Pallavolo (capitolo 4 - Sborra)

di
genere
gay

Il mio capitano si incomincia a segare, io non capisco più nulla, mi metto in ginocchio davanti a lui, non nascondo più il mio cazzo, anzi incomincio a segarmi anch'io. Mi sento bruciare l'anima, sono più eccitato che mai, senza pensarci, quasi per istinto, forse perché lo avevo fatto mille volte nella mia immaginazione, mi sporgo in avanti e cerco di prenderlo in bocca, lui afferra i miei capelli, mi tira la testa in dietro e con voce roca "non provare a toccarmi schifoso frocio" non molla la presa dai miei capelli, io mi sego più forte, rimango con la bocca aperta e la lingua tesa aspettando la sua sborra, sono sopraffatto, voglio solo averlo in bocca non desidero altro. La sua stretta sui miei capelli aumenta facendomi male, il suo viso è sempre più stropicciato dal piacere intenso, la sua mano sempre più frenetica che mena il grosso cazzo davanti alla mia faccia, lui geme, e finalmente, il getto caldo e denso su di me, il primo dritto in faccia, il secondo nei miei capelli e poi il resto che gocciola sulla mia lingua scivolando in bocca. Lui si ferma per un lungo momento senza lasciare la presa sui miei capelli, si pulisce la mano sulla mia guancia, quasi una carezza dopo tutto quello che mi aveva fatto, poi si sposta i capelli ricci dal volto e mi lascia andare, io mi accascio a terra, completamente frastornato, lui esce andando verso lo spogliatoio, lo sento che prende le sue cose e se ne va via. Rimango immobile sul pavimento non mi rendo conto del tempo che passa, cerco di riordinare le idee, ma niente da fare. Non riesco a credere a quello che è successo, sono arrabbiato, sono dolorante ma più di tutto provo un forte imbarazzo: mi sono scoperto, ho mostrato il vero me, sono stato al gioco, non mi sono opposto. Provo anche un senso di sollievo, liberazione tutto quello che per anni era stato solo dentro la mia testa ora è venuto fuori, ora Matteo sa di me, è il primo. Allo stesso tempo mi sento derubato come se Matteo mi avesse tirato fuori a forza la verità, non solo la mia omosessualità ma qualcosa di ancora più intimo, i miei più segreti pensieri. Mi sono mostrato per quello che sono davvero, ho ceduto, davanti a un ragazzo che mi aveva trattato così, ero furioso per questo. Scuoto la testa, mi rendo conto di essere sul pavimento sporco delle docce, mi alzo, riapro l'acqua e mi lavo via tutto pensieri inclusi.
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2026-07-25
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