Kamila [No hay pecados si hay permiso]

di
genere
scambio di coppia

Cenato. Quasi quasi mi butto sulla mia serie preferita del momento. O usciamo? Non ne ho tanta voglia.

"ho un invito per una festa" mi dice lei.

"che festa? che tipo di festa?" conoscendola, meglio specificare penso.

"*quel* tipo di festa..." mi risponde.

"uhm.. non so se mi va.. impegnativa?"

"no, chi se ne importa... andiamo a vedere, beviamo, facciamo socialitè e se non ci va ce ne andiamo"

"però tocca mettersi una cosetta carina... " dico. E non mi va per niente di acchittarmi. Sto bene in pantaloncini e tshirt. Sono pigra questi giorni. Me ne sto a casa, lavoro l'indispensabile perlopiù perdo tempo in chat. Sarà il caldo.

Mi stiro.

"mi devo vestire da troia?"

"il giusto... "fa lei e scoppia a ridere

E sia.

Andiamo a vedere questa festa.

"è lontano? " (ultima speranza di lasciar perdere)

"no, macchè... possiamo anche andare a piedi, ma meglio prendere un taxi..."

(speranza fallita)

Ok.

Vado in bagno. Spazzolo e lego i capelli. Lavo i denti. Un filo ma proprio un filo di trucco?
C'è sempre un processo mentale quando ti trucchi. Cosa vuoi ottenere? Vuoi sedurre? Vuoi passare inosservata?
Per me è qualcosa di finalizzato. Io non ho "un aspetto". Lo costruisco a seconda delle circostanze.
Decido che voglio stare in disparte. Poco di tutto. Ma alla fine non resisto e uso un ombretto smeraldo su un occhio e cobalto sull'altro.

Però lo sfumo molto e quasi non si vede la differenza.

Chemisiere di cotone leggerissimo, blu, una lunga fila di bottoni e una cintura. Sandali e borsa che si abbinano. Nuda sotto. Fa caldo.

Andare vestita come una contadina a una festa di scambisti? Fatto!

Ali è una dark queen invece. Pelle e metallo a profusione. Coda tiratissima che le alza gli occhi in una gesture crudele e il rossetto rosso sangue non fa che accentuare,

Mi guarda e si mette a ridere.

"non siamo molto abbinate...ma sei bellissima..."

"anche tu..." le dico.

Il taxi arriva. Scendiamo. E quasi subito arriviamo. Si, ci si poteva andare a piedi, ma non era il caso a quest'ora. La mancia al tassista è d'obbligo. Ci guarda con intenzione, perplesso. Nei suoi occhi passa la domanda: che ci fanno la fata blu e la matrigna di biancaneve insieme?

Meglio non saperlo amico. Ciao.

E' un bell'appartamento su due livelli. Una grande terrazza attico e sotto la zona abitabile.. Sono quasi tutti su. Fa caldo ma c'è aria che viene dal mare. Le luci della città si perdono sulle colline. La prima conversazione che capto è sulla vittoria ai mondiali della Spagna.

Ali incontra delle persone, mi presenta.

"Italiana" suscita interesse. Qualcuno mi dice che non sembro italiana. Sono mezza italiana in effetti.

"hai preso il meglio da due popoli bellissimi"

Incasso il primo complimento.

Gli occhi puntati addosso di curiosità e/o apprezzamento mi piacciono. Mi trovo a mio agio. Esco in terrazza con una coppa di qualcosa e da un angolo studio la fauna.

Belle donne. Molto ben vestite. Appariscenti. Spagnole. More sensuali. Ampi spazi di pelle abbronzata in vista. Qualche striscia bianca in giro.

Maschi che si godono l'esibizione delle loro femmine. Seguendole con lo sguardo.

Maschi battitori liberi che studiano la situazione.

Qualcuno non bene identificabile.

Non faccio in tempo a bere il secondo sorso che mi si avvicina un ragazzo. Bel tipo. Bel sorriso. Camicia e pantaloni larghi, bianchi. Sui 30.

"Sola?"

"no, con amica. e parlo poco spagnolo"

Scambio di nomi. Attacca una conversazione sull'italia che vorrebbe andarci e che... "cosa ti piace in queste feste?"

Ah diritto al sodo. Giusto.

"non saprei. cosa si fa in queste feste di solito?"

"beh si fa sesso...se ti va..."

"ah beh si lo immagino... non mi dispiace il sesso..." gli dico.

"vuoi farlo con me?"

E' carino. Mi piace il modo spontaneo di porsi. Ma no. Nn sono venuta qui per darla come la mimosa.

"ti ringrazio ... Ignacio ma per ora no... forse si, forse no... ma ora no..."

Ci rimane un po' male. Accidenti che autostima Ignacio... eri così sicuro?

Ma si riprende immediatamente, sorride e ripiega.

"beh possiamo sempre parlare o ... guardare..."

"Si? perchè no...cosa si può guardare?
"beh gli altri..."

"ok... andiamo allora..."

E' ben contento di farmi da chaperon. Lo so. Spera che a guardare altri che fanno sesso mi venga voglia.

E' possibile. Ma non è detto.

Incontro subito Ali che sta parlando con una coppia. Sembrano molto raffinati. Lei molto più giovane di lui. Mi basta un'occhiata per capire la situazione.

Lui vuole vedere sua moglie, o amante, dominata da Ali. La domanda è, subito o nei prossimi giorni?

"Tutto bene?" mi dice.

"si. tu? "

"Bien. Vuoi restare con me? " Tradotto: vuoi liberarti dell'accompagnatore?

"no no tranquila". So gestirmi amore mio.

Scendiamo al piano di sotto. Luci soffuse. Musica soft. Non appena gli occhi si abituano vedi che sui divani c'è movimento.

Due donne sono allacciate in un lungo bacio. Una ha il seno scoperto. L'altra glielo massaggia e scende a leccare i capezzoli.

Sono molto sensuali. Sento un movimento nei muscoli pelvici.

Ignacio ne approfitta per mettermi la mano sul fianco. Può essere un gesto di protezione, di possesso, un avvicinamento fisico.

Lo lascio fare.

Un uomo che si accarezza l'erezione che fuoriesce dalla lampo dei pantaloni mi invita a unirmi alle donne. Sarà uno dei mariti. Lo ignoro con un sorriso.

Da una stanza vengono gemiti. Una donna è in ginocchio sul tappeto e succhia il cazzo a due uomini. A turno. E' lei che geme. Fra una succhiata e l'altra. I gemiti non sono motivati dal piacere ma dalla voglia di mettersi in mostra. Non appena mi vede aumenta i risucchi e geme ancora di più.

La mano dell'accompagnatore scende sulla mia natica. Delicata ma presente. Non dico nulla quindi stringe un po'. Massaggia. Poi abbranca a mano aperta.

E' vero, guardare sesso, respirare sesso, fa venire voglia. Sono bagnata.

Ma voglio continuare a girare per la festa.

Oh. Questo mi piace.

Un ragazzo giovanissimo sta succhiando il cazzo, notevole, di un uomo. Mentre la donna, la moglie o chissà, ne accompagna i movimenti con la mano sulla nuca.

E' lei che spinge la testa del ragazzo a ingozzarsi. Mi piace lo sguardo che ha. E' chiaramente dominante. La sua eccitazione le si disegna sul viso ogni volta che lo spinge con più forza, gli provoca conati di saliva che colano in terra dopo aver lucidato il bastone rigido del gentiluomo.

Questa scena mi piace. Mi piace lei e la guardo. Lei ricambia lo sguardo e capisce. Accentua il movimento a mio beneficio. Lo sta facendo strozzare (lui non ne è dispiaciuto) anche per me. Le sorrido. E' una bionda, ha uno chignon, con un abito nero scollato e un filo di perle. Con una mano spinge la testa del ragazzo e con l'altra fuma. Che bella scena.

Il mio accompagnatore potrebbe tacere ma mi dice in un orecchio: "è gay". Questo mi infastidisce moltissimo. Primo perché ho gli occhi per guardare. Secondo perché, non ha colto nulla della sensualità della scena. Gli tolgo la mano dal culo.

Sorrido alla donna e dico "torniamo su".

Ali non la vedo. Starà seviziando i due di prima. Ma dove?

Il mio Virgilio/Ignacio è dispiaciuto. Teme che la scena mi abbia turbata. Non ha capito nulla ma non importa. Gli dico che vorrei restare sola per un po' perché devo rispondere a dei whatsapp. Non è vero ma serve per farlo allontanare.

In realtà prendo il telefono per fare scena ma c'è un messaggio di Ali. "torno fra un'ora. divertiti."

E mi bussa un altro tipo sulla spalla: "come fa una donna così a essere sola?" (o almeno mi pare di capire questo)

"ciao no non sono sola... sono con un'amica"

"ah sei italiana... " e via la solita pappardella

Nel frattempo torna l'altro che si vede portare via la preda.

I due si conoscono. Ma non abbastanza da mettersi d'accordo con gli occhi. Per cui restano guardinghi.

Dovrei scegliere io? O magari entrambi? perchè no... a loro qualsiasi cosa propongo andrà bene.

Ma non ho la minima voglia di una scopata ordinaria che poi lo so come vanno a finire le cose in queste situazioni. Se sei sola ti ritrovi i cazzi in batteria uno dopo l'altro e nemmeno capisci di chi sono.

No gracias.

Mi salva la bionda con lo chignon. Esce sul terrazzo e guarda intorno, Mi cerca.

Saluto i due senza troppi convenevoli: "scusate" e me ne vado dalla bionda.

"Monica, nice to meet you." Non so perchè passo all'inglese.

"the pleasure is mine, Camila" ! Così formale.

Ha una voce roca e gli occhi chiari. E' una predatrice.

Rispondo allo sguardo. Non sarò la tua preda, Camila.

"You are Donna Alicia's friend" mi dice. Si è informata. Prima di venirmi a cercare.

"course. she's my wife" dico. E non so perché lo dico. Mai messa in questi termini la nostra relazione. Ma devo spiazzarla. Ci riesco.

"I dunno" mormora

Passo all'italiano, approfittando del momento di sconcerto: "Vivi qui Camila?" (Intendendo la città, Barcellona)

"Si, è casa mia" (in spagnolo) e questo è un colpo basso: è la padrona di casa!

"Felicidades por tu casa, es hermosa... y tu fiesta muy buena"

"Ti diverti?"

""Mi sto guardando in giro... tutto molto bello, la gente ... Ma la cosa più bella che ho visto sei tu" e la guardo sfrontata dritto negli occhi.

E gli occhi le brillano.

Posa il bicchiere con lentezza deliberata. Fa un passo avanti, sempre guardandomi negli occhi e ora i nostri seni si sfiorano. Mi mette la mano dietro la nuca mi avvicina con delicatezza e mi bacia.

Rispondo al bacio. Lungo. Bagnato. Le nostre lingue si intrecciano e esplorano. Il suo alito sa di menta e di sigaretta. E' gradevole. Il suo profumo è amaro con un tono di cannella che appare ogni tanto e mi sembra sincrono con la sua lingua.

Si stacca.

"ahora te conozco" mi dice.

Adoro chi ha il senso della frase giusta nel momento giusto: *adesso so chi sei* , dopo il bacio, è perfetta.

E' alta quanto me. Mi intravedo a specchio sulla vetrata. Siamo simili. Lei chignon io coda. Io blu lei nera. Alte uguali.

Ho l'impulso di aprirmi il vestito e offrirmi nuda alle sue mani. Resisto a fatica. Questa donna ha potere.

Ma il respiro è accelerato e tradisce il mio desiderio di lei.

E lei lo sa.

Ci guardiamo un secondo di troppo.

"eres una mujer peligrosa" (tu sei una femmina pericolosa) mi dice.

"anche tu".

Assentisce. Seria.

"Alicia è mia amica" dice.

"Alicia è il mio amore" rispondo.

Assentisce ancora.

Mi prende per mano. "Vieni, ti faccio vedere la mia casa".


II PARTE [No hay pecados si hay permiso]


Mi ha portata a vedere casa, raccontandomi qualcosa degli oggetti, dell'arredamento, presentandomi altri ospiti. Mi ha fatto un caffè.. Non ci siamo più sfiorate, ma la tensione erotica non è mai diminuita. Sguardi e sfumature di parole, erano sempre significativi.

Poi è tornata Ali e ci ha guardate. 

"Vedo che avete fatto amicizia..." ha detto con un sorriso ironico.

Un piccolo senso di colpa, per la forza del desiderio che avevo avuto di Kamila, per quanto poi trattenuto, mi ha fatto avvicinare a lei e baciarla.

Era anomalo che lo facessi e lei ovviamente ha capito che c'era stato qualcosa, ma non sapeva cosa.

Kamila ha colto il suo sguardo e ha subito smorzato i toni: "se non fosse il tuo amore avrei fatto di tutto per lei, complimenti, siete una coppia bellissima".

Ha versato un drink di una bevanda blu, credo Curacao, in mio onore, ha detto (avevo vestito e trucco su quei toni) e abbiamo brindato a noi.

Tornando a casa, Ali mi chiede: "ti piace Kamila? si vede che tu a lei piaci molto"

E io: "si, molto. Ci siamo baciate" (non vedevo l'ora di dirglielo)

"Come mai?"

"così... è stato un gioco di sguardi... e poi come un suggello.. non ci siamo date la mano, ci siamo baciate e lei ha detto: ora so chi sei. E io ho capito cosa volesse dire. E' stato... come dire... un misurarsi."

"Si capisco " risponde Ali. Poi resta un po' pensierosa... "forse sono gelosa" dice.

Non minimizzo. Non sarebbe onesto. Kamila mi ha dato una scossa forte. Solo pensarla mi manda in fuori giri.

Ma dico: " è solo sesso".

Poi aggiungo: "che tipa è? parlami di lei."

"da quello che so è tedesca, forse Lipsia, vive qui da un po', è molto apprezzata, seria, professionale. Bisessuale, aveva un marito ma non ne sento parlare da un po'. Ci interagisco spesso nella chat del gruppo telegram dove ci scambiamo informazioni e allerte. Tiene uno spettacolo al XXXXX una volta al mese o anche più spesso, poi a Madrid e a Valencia. Non so altro."


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"No sins as long as there's permission'
And deception is the only felony
So never fuck nobody with'out tellin' me"

"Nessun peccato finché c'è il permesso e il tradimento è l'unico crimine, quindi, non scopare mai nessuno senza dirmelo" (No Church In The Wild - K. West & Jay-Z  2011)

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Le parole di questo pezzo, ci siamo dette una volta, troppo lunghe da tatuarsi sulla pelle, sono tatuate nella testa. 

Per noi è importante. Qualunque cosa vogliamo fare, la facciamo, se l'altra è d'accordo.




"Mi piace. Molto. " dico " in un altro momento non ci avrei pensato nemmeno un attimo... pero si es un problema, no hay problema"




"non lo so. fammici pensare." risponde e guarda fuori dal finestrino.


Poi a casa, appena entrate... mi apre il vestito, mi schiaccia addosso al muro, mi mette due dita nella fica "senti come sei bagnata, ancora.... puta" e un bacio feroce, che mi morde le labbra, mi succhia, le mani che mi spogliano e mi stringono la carne.

Mi possiede. Si, è il concetto adatto. Sono sua. E io lo voglio.



Ma Kamila è comunque un pensiero. Il giorno dopo. Non posso negare che ci penso. 

E quando Ali mi manda un messaggio: "Kamila ci ha invitate a cena per la prossima settimana" mi elettrizza.




Ne parliamo.

E' una buona mossa invitarci entrambe. Vuole conoscermi meglio. Anche io lo voglio. Ma la presenza di Ali è il modo giusto di fare le cose.

Quale che sia la scelta, sarà condivisa.




Oggi è il giorno.

"ma saremo solo noi tre?" chiedo.

"no credo che ci saranno anche i suoi "servitori" " mi risponde Ali.




Che strana situazione. Eccitante. Non sono "servitori" veri, sono dei "sottomessi" che saranno utlizzati come camerieri... ma solo per quello? Sono curiosa di essere lì.




Ancora non mi vesto in modo provocante. Trucco leggero, capelli raccolti in una treccia e poi in uno chignon, abito lungo nero con spalline e fili di volant tagliati di sbieco e linee di paillettes. Scarpa con carroarmato nera e borchiata, sopra la caviglia, da squatter. Mi piacciono i forti contrasti. Avevo pensato a un plug, con la codina. Ma no. Scomodo. Desisto.

"ma non hai caldo con quelle scarpe?" mi dice Ali che invece stavolta è con un rosso Valentino che fa risplendere i suoi bellissimi capelli corvini.

" e tu non stai scomoda con quei tacchi?" (12 come minimo)

Ridiamo. Ci guardiamo allo specchio dell'ingresso insieme. Rouge et noire. "Faites vos jeux, les jeux sont faits, rien ne va plus"




Usciamo quando arriva il taxi. Per fortuna non è lo stesso dell'altra volta.


Questo è preso dagli affari suoi e a malapena ringrazia quando gli diamo una mancia più alta del prezzo della corsa.

Suoniamo al citofono e una voce di maschio (ma non troppo): "quién es?" 

Ascensore. Ci attende sulla porta il ragazzo dell'altra volta. 

Oddio, vestito da... paggio? da efebo? schiavo?

sandali e gonnellino, canottiera di raso verde, capelli biondi cotonati e occhi truccati... 

e dentro una ragazza vestita nello stesso modo... capelli lunghi, mora...

entrambi sembrano usciti da un quadro, ma non mi sovviene dove e come lo abbia visto.

Mi ricordo che Kamila fa degli spettacoli. Certo sono abiti di scena.

Kamila ci attende nel salone, sta versando qualcosa in delle coppe. E' splendida inguainata un vestito nero che aderisce al suo corpo come una pelle, chiuso con una lampo sul davanti. Solo dei fili di perline finissime che dall'inguine salgono come un fiore aprendosi verso il seno, geometrizzano le linee sinuose delle sue curve. E' alta diversi centimetri più di me, che sono 178. Ha un seno opulento, evidentemente naturale e cosce potenti. Se dovessi immaginare una walchiria, le darei il suo corpo e il suo volto.

Ci abbraccia e bacia calorosamente mentre la ragazza prende le coppe su un vassoio e le mette su un tavolino di legno intarsiato davanti al divano e le poltrone. 

"MI fa davvero piacere avervi qui...prosit" dice Kamila. Brindiamo. E' una specie di spritz fruttato. Buono.

"Fredrik e Annika... sono i miei ragazzi, per qualunque vostra necessità sono a disposizione"

dice indicando i due che sono in piedi vicino alla porta del salone.

Si vede che non sono camerieri, ma fanno del loro meglio. Lui è di età indefinibile, ma non più di 25 anni, è quello che ho visto succhiare il cazzo con foga, l'altra sera. Lei sembra più giovane. Sicuramente non l'ho mai vista. E' molto carina, rossa di capelli, occhi chiari, lentiggini. Un bel seno. Piccolina. Entrambi belli.

Quello che stona sono i molti tatuaggi che hanno entrambi. Cerco di decrifrarli ma non ne conosco nessuno. Non che io sia un'esperta.

La cena è squisita. Verdure gratinate con crostini e crema di fromaggio fresco, filetti di salmone affumicato al pepe verde con insalata di avocado, e poi come dolce una specie di gnocchi soffici di pasta lievitata, una specie delle nostre castagnole, serviti con una salsa alla vaniglia. Mi ha detto il nome, ma non lo ricordo. 

Io ho bevuto solo un Gewurtztraminer, ma c'era anche un rosè.

L'attenzione di Kamila nei miei confronti è costante. E' un corteggiamento con gli occhi. Un focus che non è né indiscreto nè irrispettoso nei confronti di Alicia, ma quasi complice. E' come se ogni volta con gli occhi le chiedesse sorridendo il permesso di servirmi, di riempirmi il bicchiere, di spiegarmi delle cose della cucina e della casa, o della sua vita, raccontando aneddoti e storie.

Una padrona di casa deliziosa. Una educazione che non può essere acquisita, ma è di famiglia.

Scopro così che in effetti Kamila è di famiglia nobile. Una Von seguito da qualcosa di impegnativo. Ne ha tutta l'aria. E' affascinante.

Mi sovvengono, nei flussi del Gewutrztraminer, racconti erotici di viscontesse che hanno popolato la mia adolescenza. 

Si, questa donna ha potere, classe, bellezza, fascino. Alicia mi guarda e sorride. 

Capisco che è a suo agio. Non sta soffrendo la corte di attenzioni e premure che Kamila riversa verso di me. Grazie al fatto che in qualche modo riesca a farlo sembrare un omaggio a entrambe.

Mi rendo conto improvvisamente che è come se stesse coccolando il cane sotto gli occhi del padrone. Non mi offende, ma una punta di rivalsa sento che mi nasce dentro. 

Ma certo... sono due professioniste. Parlano la loro lingua che io a malapena intuisco. Ma io sono un cane che morde bella Kamila. Te ne accorgerai. E vedo che Ali ha capito il gioco e aspettava che lo capissi io.

Fredrick e Annika non sono tedeschi come pensavo. Sono spagnoli. Un nom de plume... dii battaglia. Hanno servito in tavola, con grazia. Ora preparano un caffè alla turca su uno splendido fornelletto a spirito. Li osservo mentre sono impegnati nella laboriosa operazione di bollitura.  Poi lo versano in delle tazze di porcellana finissima e lo portano in balcone. Aspettiamo che si depositi e si raffreddi un poco. 

E' buonissmo, con un sentore di cannella che mi ricorda il profumo della padrona di casa. Mi complimento per la qualità del caffè e la preparazione. La ragazza è raggiante per lo sguardo gratificante che Kamila le rivolge.

Fredrick intanto prepara un narghilè di vetro smerigliato azzurro, un oggetto molto bello.

Prepara la miscela di tabacco e altro, non so se aromi o qualche "correttivo". 

Kamila sta illustrando le qualità di Annika a Alicia. Le accarezza il viso, la fa voltare, mettendo in risalto la linea dei glutei. Alicia sorride e sembra apprezzare.

"Tu dai una cosa a me e io do una cosa a te, ja?" non lo dice ma la mimica è evidente... 

Gira il narghilè. Prima chiedo cosa ci ha messo dentro. Un po' di hashish, si. 

Fumo pochissimo, quasi non aspiro. Ho smesso da anni e conosco bene che scherzi può fare il fumo freddo della shisha.

Dopo di noi fumano anche i due ragazzi. 

La strategia di Kamila è chiara. RIpagare Ali con i due ragazzi, o a scelta, e servirsi di me.

Ali la rovescia con una colpo da maestra.

"Perchè non li fai giocare insieme?"

Propone a Kami che Friedrick e Annika facciano uno spettacolo a nostro piacere.

Lei accetta senza perdere un briciolo di aplomb. Sembra entusiasta. Sussurra qualcosa alla ragazza e lei va verso il ragazzo, si inginocchiano sul tappeto davanti a noi e iniziano a carezzarsi e baciarsi. 

Lo spettacolo è eccitante. Capisco dagli occhi lucidi di Ali che lei ha tirato molto più di me dal narghilè. Mi prende la mano. E' rassicurante.

La ragazza fa uscire il pene del ragazzo che diventa subito duro. Lo fa alzare in piedi davanti a lei in ginocchio e inizia a succhiarlo. Sono entrambi fumati. Si vede da come sono presi da quello che fanno con una morbidezza dei movimenti rallentata e sognante.

Il suo pompino è lento, profondo, salivoso. 

Mi sto eccitando. 

Anche Ali mi stringe la mano e vedo che contrae i muscoli delle cosce.  Di poco, ma abbastanza da farmi capire che è eccitata.

Kami si alza e va da loro. Passa le unghie sulla schiena del ragazzo. Accarezza la testa di Annika. Poi ci fa cenno, generico, rivolto a entrambe, se vogliamo unirci.

Io mi alzo ma invece che verso i ragazzi vado da lei. La prendo e la bacio. Come ha fatto lei la volta precedente. Le prendo i capelli sulla nuca nella mia mano e la spingo contro la mia bocca. Risponde al bacio senza scomporsi. Apro la lampo del vestito e mi impadronisco dei suoi seni, pesanti, morbidi. 

Sono io che scopo te, Kami, penso. Ma non dico nulla.

Con la coda dell'occhio guardo Ali. Sorride. Gioca con un capezzolo attraverso il vestito.

Guardami Ali, guardami amore mio. 

Le faccio scendere il vestito, solo un minuscolo tanga nero resta su. E io sono ancora vestita. 

Sei sorpresa Kami? Volevo scoparmi? Eccomi. 

La tocco come un maschio. La smanaccio fra le natiche. La mordo.

Vedo dei lampi nei suoi occhi, ma ci sta, ha capito il gioco e... perchè no?

Inizio a togliermi il vestito. E' facile farlo scivolare giù Meno facile è togliere le scarpe. Le lascio.

Sono nuda con delle scarpe da militare ai piedi. 

Kami intanto indirizza i ragazzi verso Ali. Iniziano a massaggiarla, a baciarla ovunque, toccarla carezzarla. Lei si lascia toccare, spogliare. Mentre continua a guardarmi. 

Questo feeling continuo fra noi mi dà un'energia incredibile. Mi sento teleguidata.

Mi vedo con gli occhi della mente. Nuda con gli anfibi (sia pure di Balenciaga da 1500 euro) aprire le gambe e spingerla giù. Lo faccio.

Kami si inginocchia e mi si attacca alla fica come se fosse un motivo di vita o di morte. Succhia rumorosamente, mi fa piegare quasi.

Guardo Ali... sempre seduta sul dibano, ha le gambe aperte e Annika la sta leccando mentre viene penetrata dal ragazzo.

E' così eccitante! Mente Kami me la sta devastando con la sua lingua. 

Oddio ho voglia di lei. Ho voglia di sentirla nella mia bocca. 

La spingo giù le salgo sopra e ci avvinghiamo in un 69 furioso. La sua fica è bagnatissima, è dolce come il miele.

Mi volto e la bacio. I nostri sapori si mischiano nella saliva. 

"parlami tedesco" le dico. (sono giorni che sto in fissa... troppi porno GGG in passato)

Lo fa, non capisco niente, probabilmente mi insulta, ma mi piace. Rispondo vari insulti in varie lingue. Mi strofino sulla sua coscia come un cane e vengo mentre ci baciamo. 

Mi rovescia e mi sale sopra e mi scopa il viso con la sua fica. Viene anche lei. 

Vado dalla mia Ali, ci baciamo. "No hay pecados si hay permiso" le dico. 

Ho voglia ancora. Mi faccio scopare dal ragazzo. 

Anche Ali e Kami si baciano, entrambe troppo comprese nel proprio ruolo "dominante" per lasciarsi andare. Vorrei prenderle entrambe e metterle a 69, ma mi sto godendo il su e giù che mi mancava da un po'.

Lo rovescio, gli salgo sopra e lo cavalco. E così vengo subito.

Abbiamo continuato a giocare per un po'. Con meno frenesia. Pomicio a lungo Ali. Siamo un "noi" io e lei.
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2026-09-21
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