Pallavolo (capitolo 14 - Fede)

di
genere
gay

Si tratta di micro capitoli, scritti su base quotidiana, ispirati alle mie prime esperienze, vogliono essere una specie di bozza per un successivo racconto più lungo e strutturato per questo apprezzo ogni tipo di commento: ziggy.gay.mi@gmail.com
Buona lettura
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Ormai è il quinto giorno del ritiro, incomincia il torneo, incontreremo in campo i ragazzi delle altre squadre, nostri vicini di stanza con i quali però non abbiamo interagito molto fino ad oggi. Dopo la colazione si và in palestra, facciamo riscaldamento poi inizia la partita, io parto in panchina, il primo set lo vinciamo facile, nel secondo entro in campo, gioco bene e vinciamo anche il secondo, La partita si conclude con un bel tre a zero. Doccia e torniamo ai dormitori. Dopo pranzo ci aspetta la seconda partita, ci stiamo riscaldando, siamo in fila davanti alla rete, è il mio turno, faccio un passo avanti, alzo le braccia e faccio muro, dall'altra parte della rete, a pochi centimetri un ragazzo alto, lo riconosco è il ragazzo dell'ascensore, lui con un gesto della mano mi saluta, io sorrido. Inizia la partita, sono titolare, lui fa il centrale "non poteva essere altrimenti visto quanto è alto" penso, nelle pause fra un punto e l'altro i nostri sguardi si incrociano, leggo sul retro della sua maglietta "Fede", la partita è combattuta, noi siamo in vantaggio ma lui continua a murarmi, non riesco a passare con i miei attacchi, lui con le dita mi fa segno "ti tengo d'occhio" io faccio un espressione di sfida. Arriva il quinto set, siamo sotto ma alla fine la spuntiamo noi. Le due squadre sono nei rispettivi campi a fare stretching, io che odio farlo mi sbrigo e mi dirigo verso lo spogliatoio, mentre passo accanto a loro "hei" una voce richiama la mia attenzione, è lui seduto a terra con la sua squadra, alza la mano e mi fa cenno di venire, mi avvicino al cerchio di ragazzi "stasera andiamo a prendere una piadina in città, vuoi venire con noi?" Dice lui, io tentenno un attimo poi rispondo "certo" "allora ci vediamo in mensa poi andiamo" esco dalla palestra e entro in corridoio, vengo sbattuto improvvisamente contro il muro, una mano alla gola, è Matteo "ti ricordi quale è la tua squadra?" Mi fissa negli occhi "e il tuo padrone?" "Scusa" balbetto, "vai a lavarti" dice lasciandomi il collo, io ubbidisco. Durante la cena, io non alzo gli occhi dal tavolo e una volta finito di mangiare, prima che io possa incrociare Fede, i ragazzi della mia camerata mi scortano in spiaggia, ci mettiamo nel solito posto e fumiamo la consueta canna. È buio, ma le luci dei campi da beach proiettano lunghe ombre, alle nostre spalle compare un folto gruppo di ragazzi, sono Fede e la sua squadra, "ti ho visto uscire dalla mensa, vuoi darci buca? Mi spezzi il cuore!" Dice Fede rivolgendosi a me. Il nostro capitano scatta in piedi va verso di lui a muso duro "fuori dai coglioni" dice "non parlavo con te, tesoro" controbattere Fede, immediatamente Matteo risponde tirandogli un pugno in faccia, l'intera squadra avversaria si para fra di loro, anch'io mi alzo dalla sdraio di istinto, Matteo si gira verso di me e mi dà uno spintone, io arretro, inciampo nella sdraio e finisco sulla sabbia. I compagni della nostra camerata cercano di calmare il capitano, "la canna è finita, torniamo in camera" dice Matteo.
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2026-08-04
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