Pallavolo (capitolo 7 - Parchetto)

di
genere
gay

La strada per casa mia, da fare a piedi, è lunga, ma posso tagliare per il parco, faccio passare il tempo ascoltando la musica, in modo da non pensare troppo. Ormai il cielo è scuro e si sono accese le luci, esco dal parco e imbocco finalmente la via di casa, c'è un ragazzo in penombra appoggiato al motorino, mi fa un gesto com la mano, guardo meglio, riconosco i capelli ricci, è Matteo. Mi avvicino e tolgo le cuffie, "che fai?" esordisce lui, io rispondo prontamente "secondo te? Vado a casa" lui si alza dal motorino "facciamo due passi" non è una domanda è un ordine detto con tutta la calma di chi sa che ubbidirò. Mi accodo a lui e torniamo nel parco. Lui si siede su un gioco per bambini io resto in piedi con il borsone sulla spalla, rimaniamo in silenzio, sono contento di essere da solo con lui ma contemporaneamente sono spaventato perché non riesco a intuire i suoi pensieri, come davanti a una bestia feroce. "Non lo dirò a nessuno" balbetto io rompendo il silenzio, lui senza esitare "lo so", "allora cosa vuoi?" Rispondo, lui si accede una sigaretta "il mio bravo ragazzo" io passo diversi minuti ad analizzare queste sue parole e tentare di capire i suoi sentimenti, ma nulla rimangono un mistero, nemmeno i miei sono molto chiari se è per questo. Lui rompe il silenzio "voglio un cagnolino ubbidiente che mi faccia divertire quando ne ho voglia" "non sono un cane" ribatto io, ma lui ha già visto una scintilla nei miei occhi, il mio sguardo mi tradisce e lui si mette a sghignazzare. Poso il borsone e mi siedo accanto a lui, subito mi dice "Ti smezzi una canna?" Io non rispondo, lui spegne la sigaretta e usa il tabacco rimanente per fare la canna: ammiro le sue dita veloci e precise, un arte di cui io non so nulla. Finito se la infila in bocca, si china in avanti, usa una mano come scudo per il vento e com l'altra attiva l'accendino, inspira e la accende. "Hai mai fumato erba?" Mi chiede, guardando nel vuoto davanti a sé "no" rispondo io, allora lui prende un profondo tiro si gira verso di me e sussurra "inspira" poi il suo volto si avvicina al mio, le nostre labbra quasi si toccano, i suoi ricci mi solleticano la fronte, lui mi soffia il fumo sulle labbra io lo aspiro avidamente. Sono eccitato, cerco di nascondere l'erezione nei miei pantaloncini, lui ride, io arrossisco. Finiamo la canna un po' per uno, sono decisamente fatto, "ti piace il mio cazzo?" esordisce lui, io come mio solito non rispondo "me lo vuoi succhiare?" Io stringo i pugni appoggiati sulle gambe, lui si alza e si incammina verso un angolo non raggiunto dai lampioni, io dopo un istante lo seguo.
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Il prossimo capitolo in uscita domani!
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scritto il
2026-07-28
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