Nessuno aveva immaginato potesse finir così.

di
genere
incesti

Nessuno aveva immaginato potesse finir così.
Una combinazione perfetta di eventi: mio padre, allenatore di una squadra di calcio, in trasferta; mio fratello in gita con la scuola. Io avevo passato il pomeriggio e parte della sera da Elisa, la mia ragazza: una serata da dimenticare, fatta di silenzi più lunghi dei dialoghi. Credo che fossimo entrambi ormai stanchi della nostra storia e ad entrambi mancasse il coraggio di ammetterlo. Così, dopo un invito di facciata a mangiare una pizza, cui lei aveva risposto di no, per via di una fantomatica acidità di stomaco, avevo colto la palla al balzo ed ero andato via. Dei miei amici, a quell’ora, nessuna traccia: certo, avrei potuto chiamarli e farmi dire dov’erano, ma non avevo voglia neanche di loro. Me ne tornai a casa.
Mia madre sonnecchiava sul divano, la tv accesa su un canale qualsiasi che trasmetteva un programma senza importanza.
“Non guardavo nulla, per cui puoi cambiare canale, se vuoi!” mi disse, quando sedetti in fondo al divano su cui lei era distesa: i suoi piedi quasi lambivano le mie gambe e lo avrebbero fatto, se solo avesse disteso le sue.
“No! Neanch’io ho voglia di guardare nulla. Mi romperò le palle anch’io a guardare questo.” Risposi distrattamente.
Lei sbadigliava, di tanto in tanto, ed accompagnava ogni sbadiglio dicendo che sarebbe andata a dormire, ma rimaneva lì: forse non aveva voglia di alzarsi. Ma non poteva restare raggomitolata in eterno e fu così che distese le gambe, posando i piedi sulle mie cosce. Non mi dava fastidio e la lasciai stare, ma poi, così, cominciai a massaggiare le piante dei piedi ed i polpastrelli delle dita. Lei mugolò.
“Scusami: ti dà fastidio?”
“Vuoi scherzare: è piacevolissimo!”
Continuai per un bel pezzo, poi lei mi chiese:
“Mi faresti un massaggio anche alla cervicale: ho il collo indolenzito!”
“Perché no?!?”
Cambia posto sul divano, andando a posizionarmi dal lato della sua testa. Mi sedetti in modo tale che lei potesse appoggiarsi con la schiena sul mio torace. Massaggiavo il collo e la sentivo sciogliersi, quando non so cosa mi prese ed allungai le mani sul suo seno. Lei mugolò nuovamente, reclinando il capo all’indietro. Poi, come colpita da un fulmine, si rizzò sui fianchi:
“Sarà meglio che vada a dormire!” ma di nuovo non si alzava. Anzi, tornò a reclinare il capo all’indietro, verso di me, mentre le mie mani tornavano sul suo seno, senza che lei reagisse. Anzi, cercò l mi bocca con la sua ed io fui lesto a protendere la mia lingua alla ricerca della sua. Le mie mani, ora, avevano scoperto interamente il suo seno e giocavano sui suoi capezzoli, sempre più bramose di violare quel tabù eterno che vuole sacra la madre. Sentivo che lo voleva anche lei: lo testimoniava il suo respiro, sempre più affannoso; lo tradivano i fremiti che, sempre più numerosi, scuotevano il suo corpo. Non mi fu difficile scendere dal divano, aprirle le cosce e tuffarmi a leccarle la fica. Non era una pratica che facessi spesso, ma mi sembrò la cosa più bella che potesse accadere allora, con la sua mano tra i miei capelli.
“Dai: ora tocca a me!” mi sollecitò lei ed in un attimo ci scambiammo le posizioni ed il mio cazzo scivolò tra le sue labbra. Avevo già una certa esperienza, ma quello mi sembrò il più bel pompino che avessi mai ricevuto. Ci stendemmo sul pavimento, con solo il tappeto tra noi e questo. Ci abbandonammo ad un 69 carico di voglia, con la mia mano che correva a masturbarla e lei che godeva sempre di più, fino a raggiungere l’orgasmo. Non le diedi il tempo di riprendersi e continuai a masturbarla. Il secondo orgasmo di lei arrivò contemporaneamente al mio e, con mia enorme sorpresa, lei ingoiò tutto quel che poté raccogliendo con un dito quel che era sfuggito e portandoselo alle labbra. Restammo così, nudi, accarezzandoci, fino a che il sonno non ebbe il sopravvento.
La luce del sole ci svegliò: lei si guardò intorno, poi fissò il suo sguardo su di me e scoppiò a piangere. Si alzò, raccolse il poco che indossava prima di restare nuda e scappò in bagno. Una coltre di silenzio scese tra di noi.

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2026-08-12
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