Prima volta huauuu
di
IL MICROBO
genere
gay
PRIMA VOLTA HUAUUU
Ne scopavo diverse, tutte che godevano quasi più di me. Ma che dico quasi: più di me e basta. Ci pensai su e mi venne quasi voglia di prendere cazzo come facevano loro. Ma che dico quasi. In effetti il culo è una specie di fica. Ma che dico, una specie: una copia esatta dell'originale. Infatti il suo buco lo chiamano fica anale e l'orgasmo che ne trae un bravo violoncellista col suo archetto si chiama pure orgasmo anale. Ero deciso: volevo provare.
Mi recai in un bosco di cui avevo sentito parlare e mi avvicinai ad uno che si strofinava la patta e che prometteva bene. Due chiacchiere sul tempo che fa e sulla partita di domenica scorsa, poi lui di botto taglia corto: Me lo sai facendo duro.
Gli rispondo a tono: Se posso andar bene...
-Non mi sembri dei nostri.
-Non lo sono.
-Fa vedere.
Tiro giù e mostro.
-Carnosetto.
Mi mostra i suoi arnesi: una corazzata.
-Mi piace prima succhiato.
Non faccio storie. In ginocchio lo imbocco. Che emozione succhiarne uno.
-Girati su.
Mi espongo.
-Sicuro che lo vuoi?
-Ma sì.
Me lo caccia con forza. Ce l'ho tutto dentro.
-Ora ti rosolo.
Gli gemo. Ogni colpo un guaito. Che vertigine. Batte ad alzaposta e mi impala per non so quanto.
-Sto per venire.
Accidenti. Quanti schizzi e quante urla di gioia che ho gridato.
A cose fatte: Come ti è andata?
-Alla grande.
-Ti senti disonorato?
-Manco per idea.
-Hai goduto sul serio o facevi anche scena?
-Davvero tanto.
-Ho certi amici che sono cazzutissimi.
-Fammeli conoscere.
-Mi sa che non torni più indietro.
-Mi sa anche a me.
Ne scopavo diverse, tutte che godevano quasi più di me. Ma che dico quasi: più di me e basta. Ci pensai su e mi venne quasi voglia di prendere cazzo come facevano loro. Ma che dico quasi. In effetti il culo è una specie di fica. Ma che dico, una specie: una copia esatta dell'originale. Infatti il suo buco lo chiamano fica anale e l'orgasmo che ne trae un bravo violoncellista col suo archetto si chiama pure orgasmo anale. Ero deciso: volevo provare.
Mi recai in un bosco di cui avevo sentito parlare e mi avvicinai ad uno che si strofinava la patta e che prometteva bene. Due chiacchiere sul tempo che fa e sulla partita di domenica scorsa, poi lui di botto taglia corto: Me lo sai facendo duro.
Gli rispondo a tono: Se posso andar bene...
-Non mi sembri dei nostri.
-Non lo sono.
-Fa vedere.
Tiro giù e mostro.
-Carnosetto.
Mi mostra i suoi arnesi: una corazzata.
-Mi piace prima succhiato.
Non faccio storie. In ginocchio lo imbocco. Che emozione succhiarne uno.
-Girati su.
Mi espongo.
-Sicuro che lo vuoi?
-Ma sì.
Me lo caccia con forza. Ce l'ho tutto dentro.
-Ora ti rosolo.
Gli gemo. Ogni colpo un guaito. Che vertigine. Batte ad alzaposta e mi impala per non so quanto.
-Sto per venire.
Accidenti. Quanti schizzi e quante urla di gioia che ho gridato.
A cose fatte: Come ti è andata?
-Alla grande.
-Ti senti disonorato?
-Manco per idea.
-Hai goduto sul serio o facevi anche scena?
-Davvero tanto.
-Ho certi amici che sono cazzutissimi.
-Fammeli conoscere.
-Mi sa che non torni più indietro.
-Mi sa anche a me.
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