Nuda in terrazza

di
genere
esibizionismo

La porta della terrazza cigola quando la spalanco. Non capita quasi mai, ma stasera sono sola in casa, il caldo è opprimente e ho bisogno di sentirmi libera. Sono nuda in un secondo, la vestaglia a terra. Ho quarant'anni, serenamente lesbica, fianchi larghi, ventre morbido, e tra le gambe una foresta nera e foltissima, i peli neri corposi e arruffati che escono abbondanti dai bordi, visibili ai lati dei fianchi, una chiazza selvaggia che nessun bikini potrebbe mai contenere. Orgogliosa dei miei peli ricci e lunghi, piegati in vari versi poichè schiacciati dalle mutande che, come una criniera scura, coprono le labbra gonfie.
Mi stendo sulla sdraio, gambe spalancate verso il buio, i piedi con lo smalto rosso acceso che affondano sulla plastica bianca. Ho bevuto quasi una bottiglia di prosecco e la vescica è piena. Non resisto, apro ancora di più e lascio andare, un getto caldo e abbondante che esce dalla fica tra i peli neri, l'urina che mi scende sulle cosce e sulla sedia, il liquido ambrato che mi bagna completamente.
Poi mi accarezzo il clitoride, enorme e turgido, sporgente tra quei peli neri lucenti e bagnati. Lo strofino con le dita, lo smalto rosso fuoco che contrasta con la pelle scura, sentendolo pulsare sotto il tocco. L'odore sale intenso, muschiato e salato, misto all'odore dell'urina, quell'aroma animale di fica eccitata che riempie l'aria della terrazza.
Prendo il plug che Camilla mi ha regalato per i miei quaranta, medie dimensioni, liscio e pesante. Lo lubrifico con la saliva e me lo infilo piano nell'ano, sentendo la pressione, il pieno che mi apre mentre i muscoli cedono. Resta lì, piantato, un segreto nascosto.
Poi affondo nella fica. Le grandi labbra carnose sono spalancate, le piccole umide e gonfie, il liquido vaginale filante che si mischia ai residui di pipi sui peli folti. Infilo un dito, poi due, tre, quattro, la mano intera che affonda nella carne bagnata e calda, il pugno che mi riempie con il plug che mi spinge dall'interno.
Prendo il succhia clitoride, lo attacco a quel nodulo gonfio tra la foresta nera. La suzione è violenta, i peli folti e arruffati si inzuppano del mio squirt che schizza abbondante, liquido chiaro che si mescola all'urina, mi bagna la mano fino al polso, i peli neri impiastricciati di essenza e odore. Vengo come una bestia, la mano nella passera, il plug di Camilla nel culo, il succhia che mi svuota, nuda e aperta sotto il cielo.
di
scritto il
2026-06-24
3 . 2 K
visite
3 8
voti
valutazione
6.2
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Voglio essere usata

racconto sucessivo

Toccata per la prima volta

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.