Tuoni e lampi

di
genere
gay

TUONI E LAMPI
Cesare ce l'ha molto grosso. Glielo guardo in palestra. Lui mi sorride e mi dice: Non fa per te, è roba da froci.
Oppure ci scherza su: Non ti ci sta dentro.
Oppure: Prima o poi te lo faccio assaggiare.
-Non vedo l'ora. Gli rispondo.
-Dici sul serio? Mi ribatte.
Gli sculetto per conferma.
-Stasera da me?
-Affare fatto.
A casa sua poche cerimonie. Lo trovo nudo e mi spoglio. Mi abbraccia, mi bacia, mi palpa.
Non vedo l'ora che tutto succeda. Mi giro in piega. Si avventa. Detto fatto è tutto dentro.
-Lo senti?
-Che palo.
-Tutto per te.
-Huauuu.
Mi martella a dovere. Un po' di male ma poi subito che bello, fino all'estasi. Bum. Bum. Bum. Schizza e si leva. Lo slurpo goccia a goccia.
-Bel maialino che sei. Averlo saputo prima.
Ci conosciamo da un paio d'anni. Tutto tempo perso a ridere e scherzare.
-Non ti pensavo così.
-Sei il mio primo.
-Farai ancora?
-Credo di sì.
-Voglio l'esclusiva. Almeno per un po'.
-Te la do se me la ricambi.
-Ne avevo uno per domani. Lo disdico.
-Fallo.
-La seconda viene sempre meglio.
-E la terza?
-Una passeggiata.
-Come la quarta?
-E la quinta, e la sesta...
-Quale la migliore?
-Sempre l'ultima, in vista della successiva.
-Non diventa routine?
-Manco per le pipe.
-Una tira l'altra?
-Proprio così. Non se ne ha mai abbastanza.
scritto il
2026-07-28
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