Pallavolo (capitolo 1 - Capitano)

di
genere
gay

L'allenamento è finito e andiamo tutti negli spogliatoi, sono sovrappensiero e guardo nel vuoto mentre incomincio a spogliarmi, sono seduto sulla panca, mi tolgo la maglietta, poi i pantaloncini, i compagni ridono e scherzano. Il capitano, Matteo, come sempre è al centro dell'attenzione. Alzo gli occhi e lo guardo, sta facendo l'elicottero con il pisello, "che idiota" penso, ma mi soffermo a guardarlo, mi è sempre piaciuto, ricciolo, biondo con un fisico longilineo, oltre ad essere il capitano della squadra è il perno del gruppo: quello che fa lui lo fanno tutti, è il più carino e quello che ha avuto più ragazze, sarà perché è strafottente e sempre sopra le righe. Mentre mi perdo in questi pensieri lui incrocia il mio sguardo, distolgo subito gli occhi, ma è troppo tardi: "cosa guardi ricchione?" Io mi irrigidisco, fisso il pavimento. "Frocetto?" Ripete lui, io non rispondo, così lui si avvicina a me. Io sono seduto immobile, in mutande, lui in piedi davanti a me, con ancora la divisa da allenamento, alzo lo sguardo, la definizione dei suoi muscoli si vede attraverso la maglia bagnata di sudore. "Cosa hai da guardare?" Abbasso subito lo sguardo, fingo di prendere qualcosa in borsa. "Allora?" mi incita lui a rispondere, io con un filo di voce rispondo "nulla" lui dice "bene" e dopo un lungo attimo torna al suo posto. Io mi affretto a prendere il necessario: asciugamano e bagnoschiuma, vado spedito in doccia. Non penso già più all'accaduto, non è nulla che non abbia già affrontato in passato. Nonostante molti compagni di squadra siano miei amici, e li frequenti fuori dagli allenamenti, di certo non mi difendono in palestra, non andando contro il capitano. Mentre mi lavo, i compagni si alternano sotto le docce: una grande stanza con 6 soffioni tutti in fila sulla parete. Sono girato verso il muro e mi sfrego i capelli con entrambe le mani, ho gli occhi chiusi per non far andare dentro lo shampoo, improvvisamente il silenzio, solo lo scorrere dell'acqua, poi sento ridacchiare e piano piano tutti si mettono a ridere, mi sciacquo rapidamente il viso e apro gli occhi, mi guardo attorno tutti mi fissano, poi vedo Matteo, è nella doccia accanto alla mia, ha il pisello in mano, sta pisciando, il getto viene verso di me e mi colpisce sulla gamba e sul fianco, non mi ero accorto di nulla: l'urina si confonde con l'acqua calda della doccia. ma appena realizzo cosa sta accadendo mi sposto, portandomi fuori tiro, esco dalla doccia e a piena voce urlo "idiota" afferro l'asciugamano e torno a sedermi sulla panca dello spogliatoio.
Mi cambio in fretta e furia e me ne vado a casa, sotto le docce sento ancora le risate dei miei compagni.
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2026-07-22
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