Racconti sotto l’ombrellone: Paolone il bagnino

di
genere
corna

Racconti leggeri, scritti sotto l’ombrellone, in vacanza, tanto per divertirmi, o per cazzeggio, lontani dal mio stile solito. Seduto sulla sdraio, in spiaggia vedo cose… e ci ricamo un po’ su. Non sono capolavori letterari ma racconti chiusi, brevi, sporchi, per passare qualche minuto. Se volete scrivermi, sapete come trovarmi.

Si chiamava Valentina.
Trentadue anni, due figli piccoli, marito che lavorava in città dal lunedì al venerdì.
Era una moglie fedele, timida, abituata a costumi interi e a tenersi in disparte. In spiaggia leggeva, controllava i bambini e al massimo si spalmava la crema sulla schiena da sola.
La spiaggia era sempre piena di donne.
Signore tra i trenta e i quarantacinque, sole, mentre i mariti restavano a lavorare.
Valentina se n’era accorta, ma non ci aveva mai fatto caso sul serio.
Poi arrivò Paolone.
Il bagnino.
Non era alto. Anzi, era piuttosto basso e tozzo, spalle larghe, pancia appena accennata, gambe corte e muscolose.
Ma quando camminava in costume si vedeva chiaramente il pacco. Grosso. Pesante. Quasi indecente.
I primi giorni la salutava soltanto.
Poi cominciò a fermarsi più spesso vicino al suo ombrellone.
Le chiedeva se i bambini stessero bene, se avesse bisogno di qualcosa, se l’acqua fosse troppo fredda.
Valentina rispondeva poco, arrossendo.
Era abituata a essere invisibile.
Un giovedì mattina i bambini erano con la nonna.
Valentina era sola sotto l’ombrellone.
Paolone si avvicinò con la solita calma.
«Oggi sei senza i piccoli.»
«Sì.»
Lui la guardò un secondo di troppo.
«Sai perché questa spiaggia è piena di donne di giorno, mentre i mariti sono in città?»
Valentina scosse la testa, imbarazzata.
Paolone sorrise appena.
«Perché qui c’è chi sa dare alle signore quello che a casa non trovano più.»
Lei abbassò lo sguardo.
Il cuore le batteva forte.
Non rispose. Ma non si alzò e non se ne andò.
Il giorno dopo tornò.
E quello dopo ancora.
Paolone non forzava. Parlava poco, guardava tanto.
Ogni volta che lei si alzava per entrare in acqua, i suoi occhi le scendevano sul corpo.
Valentina cominciò a sentire un calore strano tra le gambe.
Una cosa che con il marito non provava da tempo.
Il martedì successivo i bambini erano di nuovo con la nonna.
Valentina aveva indossato un bikini che di solito non metteva: più scollato, più alto sulle cosce.
Paolone se ne accorse subito.
«Oggi sei diversa.»
Lei non rispose.
Lui si chinò leggermente.
«Dietro la torre dei bagnini c’è un ripostiglio. Se vuoi capire perché tutte queste signore vengono qui… ti aspetto tra dieci minuti.»
Valentina restò ferma.
Il sangue le martellava nelle tempie.
Sapeva che era sbagliato.
Sapeva che era tradimento.
Ma le gambe si mossero da sole.
Il ripostiglio odorava di sale, di plastica e di crema solare.
Paolone chiuse la porta.
Non disse niente. Le mise una mano sulla nuca e la baciò.
Un bacio lento, carnale, mentre l’altra mano le scendeva sul culo e lo stringeva forte.
Valentina tremava.
Quando lui le calò il costume, lei non lo fermò.
Quando le mise le dita tra le gambe, la trovò già bagnata.
«Guarda un po’…», mormorò lui. «La mogliettina fedele è già pronta.»
Si calò i pantaloncini.
Il cazzo che le apparve davanti era fuori misura.
Grosso, spesso, venoso, la testa larga e già lucida.
Valentina spalancò gli occhi.
Non aveva mai visto niente del genere.
Il marito era nella media. Questo sembrava non entrare.
Paolone non le diede tempo di spaventarsi.
La girò, la fece mettere a mani sul tavolo degli attrezzi e le aprì le chiappe.
La testa le sfregò contro la figa bagnata.
Poi spinse.
Valentina emise un suono strozzato.
Il cazzo entrava piano, ma sembrava non finire più.
La sentiva allargarsi, bruciare, riempirsi in un modo che non conosceva.
Quando fu tutto dentro restò ferma, respirando a scatti.
«Adesso hai capito?», le disse Paolone all’orecchio, iniziando a muoversi.
«Perché le signore vengono qui mentre i mariti sono a lavoro.»
Cominciò a scoparla sul serio.
Spinte profonde, lente all’inizio, poi sempre più forti.
Il suono umido della carne riempiva il ripostiglio.
Le tette di Valentina ballavano a ogni botta.
Lei teneva gli occhi chiusi e stringeva i denti, ma i gemiti le uscivano lo stesso.
«Più forte…», sussurrò a un certo punto, sorprendendo sé stessa.
Paolone rise basso e accelerò.
La prendeva fino in fondo, le mani enormi che le tenavano i fianchi, il cazzo che sembrava arrivarle allo stomaco.
Valentina venne una prima volta tremando.
Poi una seconda, più forte, mentre lui le diceva all’orecchio:
«Mogliettina fedele… guarda come ti stai facendo sfondare dal bagnino.»
Quando Paolone stava per venire la girò, la fece mettere in ginocchio e le sparò in faccia e sulla lingua.
Valentina accettò tutto.
Lo sperma le colava sul mento e sul seno.
Restò in ginocchio qualche secondo, respirando forte, il sapore salato in bocca.
Poi alzò lo sguardo.
«Ancora», disse solo.
Paolone la guardò.
Il cazzo era ancora semi-duro.
La rialzò, la mise a gambe divaricate contro il muro e se la prese di nuovo.
Questa volta più lento, più profondo, facendole sentire ogni centimetro.
Valentina piangeva di piacere e di vergogna insieme.
Veniva di continuo.
Il corpo le rispondeva in un modo che non credeva possibile.
Quando uscirono, lei aveva le gambe molli e il costume sistemato alla meglio.
Tornò sotto l’ombrellone camminando in modo strano.
Le altre donne la guardarono.
Qualcuna sorrise appena, come se avesse capito.
Da quel giorno Valentina tornò sempre.
Anche quando c’erano i bambini, trovava dieci minuti.
Anche quando il marito telefonava, rispondeva con voce normale mentre aveva ancora il cazzo di Paolone dentro.
Aveva capito.
Aveva capito perché quella spiaggia era piena di signore sole.
E aveva capito che la mogliettina fedele e timida non esisteva più.
Adesso voleva solo essere riempita.
Di nuovo.
E ancora.
E ancora.
scritto il
2026-08-07
1 3 4
visite
2
voti
valutazione
3.5
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Il suo primo Topless

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.