Pallavolo (capitolo 11 - Padrone)
di
Ziggy
genere
gay
Mi sveglio, il mio primo pensiero va a quello che è successo quella notte, continuo a ripensarci e più ci rimugino sopra e più capisco davvero cosa mi abbia colpito: non la componente sessuale ma il contatto fra me e Matteo: in una mezz'oretta abbiamo conversato più di quanto non abbiamo mai fatto in anni nella vita vera. Con questo sentimento di vicinanza la giornata passa in fretta e arriva l'ora degli allenamenti, sono in dirittura di arrivo in palestra, mi si affianca il capitano e senza neanche salutarmi mi sussurra nell' orecchio "poi ieri hai schizzato?" Io arrossisco, il suo interesse mi rende felice, "si" rispondo "bravo" controbattere lui. Arriviamo in palestra, ci scaldiamo in coppia con la palla, non era mai successo, sul mio viso uno stupido sorriso che non riesco a contenere. In un attimo l'allenamento è finito, siamo nello spogliatoio io lo guardo, lui scambia un'occhiata di intesa, vado sotto le docce, arriva anche lui, sono in mezzo fra Matteo e Alessandro, due bellissimi ragazzi, il mio autocontrollo regge a malapena, Alessandro fa cadere il bagnoschiuma, "me lo raccogli" dice, io so perfettamente che vuole solo sfottermi, non sarebbe la prima volta, farà una battutaccia o mi verserà lo sciampo sulla schiena simulando un orgasmo, oppure mi darà del frocetto appoggiandomi il pisello sulle chiappe... Matteo si china, raccoglie il flacone "tieni" dice ad Alessandro, il suo migliore amico, che rimane sorpreso, normalmente gli avrebbe retto il gioco, io mi sciacquo ed esco. Sono seduto sulla panca in spogliatoio metto via le ultime cose nel borsone, Alessandro esce dalle docce e si para davanti a me con l'accappatoio aperto me lo mette quasi in faccia "ti pece, lo vuoi, frocetto?" Rimango impassibile "piantala" dice il capitano con tono secco, "si fa per ridere" ribatte Alessandro, ma incontra immediatamente lo sguardo di Matteo e capisce che non è il caso di scherzare. Matteo si alza viene verso di me, io sto chiudendo la borsa "andiamo" dice lui, io lo seguo, quando siamo fuori, nel parcheggio, lui si appoggia al motorino e si accende la solita sigaretta, tira, espira, me la porge io allungo la mano per prenderla, ma lui la ritira "sei mio" esordisce lui, guardandomi negli occhi "nessuno ti può trattare così" io non so cosa dire, mi sento felice, penso che il nostro rapporto si stia evolvendo, mi sento protetto e desiderato. "D'ora in poi se lasci che qualcuno ti tocchi o ti metta i piedi in testa..." Fa un lungo tiro di sigaretta "ti spacco la faccia" mi gela il sangue nelle vene, la sua voce è calma mentre demolisce tutti i miei sentimenti "non lo ripeterò di nuovo, tu sei solo mio" mi guarda fisso, aspetta una risposta "si" dico con un filo di fiato, lui mi allunga la sigaretta io la prendo, accende il motorino e se ne va.
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Invece di mettere un brutto voto dimmi cosa non ti è piaciuto su ziggy.gay.mi@gmail.com
Il prossimo capitolo in uscita domani!
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valutazione
6.7
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