Pallavolo (capitolo 5 - Indelebile)

di
genere
gay

Nei giorni successivi cerco di non pensare all'accaduto, ma mi torna di continuo in mente e con ogni pensiero che va a quella sera, a quelle docce, arriva anche un erezione incontrollata, ogni volta, tanto che stare in pubblico è diventato un problema. I giorni passano e capisco che cercare di non pensarci non sta funzionando. Sono arrabbiato e umiliato ma nella mente l'eccitazione copre ogni altro sentimento. Ho anche paura che ci sia qualcosa di sbagliato in me: da tempo sto facendo i conti con la mia attrazione verso i ragazzi, non so se sarò mai accettato o amato, ho paura di rimanere solo, ma ora, dopo essere stato trattato così, usato, malmenato, "come posso trovarlo ancora eccitante?" Non posso continuare così, devo combattere questo miei sentimenti altrimenti penso "ci sarà mai un posto per me nel mondo?" E ancora "Sarò mai felice". Penso solo a lui, un pensiero fisso un erezione continua, non ce la faccio più, mi chiudo in camera, mi butto sul letto e tiro fuori il cazzo. Tremo, sono già duro, immagino Matteo, gli spogliatoi, il suo cazzo, il senso di impotenza, il suo sguardo, il completo abbandono della mia volontà che era risultato un sollievo inatteso. Incomincio a segarmi, cerco di ricordare il suo sapore sulla mia lingua, mi lecco le labbra, sento di nuovo le piastrelle fredde sotto di me, sopra di me vedo i muscoli delle sue braccia. Mi diventa sempre più duro, faccio su e giù con la mano lungo l'asta, mi tocco il torace, inarco le piante dei piedi, la cappella pulsa. Improvvisamente immagino un suo bacio, pensiero che mi sembra ancora più proibito del resto, lui che mi stringe, le sue labbra che mi comunicano "ti voglio" una dolcezza irreale. Finalmente vengo, mi schizzo fino in faccia, del resto non mi ero più segato da quel giorno. Rimango immobile con il cazzo di fuori, ritorno con la fantasia a quel bacio: ora, nel mio letto, se pur era stata la sottomissione ad eccitarmi, sono state le sue morbide labbra a farmi schizzare, forse non era la violenza subita ad avermi eccitato così tanto, "erano le sue attenzioni verso di me?". Dopo aver sistemato il disastro che ho fatto sono tornato alla mia solita vita un po' più leggero e un po' meno arrapato. Mi convinco che finalmente quell'evento è solo un ricordo buttato alle spalle ma in fondo so già che mi ha segnato in modo indelebile.
-----
Ti è piaciuto il racconto?
Vuoi scoprire come va avanti?
Sapere quanto c'è di vero?
mettimi un bel voto o scrivimi su ziggy.gay.mi@gmail.com
di
scritto il
2026-07-26
1 8 5
visite
4
voti
valutazione
4.3
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Pallavolo (capitolo 4 - Sborra)

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.