Io e la mia fica fucsia
di
Silly
genere
esibizionismo
Il sole picchiava forte sulla sabbia dorata, ma io stavo comoda sotto l'ombrellone, con gli occhiali da sole scuri che nascondevano il mio sguardo vagabondo. Il costume color crema era un po' troppo ridotto per i miei gusti — o forse era il mio corpo che era troppo generoso per quel tessuto. Il reggiseno almeno avvolgeva bene le mie tette, sostenendole con una certa dignità, ma gli slip... quegli slip erano una battaglia persa fin dall'inizio.
Mi sistemai di nuovo gli elastici, facendo scivolare le dita lungo i bordi del tessuto per controllare. Premessa: i miei peli sono folti, scuri e riccioluti che creano spesso ciuffi morbidi e ribelli. La mia fica invece ha una forma pronunciata, con le grandi labbra che sporgono leggermente, cosi da creare un profilo deciso su ogni tessuto, che siano mutuande o costume non cambia niente. Quel giorno al mare, i peli sembravano fuori controllo e spuntavano inevitabilmente dagli elastici del costume, formando piccole ciocche nere che sfidavano il tessuto crema.
«Altro che controllare ogni cinque minuti,» borbottai tra me, passando di nuovo le dita lungo il bordo dello slip per rimandare indietro qualche ciuffo ribelle.
Accanto a me, le mie due amiche Lisa e Raffy chiacchieravano del piu e del meno, ignare della mia guerra silenziosa con il mio bikini. Lungi da me manifestare a voce alta il mio piccolo disagio. Loro, che ce l'hanno completamente depilata (la Raffy tuttavia ha nel camel toe il suo personale conflitto con la vagina) non aspettano altro per poter prendere in giro la mia scelta di tenerla naturale. Io le chiamo "fichecalve".
Intanto, sfogliavo il telefono cercando disperatamente un costume nuovo. Qualcosa con un taglio moderno, sexy, che non sembrasse uscito dall'armadio della nonna, ma che avesse la parte bassa abbastanza generosa da contenere la mia selva senza far sembrare che avessi un gatto morto sotto il costume.
Stavo per arrendermi quando un banner pubblicitario attirò la mia attenzione. "BettyBeauty", un sito che vendeva kit per tingere i peli pubici. Colori vivaci, audaci, tempere per la parte piu intima del proprio corpo. Fermai lo sguardo su un rosa acceso, un fucsia elettrico che prometteva di trasformare la foresta oscura in un fuoco d'artificio.
Mossa dalla curiosità, cliccai.
Pochi giorni dopo, un pacco anonimo arrivò a casa mia.
Quella sera, chiusa in bagno con lo specchio poggiato sul pavimento e le gambe divaricate, iniziai la trasformazione. Prima applicai la crema decolorante, aspettando i venti minuti indicati. Quando la risciacquai, i miei peli erano diventati biondi ossigenati, una massa ruvida e dorata che sembrava stoppa bagnata, completamente diversa dalla foresta scura a cui ero abituata. Aspettai che si asciugassero, poi con un pennello piccolo e preciso iniziai a stendere il fucsia. Il colore penetrò immediatamente su quei peli decolorati, trasformandosi in ciocche vibranti, quasi al neon. Quando finii, mi guardai: la mia fica era uno spettacolo, un contrasto audace tra la pelle chiara e quei peli fucsia che spuntavano riccioluti e ribelli, formando una nuvola colorata che incorniciava le mie labbra gonfie. La forma era sempre la stessa — quella silhouette decisa, quei peli lunghi che si arricciavano in spirali morbide — ma ora era come se avessi acceso un faro tra le gambe.
Due giorni dopo, tornai in spiaggia con lo stesso costume crema. Quando me lo infilai quella mattina, guardandomi allo specchio, sentii un brivido che mi percorse la schiena e si fermò dritto tra le gambe. Nessuno lo sapeva. Nessuno poteva immaginare che sotto quel tessuto discreto, che sotto quei peli neri che tutti immaginavano, ci fosse in realtà un esplosione di fucsia. La segretezza mi eccitava, mi faceva bagnare già prima di uscire di casa.
Arrivata in spiaggia, mi sistemai sotto l'ombrellone con le amiche, ma la mia mente era altrove. Ogni volta che incrociavo le gambe, ogni volta che sentivo il tessuto che sfiorava i miei peli tinti, sentivo un'eccitazione crescente. Decisi di fare il bagno. Volevo vedere se, una volta bagnato, il tessuto crema sarebbe diventato trasparente, se il fucsia avrebbe fatto capolino attraverso il tessuto attaccato alla pelle. Quando avevo i peli neri, la forma della mia fica si vedeva piuttosto bene una volta bagnata — quel profilo distintivo, l'ombra della mia femminilità più selvaggia — e ora, con il fucsia, sarebbe stato uno spettacolo ancora più eclatante.
Mi alzai e camminai verso l'acqua, sentendo i soliti sguardi maschili — e non solo — che mi seguivano. Loro vedevano una donna con un costume troppo piccolo, forse un po' trasgressiva. Non sapevano che stavano per assistere a un'esplosione di colore.
Entrai nell' acqua, fresca e cristallina. Il costume si bagnò immediatamente, attaccandosi alla pelle come una seconda pelle. Guardai giù: sì, si vedeva. La forma della mia fica era ben definita sotto il tessuto trasparente, e se qualcuno avesse guardato con attenzione, avrebbe visto che l'ombra tra le mie gambe non era scura, non era nera, ma era un viola acceso, un fucsia scandaloso.
Mi spinsi più in là, dove l'acqua arrivava al petto, lontano dalla riva affollata. Gente nuotava intorno a me, famiglie, bambini, coppie che si rincorrevano. Nessuno di loro poteva immaginare cosa mi stesse succedendo sotto il costume.
Con un gesto lento, quasi cerimoniale, feci scivolare gli slip giù lungo le cosce, liberando la mia fica nell'acqua fresca. Guardai giù, attraverso l'acqua limpida: i miei peli fucsia galleggiavano leggeri tra le gambe, brillanti e assurdi. La vista mi eccitò immediatamente, un'eccitazione che mi colpì direttamente al centro del corpo.
Mi toccai. Prima con delicatezza, lasciando le dita accarezzare quei peli colorati, sentendo la loro consistenza setosa ma anche rigida per la tinta. Erano morbidi, ricci, e il colore sembrava ancora più acceso sotto l'acqua. Poi, con veemenza, lasciai che le dita scivolassero verso il clitoride, gonfio e pulsante. Mi masturbai lentamente all'inizio, godendo della sensazione dell'acqua che mi accarezzava insieme alle dita e che rinfrescava tra le natiche in un modo diverso da quando si indossa il cosume.
Cominciai a toccarmi sempre più velocemente, sempre più decisa.
Intorno a me, la gente nuotava ignara. Una donna con i capelli biondi mi passò accanto, sorridendomi senza sospettare nulla. Un uomo anziano galleggiava sul dorso completamente ignaro che a pochi metri da lui una lesbica con la fica fucsia si stava masturbando selvaggiamente.
Le dita tormentavano il mio clitoride con insistenza, mentre con l'altra mano tiravo leggermente i peli colorati, sentendo il piacere misto di dolore e godimento. Venni in silenzio mordendomi forte il labbro inferiore, con un brivido che mi percorse tutto il corpo, facendomi irrigidire le gambe e contrarre la pancia. L'orgasmo fu intenso, un'esplosione nascosta sotto la superficie dell'acqua, mentre i peli fucsia danzavano intorno alla mia mano.
Quando finii, rimisi gli slip, sentendo il tessuto che si riaderiva alla pelle, imprigionando di nuovo la mia selva colorata. Uscii dall'acqua, sentendo il sole che mi scaldava immediatamente la pelle bagnata.
Arrivata all'asciugamano, mi guardai. Il costume crema, bagnato, era diventato quasi trasparente, e sotto di esso il fucsia brillava in modo scandaloso. La forma della mia fica era evidente. Non più un'ombra scura ma una macchia viola accesa, un segno di esclamazione vivente tra le mie gambe. E poi vidi che alcuni ciuffi, non più neri ma di quel rosa elettrico, spuntavano chiaramente dagli elastici, sfidando il mondo.
Non mi curai di sistemarli. Anzi, li guardai con orgoglio. Camminai verso le mie amiche lasciando che il mondo vedesse quei ciuffi fucsia che spuntavano dal costume, che immaginasse cosa ci fosse sotto quel tessuto bagnato.
Quando mi avvicinai, le chiacchiere delle mie amiche si interruppero bruscamente. Mi fissarono, bocche spalancate, occhi che scendevano inevitabilmente verso il mio inguine.
«Madonna santa, Silly,» esclamò la Raffy, quasi senza fiato, «ma che cazzo hai fatto?»
Lisa si portò le mani alla bocca, fissando stranita e affascinata allo stesso tempo quella macchia viola accesa che traspariva chiaramente dal tessuto bagnato, i peli fucsia che spuntavano dagli elastici del costume come fiamme viventi. «È... è tutta fucsia?» balbettò, incapace di staccare lo sguardo dalla mia fica colorata che si delineava indecente sotto il tessuto trasparente.
Sorrisi, orgogliosa. «Vi piace?»
Mi sistemai di nuovo gli elastici, facendo scivolare le dita lungo i bordi del tessuto per controllare. Premessa: i miei peli sono folti, scuri e riccioluti che creano spesso ciuffi morbidi e ribelli. La mia fica invece ha una forma pronunciata, con le grandi labbra che sporgono leggermente, cosi da creare un profilo deciso su ogni tessuto, che siano mutuande o costume non cambia niente. Quel giorno al mare, i peli sembravano fuori controllo e spuntavano inevitabilmente dagli elastici del costume, formando piccole ciocche nere che sfidavano il tessuto crema.
«Altro che controllare ogni cinque minuti,» borbottai tra me, passando di nuovo le dita lungo il bordo dello slip per rimandare indietro qualche ciuffo ribelle.
Accanto a me, le mie due amiche Lisa e Raffy chiacchieravano del piu e del meno, ignare della mia guerra silenziosa con il mio bikini. Lungi da me manifestare a voce alta il mio piccolo disagio. Loro, che ce l'hanno completamente depilata (la Raffy tuttavia ha nel camel toe il suo personale conflitto con la vagina) non aspettano altro per poter prendere in giro la mia scelta di tenerla naturale. Io le chiamo "fichecalve".
Intanto, sfogliavo il telefono cercando disperatamente un costume nuovo. Qualcosa con un taglio moderno, sexy, che non sembrasse uscito dall'armadio della nonna, ma che avesse la parte bassa abbastanza generosa da contenere la mia selva senza far sembrare che avessi un gatto morto sotto il costume.
Stavo per arrendermi quando un banner pubblicitario attirò la mia attenzione. "BettyBeauty", un sito che vendeva kit per tingere i peli pubici. Colori vivaci, audaci, tempere per la parte piu intima del proprio corpo. Fermai lo sguardo su un rosa acceso, un fucsia elettrico che prometteva di trasformare la foresta oscura in un fuoco d'artificio.
Mossa dalla curiosità, cliccai.
Pochi giorni dopo, un pacco anonimo arrivò a casa mia.
Quella sera, chiusa in bagno con lo specchio poggiato sul pavimento e le gambe divaricate, iniziai la trasformazione. Prima applicai la crema decolorante, aspettando i venti minuti indicati. Quando la risciacquai, i miei peli erano diventati biondi ossigenati, una massa ruvida e dorata che sembrava stoppa bagnata, completamente diversa dalla foresta scura a cui ero abituata. Aspettai che si asciugassero, poi con un pennello piccolo e preciso iniziai a stendere il fucsia. Il colore penetrò immediatamente su quei peli decolorati, trasformandosi in ciocche vibranti, quasi al neon. Quando finii, mi guardai: la mia fica era uno spettacolo, un contrasto audace tra la pelle chiara e quei peli fucsia che spuntavano riccioluti e ribelli, formando una nuvola colorata che incorniciava le mie labbra gonfie. La forma era sempre la stessa — quella silhouette decisa, quei peli lunghi che si arricciavano in spirali morbide — ma ora era come se avessi acceso un faro tra le gambe.
Due giorni dopo, tornai in spiaggia con lo stesso costume crema. Quando me lo infilai quella mattina, guardandomi allo specchio, sentii un brivido che mi percorse la schiena e si fermò dritto tra le gambe. Nessuno lo sapeva. Nessuno poteva immaginare che sotto quel tessuto discreto, che sotto quei peli neri che tutti immaginavano, ci fosse in realtà un esplosione di fucsia. La segretezza mi eccitava, mi faceva bagnare già prima di uscire di casa.
Arrivata in spiaggia, mi sistemai sotto l'ombrellone con le amiche, ma la mia mente era altrove. Ogni volta che incrociavo le gambe, ogni volta che sentivo il tessuto che sfiorava i miei peli tinti, sentivo un'eccitazione crescente. Decisi di fare il bagno. Volevo vedere se, una volta bagnato, il tessuto crema sarebbe diventato trasparente, se il fucsia avrebbe fatto capolino attraverso il tessuto attaccato alla pelle. Quando avevo i peli neri, la forma della mia fica si vedeva piuttosto bene una volta bagnata — quel profilo distintivo, l'ombra della mia femminilità più selvaggia — e ora, con il fucsia, sarebbe stato uno spettacolo ancora più eclatante.
Mi alzai e camminai verso l'acqua, sentendo i soliti sguardi maschili — e non solo — che mi seguivano. Loro vedevano una donna con un costume troppo piccolo, forse un po' trasgressiva. Non sapevano che stavano per assistere a un'esplosione di colore.
Entrai nell' acqua, fresca e cristallina. Il costume si bagnò immediatamente, attaccandosi alla pelle come una seconda pelle. Guardai giù: sì, si vedeva. La forma della mia fica era ben definita sotto il tessuto trasparente, e se qualcuno avesse guardato con attenzione, avrebbe visto che l'ombra tra le mie gambe non era scura, non era nera, ma era un viola acceso, un fucsia scandaloso.
Mi spinsi più in là, dove l'acqua arrivava al petto, lontano dalla riva affollata. Gente nuotava intorno a me, famiglie, bambini, coppie che si rincorrevano. Nessuno di loro poteva immaginare cosa mi stesse succedendo sotto il costume.
Con un gesto lento, quasi cerimoniale, feci scivolare gli slip giù lungo le cosce, liberando la mia fica nell'acqua fresca. Guardai giù, attraverso l'acqua limpida: i miei peli fucsia galleggiavano leggeri tra le gambe, brillanti e assurdi. La vista mi eccitò immediatamente, un'eccitazione che mi colpì direttamente al centro del corpo.
Mi toccai. Prima con delicatezza, lasciando le dita accarezzare quei peli colorati, sentendo la loro consistenza setosa ma anche rigida per la tinta. Erano morbidi, ricci, e il colore sembrava ancora più acceso sotto l'acqua. Poi, con veemenza, lasciai che le dita scivolassero verso il clitoride, gonfio e pulsante. Mi masturbai lentamente all'inizio, godendo della sensazione dell'acqua che mi accarezzava insieme alle dita e che rinfrescava tra le natiche in un modo diverso da quando si indossa il cosume.
Cominciai a toccarmi sempre più velocemente, sempre più decisa.
Intorno a me, la gente nuotava ignara. Una donna con i capelli biondi mi passò accanto, sorridendomi senza sospettare nulla. Un uomo anziano galleggiava sul dorso completamente ignaro che a pochi metri da lui una lesbica con la fica fucsia si stava masturbando selvaggiamente.
Le dita tormentavano il mio clitoride con insistenza, mentre con l'altra mano tiravo leggermente i peli colorati, sentendo il piacere misto di dolore e godimento. Venni in silenzio mordendomi forte il labbro inferiore, con un brivido che mi percorse tutto il corpo, facendomi irrigidire le gambe e contrarre la pancia. L'orgasmo fu intenso, un'esplosione nascosta sotto la superficie dell'acqua, mentre i peli fucsia danzavano intorno alla mia mano.
Quando finii, rimisi gli slip, sentendo il tessuto che si riaderiva alla pelle, imprigionando di nuovo la mia selva colorata. Uscii dall'acqua, sentendo il sole che mi scaldava immediatamente la pelle bagnata.
Arrivata all'asciugamano, mi guardai. Il costume crema, bagnato, era diventato quasi trasparente, e sotto di esso il fucsia brillava in modo scandaloso. La forma della mia fica era evidente. Non più un'ombra scura ma una macchia viola accesa, un segno di esclamazione vivente tra le mie gambe. E poi vidi che alcuni ciuffi, non più neri ma di quel rosa elettrico, spuntavano chiaramente dagli elastici, sfidando il mondo.
Non mi curai di sistemarli. Anzi, li guardai con orgoglio. Camminai verso le mie amiche lasciando che il mondo vedesse quei ciuffi fucsia che spuntavano dal costume, che immaginasse cosa ci fosse sotto quel tessuto bagnato.
Quando mi avvicinai, le chiacchiere delle mie amiche si interruppero bruscamente. Mi fissarono, bocche spalancate, occhi che scendevano inevitabilmente verso il mio inguine.
«Madonna santa, Silly,» esclamò la Raffy, quasi senza fiato, «ma che cazzo hai fatto?»
Lisa si portò le mani alla bocca, fissando stranita e affascinata allo stesso tempo quella macchia viola accesa che traspariva chiaramente dal tessuto bagnato, i peli fucsia che spuntavano dagli elastici del costume come fiamme viventi. «È... è tutta fucsia?» balbettò, incapace di staccare lo sguardo dalla mia fica colorata che si delineava indecente sotto il tessuto trasparente.
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