Commessa dell’anno

di
genere
dominazione

***** abbiate pazienza e arrivate fino in fondo****
Stavamo analizzando i dati dei negozi, e uno di quelli di Milano era decisamente controtendenza.
L’azienda ogni anno attribuisce un premio al miglior negozio, calcolato in base a tanti dati, ma a tutti i dipendenti del miglior negozio attribuisce un premio di cinque mila euro lordi, in base alla stessa modalità di verifica, al miglior venditore viene attribuito un ulteriore bonus che va da cinque a dieci mila euro e un viaggio premio.
Quest’anno i dati del negozio di Milano erano impressionanti, ben superiore a tutti.
- Lucia, mi può aggiornare i dati dei dipendenti? Dei primi cinque mi metta anche le fasce orarie e i turni per favore
Avevo chiesto alla mia collaboratrice i dati che avevo già verificato, solo per averne le conferme da far visionare al resto del board
- credo di non sbagliarmi, ma vi invito a verificare voi stessi i dati che Lucia ci consegna, lascio le considerazioni a dopo.

Lucia ci porta i dati e dopo una decina di minuti ci ri aggiorniamo.

- ma chi è questa Monika Lattev?
- Lavora con noi da tre anni, puoi chiedere la sua scheda?
- Lucia, ci può portare la scheda completa della signorina Lattev del Milano sette?

Monika, 23 anni, italiana lavora da tre anni e quest’anno ha staccato nelle vendite tutti i dipendenti d’Italia. Ha quasi il doppio delle vendite rispetto alla media, tutto l’anno nel turno di chiusura.
- perché non ruota nei turni?
- Non ne ho idea, non è un nostro problema, dovremmo chiedere al suo responsabile, che è la Linda Mori, che tutti conoscete.
- Ok sentiamo la Linda, organizziamo un Teams con lei per domani mattina?
- Perfetto.

La mattina successiva siamo on line con la Linda che ci spiega che la ragazza è un portento, parla correttamente italiano, tedesco, inglese e grazie alle origini della mamma anche il russo.
In più, è preparatissima e ha dei modi molto garbati. Ha chiesto di far sempre la chiusura perché secondo lei i clienti più proponessi a spendere si presentano tardi e lei non ha nessun problema ad assisterli anche oltre la chiusura. Infine è una ragazza bellissima e questo non guasta mai.

- ma ha fatto qualcosa di male di cui non mi sono accorta?
- No, abbiamo notato che le sue vendite sono notevolmente oltre la media e ci stavamo chiedendo il perché. Ma soprattuto vorremmo capire se possiamo, grazie a lei far migliorare anche le prestazioni degli altri negozi.

Ci salutiamo ma decido di fare uno di quei lavori che ogni tanto mi diverto a mettere in pratica, il mr. shopping.
Preparo la mia trasferta in incognito a Milano e Martedì sera, certo della sua presenza mi presento in negozio mezz’ora prima della chiusura.

- buona sera, posso esserle utile?
- Buona sera, stavo cercando un abito blu. Sempre se sono ancora in tempo, so che siamo prossimi alla chiusura e non voglio farvi far tardi.
- Non si preoccupi, per me il cliente può metterci il tempo che vuole, se vuole spendere il mio lavoro è soddisfarlo. Mi segua, le faccio vedere qualcosa.
Monika mi cammina davanti, un fisico da paura e una gonna che mi pare un pò più corta di quanto avevamo previsto per le divise del personale. Non porta le calze e anche le scarpe mi pare di notare un tacco “fuori ordinanza” ma che schianto!
- allora, si accomodi nel regno dell’uomo di successo. Resto sul classico e le porto subito alcune alternative, o ha necessità di qualcosa di diverso? In tal caso le posso far vedere degli abiti più particolari per taglio, per materiale e per modello.
- No grazie, mi servirebbe un abito classico, tre bottoni con doppio spacco posteriore, fresco e morbido che con questo caldo soffriamo già troppo.
- Certamente! Si metta pure comodo, mi dia qualche minuto e sarò subito da lei, nel mentre se vuole può servirsi acqua o caffè.
Era lo standard, un’area di relax dove il cliente deve sentirsi coccolato, la ragazza fin qui è stata perfetta.

Pochi minuti dopo torna con alcuni abiti, inizia a farmi sentire la qualità della stoffa, elencandone le particolarità.
- Le consiglio di partire da questo abito, lo provi pure in uno dei camerini, sono tutti a sua disposizione.
Entro in un camerino e mi provo l’abito, esco per confrontarmi con la ragazza che mi accoglie con un sorriso
- direi che con la taglia sono stata brava, l’abito è perfetto e le calza perfettamente. Cosa dice?
- Non ha sbagliato, è di ottimo taglio e direi che mi sta molto bene.
- Perfetto, ora però le propongo di fare un piccolo up-grade, voglio farle apprezzare tutti i vantaggi del nostro marchio.
Mi pone un altro abito, stesso colore e stessa fattura ma al tatto si nota che stiamo parlando di un tessuto differente. Entro nel camerino e mi cambio, sento la ragazza che saluta una collega “non preoccuparti, chiudi pure”.
Mentre esco avverto un leggero ronzio, è l’aria condizionata che si ferma.
- perfetto! Questo lo sente più morbido? Più leggero?
- Decisamente. È di un’altra categoria. Ho sentito che siete in chiusura, se con un attimo di pazienza mi può prendere le misure per l’orlo prendo questo e mi scusi ancora per il ritardo.
- Sta scherzando vero? Non c’è nessun problema devo ancora finire il mio percorso in ascesa e farle apprezzare i nostri prodotti, per me è un piacere e vorrei che anche lei possa uscire dal negozio soddisfatto e felice. Unica cosa, le chiedo perdono per l’aria ma abbiamo un sistema centralizzato e alla chiusura si interrompe il flusso. Ma credo che proprio senza aria potrà apprezzare meglio i prossimi abiti. Ora le propongo questo, qui facciamo un netto passo avanti, anche sotto il punto di vista economico. Passiamo dai millecinquecento euro di quello che sta indossando a duemila e cinque ma stiamo parlando di un prodotto di alta gamma, la invito a provarlo.
Mi passa l’altro abito, ritorno nel camerino e devo dire che fa notevolmente più caldo senza aria condizionata.
- so che fa caldo, se vuole lasci pure la porta aperta, io mi sposto nell’altra sala, non la voglio mettere in imbarazzo.
Mi cambio, sopportando il caldo e esco, mentre Monika torna da me, senza la giacca e con la camicia leggermente più sbottonata.
- mi scusi ma fa caldo anche per me. Quest’abito come vede ha delle cuciture che esaltano la linea delle spalle, nel servizio che offriamo con questo prodotto c’è la ripresa sartoriale, ma vedo che anche le maniche sono pressoché perfette.
- Direi di si, non tira da nessuna parte, il tessuto è fantastico e direi che è un abito che può darmi veramente soddisfazione.
- Alt! Ne avrei ancora un paio da farle provare. Se questo la soddisfa, direi che potremmo anche fermarci ma, se vuole, anche solo per togliersi la soddisfazione di provare qualcosa di veramente top, non mi deluda. Poi deciderà lei se acquistare o meno.
- Non vorrei abusare della sua disponibilità, avrà altro da fare.
- Abusi pure! Non si preoccupi che a me piace e mi diverto!
Sorridendo maliziosa mi porge un altro abito.
- questo è un prodotto ancora più leggero, vedrà che soddisfazioni le potrà dare. Certo che in questo caso stiamo facendo un passo avanti non indifferente, mettendo sul piatto altri mille euro ma mi creda che sono spesi bene.

Entro e questa volta non chiudo la porta, mi tolgo la giacca e mentre mi sfilo i pantaloni, sento Monika alle mie spalle allontanarsi.
I pantaloni del nuovo abito sono leggermente più stretti. Ma giacca è una meraviglia.

Esco nella sala e mi specchio vedo Monika tornare e mi pare abbia slacciato un bottone in più.

- una meraviglia! Lo tenga indossato qualche minuto e vedrà che sensazione, non scalda. Ho notato che indossa già uno dei nostri prodotti ma non l’ho mai vista in negozio.
- O, si sono cliente ma vivo a Roma. I vostri prodotti sono sempre magnifici ma non credo di aver mai provato questo tessuto.
Monika si siede in una delle poltrone mentre mi spiega il tessuto e la lavorazione. Accavalla le gambe e prende un ventaglio facendosi aria.
Tutti movimenti che non fanno che esaltare le sue curve, gambe e seno che grazie ai bottoni slacciati e al fatto che è più in basso di me, non posso che ammirare abbondantemente.
- cosa dice, leggero vero?
- Leggerissimo, solo mi sembra un po più stretto il pantalone.
- Non dovrebbe, mi faccia vedere
Mi avvicino alla ragazza e aprendo la giacca faccio vedere che effettivamente tira un pò.
- be si, tira un po’, ma non è solo il pantalone… non vorrei abbiano sbagliato la taglia, posso vedere?
Mentre slaccio il pantalone, la ragazza fa un balzo in avanti, in ginocchio davanti a me prendendo il lembo del pantalone per verificare la taglia.
Non posso non eccitarmi. Lai davanti a me in ginocchio, con i pantaloni quasi abbassati e il suo seno in bella vista.
- mi scusi! La taglia è sbagliata. È una misura in meno. Sono mortificata, non ho controllato. Mi perdoni signore.
Rimarcando proprio le ultime due parole.
- ma no, non dica così, sono cose che capitano.. mi faccia provare la taglia in più.
- mi scusi mi scusi, avrei dovuto controllare rimedio subito..
Così dicendo, restando in ginocchio indietreggia, poi si alza e un minuto dopo è indietro con un pantalone della taglia giusta.
- non so come scusarmi, Signore!
Mi porge i pantaloni e torna ad inginocchiarsi.

Io sorrido e cerco di rassicurarla.
Lei resta inginocchiata e mentre entro nel camerino abbassa lo sguardo. Non chiudo la porta, mi ha eccitato e mi eccito ancor di più cambiandomi i pantaloni.

- questi vanno meglio, sono della taglia corretta
- Mi scusi ancora ho commesso uno sbaglio.

Nessun problema, sono io che mi voglio far perdonare. Compro questo.

- voglio farmi perdonare, provi anche l’ultimo abito. Se le piace le faccio un super regalo e mi sdebito con lei per la sua pazienza e per il mio errore.
Si alza, si gira e prende l’ultimo abito. Me lo porge e si mette nell’angolo dove non c’è visibilità sul camerino tenendo lo sguardo abbassato.

Entro, mi cambio e esco. È fuori da ogni dubbio che stiamo parlando di alta sartoria.
- questo è meraviglioso, la qualità è ancora superiore, il nostro servizio comprende la sartoria completa e un secondo paio di pantaloni. Se permette le fisso con un paio di aghi il tessuto e le faccio vedere il risultato finale, poi mi dirà cosa ne pensa.
Prende gli spilli e torna ad inginocchiarsi davanti a me riprendendo leggermente il girovita. Poi accarezzando la gamba scende e va a regolare l’orlo dei pantaloni restando quasi sdraiata ai miei piedi.
- mi perdoni ma glieli riprendo entrambe perchè altrimenti l’effetto non è completo.
Torna ad armeggiare con i pantaloni e poi si alza arrossata.
- ora le riprendo leggermente la giacca, mi perdoni ancora ma inizia a far caldo e questa camicia non è di certo del tessuto dell’abito.
- Se vuole può toglierla
Lo dico scherzando
- se al signore fa piacere, volentieri.
E in due secondi resta in reggiseno dietro di me con gli spilli in mano mentre strabuzzo gli occhi e cresce la temperatura.
- così fa venir caldo anche a me
- Mi perdoni signore, le chiedo di resistere pochi minuti che voglio metterle quattro spilli, poi finiamo il lavoro.
- non è certo il calore della stanza quanto la vista che mi mette caldo.
- Troppo gentile, non mi merito questi complimenti.
Capisco che deve avere un qualche tendenza di piacere a sentirsi dominata.
Il suo seno è contenuto in un reggiseno coprente ma si vede che i capezzoli sì sono induriti e non è l’unica cosa ad essersi indurita!
- Temo che tra poco debba riprendermi le misure dei pantaloni.
Così dicendo allargo la giacca e le mostro l’erezione che da sotto il tessuto non poteva non vedersi.
- mi perdoni rimedio subito!
Dicendo queste parole si inginocchia armeggia con il girovita e mi slaccia i pantaloni, in un unica mossa mi abbassa pantaloni e slip liberando la mia erezione infilandosi immediatamente in bocca l’asta.
Poi abbassati completamente i miei indumenti armeggia con mani e bocca in un pompino da paura.
Alterna affondi fino alla gola a leggere leccate della cappella
, stimolando con le mani ora le palle.
Non riesco a dire una parola, le prendo la testa e la tengo ferma mentre dettando i tempi le scopo la bocca.
Poi mi tolgo la giacca, la faccio alzare e chinandola sul bancone posto dietro di noi le sollevo la gonna che già le copriva a stento il culo. Abbasso la leggera mutandina e con due dita la penetro senza indugio.
- siii
Le slaccio il reggiseno con la mano libera e lei lo toglie liberando due tette fantastiche, sormontate da capezzoli grandi e turgidi. Le do due sonore sculacciate mentre le tengo la faccia sul bancone.
Torno a penetrala con due dita trovandola ancor più bagnata.
Le assestò ancora quattro sculacciate e prendendo il mio cazzo lo infilo nella sua figa innondata di umori. Spingo spingo come un ossesso, spingo e tendo il suo busto contro il bancone, ad ogni spinta le schiaccio le tette. Mi spoglio anche la camicia sia per essere più comodo che per il caldo che inizia a farsi sentire. La giro e la faccio salire sul bancone con la testa verso il basso, infilandogli il cazzo in gola.
- fammi venire che voglio scoparti per bene. Troia!
Lei si impegna, con la testa all’indietro mentre io le strizzo le tette e si sta masturbando con una mano.
Due minuti dopo le riempio la gola, non fa uscire una goccia e in un attimo scende dal bancone e riprende il cazzo in bocca mantenendolo super eccitato.
Mi metto in terra e le dico di cavalcarmi dandomi la schiena, così facendo alterno schiaffi sul culo e sulle sue tette sollecitandole il clitoride tento che in poco tempo anche lei esplode in un forte orgasmo. Mi sfilo da lei e rimettendola a pecora sul bancone riprendo a pomparle la figa allargandole le chiappe. Poi in un colpo solo esco da lei e affondo nel suo culo.
Urla, più per piacere che per dolore ma l’occasione è ghiotta per darle ancora qualche schiaffo sul culo sentendola godere ancora. Continuo finché non le riempio l’intestino scaricando quattro o cinque getti di sperma.
Esco da lei, mi butto sulla poltrona provato, lei resta a novanta gradi sul bancone, si allarga le chiappe facendo uscire dello sperma dal suo culo. Lo raccoglie con le dita e se lo porta alla bocca ripulendole per bene.
- spero che il nostro servizio possa essere stato all’altezza e spero di essermi fatta perdonare per l’errore.
- mai trovato un negozio del genere.
- se desidera, le porto anche una camicia nuova, pulita e asciutta, se poi vuole seguirmi in cassa le preparo il conto.
Mi sono rivestito e mi dirigo verso la cassa dove trovo la ragazza con camicia e gonna.
- abito, servizio completo di sartoria e camicia fanno in totale, già scontato 6250 euro, questi glieli regalo io sperando di rivederla presto.
Porgendomi la borsa, ci infila slip e reggiseno schiacciandomi l’occhio.
Pago e la ringrazio per tutto, le chiedo il nome come se non lo sapessi.
- Monika, ma è un servizio che offrite a tutti i clienti?
- Scherza vero? È un trattamento esclusivo, solo per i migliori, un extra fuori orario a volte devo farmi perdonare, altre volte la disponibilità è premiata con una mancia.
Ridendo mi accompagna alla porta, mi fa uscire e richiude spegnendo buona parte delle luci.
Non so cosa pensare ma torno in albergo per una doccia, domani devo rientrare in sede, penso di aver capito come mai fa certi incassi. I miei seimila euro finiranno in nota spese.


Sperando possa esservi piaciuto, con uno stile un pò diverso. Fatemi sapere nei commenti se continuare la storia.
scritto il
2026-07-19
1 . 8 K
visite
1 4
voti
valutazione
6.6
il tuo voto
Segnala abuso in questo racconto erotico

Continua a leggere racconti dello stesso autore

racconto precedente

Fratelli e Sorella -8-

Commenti dei lettori al racconto erotico

cookies policy Per una migliore navigazione questo sito fa uso di cookie propri e di terze parti. Proseguendo la navigazione ne accetti l'utilizzo.