La mia prima volta al club
di
Giuls1992
genere
esibizionismo
La situazione in casa sta precipitando. Litigo con mio marito ogni sera anche davanti alle bambine. Le difficoltà che la vita ci sta mettendo davanti ci stanno portando all’infelicità, dopo tanti anni di entusiasmo, di amore e di gioia. Arrivata a 35 anni con un marito assente e due figlie da allevare ed educare, senza mai un momento per me, ieri sera ho deciso di dare sfogo ad una fantasia che non avrei mai pensato di essere capace di mettere in pratica, per pudicizia, per paura, per fedeltà verso la famiglia, per convenzione borghese. La mia condizione mentale è talmente apatica e depressa che sento la necessità di scuotermi con una scossa di adrenalina. Deve succedere qualcosa che sradichi quelle stesse convinzioni che mi hanno portato e ridotto a fare questa vita piatta e monotona.
Ieri sera sono uscita di casa chiedendo a mio marito qualche ora per me:
“la mia migliore amica di università è tornata in città per un weekend, non la vedo da oltre un anno, ci andiamo a bere qualcosa in centro, per favore bada alle bambine e non mi aspettare sveglio. Dopo mesi che non esco e un’estate passata a cambiare pannolini, credo di meritarmelo no?” - “vai vai”, risponde lui spalmato sul divano con lo sguardo fisso sulla partita, una mano che afferra la ceres e l’altra che gratta dentro il pantaloncino, con tutta l’indifferenza che si possa mostrare.
In realtà non ho visto la mia amica. Sono uscita da sola, ho preso la macchina e sono andata per la prima volta in un “club per scambisti” fuori città. Era da tanto che quest’idea ronzava nella mia testa, ma sempre soffocata in partenza dal mio tenace ruolo di mamma e moglie fedele, ora anche casta! Con la nascita della nostra seconda figlia, ogni impulso sessuale con mio marito si è vicendevolmente spento e di fatto non si scopa da mesi, per non dire anni! Con il tempo ho maturato la convinzione di stare confondendo la fedeltà con la castità. Il baluardo della moglie fedele che portavo con doviziosa convinzione poteva crollare, nel nome della mia sacrosanta libertà. Il caso è chiuso Signor Giudice, la decisione è presa. Non ho mai avuto amanti, non ho mai avuto relazioni adultere. Sono sempre stata lontana da tentazioni o dai goffi tentativi di approccio che negli anni ho gentilmente ma altrettanto decisamente rifiutato, di vecchi amici o conoscenti che mi hanno chiesto di uscire tranite social. Sono sempre rimasta fedele alle mie legittime convinzioni, ma sentivo che il mio spirito incamerava repressione ed incompiute fantasie.
Sono la classica mamma che cura molto l’immagine sociale della sua famiglia, cattolica e borghese.
Personalmente mi sento ancora una bella ragazza, anzi, ormai donna milf, comunque attraente, porto bene la mia età, sono magra nonostante due gravidanze, faccio attenzione alla dieta e all’attività fisica, sono alta 1,70, capelli castani, pettinatura sempre curata, seni e natiche sode, cosce leggermente ingrossate con il passare degli anni, non ho piercing vistosi o tatuaggi, quando non ho voglia di mettere le lenti, indosso degli eleganti occhiali da vista a lente tonda con una montatura dorata che aggrazia i lineamenti del mio viso. Gli uomini comunque si voltano ancora a guardarmi per strada pur non vestendo mai appariscente. Faccio tesoro degli sguardi mai ricambiati che ricevo costantemente dai papà all’uscita della scuola. La mia autostima resta intatta nonostante la totale assenza di vita sessuale che, anticipo, ieri notte ho interrotto.
Ho superato anche la paura di essere vista in un locale del genere da qualcuno che potessi conoscere, anche di vista. Ma per una volta non mi interessava il giudizio della gente, non ieri sera. Per cui mi metto in macchina e percorro circa 50 minuti di strada per arrivare a questo club.
Vincendo emozioni contrastanti e più di qualche ripensamento poco prima di entrare, faccio un respiro e suono il campanello del circolo. Il mio abbigliamento è consono ad un’uscita serale con un’amica: sneakers, jeans chiaro e stretto ad avvolgere le cosce ed i glutei, maglietta bianca con scritta ricamata Abercrombie New York, comune intimo per nulla provocante, come tutto il resto del mio outfit. Capelli lunghi raccolti da una molletta e i miei occhiali ad incorniciare il viso e l’espressione intimorita. Probabilmente non rappresento il tipo di donna che un uomo si aspetta in un locale di scambisti, di cui non so letteralmente niente. Il tizio che mi accoglie all’ingresso mi spiega come si compongono gli spazi del club e le regole da rispettare. Poi mi prende da parte e mi dice una frase che per qualche motivo mi annebbia la vista per un attimo, facendomi salire un sussulto di emozioni nel petto - ti consiglio di pretendere rapporti protetti, se qualcuno ti dà fastidio batti le mani, divertiti quanto vuoi che qui non ti giudica nessuno - l’ha detto come se desse per scontato che avrei fatto chissà cosa. Nessuno si era mai rivolta a me in questi termini, ma del resto ero appena entrata in un locale per scambisti e, giustamente questo signore me lo ha ricordato. In questo preciso istante realizzo di essere una pecorella entrata nella tana del lupo. Visitando i locali, lo stupore iniziale si trasforma repentinamente in una sensazione contrastante di disgusto e curiosità. L’area dedicata al sesso è una sorta di labirinto oscuro, intrigante e seducente, quasi buio, con una luce talmente tenue da non riuscire a distinguere i volti, risaltandone perciò maggiormente la percezione olfattiva che quegli spazi sprigionano. Nonostante ci sia ancora poca gente, mi sale il voltastomaco per gli odori impregnati che quei materassi, quelle tende e quei vecchi e spartani arredi contaminano l’aria. Le persone percorrono morbosamente quei corridoi stretti culminanti in squallide salette scarsamente illuminate e corredate di materassi e poltroncine negli angoli. Quasi tutte le stanze hanno delle finestrelle all’altezza del viso e dei fori più in basso per sbirciare o per praticare il glory hole. Tutto è pensato per rendere l’ambiente assurdo, per dare all’immaginazione degli scenari erotici fino ad ora inimmaginabili. Sono pervasa e spaventata dalla consapevolezza di essere in un luogo dove quegli scenari prendono forma reale in un posto che reale non sembra essere.
Benché mi senta seguita, nessuno osa approcciarsi a me. Percepisco comunque rispetto e una forma riverenziale tra le persone, quasi come a rimarcare che si è delle persone per bene, nonostante le apparenze. Esco dalla dark room per visitare il resto dei locali, assai poco interessanti. Tutta l’attività sembra ruotare intorno a quell’incredibile labirinto olezzoso in cui decine di persone decidono di ammassarsi.
Noto che le interazioni tra persone sono pressoché inestenti, qualcuno accenna a banali conversazioni e la maggior parte degli uomini presenti non li toccherei nemmeno con un dito. L’inizio lascia presagire ad un’esperienza deludente, ma decido di restare perché nuovi avventori si aggiungono via via numerosi. La maggior parte si tratta di singoli maschi di qualsiasi età. Ci sono anche diverse coppie, per lo più mature, ma anche della mia età, sottolineando l’enorme differenza di mentalità di coppia tra me e mio marito e loro. Noto anche qualche signorina singola, ma siamo in netta minoranza. La mia attenzione in questa fase si concentra nel capire se malauguratamente possa esserci qualcuno che conosca, caso per il quale mi sono ripromessa che avrebbe determinato la mia uscita immediata dal locale.
Ad ogni modo la serata inizia a prendere forma. I più disinibiti provano ad approcciarmi ma sono molto contratta e, non di meno, il contesto mi mette a disagio. Mi metto in coda per un drink al bar nel tentativo di lasciarmi un po’ andare, se non altro per dare un senso alla serata. Il locale si è riempito rapidamente e le prime surreali scene esplicite si manifestano proprio davanti a me, sul bancone del bar, dove due ragazze più giovani di me, sicuramente anche più svestite e a loro agio, contengono l’esuberanza di almeno sei uomini intorno a loro. Le giovani si danno di schiena e si appoggiano l’un l’altra. Indossano un vestito attillato ed hanno i seni scoperti, baciati e leccati dai vari avventori. Entrambe gemono vistosamente per le attenzioni che le dita degli uomini attorno a loro dedicano alle loro parti intime. Le loro mani stringono i peni dei ragazzi attorno che ad ogni movimento diventano sempre più duri. Sto assistendo alla mia prima scena di sesso di gruppo dal vivo di tutta la mia vita e cerco di valutarla con grande distacco nel vano tentativo di non giudicare negativamente quelle poco più che ragazzine, provando quasi vergogna a guardarla così da vicino.
Ogni situazione sessuale vede la costante formazione di capannelli di voyers che godono dell’assurdità della scena. Quando lo scenario si accende, l’ambiente circostante prende coraggio e il maschio prende l’iniziativa. Trovandomi casualmente proprio di fianco l’azione, un paio di uomini dietro di me strusciano i loro membri duri sui miei glutei. Prima che possa rendermene conto, uno dei due mi prende la mano e me la appoggia sul pene scoperto, ma in una frazione di secondo mi divincolo, mi giro e sorrido loro educatamente - ragazzi scusate sono solo in coda per prendermi da bere - quindi mi sposto sull’altro lato del bancone e ordino il mio drink che spero possa aiutarmi a guardare a quell’ambiente con più leggerezza, nel tentativo di liberarmi al più presto della zavorra del giudizio. So che prima o dopo mi potrei concedere a qualcuno, ma deve capitare un uomo l’uomo giusto. Ho già adocchiato qualcuno con cui potrei avere un coinvolgimento ma inizio ad intuire che qua non funzioni proprio così. I miei pensieri iniziano a manipolare la mia mente: qui le cose capitano per caso e anche se non mi attrae molto la persona è la situazione a stimolare in me la curiosità. E così finisce che una donna come me possa concedersi ad uno che fuori da questo posto non considererei mai sessualmente. L’alcol inizia a fare il suo lavoro, il mio sguardo si fa piano piano più penetrante, la camminata più sicura, i movimenti sono più consapevoli del ruolo che potrei avere là dentro. Decido dunque di varcare ancora la tenda della dark room. L’atmosfera si è fatta più pesante rispetto a mezz’ora fa. Nonostante la quantità di persone che riempie i corridoi si ascolta un religioso silenzio che viene squarciato dai gemiti femminili che riecheggiano per tutto il labirinto. Si sentono distintamente il rumore dei passi e i respiri talvolta affannosi dei clienti più maturi. Si vede talmente poco nei corridoi che per distinguersi è necessario avvicinarsi a meno di un metro. In alcuni anfratti, sapientemente allestiti con dei morbidi appoggi, è completamente buio. Nelle stanze le persone si ammassano guardando gli amplessi dei più virtuosi. Entro in una di queste. Al centro c’è un grande materasso quadrato sul quale è adagiato un lenzuolone stropicciato dai movimenti degli avventori. Mi siedo su una poltroncina in un angolo, tra gli sguardi vogliosi degli uomini attorno a me a cui non presto attenzione che rivolgo invece alla scena: su un lato del letto due coppie fanno sesso l’una a fianco all’altra, sembrano conoscersi tra loro. Le ragazze, sui 30 anni, sono nude, sdraiate supine con le gambe all’aria sotto i colpi dei loro partner, si guardano, si sorridono e ansimano divertite. Dall’altra parte del letto vanno in scena due gangbang: una bella ragazza bionda, probabilmente sudamericana ed una signora matura. Si concedono a quasi tutti i presenti nella stanza. In cerchio attorno a loro i membri rigidi si stagliano davanti al viso in fremente attesa delle loro bocche avide. Queste ultime cambiano di posizione frequentemente e ad ogni movimento concedono la penetrazione ad un uomo diverso, belli o brutti, vecchi o giovani. Raramente si rifiutavano di praticare il rapporto orale o vaginale. Applicata a me quella prestazione sarebbe impraticabile. Non andrei mai con un uomo che non mi piace, eppure nonostante quelle scene normalmente possano darmi ribrezzo e disgusto, ora inizia a stimolare la mia fantasia. Così dopo qualche tentativo di approccio che gentilmente rifiuto, decido di slegare qualche freno inibitorio e provo a lasciarmi andare. Un uomo abbronzato in piedi di fianco a me, maturo sulla cinquantina, si sta passando la mano sul “pacco”, come praticamente tutti qua dentro, lui però contiene la sua “merce” nei pantaloni. È molto attraente e sicuro di sé, l’ennesimo che ad un tratto mi chiede:
- come mai tutta sola? -, dopo aver ignorato diversi tentativi di approccio da altre persone, stavolta decido di rispondere:
no sono con mio marito, è in giro - forse per pudore o per una sorta di autoprotezione dico una bugia senza pensarci troppo;
- Quindi lui scopa di là e tu guardi? - con strafottenza, ed io in modo del tutto istintivo, senza riflettere troppo rispondo:
- Non ti preoccupare che scopo di più io - risposta che interpreta come un lasciapassare. Senza proferire più parola si slaccia la zip e se lo tira fuori. Io dacché sono seduta me lo vedo rivolto verso di me a pochi centimetri dal mio viso. Mi piaceva, era bello, depilato e seducente. Lo guardo per qualche secondo ma decido che non è il mio momento. Mi alzo, guardo l’uomo sorridendogli e con una mano gli accarezzo il pene e gli sussurro - vado a cercare mio marito -, esco dalla stanza passando tra la gente fremente di sesso che cerca il contatto strusciandosi sul mio corpo.
Sto cercando di affrontare queste emozioni in modo più graduale possibile. Ho un’eccitazione addosso che mi sale dal ventre al petto e inebria i miei sensi. L’odore acre dei corpi sudati, dei piedi, dei liquidi corporei che dapprima mi disturbava ora comincia ad assuefarmi. Chiudo gli occhi nella penombra, tiro un bel respiro e cerco un posto meno affollato. Mi siedo in un punto quasi completamente buio, su una specie di lettino da massaggi, a debita distanza da una coppia che intravedo essere matura. Confabulano tra loro. Lui è in piedi davanti lei che è seduta sul lettino. Credo che abbia in mano il pene del suo partner ma la scena non calamita il mio interesse. Ho l’impressione che i miei freni inibitori stiano per cedere e stia accettando l’idea che anche una come me possa divertirsi in un posto di libertinismi. Ripenso per un attimo alla virilità del 50enne di prima e in una sorta di pentimento penso che mi sia solo mancato il coraggio, ma che tutto sommato devo ammettere che mi sarebbe piaciuta l’idea. Seduta sul quel lettino, appoggio la schiena al muro e cerco di trovare una posizione comoda per rilassarmi e pensare a sensazioni positive. L’insegna luminosa di un’uscita di sicurezza illumina, per così dire, l’angusto spazio di fronte a me. La fievole luce blu di quel punto mi permette di distinguere appena chi mi passa vicino. Qualcuno si ferma a guardarmi, ma nessuno di loro tenta un approccio. C’è comunque rispetto tra le persone ed il consenso rappresenta quel sottile ma marcato confine che nessuno oltrepassa, questo pensiero costante mi rassicura e mi aiuta a stare al gioco che inizia a piacermi e mi stimola sempre di più. Ora riconosco un ragazzo che prima quando ero al bar avevo notato essere molto intrigante, vestito completamente di nero, alto, moro, molto bello sulla quarantina, con una folta barbetta ordinata. Mi passa davanti, si ferma a guardarmi e si siede sul lettino frapponendosi tra me e la coppia matura di fianco. Questo gesto apparentemente insignificante mi dà un sussulto al cuore. Siamo molto vicini ed io sono leggermente rivolta verso di lui. Dopo qualche minuto passati entrambi immobili, io sono ferma impietrita a guardare nel vuoto ma con l’attenzione rivolta ad una qualsiasi mossa dell’uomo di fianco a me. Noto che inizia a toccarsi i pantaloni, girando l’occhio vedo chiaramente i movimenti della mano che accarezza la zona del pube. Giro la testa in direzione del suo movimento, affinché lui possa interpretarlo come un segno di interesse. Ora si sbottona e con un movimento lento ma deciso lascia uscire un sontuoso pene dritto di cui si intuiscono le dimensioni ragguardevoli nonostante la scarsissima luce. Nel momento stesso in cui ciò avviene, i passanti iniziano a formare un capannello richiamati dalla situazione potenzialmente intrigante. Lui inizia a masturbarsi lentamente e realizzandolo, il mio cuore inizia a pompare freneticamente. Sto fissando il suo membro e mi piace da impazzire la situazione che si sta creando. Mi piace il movimento ritmico che gli muove il prepuzio che copre e scopre il glande. Il suo viso è rivolto verso la coppia alla sua sinistra, dove la signora sta ora praticando una fellatio al suo partner, accovacciata su di lui. La gente intorno però fa capannello su di me e sul “mio” uomo misterioso perché si augura che possa accendersi una scintilla. Per un brevissimo momento, un leggero ma impertinente bagliore ci illumina, dovuto dall’aprirsi della porta del bagno, non troppo lontano, la cui luce filtra all’interno del capannello ed in particolare sull’enorme pisello su cui i miei occhi erano poggiati. Non trattengo un sospiro che ha sicuramente percepito. È lui a fare la mossa successiva: ora gira lo sguardo verso di me, mi guarda, e fissandomi aumenta la cadenza del movimento della sua mano. Ha capito che lo sto guardando, che mi interessa quello che ha. Qualcuno attorno a noi si sbottona i pantaloni e inizia a toccarsi. L’attenzione di tutti è ora rivolta verso di me. La mia mossa è timida ma significativa: mi tocco tra le gambe con le dita in modo quasi impercettibile nel buio ma la mia mano è tra le gambe, lo possono vedere tutti e lo vede anche lui che nel frattempo aumenta la profondità del suo respiro. Le mosse di entrambi sono lievi ma significative, rispettose, passionali e lasciano trasparire complicità d’intenti. Con la mano poggiata al lettino a pochi centimetri dalla sua coscia, faccio un timido movimento volto a sfiorargli la gamba. È così che questa piccola iniziativa innesca gli eventi che accendono la mia serata. Mi prende la mano e, prima ancora che possa portarmela dove vuole, sono già pronta a continuare il lavoro che stava facendo lui. Inizio a masturbarlo e insieme a me, tutt’intorno si scatena il fermento dei 4 o 5 ragazzi che ci guardano vogliosi. Mi avvicino alla sua bocca per baciarlo, mentre sul mio polso destro risuona il tintinnio dei braccialetti. Il suo respiro diventa affannoso, la mia eccitazione scorre insieme alla sua in un vortice di passione. La sua mano mi preme il seno, sotto la maglietta di Abercrombie e cerca il mio capezzolo scostando il reggiseno. Ora cerca di togliermi la maglietta, lo assecondo alzando le braccia. I miei capelli si scompongono e con loro tutto l’autocontrollo che per tutta la mia vita ha assopito i miei demoni. Resto ora a seno scoperto e qualcuno dei ragazzi davanti si avvicina sperando in un mio cenno di consenso. Ho solo voglia di esplorare il corpo del ragazzo che sto baciando e di cui tengo il controllo del suo piacere nella mia mano destra. Il suo pisello è durissimo e così magnifico, caldo e nervoso. Sento le sue contrazioni e ad ogni mio movimento provo un irrefrenabile desiderio di portarlo alla mia bocca. Abbasso il collo e la testa, apro la bocca e lo sento caldo dentro di essa. Sento il glande gonfiarsi sotto i colpi della mia lingua e della mano che continua a scendere e salire sul tronco. Sento anche delle mani che mi toccano i seni ed i glutei da sopra i jeans a cui non faccio troppo caso. Il contorno dei voyers rende ancora tutto più surreale ed amplifica il senso di eccitazione che provo. Nelle mie mutande ribolle pulsante il mio piacere che dipende esclusivamente dal piacere che prova il mio bell’uomo sconosciuto ed intrigante. Ben presto le sue contrazioni si fanno più intense e rapide, quando sento il suo sperma esplodere nella mia bocca. Dopo i primi schizzi alzo la testa e continuo il movimento manuale. Il suo orgasmo sembra non finire mai. La sua pancia e la mia mano sono pieni del suo seme. In bocca mi resta un sapore che non sentivo da anni, salato ma non amaro, intenso ma non disgustoso come ricordavo. Al contrario molto appagante. Inizio a ridere insieme a lui facendogli vedere la pancia e la mia mano destra che colava sperma cercando un posto dove pulirla. Mi bacia passionalmente e mi prende la mano ancora sporca e me la mette davanti alla mia bocca. Tiro fuori la lingua assecondando il suo gioco e prendo un po’ di quel seme mentre lo guardo e rido trasformando definitivamente una donna borghese in una lurida puttana.
prendine uno che ti piace e succhialo - mi dice ora con tono serio e perentorio rivolgendosi ai ragazzi che si toccano di fronte. L’atto sessuale con un affascinante sconosciuto sta ora diventando un gioco dove faccio pompini a tutti. Mi prendo qualche secondo per pensare, ma invece di riflettere sull’opportunità di obbedire o meno al suo gretto ordine, in realtà sto già cercando di capire quale a ragazzo intorno a me praticherò del sesso orale. Mi prendo pochi istanti per decidere. Scendo dal lettino e mi inginocchio di fronte al membro di un ragazzo sicuramente piu giovane di me, dotato di un bel pisello duro e pulito. Voraci le mie labbra, anche il secondo non tarda a venire. Assaggio qualche schizzo, per poi far scivolare il resto sul mio petto. La consistenza è densa e appiccicosa. Il gusto è più amaro così mi viene spontaneo sputarlo a terra. Nel frattempo mi accorgo che il capannello di persone si affolla con modalità più aggressive e il gioco inizia a spaventarmi. Chiedo quindi di farmi spazio per andare in bagno, prendo la maglietta e corro a ricompormi. Il comune senso del pudore viene meno, mi accorgo di essere a seno scoperto in mezzo alla gente cercando di raggiungere il bagno, tutta sporca di sperma sulla pancia e sul petto. Una situazione degradante che non avrei mai pensato di vivere in vita mia. Ma per la prima volta dopo tanti anni provo un brivido di adrenalina sviluppato dalla dopamina che quell’incredibile gioco erotico mi aveva trasmesso. Mentre mi pulisco davanti allo specchio e alla sporcizia di quel bagno, diversi uomini entrano e mi vedono in quelle condizioni disonorevoli sotto la luce accecante e fredda della toilette mista. Sono mezza nuda, spettinata e ancora sporca mentre un uomo maturo, con la pancia, gretto, passa dietro di me e mi palpa i seni - beella porcona maialina! - e mi spalma sulla pancia le residue tracce di sperma sull’addome. Un’invasione alla mia sfera intima che invece di infastidirmi, mi eccita ancora di più. Mi lascio andare in una risata nervosa e indosso la mia maglietta bianca per uscire rapidamente dal bagno. Realizzo di essermi dimenticata il reggiseno in quell’anfratto buio in cui è praticamente impossibile trovare la benché minima cosa, soprattutto se delle persone ci stanno facendo sesso, come in questo momento. Il tasso di perversione nella dark room è palpabile, benché molti uomini restino fuori dalle situazioni erotiche che le donne concedono, praticamente ognuna di queste ultime, entrando nel labirinto si avvicenda in qualche gioco, dettandone lei stessa limiti e regole. Cavalcando questa consapevolezza e l’enorme eccitazione che provo, decido di entrare nella camera del materasso quadrato dove sono stata in precedenza. È il posto più illuminato dove posso capire con chi mi piacerebbe giocare e chi invece devo respingere perché non mi piace. Entro con più convinzione e consapevolezza. Una delle donne presenti prima, la bella e formosa sudamericana bionda, è ancora lì al centro della gangbang. Non oso immaginare quanti uomini abbiano potuto godere del sesso con lei. Oltre a lei c’è un’altra signorina che esibisce in piedi con un ragazzo che le pratica probabilmente del sesso anale stimolando in lei fragorosi gemiti urlanti. Poi sdraiata al centro del letto c’è una donna matura, quasi anziana ma ancora avvenente che si fa masturbare da un uomo che culmina con un copioso schizzo orgasmico che suscita curiosità ed ammirazione da parte dei guardoni. In un angolo poi, inginocchiata, c’è una ragazza leggermente in carne, molto giovane, apparentemente tra i 20 e il 25 anni che fa sesso orale a tre ragazzi che la sovrastano in piedi davanti al suo viso, intenti per lo più a masturbarsi. Sembra realmente la parodia di un film porno di cui posso far parte. Dentro la stanza sono travolta dalle voglie dei presenti, solo per un paio di questi provo attrazione. Gli altri li rifiuto con un “no”. Sono entrambi dotati di incantevoli erezioni e i loro membri stimolano subito la mia fantasia, nonostante non siano fisicamente il mio tipo. In particolare uno dei due, decisamente superdotato, l’ho “rubato” dalle attenzioni della giovane ragazza inginocchiata per dedicargli le mie. Mi abbasso e inizio a succhiarlo con vigore. La mia bocca deve raggiungere la sua massima apertura per contenerlo e il suo glande la riempie quasi quel tutto. Mi pervade all’improvviso un’eccitazione irrefrenabile che mi lascia partire un gemito dall’ugola. L’altro ragazzo intanto, appoggia il suo pisello sulla mia guancia aspettando ansiosamente il suo turno. Nel mentre mi alza la maglietta con le mani e mi tocca i seni. I miei capezzoli sono gonfi e duri come mai prima d’ora e risaltano sotto la t-shirt che prontamente mi viene sfilata al momento di mettermi alla bocca l’altro pene. Anche il secondo avvenente era ben dotato, completamente depilato e lungo, molto più lungo rispetto a quello di mio marito. Mi alzo e chiedo a quest’ultimo di mettersi il preservativo. Mi sento fradicia e togliendomi i pantaloni, sento incollata alle mutande una secrezione densa, viscosa e piacevole al punto che il solo sfregamento delle stesse sulle pareti vaginali mi provoca grande appagamento. Mi metto in ginocchio sul letto, intriso di qualsiasi liquido corporeo. Appago il mio piacere orale con il ragazzo superdotato, supino sul materasso. I colpi dell’altro arrivano puntuali, profondi e decisi. A testimonianza dell’eccitazione accumulata in questa mezz’ora scarsa di follia, i miei gemiti precedono il mio primo orgasmo. Il ragazzo sotto di me dice cose oscene e bestemmia. Mi ripete che “sono una puttana” e che “glielo devo succhiare fino alla sborra”. La scopata si fa sempre più intensa e i movimenti ancora più incalzanti. Non riesco nemmeno a tenere quell’enorme pisello nella mia bocca dalla potenza dei movimenti del giovane dietro di me. Mi lascio andare ad un urlo liberatorio di piacere che fa voltare tutti i presenti. Mi sento ora al centro dell’attenzione tra tutti gli amplessi attorno a noi. Una troia che si fa fottere da due sconosciuti. Non ci sto capendo più niente, sono pervasa da uno stato di eccitazione disinibita spinta dalla morbosità dell’esibizionismo. Uomini di tutte le età si masturbano intorno a me e provano a cercare la mia attenzione. Sotto i colpi del giovane, masturbo l’enorme attrezzo sotto di me e alzo lo sguardo per guardarmi attorno. Un uomo maturo di fianco al letto avvicina il suo membro eretto e nodoso a pochi centimetri dalla mia faccia che si muove ritmicamente. Un inspiegabile impulso improvviso mi fa aprire la bocca per qualche secondo davanti a quella visione. Poi la richiudo e abbasso la testa, ma quel gesto ha scaturito una reazione in quell’uomo che mi porta a fare una cosa probabilmente in modo forzato per appagare la sua morbosità e per compiacere le decine di spettatori che godevano della scena di cui ero protagonista. - apri la bocca che sborro - comanda lui. Lo accontento, lo guardo, tiro fuori la lingua e apro la bocca. I fiotti arrivano copiosi in tutto il mio viso, sulla lingua, in bocca, sui miei poveri occhiali e sui capelli. Assaporo quel sapore così acre mentre il ragazzo dietro di me rallenta i movimenti ed estrae il suo pene togliendosi il profilattico, mentre si sposta sul fianco del letto capisco le sue intenzioni e mi avvicino al suo orgasmo che esplode prima sulla mia guancia, poi dentro la bocca. Un mix di sapori disgustosi avvolge il mio palato. Ora è la mia testa fuori controllo che decide il mio prossimo passo. Faccio alzare il giovane super dotato, mi rimetto in posizione per accogliere anche il suo gigantesco cazzo dentro di me. I miei movimenti seguono i suoi colpi e lo sperma inizia a colarmi dal mento e dal petto. Mi pulisco come posso con le mani mentre i miei seni dondolano penzoloni. Il tizio dietro mi scopa sempre più forte e mi lascio andare ad un orgasmo che non immaginavo sarei mai stata capace di avere. Sento la mia anima spruzzare fuori dal mio ventre e inondare il lenzuolo sotto di me.
Poi, per qualche secondo, buio.
Scrivo questi ricordi esattamente la notte dopo gli eventi appena raccontati. Sono ormai le 4 e 26 e non riesco a dormire. Ripensando e scrivendo i fatti di ieri, rivivo la stessa adrenalina ed eccitazione. La mia giornata è stata per lo più passiva in ogni situazione familiare che richiedesse la mia presenza, per di più sono senza voce, il chè mi ha aiutato in parte a giustificare i miei silenzi. Nella mia mente c’erano solamente i flash di ogni singolo momento che scrivere mi ha aiutato a mettere a fuoco. Sono altamente persuasa dall’idea di rivivere quel brivido di proibito…come se fosse emerso un lato represso e ben nascosto del mio essere.
Dopo quel vuoto mentale, ripensando attimo per attimo, credo di aver “lucidato” altri piselli, più o meno eretti, sopra quel materasso fradicio. La mia selezione pre impostata dalla mia strategia iniziale era sfuggita dal mio controllo. Posso dire che erano abbastanza da farmi perdere il conto. Probabilmente ho esagerato. Spero solo di riuscire a tornare dalla mia famiglia in una versione migliore di quella che ho offerto di me oggi. Non credo di aver risolto i miei problemi con mio marito, anzi, credo di averne creati di nuovi.
Domani mattina, anzi tra poche ore, devo portare a scuola le bambine e devo tornare a lavorare.
Il reggiseno, alla fine, è rimasto al club. Tornerò per riprendermelo.
Ieri sera sono uscita di casa chiedendo a mio marito qualche ora per me:
“la mia migliore amica di università è tornata in città per un weekend, non la vedo da oltre un anno, ci andiamo a bere qualcosa in centro, per favore bada alle bambine e non mi aspettare sveglio. Dopo mesi che non esco e un’estate passata a cambiare pannolini, credo di meritarmelo no?” - “vai vai”, risponde lui spalmato sul divano con lo sguardo fisso sulla partita, una mano che afferra la ceres e l’altra che gratta dentro il pantaloncino, con tutta l’indifferenza che si possa mostrare.
In realtà non ho visto la mia amica. Sono uscita da sola, ho preso la macchina e sono andata per la prima volta in un “club per scambisti” fuori città. Era da tanto che quest’idea ronzava nella mia testa, ma sempre soffocata in partenza dal mio tenace ruolo di mamma e moglie fedele, ora anche casta! Con la nascita della nostra seconda figlia, ogni impulso sessuale con mio marito si è vicendevolmente spento e di fatto non si scopa da mesi, per non dire anni! Con il tempo ho maturato la convinzione di stare confondendo la fedeltà con la castità. Il baluardo della moglie fedele che portavo con doviziosa convinzione poteva crollare, nel nome della mia sacrosanta libertà. Il caso è chiuso Signor Giudice, la decisione è presa. Non ho mai avuto amanti, non ho mai avuto relazioni adultere. Sono sempre stata lontana da tentazioni o dai goffi tentativi di approccio che negli anni ho gentilmente ma altrettanto decisamente rifiutato, di vecchi amici o conoscenti che mi hanno chiesto di uscire tranite social. Sono sempre rimasta fedele alle mie legittime convinzioni, ma sentivo che il mio spirito incamerava repressione ed incompiute fantasie.
Sono la classica mamma che cura molto l’immagine sociale della sua famiglia, cattolica e borghese.
Personalmente mi sento ancora una bella ragazza, anzi, ormai donna milf, comunque attraente, porto bene la mia età, sono magra nonostante due gravidanze, faccio attenzione alla dieta e all’attività fisica, sono alta 1,70, capelli castani, pettinatura sempre curata, seni e natiche sode, cosce leggermente ingrossate con il passare degli anni, non ho piercing vistosi o tatuaggi, quando non ho voglia di mettere le lenti, indosso degli eleganti occhiali da vista a lente tonda con una montatura dorata che aggrazia i lineamenti del mio viso. Gli uomini comunque si voltano ancora a guardarmi per strada pur non vestendo mai appariscente. Faccio tesoro degli sguardi mai ricambiati che ricevo costantemente dai papà all’uscita della scuola. La mia autostima resta intatta nonostante la totale assenza di vita sessuale che, anticipo, ieri notte ho interrotto.
Ho superato anche la paura di essere vista in un locale del genere da qualcuno che potessi conoscere, anche di vista. Ma per una volta non mi interessava il giudizio della gente, non ieri sera. Per cui mi metto in macchina e percorro circa 50 minuti di strada per arrivare a questo club.
Vincendo emozioni contrastanti e più di qualche ripensamento poco prima di entrare, faccio un respiro e suono il campanello del circolo. Il mio abbigliamento è consono ad un’uscita serale con un’amica: sneakers, jeans chiaro e stretto ad avvolgere le cosce ed i glutei, maglietta bianca con scritta ricamata Abercrombie New York, comune intimo per nulla provocante, come tutto il resto del mio outfit. Capelli lunghi raccolti da una molletta e i miei occhiali ad incorniciare il viso e l’espressione intimorita. Probabilmente non rappresento il tipo di donna che un uomo si aspetta in un locale di scambisti, di cui non so letteralmente niente. Il tizio che mi accoglie all’ingresso mi spiega come si compongono gli spazi del club e le regole da rispettare. Poi mi prende da parte e mi dice una frase che per qualche motivo mi annebbia la vista per un attimo, facendomi salire un sussulto di emozioni nel petto - ti consiglio di pretendere rapporti protetti, se qualcuno ti dà fastidio batti le mani, divertiti quanto vuoi che qui non ti giudica nessuno - l’ha detto come se desse per scontato che avrei fatto chissà cosa. Nessuno si era mai rivolta a me in questi termini, ma del resto ero appena entrata in un locale per scambisti e, giustamente questo signore me lo ha ricordato. In questo preciso istante realizzo di essere una pecorella entrata nella tana del lupo. Visitando i locali, lo stupore iniziale si trasforma repentinamente in una sensazione contrastante di disgusto e curiosità. L’area dedicata al sesso è una sorta di labirinto oscuro, intrigante e seducente, quasi buio, con una luce talmente tenue da non riuscire a distinguere i volti, risaltandone perciò maggiormente la percezione olfattiva che quegli spazi sprigionano. Nonostante ci sia ancora poca gente, mi sale il voltastomaco per gli odori impregnati che quei materassi, quelle tende e quei vecchi e spartani arredi contaminano l’aria. Le persone percorrono morbosamente quei corridoi stretti culminanti in squallide salette scarsamente illuminate e corredate di materassi e poltroncine negli angoli. Quasi tutte le stanze hanno delle finestrelle all’altezza del viso e dei fori più in basso per sbirciare o per praticare il glory hole. Tutto è pensato per rendere l’ambiente assurdo, per dare all’immaginazione degli scenari erotici fino ad ora inimmaginabili. Sono pervasa e spaventata dalla consapevolezza di essere in un luogo dove quegli scenari prendono forma reale in un posto che reale non sembra essere.
Benché mi senta seguita, nessuno osa approcciarsi a me. Percepisco comunque rispetto e una forma riverenziale tra le persone, quasi come a rimarcare che si è delle persone per bene, nonostante le apparenze. Esco dalla dark room per visitare il resto dei locali, assai poco interessanti. Tutta l’attività sembra ruotare intorno a quell’incredibile labirinto olezzoso in cui decine di persone decidono di ammassarsi.
Noto che le interazioni tra persone sono pressoché inestenti, qualcuno accenna a banali conversazioni e la maggior parte degli uomini presenti non li toccherei nemmeno con un dito. L’inizio lascia presagire ad un’esperienza deludente, ma decido di restare perché nuovi avventori si aggiungono via via numerosi. La maggior parte si tratta di singoli maschi di qualsiasi età. Ci sono anche diverse coppie, per lo più mature, ma anche della mia età, sottolineando l’enorme differenza di mentalità di coppia tra me e mio marito e loro. Noto anche qualche signorina singola, ma siamo in netta minoranza. La mia attenzione in questa fase si concentra nel capire se malauguratamente possa esserci qualcuno che conosca, caso per il quale mi sono ripromessa che avrebbe determinato la mia uscita immediata dal locale.
Ad ogni modo la serata inizia a prendere forma. I più disinibiti provano ad approcciarmi ma sono molto contratta e, non di meno, il contesto mi mette a disagio. Mi metto in coda per un drink al bar nel tentativo di lasciarmi un po’ andare, se non altro per dare un senso alla serata. Il locale si è riempito rapidamente e le prime surreali scene esplicite si manifestano proprio davanti a me, sul bancone del bar, dove due ragazze più giovani di me, sicuramente anche più svestite e a loro agio, contengono l’esuberanza di almeno sei uomini intorno a loro. Le giovani si danno di schiena e si appoggiano l’un l’altra. Indossano un vestito attillato ed hanno i seni scoperti, baciati e leccati dai vari avventori. Entrambe gemono vistosamente per le attenzioni che le dita degli uomini attorno a loro dedicano alle loro parti intime. Le loro mani stringono i peni dei ragazzi attorno che ad ogni movimento diventano sempre più duri. Sto assistendo alla mia prima scena di sesso di gruppo dal vivo di tutta la mia vita e cerco di valutarla con grande distacco nel vano tentativo di non giudicare negativamente quelle poco più che ragazzine, provando quasi vergogna a guardarla così da vicino.
Ogni situazione sessuale vede la costante formazione di capannelli di voyers che godono dell’assurdità della scena. Quando lo scenario si accende, l’ambiente circostante prende coraggio e il maschio prende l’iniziativa. Trovandomi casualmente proprio di fianco l’azione, un paio di uomini dietro di me strusciano i loro membri duri sui miei glutei. Prima che possa rendermene conto, uno dei due mi prende la mano e me la appoggia sul pene scoperto, ma in una frazione di secondo mi divincolo, mi giro e sorrido loro educatamente - ragazzi scusate sono solo in coda per prendermi da bere - quindi mi sposto sull’altro lato del bancone e ordino il mio drink che spero possa aiutarmi a guardare a quell’ambiente con più leggerezza, nel tentativo di liberarmi al più presto della zavorra del giudizio. So che prima o dopo mi potrei concedere a qualcuno, ma deve capitare un uomo l’uomo giusto. Ho già adocchiato qualcuno con cui potrei avere un coinvolgimento ma inizio ad intuire che qua non funzioni proprio così. I miei pensieri iniziano a manipolare la mia mente: qui le cose capitano per caso e anche se non mi attrae molto la persona è la situazione a stimolare in me la curiosità. E così finisce che una donna come me possa concedersi ad uno che fuori da questo posto non considererei mai sessualmente. L’alcol inizia a fare il suo lavoro, il mio sguardo si fa piano piano più penetrante, la camminata più sicura, i movimenti sono più consapevoli del ruolo che potrei avere là dentro. Decido dunque di varcare ancora la tenda della dark room. L’atmosfera si è fatta più pesante rispetto a mezz’ora fa. Nonostante la quantità di persone che riempie i corridoi si ascolta un religioso silenzio che viene squarciato dai gemiti femminili che riecheggiano per tutto il labirinto. Si sentono distintamente il rumore dei passi e i respiri talvolta affannosi dei clienti più maturi. Si vede talmente poco nei corridoi che per distinguersi è necessario avvicinarsi a meno di un metro. In alcuni anfratti, sapientemente allestiti con dei morbidi appoggi, è completamente buio. Nelle stanze le persone si ammassano guardando gli amplessi dei più virtuosi. Entro in una di queste. Al centro c’è un grande materasso quadrato sul quale è adagiato un lenzuolone stropicciato dai movimenti degli avventori. Mi siedo su una poltroncina in un angolo, tra gli sguardi vogliosi degli uomini attorno a me a cui non presto attenzione che rivolgo invece alla scena: su un lato del letto due coppie fanno sesso l’una a fianco all’altra, sembrano conoscersi tra loro. Le ragazze, sui 30 anni, sono nude, sdraiate supine con le gambe all’aria sotto i colpi dei loro partner, si guardano, si sorridono e ansimano divertite. Dall’altra parte del letto vanno in scena due gangbang: una bella ragazza bionda, probabilmente sudamericana ed una signora matura. Si concedono a quasi tutti i presenti nella stanza. In cerchio attorno a loro i membri rigidi si stagliano davanti al viso in fremente attesa delle loro bocche avide. Queste ultime cambiano di posizione frequentemente e ad ogni movimento concedono la penetrazione ad un uomo diverso, belli o brutti, vecchi o giovani. Raramente si rifiutavano di praticare il rapporto orale o vaginale. Applicata a me quella prestazione sarebbe impraticabile. Non andrei mai con un uomo che non mi piace, eppure nonostante quelle scene normalmente possano darmi ribrezzo e disgusto, ora inizia a stimolare la mia fantasia. Così dopo qualche tentativo di approccio che gentilmente rifiuto, decido di slegare qualche freno inibitorio e provo a lasciarmi andare. Un uomo abbronzato in piedi di fianco a me, maturo sulla cinquantina, si sta passando la mano sul “pacco”, come praticamente tutti qua dentro, lui però contiene la sua “merce” nei pantaloni. È molto attraente e sicuro di sé, l’ennesimo che ad un tratto mi chiede:
- come mai tutta sola? -, dopo aver ignorato diversi tentativi di approccio da altre persone, stavolta decido di rispondere:
no sono con mio marito, è in giro - forse per pudore o per una sorta di autoprotezione dico una bugia senza pensarci troppo;
- Quindi lui scopa di là e tu guardi? - con strafottenza, ed io in modo del tutto istintivo, senza riflettere troppo rispondo:
- Non ti preoccupare che scopo di più io - risposta che interpreta come un lasciapassare. Senza proferire più parola si slaccia la zip e se lo tira fuori. Io dacché sono seduta me lo vedo rivolto verso di me a pochi centimetri dal mio viso. Mi piaceva, era bello, depilato e seducente. Lo guardo per qualche secondo ma decido che non è il mio momento. Mi alzo, guardo l’uomo sorridendogli e con una mano gli accarezzo il pene e gli sussurro - vado a cercare mio marito -, esco dalla stanza passando tra la gente fremente di sesso che cerca il contatto strusciandosi sul mio corpo.
Sto cercando di affrontare queste emozioni in modo più graduale possibile. Ho un’eccitazione addosso che mi sale dal ventre al petto e inebria i miei sensi. L’odore acre dei corpi sudati, dei piedi, dei liquidi corporei che dapprima mi disturbava ora comincia ad assuefarmi. Chiudo gli occhi nella penombra, tiro un bel respiro e cerco un posto meno affollato. Mi siedo in un punto quasi completamente buio, su una specie di lettino da massaggi, a debita distanza da una coppia che intravedo essere matura. Confabulano tra loro. Lui è in piedi davanti lei che è seduta sul lettino. Credo che abbia in mano il pene del suo partner ma la scena non calamita il mio interesse. Ho l’impressione che i miei freni inibitori stiano per cedere e stia accettando l’idea che anche una come me possa divertirsi in un posto di libertinismi. Ripenso per un attimo alla virilità del 50enne di prima e in una sorta di pentimento penso che mi sia solo mancato il coraggio, ma che tutto sommato devo ammettere che mi sarebbe piaciuta l’idea. Seduta sul quel lettino, appoggio la schiena al muro e cerco di trovare una posizione comoda per rilassarmi e pensare a sensazioni positive. L’insegna luminosa di un’uscita di sicurezza illumina, per così dire, l’angusto spazio di fronte a me. La fievole luce blu di quel punto mi permette di distinguere appena chi mi passa vicino. Qualcuno si ferma a guardarmi, ma nessuno di loro tenta un approccio. C’è comunque rispetto tra le persone ed il consenso rappresenta quel sottile ma marcato confine che nessuno oltrepassa, questo pensiero costante mi rassicura e mi aiuta a stare al gioco che inizia a piacermi e mi stimola sempre di più. Ora riconosco un ragazzo che prima quando ero al bar avevo notato essere molto intrigante, vestito completamente di nero, alto, moro, molto bello sulla quarantina, con una folta barbetta ordinata. Mi passa davanti, si ferma a guardarmi e si siede sul lettino frapponendosi tra me e la coppia matura di fianco. Questo gesto apparentemente insignificante mi dà un sussulto al cuore. Siamo molto vicini ed io sono leggermente rivolta verso di lui. Dopo qualche minuto passati entrambi immobili, io sono ferma impietrita a guardare nel vuoto ma con l’attenzione rivolta ad una qualsiasi mossa dell’uomo di fianco a me. Noto che inizia a toccarsi i pantaloni, girando l’occhio vedo chiaramente i movimenti della mano che accarezza la zona del pube. Giro la testa in direzione del suo movimento, affinché lui possa interpretarlo come un segno di interesse. Ora si sbottona e con un movimento lento ma deciso lascia uscire un sontuoso pene dritto di cui si intuiscono le dimensioni ragguardevoli nonostante la scarsissima luce. Nel momento stesso in cui ciò avviene, i passanti iniziano a formare un capannello richiamati dalla situazione potenzialmente intrigante. Lui inizia a masturbarsi lentamente e realizzandolo, il mio cuore inizia a pompare freneticamente. Sto fissando il suo membro e mi piace da impazzire la situazione che si sta creando. Mi piace il movimento ritmico che gli muove il prepuzio che copre e scopre il glande. Il suo viso è rivolto verso la coppia alla sua sinistra, dove la signora sta ora praticando una fellatio al suo partner, accovacciata su di lui. La gente intorno però fa capannello su di me e sul “mio” uomo misterioso perché si augura che possa accendersi una scintilla. Per un brevissimo momento, un leggero ma impertinente bagliore ci illumina, dovuto dall’aprirsi della porta del bagno, non troppo lontano, la cui luce filtra all’interno del capannello ed in particolare sull’enorme pisello su cui i miei occhi erano poggiati. Non trattengo un sospiro che ha sicuramente percepito. È lui a fare la mossa successiva: ora gira lo sguardo verso di me, mi guarda, e fissandomi aumenta la cadenza del movimento della sua mano. Ha capito che lo sto guardando, che mi interessa quello che ha. Qualcuno attorno a noi si sbottona i pantaloni e inizia a toccarsi. L’attenzione di tutti è ora rivolta verso di me. La mia mossa è timida ma significativa: mi tocco tra le gambe con le dita in modo quasi impercettibile nel buio ma la mia mano è tra le gambe, lo possono vedere tutti e lo vede anche lui che nel frattempo aumenta la profondità del suo respiro. Le mosse di entrambi sono lievi ma significative, rispettose, passionali e lasciano trasparire complicità d’intenti. Con la mano poggiata al lettino a pochi centimetri dalla sua coscia, faccio un timido movimento volto a sfiorargli la gamba. È così che questa piccola iniziativa innesca gli eventi che accendono la mia serata. Mi prende la mano e, prima ancora che possa portarmela dove vuole, sono già pronta a continuare il lavoro che stava facendo lui. Inizio a masturbarlo e insieme a me, tutt’intorno si scatena il fermento dei 4 o 5 ragazzi che ci guardano vogliosi. Mi avvicino alla sua bocca per baciarlo, mentre sul mio polso destro risuona il tintinnio dei braccialetti. Il suo respiro diventa affannoso, la mia eccitazione scorre insieme alla sua in un vortice di passione. La sua mano mi preme il seno, sotto la maglietta di Abercrombie e cerca il mio capezzolo scostando il reggiseno. Ora cerca di togliermi la maglietta, lo assecondo alzando le braccia. I miei capelli si scompongono e con loro tutto l’autocontrollo che per tutta la mia vita ha assopito i miei demoni. Resto ora a seno scoperto e qualcuno dei ragazzi davanti si avvicina sperando in un mio cenno di consenso. Ho solo voglia di esplorare il corpo del ragazzo che sto baciando e di cui tengo il controllo del suo piacere nella mia mano destra. Il suo pisello è durissimo e così magnifico, caldo e nervoso. Sento le sue contrazioni e ad ogni mio movimento provo un irrefrenabile desiderio di portarlo alla mia bocca. Abbasso il collo e la testa, apro la bocca e lo sento caldo dentro di essa. Sento il glande gonfiarsi sotto i colpi della mia lingua e della mano che continua a scendere e salire sul tronco. Sento anche delle mani che mi toccano i seni ed i glutei da sopra i jeans a cui non faccio troppo caso. Il contorno dei voyers rende ancora tutto più surreale ed amplifica il senso di eccitazione che provo. Nelle mie mutande ribolle pulsante il mio piacere che dipende esclusivamente dal piacere che prova il mio bell’uomo sconosciuto ed intrigante. Ben presto le sue contrazioni si fanno più intense e rapide, quando sento il suo sperma esplodere nella mia bocca. Dopo i primi schizzi alzo la testa e continuo il movimento manuale. Il suo orgasmo sembra non finire mai. La sua pancia e la mia mano sono pieni del suo seme. In bocca mi resta un sapore che non sentivo da anni, salato ma non amaro, intenso ma non disgustoso come ricordavo. Al contrario molto appagante. Inizio a ridere insieme a lui facendogli vedere la pancia e la mia mano destra che colava sperma cercando un posto dove pulirla. Mi bacia passionalmente e mi prende la mano ancora sporca e me la mette davanti alla mia bocca. Tiro fuori la lingua assecondando il suo gioco e prendo un po’ di quel seme mentre lo guardo e rido trasformando definitivamente una donna borghese in una lurida puttana.
prendine uno che ti piace e succhialo - mi dice ora con tono serio e perentorio rivolgendosi ai ragazzi che si toccano di fronte. L’atto sessuale con un affascinante sconosciuto sta ora diventando un gioco dove faccio pompini a tutti. Mi prendo qualche secondo per pensare, ma invece di riflettere sull’opportunità di obbedire o meno al suo gretto ordine, in realtà sto già cercando di capire quale a ragazzo intorno a me praticherò del sesso orale. Mi prendo pochi istanti per decidere. Scendo dal lettino e mi inginocchio di fronte al membro di un ragazzo sicuramente piu giovane di me, dotato di un bel pisello duro e pulito. Voraci le mie labbra, anche il secondo non tarda a venire. Assaggio qualche schizzo, per poi far scivolare il resto sul mio petto. La consistenza è densa e appiccicosa. Il gusto è più amaro così mi viene spontaneo sputarlo a terra. Nel frattempo mi accorgo che il capannello di persone si affolla con modalità più aggressive e il gioco inizia a spaventarmi. Chiedo quindi di farmi spazio per andare in bagno, prendo la maglietta e corro a ricompormi. Il comune senso del pudore viene meno, mi accorgo di essere a seno scoperto in mezzo alla gente cercando di raggiungere il bagno, tutta sporca di sperma sulla pancia e sul petto. Una situazione degradante che non avrei mai pensato di vivere in vita mia. Ma per la prima volta dopo tanti anni provo un brivido di adrenalina sviluppato dalla dopamina che quell’incredibile gioco erotico mi aveva trasmesso. Mentre mi pulisco davanti allo specchio e alla sporcizia di quel bagno, diversi uomini entrano e mi vedono in quelle condizioni disonorevoli sotto la luce accecante e fredda della toilette mista. Sono mezza nuda, spettinata e ancora sporca mentre un uomo maturo, con la pancia, gretto, passa dietro di me e mi palpa i seni - beella porcona maialina! - e mi spalma sulla pancia le residue tracce di sperma sull’addome. Un’invasione alla mia sfera intima che invece di infastidirmi, mi eccita ancora di più. Mi lascio andare in una risata nervosa e indosso la mia maglietta bianca per uscire rapidamente dal bagno. Realizzo di essermi dimenticata il reggiseno in quell’anfratto buio in cui è praticamente impossibile trovare la benché minima cosa, soprattutto se delle persone ci stanno facendo sesso, come in questo momento. Il tasso di perversione nella dark room è palpabile, benché molti uomini restino fuori dalle situazioni erotiche che le donne concedono, praticamente ognuna di queste ultime, entrando nel labirinto si avvicenda in qualche gioco, dettandone lei stessa limiti e regole. Cavalcando questa consapevolezza e l’enorme eccitazione che provo, decido di entrare nella camera del materasso quadrato dove sono stata in precedenza. È il posto più illuminato dove posso capire con chi mi piacerebbe giocare e chi invece devo respingere perché non mi piace. Entro con più convinzione e consapevolezza. Una delle donne presenti prima, la bella e formosa sudamericana bionda, è ancora lì al centro della gangbang. Non oso immaginare quanti uomini abbiano potuto godere del sesso con lei. Oltre a lei c’è un’altra signorina che esibisce in piedi con un ragazzo che le pratica probabilmente del sesso anale stimolando in lei fragorosi gemiti urlanti. Poi sdraiata al centro del letto c’è una donna matura, quasi anziana ma ancora avvenente che si fa masturbare da un uomo che culmina con un copioso schizzo orgasmico che suscita curiosità ed ammirazione da parte dei guardoni. In un angolo poi, inginocchiata, c’è una ragazza leggermente in carne, molto giovane, apparentemente tra i 20 e il 25 anni che fa sesso orale a tre ragazzi che la sovrastano in piedi davanti al suo viso, intenti per lo più a masturbarsi. Sembra realmente la parodia di un film porno di cui posso far parte. Dentro la stanza sono travolta dalle voglie dei presenti, solo per un paio di questi provo attrazione. Gli altri li rifiuto con un “no”. Sono entrambi dotati di incantevoli erezioni e i loro membri stimolano subito la mia fantasia, nonostante non siano fisicamente il mio tipo. In particolare uno dei due, decisamente superdotato, l’ho “rubato” dalle attenzioni della giovane ragazza inginocchiata per dedicargli le mie. Mi abbasso e inizio a succhiarlo con vigore. La mia bocca deve raggiungere la sua massima apertura per contenerlo e il suo glande la riempie quasi quel tutto. Mi pervade all’improvviso un’eccitazione irrefrenabile che mi lascia partire un gemito dall’ugola. L’altro ragazzo intanto, appoggia il suo pisello sulla mia guancia aspettando ansiosamente il suo turno. Nel mentre mi alza la maglietta con le mani e mi tocca i seni. I miei capezzoli sono gonfi e duri come mai prima d’ora e risaltano sotto la t-shirt che prontamente mi viene sfilata al momento di mettermi alla bocca l’altro pene. Anche il secondo avvenente era ben dotato, completamente depilato e lungo, molto più lungo rispetto a quello di mio marito. Mi alzo e chiedo a quest’ultimo di mettersi il preservativo. Mi sento fradicia e togliendomi i pantaloni, sento incollata alle mutande una secrezione densa, viscosa e piacevole al punto che il solo sfregamento delle stesse sulle pareti vaginali mi provoca grande appagamento. Mi metto in ginocchio sul letto, intriso di qualsiasi liquido corporeo. Appago il mio piacere orale con il ragazzo superdotato, supino sul materasso. I colpi dell’altro arrivano puntuali, profondi e decisi. A testimonianza dell’eccitazione accumulata in questa mezz’ora scarsa di follia, i miei gemiti precedono il mio primo orgasmo. Il ragazzo sotto di me dice cose oscene e bestemmia. Mi ripete che “sono una puttana” e che “glielo devo succhiare fino alla sborra”. La scopata si fa sempre più intensa e i movimenti ancora più incalzanti. Non riesco nemmeno a tenere quell’enorme pisello nella mia bocca dalla potenza dei movimenti del giovane dietro di me. Mi lascio andare ad un urlo liberatorio di piacere che fa voltare tutti i presenti. Mi sento ora al centro dell’attenzione tra tutti gli amplessi attorno a noi. Una troia che si fa fottere da due sconosciuti. Non ci sto capendo più niente, sono pervasa da uno stato di eccitazione disinibita spinta dalla morbosità dell’esibizionismo. Uomini di tutte le età si masturbano intorno a me e provano a cercare la mia attenzione. Sotto i colpi del giovane, masturbo l’enorme attrezzo sotto di me e alzo lo sguardo per guardarmi attorno. Un uomo maturo di fianco al letto avvicina il suo membro eretto e nodoso a pochi centimetri dalla mia faccia che si muove ritmicamente. Un inspiegabile impulso improvviso mi fa aprire la bocca per qualche secondo davanti a quella visione. Poi la richiudo e abbasso la testa, ma quel gesto ha scaturito una reazione in quell’uomo che mi porta a fare una cosa probabilmente in modo forzato per appagare la sua morbosità e per compiacere le decine di spettatori che godevano della scena di cui ero protagonista. - apri la bocca che sborro - comanda lui. Lo accontento, lo guardo, tiro fuori la lingua e apro la bocca. I fiotti arrivano copiosi in tutto il mio viso, sulla lingua, in bocca, sui miei poveri occhiali e sui capelli. Assaporo quel sapore così acre mentre il ragazzo dietro di me rallenta i movimenti ed estrae il suo pene togliendosi il profilattico, mentre si sposta sul fianco del letto capisco le sue intenzioni e mi avvicino al suo orgasmo che esplode prima sulla mia guancia, poi dentro la bocca. Un mix di sapori disgustosi avvolge il mio palato. Ora è la mia testa fuori controllo che decide il mio prossimo passo. Faccio alzare il giovane super dotato, mi rimetto in posizione per accogliere anche il suo gigantesco cazzo dentro di me. I miei movimenti seguono i suoi colpi e lo sperma inizia a colarmi dal mento e dal petto. Mi pulisco come posso con le mani mentre i miei seni dondolano penzoloni. Il tizio dietro mi scopa sempre più forte e mi lascio andare ad un orgasmo che non immaginavo sarei mai stata capace di avere. Sento la mia anima spruzzare fuori dal mio ventre e inondare il lenzuolo sotto di me.
Poi, per qualche secondo, buio.
Scrivo questi ricordi esattamente la notte dopo gli eventi appena raccontati. Sono ormai le 4 e 26 e non riesco a dormire. Ripensando e scrivendo i fatti di ieri, rivivo la stessa adrenalina ed eccitazione. La mia giornata è stata per lo più passiva in ogni situazione familiare che richiedesse la mia presenza, per di più sono senza voce, il chè mi ha aiutato in parte a giustificare i miei silenzi. Nella mia mente c’erano solamente i flash di ogni singolo momento che scrivere mi ha aiutato a mettere a fuoco. Sono altamente persuasa dall’idea di rivivere quel brivido di proibito…come se fosse emerso un lato represso e ben nascosto del mio essere.
Dopo quel vuoto mentale, ripensando attimo per attimo, credo di aver “lucidato” altri piselli, più o meno eretti, sopra quel materasso fradicio. La mia selezione pre impostata dalla mia strategia iniziale era sfuggita dal mio controllo. Posso dire che erano abbastanza da farmi perdere il conto. Probabilmente ho esagerato. Spero solo di riuscire a tornare dalla mia famiglia in una versione migliore di quella che ho offerto di me oggi. Non credo di aver risolto i miei problemi con mio marito, anzi, credo di averne creati di nuovi.
Domani mattina, anzi tra poche ore, devo portare a scuola le bambine e devo tornare a lavorare.
Il reggiseno, alla fine, è rimasto al club. Tornerò per riprendermelo.
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