
Tommaso era frastornato da tante notizie ed esausto per la giornata di masturbazione e finì per addormenarsi scivolando a terra.
Per chi volesse commentare i miei racconti la mia e-mail è "riccalupa@gmail.com".
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