Dildo sfondami

di
genere
masturbazione


Torno a casa da lavoro, con le gambe pesanti, e trovo davanti la porta un pacco anonimo che mi riporta la mente a tre sere fa la con quella diavola della Lisa. I cocktail troppo facili e la risata fragorosa mentre cliccavo "acquista" su quel mostro di gomma nera—30 centimetri di lunghezza, 4,5 di diametro—un'assurdità ordinata per scherzo.

Mi spoglio in salotto, lasciando cadere gli abiti, e mi guardo nello specchio: la fica pelosa, folta e scura, naturale e selvaggia come piace a me. Entro in doccia e ci sto sotto a lungo, sentendo l'acqua calda sciogliere la tensione, poi prendo il rasoio e lo passo sulle gambe e sotto le ascelle, meticolosa. Uscendo mi asciugo con morbidezza, spalmo la crema sul corpo fino a diventare vellutata, profumata, viva. Mi piace questa sensazione di essere curata, pronta e desiderabile anche solo per me stessa.

Indosso solo una maglietta oversize che mi arriva a metà coscia, sotto sono nuda, come sempre. Il vento della finestra che mi accarezza le cosce. Ceno in fretta con due pomodori sale e olio, svuotando una bottiglia di prosecco. Poi ne stappo un'altra (a casa mia il vino non manca mai). Le bollicine mi bruciano la gola e alleggeriscono la testa. Accendo una sigaretta, il fumo sale verso il soffitto mentre il prosecco mi riscalda il ventre, poi apro il pacco: il dildo è mostruoso, cazzo! Nero lucido e pesante, la circonferenza tale che non riesco quasi a chiudere la mano attorno. Sale un brivido di paura e curiosità morbosa che mi percorre la schiena.

Vado in camera a prendere il lubrificante, poi mi sistemo sul divano con la televisione accesa come sottofondo anonimo.
La mano scivola sotto la maglietta, trova la fica pelosa già umida, accarezzo i peli folti poi scendo al clitoride gonfio, masturbandomi, come faccio sempre. Circoli concentrici e sento il piacere montare. Ma ovviamente voglio di più.

Mi sposto, prendo il gel e mi cospargo l'ano abbondantemente, massaggiando il buchetto che pulsa e si apre sotto la pressione, poi lubrifico il dildo con generosità. Mi metto a pecorina, viso contro i cuscini, ginocchia divaricate, culo offerto e posiziono la punta enorme del dildo contro il mio buco. Respiro, rilasso i muscoli, spingo.

Il dolore è immediato, acuto. Uno sfondamento, uno spaccarsi in due anche se non sono affatto vergine. Gemo affondando il viso nel cuscino, la punta entra dilatandomi violentemente, bruciante. Sono sudata, il prosecco mi gira in testa, spingo ancora. Inizio a muoverlo lentamente, sentendo ogni millimetro che mi riempie e rimodella, poi il dolore si trasforma in bramosia, accelerò spingendo più forte, più a fondo, ogni spinta è un urto secco. L'ano cede, si allarga ed accoglie quel diametro mostruoso.
"Oh cazzo, sì" dico, credo con un espressione di dolore, contro il cuscino.

Scopo il mio culo con furia, il dildo entra ed esce con suoni umidi, sono sfondata, completamente aperta, la mano sotto di me trova il clitoride ma non serve, il piacere arriva solo dal culo, da quella penetrazione brutale. L'orgasmo monta come un'onda anomala, diverso, profondo, i muscoli dell'ano si contraggono violentemente attorno al silicone, vengo con un grido rauco soffocato dal cuscino, spasmi incontrollabili che mi svuotano e riempiono insieme.

Crollo in avanti, il dildo scivola fuori con un suono umido cadendo sul tappeto. Rimango tremante, il respiro affannoso, poi porto la mano dietro: l'ano è caldo, gonfio, inserisco due dita senza resistenza.

Mi alzo dal divano, stringo il culo e sento che è stato assalito, devastato, ancora aperto e pulsante. Prendo il telefono e scrivo a Lisa: "Il mostro è arrivato ed entrato. Culo distrutto. Non dico altro!"
di
scritto il
2026-07-20
1 . 2 K
visite
2 2
voti
valutazione
6.5
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Vento in passera

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.