Camp Rom

di
genere
gay

I Rom e gli zingari nel nostro paese ci son sempre stati, ancora prima degli extracomunitari egiziani senegalesi e tutto il resto. Ricordo che da piccolo a scuola avevamo qualche ragazzo Rom o zingaro che per un periodo si univa alle nostre lezioni, per poi sparire quando la famiglia si trasferiva.



A Milano negli anni ci fu il pienone di questi zingari come li chiamavano al tempo, che con le loro Roulotte e le loro macchine si accampavano nelle zone piu nascoste e isolate per dar vita a una vera e propria cittadina di immigrati. In quel periodo d'estate specialmente quando faceva troppo caldo per dormire e il sonno spariva a causa dell'afa, ero solita fare lunghe uscite notturne per passeggiare nelle zone vicine adiacenti e distanti del mio quartiere di residenza. Fu proprio durante una di queste passeggiate notturne che mi sono imbattuta nel campo Rom che ribattezzai 'Sterpa' proprio perché era disteso su uno spiazzo di molti metri quadri d'erba incolta e arbusti.



Immezzo a tutto ciò vi erano delle Roulotte sparse con tanto di auto adiacenti, di solito di marca Mercedes, ma potevano essere anche altre marche straniere. Riuscii a contare solo poche Roulotte prima che venissi spaventata da un ragazzo dietro le mie spalle sbucato dal nulla. Il soggetto mi fece sobbalzare e mi procurò un bello spavento. Poco piu alto di me, indossava dei vestiti maleodoranti, una maglietta sudicia che un tempo doveva esser stata bianca senza maniche, e dei calzoncini corti sportivi anche quelli abbastanza sudici. L'odore che emanava tipico di chi si lava poco o nulla, mi fece apparire il ragazzo ancora piu odioso.



Visto il mio aspetto decisamente femminile il tizio pensò fossi una ragazza, chiedendomi anche in modo scortese che ci facessi li a quell'ora in un italiano abbastanza chiaro ma con fare maleducato tipico di quella gente. Appena aprii bocca per giustificarmi, il sudicio mi chiese se fossi Trans. Dopo aver tentato di spiegargli chi fossi, allungò le mani per tastarmi il petto in cerca di eventuali tette che ovviamente non avevo. Lo allontanai con una spinta infastidita, e gli dissi che me ne sarei andata subito, ma il tizio maleodorante mi bloccò la strada dicendo che se ero nel suo quartiere potevo soddisfarlo, aveva voglia di scopare. Non mi sono mai tirata indietro in situazioni simili, puttana com'ero, per me ogni occasione era ben vista per una sborrata colossale, ma complice il caldo e lo spavento che mi aveva procurato rifiutai declinando gentilmente l'invito del sudicio.



Lo pregai nuovamente di lasciarmi passare ma senza successo. Mi guardai intorno, era notte fonda, eravamo in una zona poco battuta da auto di passaggio, e anche avessi urlato aiuto nessuno mi avrebbe sentita. Pensai velocemente al da farsi, era chiaro che quell'ammasso di sporcizia vivente non mi avrebbe mollata prima di averlo fatto svuotare a dovere.



Mi riguardai nuovamente intorno mentre il ragazzo spazientito continuava a farmi pressione per scopare. Eravamo solo noi due li al momento pensai, e se la voce del ragazzo non si abbassava, presto oltre a lui sarebbero arrivati altri a dargli man forte, con il risultato che sarei stata violentata dal branco senza possibilità di scelta. Dovevo decidere in fretta, meglio accontentarlo e poi andarmene, che esser vittima di un eventuale stupro di gruppo mi dissi.



Risposi alla fine che avrei scopato con lui, e il ragazzo sembrò calmarsi un'attimo, ma aggiunsi che non avrei accettato ne baci in bocca, ne rapporti senza protezione, e a prova di ciò estrassi dallo zainetto che portavo in spalla un guanto ancora imbustato. Il tizio facendo spallucce rispose che per lui era Ok. Tirandomi per un braccio cercò di portarmi verso una delle Roulotte che avevo appena visto poco prima da lontano. Piu mi avvicinavo al campo, piu mi appariva strano e sinistro. Tutto era silenzio, e il sudicio, come ormai lo avevo battezzato per via del suo odore e del suo aspetto, mi minacciò di non fiatare o mi avrebbe presa a calci. Non avevo paura delle sua ridicole minacce, sapevo difendermi nonostante fosse poco piu alto di me, non era un colosso, ne robusto, io sono sempre stata minuta e magrolina ma con ottimi nervi e forza a sufficienza per un eventuale scazzottata. Mi scostai i lunghi capelli da un lato del viso e lo seguii fino alla porta del suo Camper.



Il ragazzo aprì la porta e mi fece cenno di entrare alla svelta, pensai di trovarci la sua famiglia o qualcuno dei suoi familiari magari fratelli. All'interno vi erano tutti i comfort di un normale Camper da viaggio, cucinino, lavabo, un tavolino per quattro persone apparecchiato con bicchieri mezzi vuoti di... credo fosse stata o birra o vino bianco. Un posto letto abbastanza comodo e stranamente pulito nonostante l'odore acre di sigaretta misto a puzza di fritto che aleggiava. Il sudicio si denudò in tutta fretta, liberandosi della maglietta e dei calzoncini corti, non aveva mutande sotto e mi obbligò a spogliarmi nel solito modo maleducato.



Il fatto di essere continuamente messa di fretta e sotto pressione mi infastidiva non poco. Lo guardai nudo, non era nemmeno un brutto ragazzo alla fine, se solo si fosse lavato avrebbe ottenuto un'aspetto piu decente. Era magro e ben fatto, aveva un cazzo già bello duro di medie dimenzioni, capelli corti neri, gli avrei dato circa diciotto, vent'anni non di più. Scoprii poi ne aveva solo diciassette, evidentemente i Rom maturano prima di aspetto che noi italiani.



L'idea di aver scopato con un ragazzino non mi era affatto piaciuta, ma questo accadde piu tardi. Il sudicio mi trascinò sul letto con lui per un braccio, io con addosso solo le calze autoreggenti a rete, lui nudo del tutto, ci buttammo sul letto rigido che certo non era comodo ma serviva allo scopo. L'odore era insopportabile, e faticavo a respirare, ma ormai ero li e tirarmi indietro avrebbe portato solo altri guai. Cercando di sforzarmi a non pensare al suo odore e aspetto sudicio, gli presi in mano il cazzo duro, e me lo portai alle labbra carnose, aveva un fetore osceno, fossimo stati immezzo ad un campo di letame non avrei sentito differenza di odori. Chiusi gli occhi, scostai nuovamente da un lato i lunghi capelli, e lo presi in bocca iniziando a succhiarlo meglio che potevo, sperando e pregando non mi prendessi qualche infezione.



Il sudicio godeva e sembrava compiaciuto del lavoretto di bocca che gli stavo facendo, tanto che mi scaricò in gola dopo pochi minuti un bel fiotto di sperma caldo che mi ordinò di mandar giù... Non era nei patti, ma obbedì e ingoiai tutto. Avevo fatto il richiamo per l'antitetanica, ma non sapevo se sarebbe servito ad evitarmi malattie di altro genere. Dopo avergli fatto indossare il guanto a fatica, non lo voleva mettere, il ragazzo mi fece sdraiare su un fianco, il letto era per due persone ma non si stava molto comodi a dire il vero. Il ragazzino che comunque ci sapeva fare davvero per la sua giovane età, da dietro mi alzò una gamba con la sua mano sporca, e cercò senza riuscirci di infilarmelo dentro. Iniziò ad innervosirsi, e a dare a me la colpa dei suoi fallimenti perché non collaboravo abbastanza. Cercai di calmarlo e di collaborare come potevo per non farlo agitare troppo. Non capivo il motivo di tanta fretta e tanto nervosismo, alla fine ero li ed avevo obbedito ai suoi desideri, perché incazzarsi.



Ci riprovò e aiutato da me finalmente riuscimmo a penetrarmi facendomi anche un po male. Cosa che lo fece sghignazzare, mentre io mi sarei volentieri alzata e lo avrei mandato a fare in culo, ma desistetti. Il sudicio mi penetrò ancora con violenza, facendomi nuovamente male, e sghignazzò, lo pregai almeno di non farmi così male o me ne sarei andata, mi disse di star zitta, mi diede della puttana, mi disse di scopare farlo godere e basta. Non ero certo nelle condizioni adatte per godermi quella scopata improvvisata, ma cercai di rilassarmi e partecipare il piu possibile. Chiusi gli occhi, dimenticai il lezzo che ci circondava, e iniziai a godere davvero ad ogni suo colpo e ad ogni spinta. Per essere un pischello era pure bravo lo stronzetto.



Il ragazzo sapeva scopare davvero bene e me lo stava dimostrando. Mi sfondò il culo con il suo cazzo sporco e io godevo come una cagna insultata continuamente da lui dietro di me, che mi stringeva la gamba alzata quasi a farmi male e mi spingeva il suo cazzo fino allo stomaco palle comprese. Sborrando nuovamente stavolta dentro al guanto per mia fortuna dicendo che mi avrebbe messa incinta. Era impossibile mi ingravidasse dato non ero una vera femmina e non avevo né figa né ovaie, ma la cosa sembrava eccitarlo parecchio e lo assecondai dicendo di mettermi incinta che mi piaceva. Squirtai da dietro sporcandolo, la cosa non sembrava dargli fastidio. Visto com'era conciato, il mio liquido era come acqua santa per lui. Alla fine mi era anche piaciuto inutile negarlo.



Continuando ad insultarmi dicendomi Troia Puttana vacca, il sudicio si svuotò per bene prima di lasciarmi la gamba e uscire dal mio culo ormai slargato e ben riempito dalla sua sperma dentro al preservativo. Poi fece un gesto che non compresi respingendomi e allontanandomi come fosse schifato. Se c'era qualcuna che doveva schifarsi li dentro ero io non certo lui mi dissi tra me. Il sudicio a malo modo mi cacciò fuori dalla Roulotte, nemmeno mi diede il tempo di rivestirmi e dovetti farlo una volta fuori dal mezzo, lontana dal campo. Feci un pezzo di camminata tra le Roulotte e le auto nuda completamente, trovato lo spiazzo dove mi aveva abbordata, mi son rivestita con le natiche ancora doloranti per il brusco trattamento ricevuto poco prima.



Tornai a casa di filata senza proseguire oltre la mia passeggiata notturna. Per quella notte ne avevo avute abbastanza. Appena rientrata la prima cosa che feci fu disinfettarmi da testa a piedi per evitare possibili infezioni. Mi risciaquai ripetutamente la bocca con il colluttorio e mi disinfettai da testa a piedi dopo una bella doccia rinfrescante. Dormii bene dopo quella disinfestazione totale e non mi svegliai fino al mattino.



Tutta quella faccenda mi era piaciuta poco, nonostante avessi goduto come una vaccona mentre il sudicio mi sfondava il culo insultandomi continuamente. Son sempre stata testarda di natura, e molte volte invece di lasciar correre, mi andavo a cercare i guai. Quella mattina di sole caldo messi un paio di shorts e una t-shirt scollacciata con dietro una boccetta di deodorante e sterilizzante per corpo e mani, tornai al campo decisa a parlare con qualcuno della famiglia del sudicio per raccontare che trattamento avevo ricevuto dal ragazzo.



Non avevo idea cosa potessi fare, ma era una situazione istintiva di vendetta per il trattamento ricevuto quella notte. Arrivata sul posto, il campo Rom Sterpa appariva di tutt'altro aspetto che la notte precedente. Se mi era sembrato un camposanto la notte, con la luce del sole assumeva tutt'altre sembienze. Panni stesi su corde e gente che entrava e usciva dalle Roulotte vociando, mi faceva sembrare il posto un normale campo di zingari con la loro vita di sempre. Cercai di individuare in tutto quel vespaio di gente il Camper del ragazzo della notte scorsa, mi ci volle qualche minuto per individuarlo, benché non ne fossi certa mi avviai ugualmente in quella che ritenevo la direzione adatta.



Di notte i particolari specie in zone buie sfuggono. Mi avviai verso il posto, e cercai di fermare una donna coperta di stracci sudicie maleodoranti che aveva un aspetto da anziana, cercai di spiegarle chi fossi e cosa mi era successo quella notte in quel Camper da dove lei stessa era appena uscita. La donna che era già prevenuta nei miei confronti, iniziò a sbraitare a voce alta che ero "nu trans di mierd" detta alla napoletana, che che cazzo ero venuto a fare li immezzo "stu trans de mierd che voi... Eh? Che cazzo voi" parole che ripeteva ogni tre urli.



Cercai di spiegarle con la dovuta calma ed educazione possibile, che non ero trans, e che ero stato stuprata da uno dei loro ragazzi. La donna si voltò urlando e chiamò a raccolta altri uomini del posto. Ne arrivarono quattro, sui trenta trentacinque anni circa, che mi chiesero che cazzo volessi da loro. Sempre educatamente, cercai di ripetere che ero stata sequestrata e scopata senza la mia volontà da uno dei ragazzi che ora non vedevo li intorno.



La donna continuava ad urlare ed insultarmi, mentre i quattro uomini mi minacciarono severamente, prove non ne avevo, e prima di accusare qualcuno dovevo dare prove. Nessuno dei loro figli andava a Trans mi dissero. Confermai che il Camper dov'ero stata trascinata dal ragazzo, era quello dietro di noi, ma non potendo identificare il ragazzo, dovetti battere in ritirata dietro insulti di ogni genere e parolacce unite a minacce. Gente molto cordiale e amichevole quella mi dissi tra me mentre mi allontanavo a passo svelto. Arrivai sullo spiazzo che il sole batteva e scaldava un po troppo a quell'ora presto del mattino. Mi voltai un'ultima volta verso quel campo che non avrei mai più visitato, mentre la vecchia ancora urlava insulti verso di me, feci spallucce e mi voltai verso la strada per uscire dal posto.



Come la sera prima il sudicio mi aveva spaventata apparendo all'improvviso, altrettanto inaspettato fu il materializzarsi di tre dei quattro uomini del campo con cui avevo appena parlato, o meglio ricevuto minacce. Come avessero fatto ad arrivare prima di me senza che li avessi visti resta un mistero. Forse esisteva una stradina alternativa che non conoscevo. Sta di fatto che i tre mi sbarrarono la strada e in un italiano maccaronico, tipico di chi non parla bene la nostra lingua, mi minacciarono nuovamente..."Adesso paghi... venuto qui a accusare noi di stupri... paghi.." Non erano accuse false tornai a ripetere, il ragazzo mi aveva costretta ad un rapporto contro voglia, e in italia questo era reato dissi. Mi incazzai e gli urlai in faccia che dovevano educare meglio i loro figli e che... non finii la frase perché due di loro mi bloccarono le braccia, cercai di divincolarmi senza riuscirci, erano ben piazzati non certo come il sudicio che era magrolino e a cui potevo tener testa. Questi erano in tre contro una sola.



Pensai volessero pestarmi per l'accusa che avevo rivolto al loro ragazzo, invece fui trascinata con forza verso una Roulotte li a pochi passi che non avevo notato nemmeno la notte precedente. Del sudicio non avevo piu visto ombra, ne sapevo che fine gli avessero fatto fare. Trascinata dentro quella Roulotte, lontana dalle altre giu nel campo, i tre chiusero la porta facendomi capire le loro intenzioni. La violenza che avevo scampato la notte prima favorendo il ragazzo, la stavo per subire adesso li seduta stante.



Tornare in quel posto si era rivelata una pessima mossa. Bloccata per entrambe le braccia dai due uomini, il terzo mi strappò di dosso la T-shirt e mi levo' a forza gli shorts con la gentilezza di un lottatore di Wrestling. Una volta denudato pure lui, sempre bloccata dai suoi amici, mi ha fatto inginocchiare a forza sbattendomi il suo cazzo duro e odorante di piscia in gola, tenendomi per i capelli e facendomi male. Mi sputo' in viso piu volte insultandomi come avevo gia sentito.



Mi vennero conati di vomito ma fortunatamente non avevo fatto colazione e non mi venne fuori nulla. Anche gli altri vollero togliersi lo sfizio di scoparmi in bocca a turno. Fui gettata con forza sul letto della Roulotte e tenuta ferma nuovamente, i tre cercarono di scoparmi anche il culo, che ancora era allargato dalla sera prima. Cercai di oppormi, ma per evitare altre sberle e maltrattamenti mi feci trovare collaborativa. Cercai a quel punto di farli ragionare lavorando di psicologia, mi scusai con loro e cercai di fargli capire che avrei scopato piu volentieri se non mi avessero fatto violenza addosso. I tre uomini si calmarono in apparenza, la mia tattica stava funzionando, e cercai di mostrarmi disponibile nei loro confronti.



Finalmente placate le loro ire, iniziai a godermi la scopata vera e propria con loro tre, cercando di rendermi piu disponibile possibile nei loro confronti. Faceva caldo, e la mattinata si stava inoltrando verso il mezzogiorno, la Roulotte era al riparo sotto una sterpaglia di erba alta e una tettoia di un vecchio edificio ormai in decadenza e abbandonato. Forse un tempo una fabbrichetta. Nel frattempo venivo presa da dietro per i fianchi da uno di loro, e senza tanti complimenti mi son sentita penetrare dal suo cazzo grosso che lo stronzo spingeva con forza senza preoccuparsi di farmi male.



Cercai di aiutarlo ma l'altro dei tre me lo mise in gola e dovetti soddisfare pure lui, il terzo assisteva facendosi masturbare dalla mia mano destra. Quello dietro di me mi prese i lunghi capelli, me li fece a coda e mi tenne come fossi una puledra da domare, mentre mi inculava fortemente e il suo compare davanti a me mi scopava la bocca. Puttana Trans puttana scopa mi urlavano tutti e tre.



Godevo e mi piaceva inutile negarlo, godevo benedendo qui tre bastardi che mi stavano procurando un piacere immenso. Quello davanti mi sborro' in bocca e ingoiai tutto senza farmelo ripetere, lui ne fu compiaciuto mentre mi insultava dandomi del trans puttana per la milionesima volta. Quello che masturbavo mi spruzzo' addosso sporcandomi dalla vita in giù, e l'ultimo dietro mi ingravido' per la seconda volta, venendomi e lavandomi bene il culo internamente di calda sperma. Anche lui urlando di mettermi incinta. Per quella gente mettere incinta le loro donne doveva essere la prassi mi dissi. Godevo venendo anch'io come avevo fatto la sera prima col sudicio. Svuotatosi le palle l'uomo mi ha mollata agli altri due, che nonostante fossero venuti non hanno ugualmente perso l'occasione di infilarmelo dentro con la sperma del loro amico ancora che mi colava giu per le gambe.



Ormai presa piu che mai anch'io dal piacere, ansimavo e godevo come la puttana che ero davvero pregando di ingraviarmi anche all'uomo che mi stava stantuffando adesso. Quello accolse il mio desiderio e spruzzo' a fontana nel mio culo ormai slabbrato a dovere dopo essermi venuto in bocca poco prima. Fossi stata davvero una donna, avrei dovuto abortire sicuramente dopo quel trattamento. Fui liquidata dai tre dopo essere stata sfondata e riempita a dovere e fatta allontanare alla svelta dalla Roulotte. A quel punto fui io a chiedere di non lasciarmi andare via e di chiamare altri uomini per continuare quello stupro. Ero impazzita? Che stavo dicendo? I tre mi buttarono fuori dalla Roulotte con i miei vestiti gettati tra le sterpaglie. Ma io non avevo intenzione di andarmene assolutamente. Non so che mi prese stavo rischiando davvero molto. Alla fine mi minacciarono di andarmene subito altrimenti mi avrebbero ammazzata. Li capii il pericolo e raccolta la mia roba mi avviai allo spiazzo.



Del Sudicio non ho piu saputo nulla, probabilmente gli stessi familiari lo avevano nascosto chissà dove, e per quanto riguarda quei tre uomini pensando di avermi dato una bella lezione non avevano affatto capito che la lezione mi era servita per farmi una scopata migliore della precedente con il figlio.

chrisbabyface@libero.it
scritto il
2026-08-08
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