Pallavolo (capitolo 9 - Capezzoli)
di
Ziggy
genere
gay
Un altro allenamento, altre due ore in cui non so come comportarmi, fortunatamente quando sono concentrato sul gioco smetto di pensare a tutto il resto. Tra me e Matteo non c'è più stato nulla, né parole né sguardi, io troppo impacciato e spaventato per cercarlo lui probabilmente ha avuto quello che voleva e ha perso interesse. A fine allenamento sto facendo stretching e vedo il capitano alzarsi e andare verso l'uscita della palestra, "la solita sigaretta" penso, ma oggi non c'è Alessandro quindi fuma da solo. Io dovrei andare in spogliatoio, ma indugo seduto per terra, finalmente mi alzo e senza pensarci vado verso l'uscita, mi fermo davanti a lui e aspetto senza dire nulla che mi offra la sigaretta. Non alza nemmeno no gli occhi, ma con voce ferma dice "aspettami in doccia" io non riesco a pensare ma il mio corpo si muove da solo: mi incammino verso lo spogliatoio, mi spoglio, mi dimentico di prendere shampoo e asciugamano, vado direttamente in doccia. Ci sono ancora alcuni compagni, io aspetto che tutti abbiano finito, nel frattempo sento Matteo chiacchierare, è tornato in spogliatoio. Sono eccitato e spaventato, non so cosa aspettarmi, controllo a stento il mio cazzo che tenta di diventare duro ma anni di spogliatoi maschili mi hanno insegnato l'autocontrollo. Finalmente anche l'ultimo dei nostri compagni saluta e se ne va, il capitano si affaccia nelle docce, ha solo le infradito, il sapone in una mano e l'asciugamano nell'altra, è sempre bellissimo: un corpo da favola, capelli scompigliati e occhi profondi, il suo cazzo ciondola lungo tra le gambe. Io mi eccito, lui si libera le mani appoggiando tutto sul termosifone poi si avvicina, viene sotto la doccia con me, i suoi capelli si bagnano diventando più scuri e cadono sulla faccia, mi guarda un momento negli occhi, mi afferra il braccio e con un unico movimento mi gira. Mi stringe a se, una mano sulla gola, le labbra sul mio collo e l'altra mano che mi cinge il ventre. Sento il suo cazzo premuto fra le mie chiappe, impazzisco dal desiderio, il mio ano si dilata pronto ad accoglierlo, mi sussurra "segati" io mi afferro e meno il cazzo, mi incomincia a succhiare il collo, sposta la mano su, dal ventre al petto fino a raggiungere un capezzolo, ci gioca prima piano, poi sempre più forte, io spingo i fianchi all'indietro esponendo le chiappe lui sfrega il suo enorme cazzo bagnato che si fa sempre più duro. Porta l'altra mano al capezzolo libero e lo strizza con forza, questo dolore che sento sul petto è intenso ed è direttamente collegato al mio buchetto che immagino dolorante mentre viene allargato dal suo cazzo, non resisto, esplodo schizzando per terra, cerco di soffocare i miei gemiti, smette di succhiarmi il collo, "mi ha sicuramente lasciato il segno" penso tra me e me, "è per ricordarti che sei mio" dice come se mi avesse potuto sentire, lui mi lascia, mi giro e siamo faccia a faccia, abbassa lo sguardo in cerca del mio cazzo, vuole la conferma del mio orgasmo e lo trova pulsante e bagnato, cerco istintivamente di baciarlo ma lui mi ferma mettendomi la mano sulle labbra. Apre la doccia affianco, prende il sapone e comincia a pulirsi, non mi calcola più, io mi sciacquo meglio che posso anche perché non ho preso il sapone, esco dalla doccia e vado gocciolante in spogliatoio, lui rimane a lungo sotto la doccia io aspetto, la sua voce mi raggiunge dalle docce "vai" io mi alzo e mi incammino verso casa.
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Invece di mettere un brutto voto dimmi cosa non ti è piaciuto su ziggy.gay.mi@gmail.com
Il prossimo capitolo in uscita domani!
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