Il cinema
di
Chris Rondinelli
genere
trans
Ormai spariti nella maggior parte delle città italiane, i cinema hard sono stati il ritrovo piu' frequentato da uomini, trans e trav almeno fino ai primi anni del duemila, quando per ordinanza delle polizie locali, vennero fatte abbassare le saracinesche causa troppi marchettari e giro di prostituzione che avveniva all'interno di molte sale specie in Lombardia. Non era un segreto infatti, che il piu delle volte in quei posti trans e trav guadagnassero mercificandosi. Vuoi anche per l'arrivo dei Porn Free sul Web, i cinema dovettero alzare bandiera bianca e chiudere in massa.
Solo qualche piccola saletta di periferia in sobborghi italici resiste ma l'ondata di pubblico che avevano anche questi e calata notevolmente. Io fui fortunata a poter frequentare qualcuno di quei cinema prima della chiusura. Tante volte mi ero detta di provare ad entrare in uno di quei posti che a Milano non mancavano di certo. Ne trovavi quasi uno ad ogni angolo di zona, dal più piccolo alle Multisala. Ma non fu una multisala che visitai come mia prima volta, scelsi una piccola saletta di periferia non distante da dove abitavo ad avere l'onore di battezzare il mio debutto. Il cinema In questione si chiamava SEMPIONE HARD, situato alla fine di una via ad angolo frequentata da molti extracomunitari e persone anziane che abitavano nei paraggi.
La mia prima visita al Sempione Hard, fu un Sabato sera, e ricordo tutto come fosse successo ieri. Era estate, faceva abbastanza caldo, e per quella sera speciale mi ero preparata con molta attenzione, non trascurando nessun particolare. Avevo sentito molte storie eccitanti raccontate da conoscenti entrati in quei cinema, ed ero intenzionata a verificare di persona se si trattasse di fatti reali, o di solite leggende metropolitane. Indossai qualcosa che non passasse inosservato anche in una buia sala.
Scelsi di uscire verso sera perché speravo di dare meno nell'occhio, che uscendo in piena luce del giorno conciata come una puttana da strada. Finalmente giunta davanti all'ingresso del cinema, esitai un istante prima di varcarne la soglia dal portone in vetro trasparente. All'interno potevo scorgere il mini corridoio con la luce a neon blu sul soffitto, e infondo al corridoio con tanto di tappeto rosso a terra, potevo intravedere il bancone della cassa, dove stazionava un'uomo grasso e tarchiato dalla faccia da maiale, sicuramente il proprietario del posto mi dissi.
Entrai spingendo verso l'interno la grossa porta, giungendo fino alla cassa. Tirai fuori dallo zainetto dieci mila lire, (Che ricordi e nostalgia del vecchio conio), Banconota che passai fissando il tizio che a sua volta mi guardò in malo modo, ma che non ebbe problemi a porgermi il biglietto. Evidentemente non dovevo essergli molto simpatica conciata a quel modo. Presi il biglietto alzai i tacchi sorpassando il grasso maiale, mi trovai davanti un'entrata senza porta ma coperta solo da un drappo di velluto nero, tipico dei lutti funerari. Andiamo bene mi dissi, nemmeno una semplice porta scorrevole aveva quel posto. Non ci misi troppo a capire che quel cinema se così si poteva chiamare, non era altro che una baracca a costo zero. Alla fine era vicino, piccolo, e per il mio esordio era più che sufficiente. Varcata la soglia della saletta, mi trovai in un vero e proprio inceneritore per fumatori, l'odore acre del fumo mi fece tossire più e più volte, attirando così su di me, tutti gli sguardi dei presenti.
Il film era già in proiezione sul grande schermo nel buio risaltava una bella transessuale che si faceva aprire il culo da due neri dotati. I miei occhi si abituarono a fatica al buio del posto, e quando finalmente riuscii a mettere a fuoco l'intera saletta, rimasi paralizzata in preda ad un vero e proprio Shock. La stanza era stracolma di uomini con le sigarette accese, sia seduti che in piedi. Senza chiedermi come fosse possibile che una stanzetta così piccola potesse contenere tanta gente ammassata, sentii le gambe tremarmi, il cuore martellarmi in petto e le mani sudarmi terribilmente.
Ero tentata di uscire e ritornare un'altra volta, non ero ancora preparata a stare in una stanzetta colma di uomini ed entrai subito nel panico. Mi dissi non potevo restare sulla soglia dell'entrata tutta la sera, avevo pagato, tanto valeva muoversi, e lo feci claudicante quasi timorosa di non farmi notare. Cosa che invece puntualmente accadde, avevo tutti gli occhi addosso e mi sentivo osservata come fossi sotto esame. Chiedendo permesso e barcollando tra poltroncine e uomini in piedi, arrivai infondo alla saletta contro il muro, dove trovai finalmente uno spazio vuoto e mi piazzai li in piedi, fingendo interesse per il film che veniva proiettato. Appoggiai lo zainetto ai miei piedi, tenendolo ben stretto e attenta a non farmelo rubare, e con un lungo respiro cercai di rilassarmi riempiendomi i polmoni di fumo passivo.
Avevo già molta gente che mi passava davanti, tenendo il viso dritto e gli occhi al grande schermo, fingevo idifferenza totale. Nella parte destra dello schermo, vi era una porticina chiusa ma da cui filtrava una luce bassa e continua, la targhetta luminosa sopra la porta indicava Toilette, almeno adesso sapevo dov'era il cesso.
Alzai un braccio per scostarmi i lunghissimi capelli dal viso, e fu in quel momento che iniziai a sentire delle dita accarezzarmi una coscia. Avevo le vie laterali bloccate, ai fianchi destro e sinistro stavano comodamente appoggiati con le braccia conserte due uomini di mezza età. Iniziai a diventare nervosa, mentre sentivo ancora le dita scivolare sulle mie coscie inguainate dagli stivaloni lucidi e dalle calze a rete. Continuai la mia finta indifferenza fingendo di osservare il film, purtroppo davanti avevo il via vai continuo che mi toglieva la visuale.
Sempre piu nervosa, alzai una seconda volta il braccio destro per sistemarmi nuovamente i capelli, e questa volta il mio braccio fu bloccato da uno dei due che avevo ai lati, precisamente quello al mio lato destro, che prese il mio polso portando la mia manina verso la sua patta dei pantaloni facendomi tastare il suo cazzo già duro all'interno. Non sapendo che fare, voltai la testa verso l'uomo istintivamente, e lui mi diede un bacio bacio sulle labbra. Restai spiazzata e non reagii.
Nel frattempo la mano che mi accarezzava la coscia, era salita fino al mio culo scoperto dagli shorts sgambati, allungando lo sguardo verso il basso, mi accorsi della mano dell'uomo che avevo dal lato opposto. Quello al lato destro slacciò i pantaloni estraendo il suo bel cazzo mettendomelo in mano, e mi aiuto' con la sua mano nella mia a masturbarlo. Nel frattempo quello che mi stava palpando il culo, cercò senza riuscirci, di sbottonare gli shorts aderenti. Ci penso' qualcun'altro a farmeli scivolare via insieme alla T-shirt che mi fu sfilata in un secondo. Fu tutto cosi rapido che non ebbi nemmeno il tempo di accorgermi di chi mi avesse spogliata.
Mi arrivarono addosso mille e piu mani, che mi toccavano e palpavano da ogni lato del corpo, fui presa e baciata da piu persone con la lingua in bocca, c'era chi mi accarezzava i capelli, chi mi strusciava il cazzo sulle coscie e sulle natiche. Fui messa in ginocchio mentre tutti si disposero a cerchio attorno a me nascondendomi alla vista degli altri rimasti indietro. Mi ritrovai davanti al viso molti cazzi da succhiare, e cercai di prenderne il più possibile, succhiando quelli che potevo, e masturbando gli altri.
Era una scena degna del film che stavano proiettando, mi sembrò ad un tratto di essere io la protagonista li dentro, e non la pellicola che ormai ben pochi guardavano. Qualcuno nel frattempo si svuotò le palle troppo in fretta, e iniziarono ad arrivarmi degli schizzi di sperma addosso. Ero al massimo dell'eccitazione, mai avrei immaginato una cosa simile prima d'ora, stava succedendo così in fretta, ma era cosi maledettamente bello. Ad un tratto qualcuno nel gruppo che avevo attorno mi afferrò per un braccio tirandomi in piedi, avevo le gambe atrofizzate e tremavo non certo per il freddo, ma per l'eccitazione. Barcollai addosso ad un signore con gli occhiali che gentilmente mi resse sorridendomi. Appoggiata a lui, misi le mie braccia distese sulle sue spalle, feci un lungo respiro, e mi rilassai, cercando di calmarmi e godermi il momento che stavo vivendo.
Dietro di me, qualcuno si stava già dando da fare per aprirmi il culo, mi allargarono le gambe con dei colpetti ai piedi, e con le mani mi allargarono le chiappe, sentivo molti uomini mugolare di piacere ma l'audio del film era bello alto, e i loro mugolii si confondevano con le urla di piacere delle protagoniste. Fui presa per i fianchi da qualcuno, e dopo avermi infilato un paio di dita insalivate nel buchetto, una turgida e grossa cappella coperta da un preservstivo si fece strada dentro alle mie natiche, spingendo nervosamente e facendo attrito con la gomma del guanto.
Ovviamente non vedevo nulla, avevo la testa ferma bloccata dall'uomo che mi reggeva e mi baciava con passione, sentivo delle mani accarezzarmi continuamente i lunghissimi capelli, qualcuno si complimentava - bella bellissima, sei una dea, la dea dell'amore. Mi arrivarono anche molte offerte di matrimonio, era tutto così assurdo, mentre tutto questo veniva assorbito dalla mia testa, il cazzo dietro di me si era fatto strada entrando tutto nel mio culo.
Chiusi gli occhi, e iniziai a sospirare come la puttana che sono sempre stata ansimando forte ad ogni spinta mi davano dietro. Iniziarono a fare seriamente, venni stantuffata a dovere sempre piu forte colpo su colpo, non trattenni la mia gioia e ricambiavo gemendo e godendo insieme a loro senza vergogna e senza ritegno. Quello davanti continuava a farmi assurde proposte di convivenza e voleva sposarmi, blaterava in preda al piacere mentre lo masturbavo con la mia mano, sotto di me qualcuno si era piegato per succhiarmelo, non ce la feci e credo di avergli riempito la bocca di sperma.
Fu davvero fantastico, ero in piena estasi di piacere, alla fine ciò che si diceva di quei posti era tutto vero, constatai personalmente che non erano leggende metropolitane. Nessuno prestava più attenzione al film, erano tutti li a guardare me stantuffata a dovere e strusciata da mille cazzi duri appoggiata contro un uomo che mi reggeva accarezzandomi i capelli.
Quando finalmente il primo terminò il suo turno venendomi in culo dentro al preservativo, ecco iniziare la girandola di uomini a spaccarmi dopo di lui. Fuori uno subito dentro un'altro... e un'altro ancora, fui aperta da non so quanti bei cazzi uno dopo l'altro, arrivando a farmelo bruciare maledettamente. Molti altri non potendo scoparmi, si erano accontentati di svuotarsi le palle sulle mia gambe, e avevo le coscie e gli stivali ormai belli pieni di sperma a rivoli gocciolanti. Come sempre capitava in quelle occasioni la mia testa e il mio pensiero andarono subito alla persona che amavo piu della mia stessa vita, mia madre. Ero combattuta se chiamarla o meno, col frastuono che c'era li dentro era probabile che nemmeno riuscissi a sentirla, ma tentai ugualmente la cosa.
Chiesi ad uno di trovarmi lo zainetto e di prendermi il cellulare, cosa che l'uomo fece con non poca difficoltà riuscii a comporre il numero di mamma, mentre gemevo e godevo scopata a sangue da tutti cercai di sentire gli squilli del telefono, sperando di trovarla sveglia a quell'ora. Non riuscivo a sentire nulla, l'audio del film era altissimo, e i gemiti di piacere degli uomini che mi scopavano o che avevo addosso, mi impediva di sentire la chiamata. Mi parve di udire un "Pronto?", cercai di sospirare un... "Ciao Ma..." ma non ci riuscii, tentai una seconda volta e mamma mi riconobbe.
"Dove sei? sento un gran baccano... che stai facendo dove sei..." disse - sono ad una festa, hanno la musica troppo alta - le risposi mentendo. lei incalzò "Chi sta urlando? sento delle urla..." ovviamente era il film e le urla erano delle trans sfondate dai maschi di colore, - non so... forse hanno acceso la televisione... cercai di mentire per la seconda volta. L'uomo he mi reggeva davanti mi tolse il telefono di mano, e prese la parola, anche se nessuno gli aveva dato il permesso. Buonasera signora, deve essere molto orgogliosa di sua figlia sa... fece quello, mi piacerebbe conoscerla... Ma a quel punto riuscii a togliergli il cellulare di mano e chiudere la telefonata prima che quello organizzasse un incontro improvvisato con mia madre che nemmeno sapeva dove fossi e cosa combinassi. Quello era fuori di testa mi dissi, ma non avevo tempo di fargli il cazziatone, sicuramente lo aveva fatto preso dal momento.
Ero nel momento clou della serata, ma ecco sul più bello, arrivare l'imprevisto che non mi aspettavo, e che nessuno di quelli che avevo addosso si aspettava. Facendosi largo a spallate e non era difficile, vista la sua mole e stazza larga, con una torcia puntata addosso al gruppo di uomini che avevo attorno sbucò il tizio con la faccia da maiale alla cassa, che fece a manate, tolse tutti gli uomini addosso a me, dicendomi prontamente di prendere i miei stracci e filare alla svelta. Cercai di spiegare che non stavo facendo nulla di male, molti uomini vennero in mio aiuto chiedendo al tizio grassoccio di lasciarmi ma lui fu irremovibile.
Mi prese per un braccio e mi trascinò fuori dal Cinema sbattendomi la porta in faccia e minacciandomi che se mi fossi fatta rivedere avrebbe preso seri provvedimenti.
Mi reggevo in piedi a stento per le scopate appena subite, ero mezza nuda con lo zainetto in una mano e i vestiti nell'altra immezzo alla via fortunatamente deserta a quell'ora. La luce dei lampioni illuminava il posto e cercai velocemente un posto dove potermi riparare e sistemare. Trovai un camion Tir parcheggiato a pochi metri, corsi dietro al bestione e cercai in tutta fretta di ricompormi infilandomi gli abiti con difficoltà. Il culo mi doleva e mi bruciava, le gambe mi reggevano a stento, il cuore mi pulsava in petto, avevo i capelli arruffati e scompigliati ero appiccicata di sperma sul viso e sugli stivali oltre che sulle cosce e nel complesso sembravo uscita da uno stupro di gruppo.
Non capivo lo strano comportamento del maiale e perché mi avesse sbattuta fuori a quel modo. Feci spallucce non avevo tempo di pensarci, senza che me ne accorgessi un'uomo li a pochi passi da me mi osservava. Lo riconobbi subito era uno dei tanti della saletta, precisamente quello che mi voleva sposare. Mi chiese se stessi bene, e che ero stata fantastica li dentro, il proprietario non aveva diritto di sbattermi fuori a quel modo disse, era un maiale stronzo. Si offrì di darmi un passaggio fino a casa con la sua auto. Non sarei rincasata facilmente a piedi conciata com'ero. Tutto sommato avevo fatto un debutto con i fiocchi e non sarebbe stata certo l'ultima volta che sarei tornata in altri cinema simili, magari stavolta in compagnia di qualcun'altro.
chrisbabyface@libero.it
Solo qualche piccola saletta di periferia in sobborghi italici resiste ma l'ondata di pubblico che avevano anche questi e calata notevolmente. Io fui fortunata a poter frequentare qualcuno di quei cinema prima della chiusura. Tante volte mi ero detta di provare ad entrare in uno di quei posti che a Milano non mancavano di certo. Ne trovavi quasi uno ad ogni angolo di zona, dal più piccolo alle Multisala. Ma non fu una multisala che visitai come mia prima volta, scelsi una piccola saletta di periferia non distante da dove abitavo ad avere l'onore di battezzare il mio debutto. Il cinema In questione si chiamava SEMPIONE HARD, situato alla fine di una via ad angolo frequentata da molti extracomunitari e persone anziane che abitavano nei paraggi.
La mia prima visita al Sempione Hard, fu un Sabato sera, e ricordo tutto come fosse successo ieri. Era estate, faceva abbastanza caldo, e per quella sera speciale mi ero preparata con molta attenzione, non trascurando nessun particolare. Avevo sentito molte storie eccitanti raccontate da conoscenti entrati in quei cinema, ed ero intenzionata a verificare di persona se si trattasse di fatti reali, o di solite leggende metropolitane. Indossai qualcosa che non passasse inosservato anche in una buia sala.
Scelsi di uscire verso sera perché speravo di dare meno nell'occhio, che uscendo in piena luce del giorno conciata come una puttana da strada. Finalmente giunta davanti all'ingresso del cinema, esitai un istante prima di varcarne la soglia dal portone in vetro trasparente. All'interno potevo scorgere il mini corridoio con la luce a neon blu sul soffitto, e infondo al corridoio con tanto di tappeto rosso a terra, potevo intravedere il bancone della cassa, dove stazionava un'uomo grasso e tarchiato dalla faccia da maiale, sicuramente il proprietario del posto mi dissi.
Entrai spingendo verso l'interno la grossa porta, giungendo fino alla cassa. Tirai fuori dallo zainetto dieci mila lire, (Che ricordi e nostalgia del vecchio conio), Banconota che passai fissando il tizio che a sua volta mi guardò in malo modo, ma che non ebbe problemi a porgermi il biglietto. Evidentemente non dovevo essergli molto simpatica conciata a quel modo. Presi il biglietto alzai i tacchi sorpassando il grasso maiale, mi trovai davanti un'entrata senza porta ma coperta solo da un drappo di velluto nero, tipico dei lutti funerari. Andiamo bene mi dissi, nemmeno una semplice porta scorrevole aveva quel posto. Non ci misi troppo a capire che quel cinema se così si poteva chiamare, non era altro che una baracca a costo zero. Alla fine era vicino, piccolo, e per il mio esordio era più che sufficiente. Varcata la soglia della saletta, mi trovai in un vero e proprio inceneritore per fumatori, l'odore acre del fumo mi fece tossire più e più volte, attirando così su di me, tutti gli sguardi dei presenti.
Il film era già in proiezione sul grande schermo nel buio risaltava una bella transessuale che si faceva aprire il culo da due neri dotati. I miei occhi si abituarono a fatica al buio del posto, e quando finalmente riuscii a mettere a fuoco l'intera saletta, rimasi paralizzata in preda ad un vero e proprio Shock. La stanza era stracolma di uomini con le sigarette accese, sia seduti che in piedi. Senza chiedermi come fosse possibile che una stanzetta così piccola potesse contenere tanta gente ammassata, sentii le gambe tremarmi, il cuore martellarmi in petto e le mani sudarmi terribilmente.
Ero tentata di uscire e ritornare un'altra volta, non ero ancora preparata a stare in una stanzetta colma di uomini ed entrai subito nel panico. Mi dissi non potevo restare sulla soglia dell'entrata tutta la sera, avevo pagato, tanto valeva muoversi, e lo feci claudicante quasi timorosa di non farmi notare. Cosa che invece puntualmente accadde, avevo tutti gli occhi addosso e mi sentivo osservata come fossi sotto esame. Chiedendo permesso e barcollando tra poltroncine e uomini in piedi, arrivai infondo alla saletta contro il muro, dove trovai finalmente uno spazio vuoto e mi piazzai li in piedi, fingendo interesse per il film che veniva proiettato. Appoggiai lo zainetto ai miei piedi, tenendolo ben stretto e attenta a non farmelo rubare, e con un lungo respiro cercai di rilassarmi riempiendomi i polmoni di fumo passivo.
Avevo già molta gente che mi passava davanti, tenendo il viso dritto e gli occhi al grande schermo, fingevo idifferenza totale. Nella parte destra dello schermo, vi era una porticina chiusa ma da cui filtrava una luce bassa e continua, la targhetta luminosa sopra la porta indicava Toilette, almeno adesso sapevo dov'era il cesso.
Alzai un braccio per scostarmi i lunghissimi capelli dal viso, e fu in quel momento che iniziai a sentire delle dita accarezzarmi una coscia. Avevo le vie laterali bloccate, ai fianchi destro e sinistro stavano comodamente appoggiati con le braccia conserte due uomini di mezza età. Iniziai a diventare nervosa, mentre sentivo ancora le dita scivolare sulle mie coscie inguainate dagli stivaloni lucidi e dalle calze a rete. Continuai la mia finta indifferenza fingendo di osservare il film, purtroppo davanti avevo il via vai continuo che mi toglieva la visuale.
Sempre piu nervosa, alzai una seconda volta il braccio destro per sistemarmi nuovamente i capelli, e questa volta il mio braccio fu bloccato da uno dei due che avevo ai lati, precisamente quello al mio lato destro, che prese il mio polso portando la mia manina verso la sua patta dei pantaloni facendomi tastare il suo cazzo già duro all'interno. Non sapendo che fare, voltai la testa verso l'uomo istintivamente, e lui mi diede un bacio bacio sulle labbra. Restai spiazzata e non reagii.
Nel frattempo la mano che mi accarezzava la coscia, era salita fino al mio culo scoperto dagli shorts sgambati, allungando lo sguardo verso il basso, mi accorsi della mano dell'uomo che avevo dal lato opposto. Quello al lato destro slacciò i pantaloni estraendo il suo bel cazzo mettendomelo in mano, e mi aiuto' con la sua mano nella mia a masturbarlo. Nel frattempo quello che mi stava palpando il culo, cercò senza riuscirci, di sbottonare gli shorts aderenti. Ci penso' qualcun'altro a farmeli scivolare via insieme alla T-shirt che mi fu sfilata in un secondo. Fu tutto cosi rapido che non ebbi nemmeno il tempo di accorgermi di chi mi avesse spogliata.
Mi arrivarono addosso mille e piu mani, che mi toccavano e palpavano da ogni lato del corpo, fui presa e baciata da piu persone con la lingua in bocca, c'era chi mi accarezzava i capelli, chi mi strusciava il cazzo sulle coscie e sulle natiche. Fui messa in ginocchio mentre tutti si disposero a cerchio attorno a me nascondendomi alla vista degli altri rimasti indietro. Mi ritrovai davanti al viso molti cazzi da succhiare, e cercai di prenderne il più possibile, succhiando quelli che potevo, e masturbando gli altri.
Era una scena degna del film che stavano proiettando, mi sembrò ad un tratto di essere io la protagonista li dentro, e non la pellicola che ormai ben pochi guardavano. Qualcuno nel frattempo si svuotò le palle troppo in fretta, e iniziarono ad arrivarmi degli schizzi di sperma addosso. Ero al massimo dell'eccitazione, mai avrei immaginato una cosa simile prima d'ora, stava succedendo così in fretta, ma era cosi maledettamente bello. Ad un tratto qualcuno nel gruppo che avevo attorno mi afferrò per un braccio tirandomi in piedi, avevo le gambe atrofizzate e tremavo non certo per il freddo, ma per l'eccitazione. Barcollai addosso ad un signore con gli occhiali che gentilmente mi resse sorridendomi. Appoggiata a lui, misi le mie braccia distese sulle sue spalle, feci un lungo respiro, e mi rilassai, cercando di calmarmi e godermi il momento che stavo vivendo.
Dietro di me, qualcuno si stava già dando da fare per aprirmi il culo, mi allargarono le gambe con dei colpetti ai piedi, e con le mani mi allargarono le chiappe, sentivo molti uomini mugolare di piacere ma l'audio del film era bello alto, e i loro mugolii si confondevano con le urla di piacere delle protagoniste. Fui presa per i fianchi da qualcuno, e dopo avermi infilato un paio di dita insalivate nel buchetto, una turgida e grossa cappella coperta da un preservstivo si fece strada dentro alle mie natiche, spingendo nervosamente e facendo attrito con la gomma del guanto.
Ovviamente non vedevo nulla, avevo la testa ferma bloccata dall'uomo che mi reggeva e mi baciava con passione, sentivo delle mani accarezzarmi continuamente i lunghissimi capelli, qualcuno si complimentava - bella bellissima, sei una dea, la dea dell'amore. Mi arrivarono anche molte offerte di matrimonio, era tutto così assurdo, mentre tutto questo veniva assorbito dalla mia testa, il cazzo dietro di me si era fatto strada entrando tutto nel mio culo.
Chiusi gli occhi, e iniziai a sospirare come la puttana che sono sempre stata ansimando forte ad ogni spinta mi davano dietro. Iniziarono a fare seriamente, venni stantuffata a dovere sempre piu forte colpo su colpo, non trattenni la mia gioia e ricambiavo gemendo e godendo insieme a loro senza vergogna e senza ritegno. Quello davanti continuava a farmi assurde proposte di convivenza e voleva sposarmi, blaterava in preda al piacere mentre lo masturbavo con la mia mano, sotto di me qualcuno si era piegato per succhiarmelo, non ce la feci e credo di avergli riempito la bocca di sperma.
Fu davvero fantastico, ero in piena estasi di piacere, alla fine ciò che si diceva di quei posti era tutto vero, constatai personalmente che non erano leggende metropolitane. Nessuno prestava più attenzione al film, erano tutti li a guardare me stantuffata a dovere e strusciata da mille cazzi duri appoggiata contro un uomo che mi reggeva accarezzandomi i capelli.
Quando finalmente il primo terminò il suo turno venendomi in culo dentro al preservativo, ecco iniziare la girandola di uomini a spaccarmi dopo di lui. Fuori uno subito dentro un'altro... e un'altro ancora, fui aperta da non so quanti bei cazzi uno dopo l'altro, arrivando a farmelo bruciare maledettamente. Molti altri non potendo scoparmi, si erano accontentati di svuotarsi le palle sulle mia gambe, e avevo le coscie e gli stivali ormai belli pieni di sperma a rivoli gocciolanti. Come sempre capitava in quelle occasioni la mia testa e il mio pensiero andarono subito alla persona che amavo piu della mia stessa vita, mia madre. Ero combattuta se chiamarla o meno, col frastuono che c'era li dentro era probabile che nemmeno riuscissi a sentirla, ma tentai ugualmente la cosa.
Chiesi ad uno di trovarmi lo zainetto e di prendermi il cellulare, cosa che l'uomo fece con non poca difficoltà riuscii a comporre il numero di mamma, mentre gemevo e godevo scopata a sangue da tutti cercai di sentire gli squilli del telefono, sperando di trovarla sveglia a quell'ora. Non riuscivo a sentire nulla, l'audio del film era altissimo, e i gemiti di piacere degli uomini che mi scopavano o che avevo addosso, mi impediva di sentire la chiamata. Mi parve di udire un "Pronto?", cercai di sospirare un... "Ciao Ma..." ma non ci riuscii, tentai una seconda volta e mamma mi riconobbe.
"Dove sei? sento un gran baccano... che stai facendo dove sei..." disse - sono ad una festa, hanno la musica troppo alta - le risposi mentendo. lei incalzò "Chi sta urlando? sento delle urla..." ovviamente era il film e le urla erano delle trans sfondate dai maschi di colore, - non so... forse hanno acceso la televisione... cercai di mentire per la seconda volta. L'uomo he mi reggeva davanti mi tolse il telefono di mano, e prese la parola, anche se nessuno gli aveva dato il permesso. Buonasera signora, deve essere molto orgogliosa di sua figlia sa... fece quello, mi piacerebbe conoscerla... Ma a quel punto riuscii a togliergli il cellulare di mano e chiudere la telefonata prima che quello organizzasse un incontro improvvisato con mia madre che nemmeno sapeva dove fossi e cosa combinassi. Quello era fuori di testa mi dissi, ma non avevo tempo di fargli il cazziatone, sicuramente lo aveva fatto preso dal momento.
Ero nel momento clou della serata, ma ecco sul più bello, arrivare l'imprevisto che non mi aspettavo, e che nessuno di quelli che avevo addosso si aspettava. Facendosi largo a spallate e non era difficile, vista la sua mole e stazza larga, con una torcia puntata addosso al gruppo di uomini che avevo attorno sbucò il tizio con la faccia da maiale alla cassa, che fece a manate, tolse tutti gli uomini addosso a me, dicendomi prontamente di prendere i miei stracci e filare alla svelta. Cercai di spiegare che non stavo facendo nulla di male, molti uomini vennero in mio aiuto chiedendo al tizio grassoccio di lasciarmi ma lui fu irremovibile.
Mi prese per un braccio e mi trascinò fuori dal Cinema sbattendomi la porta in faccia e minacciandomi che se mi fossi fatta rivedere avrebbe preso seri provvedimenti.
Mi reggevo in piedi a stento per le scopate appena subite, ero mezza nuda con lo zainetto in una mano e i vestiti nell'altra immezzo alla via fortunatamente deserta a quell'ora. La luce dei lampioni illuminava il posto e cercai velocemente un posto dove potermi riparare e sistemare. Trovai un camion Tir parcheggiato a pochi metri, corsi dietro al bestione e cercai in tutta fretta di ricompormi infilandomi gli abiti con difficoltà. Il culo mi doleva e mi bruciava, le gambe mi reggevano a stento, il cuore mi pulsava in petto, avevo i capelli arruffati e scompigliati ero appiccicata di sperma sul viso e sugli stivali oltre che sulle cosce e nel complesso sembravo uscita da uno stupro di gruppo.
Non capivo lo strano comportamento del maiale e perché mi avesse sbattuta fuori a quel modo. Feci spallucce non avevo tempo di pensarci, senza che me ne accorgessi un'uomo li a pochi passi da me mi osservava. Lo riconobbi subito era uno dei tanti della saletta, precisamente quello che mi voleva sposare. Mi chiese se stessi bene, e che ero stata fantastica li dentro, il proprietario non aveva diritto di sbattermi fuori a quel modo disse, era un maiale stronzo. Si offrì di darmi un passaggio fino a casa con la sua auto. Non sarei rincasata facilmente a piedi conciata com'ero. Tutto sommato avevo fatto un debutto con i fiocchi e non sarebbe stata certo l'ultima volta che sarei tornata in altri cinema simili, magari stavolta in compagnia di qualcun'altro.
chrisbabyface@libero.it
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