Daniela

di
genere
trio

Daniela l’avevo conosciuta sulla chat di libero. Una bella donna, alta con una massa riccia di capelli corvini, gli occhi marroni e un sorriso solare. Carattere allegro e piacevolmente spiritoso; ci eravamo frequentati per un pò ed eravamo andati a letto più di una volta. Lei di Piacenza, separata da anni, agente immobiliare con la possibilità di gestire il suo lavoro e soprattutto il suo tempo.
Fisicamente mi piaceva molto, aveva un bel corpo con un seno notevole, gambe lunghe e ben tornite, e per me molto sensuale. Scopare con lei era sempre molto piacevole, appagante perché non aveva molti limiti (niente sadomaso) e non mancava di fantasia.
Dopo le prime volte nelle quali ci eravamo incontrati al motel di Castel San Giovanni, e dopo che avevamo iniziato a conoscerci, iniziò a invitarmi a casa sua per fare sesso. Soluzione che andava bene a entrambi, e molto più comoda per lei. Eravamo diventati scopamici, e la cosa andava bene ad entrambi, lei non voleva legami di sorta e io non volevo una relazione seria.

Dopo qualche mese di incontri nei quali avevamo sperimentato quasi tutto il possibile a letto, un pomeriggio mentre ci rilassavamo dopo una bella scopata e ci raccontavamo delle nostre esperienze e dei nostri “sogni erotici” il discorso cadde su possibili incontri a tre. Il mio sogno sarebbe stato farlo con due donne (credo il sogno di molti uomini), lei mi disse che si, con una donna avrebbe potuto provare, ma che il suo “sogno” sarebbe stato farlo con due uomini. Un po deluso devo ammetterlo, perché a lei tutto sommato tenevo e non avevo mai pensato di poterla condividere con un altro uomo, però disponibile a esaudire un suo desiderio, le dissi che se avessimo trovato uno che andava bene avremmo potuto farlo.
- Puoi trovare un amico - mi disse - Uno di cui ti puoi fidare? -
- Beh non sarà facile, ma uno potrebbe esserci, se riesco combiniamo - risposi senza però molta convinzione.
- Dai, se lo trovi possiamo provare - lei convinta ormai della possibilità di realizzare il suo “desiderio erotico”.

Così mi misi a pensare chi potesse essere la persona giusta, soprattutto di chi ci si potesse fidare.
La persona giusta era Paolo, un collega, da poco separato dalla moglie, una persona fisicamente gradevole e sicuramente affidabile sotto ogni profilo, con cui era capitato di scambiare qualche confidenza, e supponendo che fosse disponibile a fare una simile esperienza durante una pausa pranzo in mensa gli lancio l’idea.
- Sai Paolo, avrei una amica che vorrebbe provare una cosa a tre, non è che ti potrebbe interessare?-
- Non l’ho mai fatto, però è una esperienza che non mi dispiacerebbe provare, ma come si può organizzare?- dice
- Per quello ci penso io, ovviamente prima ci incontriamo con la mia amica, e se le vai andiamo da lei. Se non gli vai, ma non penso, sarà un caffè e quattro chiacchiere -
- Certo, ovviamente sarà lei a decidere, ne sono consapevole -
- Tu in ogni caso portati i preservativi :-) che magari porta bene! -
Cosi alla prima occasione chiamo Daniela, le racconto che ho trovato chi potrebbe andare bene e organizziamo di incontrarci un primo pomeriggio in un bar a Piacenza, così lo conosce e se le piace andiamo.

Arrivando da Cremona, dove entrambi lavoravamo, all’ingresso di Piacenza c’è un bel localino il Bar Prima Porta, si parcheggia e si entra passando sotto un arco. Daniela ci aspetta già li, entriamo e la vedo seduta a un tavolino appartato. Indossa una gonna nera plissettata, corta leggermente sopra il ginocchio, e una maglietta bianca abbastanza aderente de mettere in mostra il suo seno generoso. Calze nere trasparenti la fanno sexy.
Le presento il mio amico e ordiniamo i caffè, non servono molte chiacchiere e convenevoli, tutti e tre sappiamo per cosa siamo lì. Cosi dopo qualche minuto quando l’atmosfera si è distesa le chiedo
- Allora, cosa dici, ti piace Paolo? Che ne pensi -
Lei sorride e mi risponde - E’ un bell’uomo, se anche lui è d’accordo...perchè no, possiamo andare-

Sono più che sicuro che Paolo sia d’accordo così dico a Daniela
- Ok allora direi che possiamo andare, fai strada con la tua macchina che ti seguiamo-
- Va bene, andiamo-

La strada è breve, alcuni incroci e in pochi minuti arriviamo davanti al palazzo dove abita, entriamo nell’androne e prendiamo l’ascensore, lei abita all’ultimo piano, il quarto.
- Cercate di non far rumore quando usciamo dall’ascensore, che i dirimpettai sono curiosi -
- Tranquilla, non fiateremo -
Appena entriamo nel suo appartamento, prima ancora che possa richiudere la porta dietro le spalle la abbraccio, la bacio sulla bocca e le sussurro all’orecchio
- Sicura di volerlo fare? Sai che puoi decidere di no nel caso ci ripensi...però sappi che adesso mi hai fatto venire una gran voglia :-), mi sta eccitando l’idea di vederti scopare con un altro -
- Lo sapevo che ti avrebbe eccitato, e si ..ho voglia di provare con tutti e due.
Così ci avviamo in camera da letto, il letto è ordinato ma con le lenzuola già tirate indietro. Evidentemente Daniela aveva già previsto che saremmo finiti li. Ci spogliamo tutti e tre con calma.

Daniela ha un bel fisico, una quarta di seno ancora ben tonico e che sta su quasi da solo, un folto boschetto di peli tra le gambe lunghe e ben tornite, nonostante i suoi cinquantanni e due figli è ancora molto in forma e sicuramente molto sexy. Paolo ha un bel fisico, leggermente più alto di me e in forma, è ben dotato, qualche centimetro più del mio, anche se leggermente meno grosso e non circonciso. Ci mettiamo sul letto e mentre io inizio a baciare Daniela, Paolo non perde tempo e infila la testa tra le sue gambe e inizia a leccare il suo sesso.
- Mmhhh - mugola Daniela che apprezza particolarmente quando gli leccano la figa -
Cosi per qualche minuto esploriamo il suo corpo, poi mi metto in ginocchio sul letto e avvicino il mio cazzo, ormai duro, alle sue labbra. E mentre Paolo continua a leccare la sua figa lei inizia a succhiarmi, lentamente fa scorrere la lingua lungo l’asta poi risale intorno alla cappella e lo infila tutto in bocca.
Paolo si alza, infila un preservativo e si mette tra le sue cosce, Daniela apre le gambe e vedo il membro del mio amico che la prende. Bagnata come è dei suoi umori e dalla saliva il membro entra senza fatica e comincia a stantuffarla regolarmente, ad ogni affondo i seni ballonzolano seguendo il ritmo delle spinte.

Dopo qualche minuto si sfila e si mette disteso, Daniela si mette sopra di lui, con una mano prende il cazzo di Paolo e se lo indirizza contro le grandi labbra, poi lentamente scende e se lo fa entrare tutto fino alla radice e comincia a saltellare su è giù, mentre con le mani si stringe i seni. Vederla godere con dentro il cazzo di un altro mi eccita. Cosi mi metto dietro di lei
- Coricati un pò sopra Paolo - gli dico
Le inumidisco l’ano con un pò di saliva e poi tenendo la verga con una mano la appoggio al suo buchino, con una spinta decisa lo affondo tutto. Prenderlo dietro è una pratica che a Daniela non dispiace anzi, spesso raggiunge l’orgasmo facendosi scopare il culo. Ricominciamo a muoverci, lentamente e in sincronia, mentre Paolo si ritrae fin quasi a farlo uscire io spingo a fondo e poi viceversa. Daniela è in estasi, sento che contrae lo sfintere ogni volta che entro ed è una sensazione piacevole sentirlo avvolto nelle sue viscere calde.
- Si - grida - Mi state riempiendo tutta, e bellissimo -
Qualche minuto, e il suo respiro si fa più corto, ansimante, non manca molto al suo orgasmo, adesso e lei che si muove sui nostri membri, quasi con foga si fa sfondare figa e culo.
- Vengo, vengo - grida con un sussulto mentre china il capo all’indietro.
- Scendi e coricati - le dico quando smette di contrarsi, mentre esco dal suo culo.
Lei si sfila da Paolo che prontamente si toglie il preservativo e con una breve masturbazione le riempie il viso e le tette di calda sborra, mi eccita vedere la sborra che le cola sul viso così anch’io mi avvicino e dopo qualche attimo le riverso con un sussulto il mio copioso getto di sperma sul viso. Daniela raccoglie con le dita la sborra che ha ricevuto e estasiata la porta alla bocca, mentre con la mano si spalma addosso quella che ha ricevuto sul seno.
- Sei proprio una troia - gli dico, estasiato dal vedere la zoccola che si ripulisce le dita.
- Lo sapevi che era il mio sogno – risponde con un sorriso
- Si lo sapevo, ma adesso dovrai esaudire il mio – le dico con un sorriso.
di
scritto il
2026-09-20
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