Live dall'Isola d'Elba
di
Silly
genere
saffico
Oggi, 3 agosto, ore 15,30 circa. Spiaggia di Cavoli, Isola d'Elba. Stesa sulla sedia a sdraio sotto l'ombrellone, mi è presa voglia di raccontare il presente di questo mio primo giorno di vacanze.
Scrivo con una mano, mentre con l'altra gioco distrattamente con l'anello del mio bikini rosso, quello con le fibbie dorate sui fianchi. La parte bassa è sì abbastanza ampia da contenere il mio triangolo folto e nero, ma anche abbastanza aderente: infatti, sotto il tessuto, i miei peli formano un rigonfiamento piuttosto evidente, dato dalla montagnetta di pelo nero. Mi piace sapermi pelosa, selvaggia e sentire l'aria calda che mi accarezza i peli umidi di sotto.
Il reggiseno invece mi stringe le tette in modo quasi inaspettato (bikini nuovo, prima volta che lo indosso e quando lo provai mi parve più comodo) ed i miei capezzoli, già pronunciati per natura, spingono contro il tessuto rosso.
Ho appena finito di spalmare la crema protettiva all'argan, la mia pelle è lucida e appiccicosa sotto il sole. Occhiali da sole, smalto rosa pastello sulle unghie che brillano al sole, e il nuovo piercing all'ombelico: un anello d'oro sottile con un brillante verde smeraldo che lampeggia ogni volta che muovo la pancia.
Sono in vacanza con Elisa, collega/amica/complice con la quale, da poco più di un mese, ho una piacevole frequentazione, molto easy, serena e rilassata. Oltre tutto lei è anche parecchio "spregiudicata"...proprio come me, proprio come piace a me.
Ma questo è il momento di quell'irrinunciabile ritaglio di tempo che ho deciso di dedicare alla mia spudorata intimità.
Allora mi guardo intorno ed osservo; immagino e commento alcune donne - sufficientemente vicine a me - ignare del fatto che sto contraendo la fica sotto il costume fantasticando su di loro.
Alla mia destra, la tipica "quarantenne fitness", quella con gli addominali da urlo e il costume nero a slip alto che mostra leggermente il suo camel toe. È in piedi, sembra stia cercando qualcuno ma è chiaro che si sta mostrando al pubblico. Alta circa un metro e settantacinque, cinquantacinque chili di muscoli su un corpo abbronzatissimo e longilineo: cosce toniche, glutei sodi, capelli neri raccolti in una coda stretta, viso dai tratti marcati. Me la immagino nuda con la fica depilata a laser, liscia come il marmo, labbra piccole e chiuse, clitoride appena un punto rosa. Non sembra tipa da steroidi.
Probabilmente bisex. Una che seleziona il cazzo da prendere in base agli addominali: solo chi ha la tartaruga definita merita di scoparla, gli altri nemmeno li degna di uno sguardo.
La sua perversione? Una che ama legare, immobilizzare e prendersi il suo tempo fino a sentire supplicare. O forse il contrario: essere umiliata, magari in spogliatoio dopo l'orario di chiusura della palestra, in ginocchio sul tappetino di gomma. Forse le piace il gioco del potere: sedurre la ragazza più giovane della sala pesi e insegnarle esattamente come si tocca una donna che sa cosa vuole.
Mi chiedo se geme piano o con urla che si sentono nel corridoio, se ci vuole tanto per farla sciogliere o se basta un dito sulla sua fica asciutta per sentirla inumidire pronta e vogliosa.
Poi c'è la ragazzina poco più che ventenne con un costume intero giallo fluo che le stringe i fianchi generosi e lascia scoperte le cosce robuste e la pancia morbida. Alta circa un metro e sessantacinque con i suoi sessantacinque (sono buona oggi) chili di curve morbide, fianchi larghi e seni pesanti che tendono il tessuto leggero. I capelli sono scuri, lunghi fino a metà schiena, mossi e scompigliati dal sole.
È stesa a un metro da me con le braccia dietro la testa, e noto una leggera ricrescita di peli scuri sotto le ascelle che mi eccita: quel segno di trascuratezza volontaria, l'odore di donna che si insinua tra il sale e la crema solare.
La sua fica? Ma la immagino completamente depilata, ma non liscia, le labbra gonfie e carnose che sporgono, tutta rosa e umida, con il clitoride grosso che spunta tra le pieghe. Quelle giovani hanno la fica così, tutta fresca e da leccare per ore. Immagino che nel cassetto nasconda un succhia clitoride ed un bullet telecomandato da infilare nelle mutande quando esce, per godere in segreto mentre cammina per strada o è seduta al ristorante con il ragazzo.
La immagino bravissima a fare pompini, con quelle labbra carnose che avvolgono il cazzo del ragazzo accanto a lei, ingoiando tutta la sborra senza esitazione, leccandosi le labbra con soddisfazione.
Ma nel mio lesbico immaginario la vedo tutta nuda sopra di me mentre mi lecca la fica con avidità e succhiando i miei peli: la lingua larga che parte dalle mie natiche, risale lungo la fenditura, si ferma a succhiare il clitoride con insistenza. I suoi occhi che mi guardano dall'alto mentre affonda il viso tra le mie cosce, i capelli scuri che mi accarezzano l'interno delle gambe. Lei che assapora ogni goccia, che infila le dita dentro me mentre continua a succhiarmi, facendomi venire in bocca fino a tremare.
Perversione? Forse le piace essere guardata, farsi scopare con la finestra aperta. O forse desidera donne più mature, vuole essere guidata e dominata da una quarantenne come me che sa esattamente dove toccarla.
Ma chi sta facendo inzuppare i miei peli dentro il costume è seduta sulla sdraio di fronte a me, le gambe incrociate con una noncuranza che mi sta uccidendo. Il triangolo del suo bikini minimalista, di colore perla con dei dettagli oro, copre a malapena le labbra della fica e la stoffa, tesa, disegna il contorno perfetto. Il top lo definirei superfluo per la quasi totale assenza di seno. Giusto due piccolissime protuberanze che tuttavia potrebbero svelare due capezzoli grandi come chicchi d'uva. Ha il telefono all'orecchio e parla, ma io non sento una parola. I miei occhi sono incollati su di lei, sui suoi gesti e allo spacco tra le sue cosce. Mi scopro voyeur se penso che da qui vedrei tutto se qualche pelo rosso, più scuro e bagnato, spuntasse ai lati del triangolo di stoffa. Il tessuto è così aderente che vedo il rigonfiamento delle labbra interne, la forma del clitoride schiacciato contro il costume. So per esperienza personale che questa cosa o è voluta o non le crea alcun disagio. Tutti punti a suo favore. Ogni tanto, mentre si agita un po' sulla sedia, si sistema leggermente il triangolo del costume per farlo aderire (gesto che noi femminucce facciamo quasi istintivamente). Mentre scrivo si sta grattando la parte interna della coscia, vicino all'inguine, e le sue dita sfiorano il bordo del costume. Dio, vorrei essere quelle dita. Vorrei spingere via quel pezzo di stoffa, affondare il viso in quel buco caldo e peloso, leccare quella fica che si sta bagnando sotto il sole, sentire il sapore del suo desiderio mentre lei continua a parlare al telefono, ignara che la sto violentando con gli occhi. E proprio in questo istante ha alzato il viso e mi sta guardando. Sta accennando un sorriso che sta diventando sempre più marcato, come se avesse capito che cosa sto facendo...come se avesse capito che la scoperei anche ora. Ricambio il sorriso e lascio scivolare via questi pensieri.
Mi quieto ed accendo una sigaretta perché c'è Elisa. La mia Elisa, che sta tornando con due Tennents in mano. Cammina verso di me guardandosi intorno. Siamo vanitose entrambe ma Lei, a differenza mia, cerca proprio gli sguardi della gente. Su di lei non ho bisogno di immaginare niente perché la conosco bene nuda. L'ultima volta l'ho vista poco più di un ora fa in camera. Ha la fica con labbra grandi e pendule, rosa scuro ai bordi, triangolo di pelo scuro sopra ordinato ma presente. Il clitoride è enorme, sporge fuori quando è eccitata, tipo un piccolo cazzo da succhiare. Si bagna tantissimo: la passera le diventa un lago, l'umidità le cola lungo le cosce e macchia le lenzuola. Tette medie, capezzoli grandi come ciliegie sempre duri.
Ha un corpo da donna vera: fianchi larghi, culo morbido, schiena larga che si stringe in vita. Alta un metro e settanta scarso, sessantacinque chili di carne naturale e da mordere. Il viso è il suo punto forte: occhi verdi grandi, naso leggermente aquilino, labbra piene e socchiuse, faccia da brava ragazza ma con sguardo ammiccante.
Capelli castani lunghi e mossi che ora sono bagnati e formano dei grandi riccioli. Indossa un bikini verde smeraldo con dei laccini ai fianchi. Top a fascia e capezzoli in evidenza, la stronza (rido!)
Ha lo smalto rosso fuoco su quelle unghie che mi graffiano la schiena e mi infilano dentro.
Elisa geme forte, urla quando viene, si contorce. Ma il suo lato più perverso è questo: adora il pissing come me. Lei piscia in bocca a me e io a lei, quell'acqua calda che ci scambiamo bevendo, assaporando, lasciando che colli sul mento, sulle tette, lungo la pancia. Sa leccare la mia fica pelosa da dio: affonda il viso tra le mie cosce, spinge la lingua tra i miei peli scuri, li bagna tutti di saliva, succhia il clitoride tra i peli fino a farmi impazzire. Ora me la immagino proprio con la mia pipì che le cola sul viso, sugli occhi chiusi, sulle labbra che si aprono per bere, mentre lei continua a leccarmi quella fica pelosa fino a farmi venire urlando.
Stasera, quando saremo sole in camera, la farò sdraiare tra le mie gambe. La costringerò a leccarmi la fica, a passare la lingua tra i miei peli neri, a cercare il clitoride nascosto sotto quel bosco. Lei lo fa da Dio, usa la lingua dura e puntuta, mi scava la fica con la lingua come se volesse entrare dentro, poi si concentra sul clitoride, lo succhia tra le labbra facendo quel rumore bagnato che mi fa impazzire. Mi lecca anche il buco del culo, lo gira con la punta umida, poi risale a slargarmi le labbra con le dita e infilarmele dentro mentre mi succhia il clitoride.
Ma ora resto qui, a guardare la tipa dai capelli rossi e sentirmi la fica bagnata sotto il bikini.
"Che fai?" mi chiede Elisa.
"Niente" le rispondo "cazzeggio col telefono, ora si beve e poi si và in acqua ok?"
"Si perché sto morendo di caldo e mi scappa anche la pipì" mi dice dopo il primo sorso di birra.
"È una proposta?" le chiedo sorridendo con l'aria maliziosa che lei ben conosce.
Elisa, quasi sottovoce "È un invito a cui non puoi rinunciare"
Con una nuance romantica le dico "Sai Eli, se c'è una cosa che adoro è la leggerezza e la serenità con cui ci diciamo le cose. Ce lo siamo dette tante volte lo so..."
Lei sorride, accenniamo un brindisi con le birre e beviamo.
LASCIO IN STAND BY E RIPRENDO DOPO IL BAGNO
Siamo state in acqua più di mezz'ora e ci siamo baciate non curanti degli sguardi che avremo sicuramente attirato. Mentre eravamo una di fronte all'altra le ho messo la mano dentro il costume poggiando l'intero palmo sulla sua passera finché non ho sentito il getto ed il calore della sua pipì che si disperdeva nel mare. Lei ha fatto altrettanto ma non si è limitata a quello. Ha strizzato il mio clitoride con pollice ed indice ed ha cominciato a stringere e lasciare, stringere e lasciare...sono venuta quasi subito, sia perché ero già ampiamente eccitata dai pensieri di prima, sia perché la gente attorno a noi credo si sia accorta di qualcosa ed è stato intenso.
Siamo tornate all'ombrellone, ci siamo asciugate, messo un pareo ed ora siamo al bar. Ci sono tre tizi che ci guardano, decisamente brutti tra l'altro. Se solo sapessero che quella bella donna seduta davanti a me mi ha appena fatta venire gli viene un colpo. Se avessi il coraggio andrei da loro e gli chiederei: "scusate ragazzi, io e la mia amica siamo lesbiche e stiamo insieme, siamo due porche da paura, siccome tra poco torniamo nel nostro appartamento e ci scoperemo come se non ci fosse un domani, secondo voi nella mia fica meglio un cetriolo o una bottiglia di vino?"
Eh sì, dopo la terza Tennents divento stronza.
Scrivo con una mano, mentre con l'altra gioco distrattamente con l'anello del mio bikini rosso, quello con le fibbie dorate sui fianchi. La parte bassa è sì abbastanza ampia da contenere il mio triangolo folto e nero, ma anche abbastanza aderente: infatti, sotto il tessuto, i miei peli formano un rigonfiamento piuttosto evidente, dato dalla montagnetta di pelo nero. Mi piace sapermi pelosa, selvaggia e sentire l'aria calda che mi accarezza i peli umidi di sotto.
Il reggiseno invece mi stringe le tette in modo quasi inaspettato (bikini nuovo, prima volta che lo indosso e quando lo provai mi parve più comodo) ed i miei capezzoli, già pronunciati per natura, spingono contro il tessuto rosso.
Ho appena finito di spalmare la crema protettiva all'argan, la mia pelle è lucida e appiccicosa sotto il sole. Occhiali da sole, smalto rosa pastello sulle unghie che brillano al sole, e il nuovo piercing all'ombelico: un anello d'oro sottile con un brillante verde smeraldo che lampeggia ogni volta che muovo la pancia.
Sono in vacanza con Elisa, collega/amica/complice con la quale, da poco più di un mese, ho una piacevole frequentazione, molto easy, serena e rilassata. Oltre tutto lei è anche parecchio "spregiudicata"...proprio come me, proprio come piace a me.
Ma questo è il momento di quell'irrinunciabile ritaglio di tempo che ho deciso di dedicare alla mia spudorata intimità.
Allora mi guardo intorno ed osservo; immagino e commento alcune donne - sufficientemente vicine a me - ignare del fatto che sto contraendo la fica sotto il costume fantasticando su di loro.
Alla mia destra, la tipica "quarantenne fitness", quella con gli addominali da urlo e il costume nero a slip alto che mostra leggermente il suo camel toe. È in piedi, sembra stia cercando qualcuno ma è chiaro che si sta mostrando al pubblico. Alta circa un metro e settantacinque, cinquantacinque chili di muscoli su un corpo abbronzatissimo e longilineo: cosce toniche, glutei sodi, capelli neri raccolti in una coda stretta, viso dai tratti marcati. Me la immagino nuda con la fica depilata a laser, liscia come il marmo, labbra piccole e chiuse, clitoride appena un punto rosa. Non sembra tipa da steroidi.
Probabilmente bisex. Una che seleziona il cazzo da prendere in base agli addominali: solo chi ha la tartaruga definita merita di scoparla, gli altri nemmeno li degna di uno sguardo.
La sua perversione? Una che ama legare, immobilizzare e prendersi il suo tempo fino a sentire supplicare. O forse il contrario: essere umiliata, magari in spogliatoio dopo l'orario di chiusura della palestra, in ginocchio sul tappetino di gomma. Forse le piace il gioco del potere: sedurre la ragazza più giovane della sala pesi e insegnarle esattamente come si tocca una donna che sa cosa vuole.
Mi chiedo se geme piano o con urla che si sentono nel corridoio, se ci vuole tanto per farla sciogliere o se basta un dito sulla sua fica asciutta per sentirla inumidire pronta e vogliosa.
Poi c'è la ragazzina poco più che ventenne con un costume intero giallo fluo che le stringe i fianchi generosi e lascia scoperte le cosce robuste e la pancia morbida. Alta circa un metro e sessantacinque con i suoi sessantacinque (sono buona oggi) chili di curve morbide, fianchi larghi e seni pesanti che tendono il tessuto leggero. I capelli sono scuri, lunghi fino a metà schiena, mossi e scompigliati dal sole.
È stesa a un metro da me con le braccia dietro la testa, e noto una leggera ricrescita di peli scuri sotto le ascelle che mi eccita: quel segno di trascuratezza volontaria, l'odore di donna che si insinua tra il sale e la crema solare.
La sua fica? Ma la immagino completamente depilata, ma non liscia, le labbra gonfie e carnose che sporgono, tutta rosa e umida, con il clitoride grosso che spunta tra le pieghe. Quelle giovani hanno la fica così, tutta fresca e da leccare per ore. Immagino che nel cassetto nasconda un succhia clitoride ed un bullet telecomandato da infilare nelle mutande quando esce, per godere in segreto mentre cammina per strada o è seduta al ristorante con il ragazzo.
La immagino bravissima a fare pompini, con quelle labbra carnose che avvolgono il cazzo del ragazzo accanto a lei, ingoiando tutta la sborra senza esitazione, leccandosi le labbra con soddisfazione.
Ma nel mio lesbico immaginario la vedo tutta nuda sopra di me mentre mi lecca la fica con avidità e succhiando i miei peli: la lingua larga che parte dalle mie natiche, risale lungo la fenditura, si ferma a succhiare il clitoride con insistenza. I suoi occhi che mi guardano dall'alto mentre affonda il viso tra le mie cosce, i capelli scuri che mi accarezzano l'interno delle gambe. Lei che assapora ogni goccia, che infila le dita dentro me mentre continua a succhiarmi, facendomi venire in bocca fino a tremare.
Perversione? Forse le piace essere guardata, farsi scopare con la finestra aperta. O forse desidera donne più mature, vuole essere guidata e dominata da una quarantenne come me che sa esattamente dove toccarla.
Ma chi sta facendo inzuppare i miei peli dentro il costume è seduta sulla sdraio di fronte a me, le gambe incrociate con una noncuranza che mi sta uccidendo. Il triangolo del suo bikini minimalista, di colore perla con dei dettagli oro, copre a malapena le labbra della fica e la stoffa, tesa, disegna il contorno perfetto. Il top lo definirei superfluo per la quasi totale assenza di seno. Giusto due piccolissime protuberanze che tuttavia potrebbero svelare due capezzoli grandi come chicchi d'uva. Ha il telefono all'orecchio e parla, ma io non sento una parola. I miei occhi sono incollati su di lei, sui suoi gesti e allo spacco tra le sue cosce. Mi scopro voyeur se penso che da qui vedrei tutto se qualche pelo rosso, più scuro e bagnato, spuntasse ai lati del triangolo di stoffa. Il tessuto è così aderente che vedo il rigonfiamento delle labbra interne, la forma del clitoride schiacciato contro il costume. So per esperienza personale che questa cosa o è voluta o non le crea alcun disagio. Tutti punti a suo favore. Ogni tanto, mentre si agita un po' sulla sedia, si sistema leggermente il triangolo del costume per farlo aderire (gesto che noi femminucce facciamo quasi istintivamente). Mentre scrivo si sta grattando la parte interna della coscia, vicino all'inguine, e le sue dita sfiorano il bordo del costume. Dio, vorrei essere quelle dita. Vorrei spingere via quel pezzo di stoffa, affondare il viso in quel buco caldo e peloso, leccare quella fica che si sta bagnando sotto il sole, sentire il sapore del suo desiderio mentre lei continua a parlare al telefono, ignara che la sto violentando con gli occhi. E proprio in questo istante ha alzato il viso e mi sta guardando. Sta accennando un sorriso che sta diventando sempre più marcato, come se avesse capito che cosa sto facendo...come se avesse capito che la scoperei anche ora. Ricambio il sorriso e lascio scivolare via questi pensieri.
Mi quieto ed accendo una sigaretta perché c'è Elisa. La mia Elisa, che sta tornando con due Tennents in mano. Cammina verso di me guardandosi intorno. Siamo vanitose entrambe ma Lei, a differenza mia, cerca proprio gli sguardi della gente. Su di lei non ho bisogno di immaginare niente perché la conosco bene nuda. L'ultima volta l'ho vista poco più di un ora fa in camera. Ha la fica con labbra grandi e pendule, rosa scuro ai bordi, triangolo di pelo scuro sopra ordinato ma presente. Il clitoride è enorme, sporge fuori quando è eccitata, tipo un piccolo cazzo da succhiare. Si bagna tantissimo: la passera le diventa un lago, l'umidità le cola lungo le cosce e macchia le lenzuola. Tette medie, capezzoli grandi come ciliegie sempre duri.
Ha un corpo da donna vera: fianchi larghi, culo morbido, schiena larga che si stringe in vita. Alta un metro e settanta scarso, sessantacinque chili di carne naturale e da mordere. Il viso è il suo punto forte: occhi verdi grandi, naso leggermente aquilino, labbra piene e socchiuse, faccia da brava ragazza ma con sguardo ammiccante.
Capelli castani lunghi e mossi che ora sono bagnati e formano dei grandi riccioli. Indossa un bikini verde smeraldo con dei laccini ai fianchi. Top a fascia e capezzoli in evidenza, la stronza (rido!)
Ha lo smalto rosso fuoco su quelle unghie che mi graffiano la schiena e mi infilano dentro.
Elisa geme forte, urla quando viene, si contorce. Ma il suo lato più perverso è questo: adora il pissing come me. Lei piscia in bocca a me e io a lei, quell'acqua calda che ci scambiamo bevendo, assaporando, lasciando che colli sul mento, sulle tette, lungo la pancia. Sa leccare la mia fica pelosa da dio: affonda il viso tra le mie cosce, spinge la lingua tra i miei peli scuri, li bagna tutti di saliva, succhia il clitoride tra i peli fino a farmi impazzire. Ora me la immagino proprio con la mia pipì che le cola sul viso, sugli occhi chiusi, sulle labbra che si aprono per bere, mentre lei continua a leccarmi quella fica pelosa fino a farmi venire urlando.
Stasera, quando saremo sole in camera, la farò sdraiare tra le mie gambe. La costringerò a leccarmi la fica, a passare la lingua tra i miei peli neri, a cercare il clitoride nascosto sotto quel bosco. Lei lo fa da Dio, usa la lingua dura e puntuta, mi scava la fica con la lingua come se volesse entrare dentro, poi si concentra sul clitoride, lo succhia tra le labbra facendo quel rumore bagnato che mi fa impazzire. Mi lecca anche il buco del culo, lo gira con la punta umida, poi risale a slargarmi le labbra con le dita e infilarmele dentro mentre mi succhia il clitoride.
Ma ora resto qui, a guardare la tipa dai capelli rossi e sentirmi la fica bagnata sotto il bikini.
"Che fai?" mi chiede Elisa.
"Niente" le rispondo "cazzeggio col telefono, ora si beve e poi si và in acqua ok?"
"Si perché sto morendo di caldo e mi scappa anche la pipì" mi dice dopo il primo sorso di birra.
"È una proposta?" le chiedo sorridendo con l'aria maliziosa che lei ben conosce.
Elisa, quasi sottovoce "È un invito a cui non puoi rinunciare"
Con una nuance romantica le dico "Sai Eli, se c'è una cosa che adoro è la leggerezza e la serenità con cui ci diciamo le cose. Ce lo siamo dette tante volte lo so..."
Lei sorride, accenniamo un brindisi con le birre e beviamo.
LASCIO IN STAND BY E RIPRENDO DOPO IL BAGNO
Siamo state in acqua più di mezz'ora e ci siamo baciate non curanti degli sguardi che avremo sicuramente attirato. Mentre eravamo una di fronte all'altra le ho messo la mano dentro il costume poggiando l'intero palmo sulla sua passera finché non ho sentito il getto ed il calore della sua pipì che si disperdeva nel mare. Lei ha fatto altrettanto ma non si è limitata a quello. Ha strizzato il mio clitoride con pollice ed indice ed ha cominciato a stringere e lasciare, stringere e lasciare...sono venuta quasi subito, sia perché ero già ampiamente eccitata dai pensieri di prima, sia perché la gente attorno a noi credo si sia accorta di qualcosa ed è stato intenso.
Siamo tornate all'ombrellone, ci siamo asciugate, messo un pareo ed ora siamo al bar. Ci sono tre tizi che ci guardano, decisamente brutti tra l'altro. Se solo sapessero che quella bella donna seduta davanti a me mi ha appena fatta venire gli viene un colpo. Se avessi il coraggio andrei da loro e gli chiederei: "scusate ragazzi, io e la mia amica siamo lesbiche e stiamo insieme, siamo due porche da paura, siccome tra poco torniamo nel nostro appartamento e ci scoperemo come se non ci fosse un domani, secondo voi nella mia fica meglio un cetriolo o una bottiglia di vino?"
Eh sì, dopo la terza Tennents divento stronza.
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