Pallavolo (capitolo 12 - Camerata)

di
genere
gay

Stiamo partendo per il ritiro estivo, sette giorni di allenamenti e partite. Sono già seduto sull'autobus, ultimo posto in fondo, nell'angolo, vicino al finestrino. Metto le cuffie e faccio partire la musica in casuale, la mia mente sta già figurando le possibili implicazioni erotiche del dormire in camera con qualche compagno di squadra. L'autobus parte, durante tutto il tragitto ascolto la musica e così le ore passano in fretta. Siamo in dirittura di arrivo, l'allenatore dice che ci saranno tre camerate da cinque persone e di incominciare a dividerci. Mi guardo attorno cercando lo sguardi dei miei compagni, all'improvviso Matteo si butta sul sedile accanto al mio "siamo io, te, Ale, Mirko e Fra" sentenzia, io sorrido come uno scemo, lui si alza e torna in testa all'autobus con gli amici appena menzionati. Siamo arrivati, scendiamo e prendiamo le valige, io mi accodo al gruppetto dei più fighi, o almeno, a quelli che pensano di esserlo. Sono l'ultimo a entrare in camera e devo prendere l'unico letto libero, dalla finestra si vede il mare, la spiaggia e i campi da beach. "Frocetto" emette la voce di Matteo, alzo gli occhi dal telefono e mi giro, tutti ridono, mi maledico per esserci cascato, "vai giù a prendere qualcosa da mangiare" continua lui, io non mi muovo, lo guardo e penso che non solo il loro schiavetto ma il suo sguardo fisso e intenso dice tutto, mi alzo ed esco. Prendo il corridoio e chiamo l'ascensore, quando si aprono le porte mi trovo difronte un bel ragazzo alto e moro, entrambi sosteniamo lo sguardo reciproco più del previsto, "è sicuramente l'attaccante di un'alta squadra" penso, poi mi sposto per farlo passare, "grazie tesoro" esordisce lui, mi passa difronte e girato già di spalle, continuando a camminare, dice "ci vediamo in campo" mentre fa ciao con la mano. Vado al bar e prendo un po' di porcate, patatine ed energy drink, poi torno in camera, quando entro cala il silenzio, "stavano sicuramente parlando di me" è il pensiero che faccio. Dopocena io vado in stanza come la maggior parte dei miei compagni, ma non la mia camerata loro quattro sono andati fuori, sono solo e gioco con il telefono. Sento una mano toccarmi, mi sveglio, è già notte, vedo il capitano in piedi accanto al letto, mi guarda un attimo negli occhi poi si dirige in bagno, gli altri dormono, lo seguo, lui non dice una parola si abbassa i pantaloni della tuta, io chiudo la porta e lo succhio in silenzio, mi sego e vengo, poco dopo anche lui, masturbandosi, viene sulla mia lingua. In silenzio esce dal bagno e torna a letto, io pulisco e poi faccio lo stesso, mi addormento con il suo sapore in bocca.
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Il prossimo capitolo in uscita domani!
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scritto il
2026-08-02
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