Fratelli e Sorella -7-
di
Mind
genere
incesti
Quindi… dove eravamo rimasti?
Certo, Patty…
Patty mi aveva chiamato un paio di volte nel pomeriggio, mentre io e Alice stavamo facendo sesso.
La sera non la richiamo. Lunedì mattina le mando un messaggio mente vado in università per l’esame
- Ciao Patty, ho visto le chiamate ma non ho avuto modo di rispondere e di richiamarti. Oggi ho un esame, ti richiamo prima di sera
Naturalmente non mi risponde ma la sera, al secondo squillo è già sul pezzo, fortemente imbarazzata e nonostante era scocciata dal fatto che non l’avessi chiamata prima, la sento felice di sentirmi. Ci chiariamo, ci capiamo e ci accordiamo per vederci sabato quando sarebbe tornata a casa, prima di partire per il mare con Alice, Carla e qualcun altro.
Sabato usciamo insieme, passiamo la serata a parlare, parliamo ognuno di sé, dei nostri gusti e delle nostre abitudini.
Scopro che frequenterà un corso universitario in una città vicina e che di conseguenza, sarà a casa invidiando Alice che se ne andrà a Torino, sola e libera…
Patty è una ragazza molto interessante, oltre che bella. Temo che mi stia innamorando di lei. Quando la riaccompagno a casa, ci baciamo a lungo, ma nessuno dei due va oltre. Sembriamo due scolaretti al primo appuntamento.
Lei parte, poi parto io e ritorno dopo un interessante viaggio ai primi di settembre. Ci siamo sentiti spesso al telefono, non so cosa abbia o non abbia fatto durante le sue vacanze, nemmeno Alice me ne parla. Io…. Sono stato quasi bravo, d’altro canto ero in viaggio con due dei miei amici sfigati che passano più tempo al bar che a guardar la gnocca.
Però una piccola parentesi l’ho chiusa ma negherò anche davanti all’evidenza di aver passato un giorno e una notte in barca con la barista di colore conosciuta in una delle solite serate alcoliche del mio amico Mauro.
- Marco, quindi siamo d’accordo per sabato?
- Sì mamma, sabato accompagno Alice a Torino, mi fermo da lei fino a martedì e poi torno. Cerco di controllare tutto e lunedì vado con lei in università. Me lo hai già chiesto cento volte, stai calma!
- È perché non sono abituata a vedervi andar d’accordo.
- Lo so ma non siamo più bambini, anche lei dovrebbe aver finito l’asilo…
Sabato mattina partiamo, non è un viaggio troppo lungo, in meno di tre ore siamo parcheggiati e da buon facchino, ho due borsoni carichi di non so cosa ma pesantissimi, sulle spalle l’aiuto a sistemarsi.
Entriamo nell’appartamento che Alice condivide con un’altra ragazza, Maria mi sembra, una ragazza di Palermo che Alice mi dice essere molto simpatica. La casa è carina, ottima per due studentesse. Due camere, due bagni con l’indispensabile ed un soggiorno con un bel tavole e l’angolo cottura. Niente di che, ma ottimo per la sopravvivenza senza dover condividere spazi essenziali come il bagno e la camera.
Nelle camere due letti matrimoniali quando avrebbero potuto tranquillamente prevedere due letti da una piazza, ma probabilmente anche la proprietà sapeva come andavano a finire certe cose.
- porta tutto nella stanza a destra, quella a sinistra è dell’altra ragazza, mi ha detto che arriva lunedì
Alice mi stava dando suggerimenti restando sulla porta
- Alice, sai che tutto sommato è una bella sistemazione? Devi ringraziare ancora una volta mamma e papà
- Per il momento volevo ringraziare te.
Mi giro e me la trovo difronte mentre si mette in ginocchio davanti a me armeggiando con la cerniera. Pochi secondi e mi trovo con il mio cazzo infilato nella sua bocca che prende vigore.
Alice è la solita spettacolare pompinara, stavo quasi dimenticando quanto era brava ed eccitante.
- dai Alice, mi fai venire.
Non si stacca, mi guarda negli occhi e continua a pompare finché le vengo in bocca e golosamente beve fino all’ultima goccia.
- non credere che finisca qui. Usciamo a mangiare qualcosa, facciamo la spesa e poi voglio scoparti. Prima che tu torni a casa e prima che arrivi Maria, voglio avere dei bei ricordi per affrontare l’anno di studio.
- Alice….. mi sei mancata. Ma non ridurti come quei maiali dei tuoi amici.
- Marco, non farò la vita monacale, ma ti prometto che sarò quasi casta.
Ridendo usciamo per andare a mangiare qualcosa, Alice mi bacia in bocca e sento il sapore e del mio sperma, non nego che mia sorella mi eccita sempre fuori misura.
Pranzo, spesa in un vicino supermarket e torno a fare il facchino con le borse.
Sistemiamo le cose in casa e mi faccio una doccia.
Con l’asciugamano in vita mi sdraio sul letto mentre Alice va a lavarsi. Nel mentre mi chiama Patty. Dimenticavo, con lei ci si vede e ci si sente, abbiamo fatto sesso un paio di volte e, non so se definirla una relazione nascente o qualcosa d’altro ma pur non sentendoci ancora molto impegnati tra di noi, stiamo facendo crescere l’intesa e sapendo che sarei stato da Alice, mi ha chiamato per sapere come stava andando.
- Ciao Patty, bene! Praticamente abbiamo sistemato casa e cominciato a capire come gira il mondo nel quartiere. Supermarket, fermate dei mezzi negozi vari. Ora ci stiamo lavando, poi ci sistemiamo e facciamo un giro nella Torino notturna…. No, non ci stiamo lavando insieme! Porca! Io mi sono lavato e Alice è in doccia.
- Aspetta ti richiamo!
Patty mi butta giù il telefono e un paio di minuti dopo mi chiama con la videochiamata.
- ciao bionda!
- Volevo vederti, avrei voluto essere lì con voi.
- Patty fai la brava, Alice è in doccia, sta uscendo adesso.
- Prima che arrivi, fammi vedere il tuo cazzo, mi manca!
Sorrido ma mentre la guardo mordersi il labbro, vedo che la sua inquadratura scende e riprende la sua figa glabra mentre con due dita si sta masturbando
- Patty! Porca! Guarda cosa mi provochi….
Mi tolgo l’asciugamano e riprendo la mia mano che scorre lungo un mio membro. Proprio mentre Alice apre la porta del bagno.
- guarda che sta arrivando anche la mia sorellina
Alzo l’inquadratura e lasciando il cazzo in primo piano riprendo anche Alice che lascia cadere l’asciugamano ai piedi mostrandosi nuda mentre si avvicina prendendo a segarmi.
- ciao Patty…. Posso fare io quello che vorresti fare tu, posso sostituirmi a te?
Queste due non me la raccontano giusta, sembrano coordinate..
- ciao Alice, io gli darei un bacio sulla cappella ma non mi perderei troppo nel sesso orale, ho una voglia matta di scopare.
Alice mi dà un bacio sul cazzo e si impala da sola, appoggia il telefono sul comodino in modo che riprenda bene il letto e in modo che possa a sua volta vedere la sua amica masturbarsi ferocemente.
- Piano Alice, fai piano. Sali fin quasi a farlo uscire e poi scendi fino a toccargli le palle con il culo. Prendilo tutto fino in fondo, così. Brava.
Guardavo Patty, si stava infilando quasi tutta la mano nella sua figa, ogni volta che usciva era sempre più bagnata.
- girati Alice, girati e prendilo nel culo. Si dai.
Alice si sfila dal mio cazzo, e si gira. Punta la cappella e piano piano si infila tutto il bastone nel culo.
- fino in fondo Alice così… guarda anche me.
Sposta il telefono e vedo che anche Patty sta infilandosi un cazzo di gomma nel culo.
Non sapevo ne avesse uno, ma in questo momento ero preso a non venire dentro mia sorella guardando la mia “amica” mentre si masturba il culo.
Non so voi ma non capivo se ero in paradiso o se forse stavo vivendo un sogno.
Sento Patty che gode, la vedo contorcersi e lasciarsi andare ad un orgasmo incredibile mentre Alice si sfila il cazzo dal culo e mettendosi alla pecorina mi chiede di scoparla sul serio.
Non so se sono arrivato a dieci colpi, ma in un attimo ho riversato una quantità di sperma sulla schiena di mia sorella.
- ragazzi, grazie! Siete stati magnifici.
- Patty tu sei malata ma ti voglio bene!
- Io di più ma voglio anche il tuo cazzo!
- Basta voi due…. Pensate un pò a me che sarò qui tutta sola e senza che nessuno dei due possa darmi una leccata
Ridiamo tutti e tre e mentre Alice si rifà la doccia, resto al telefono con Patty. Sta nascendo qualcosa tra noi, non è solo sesso.
Usciamo, ceniamo in centro e facciamo un giro in un paio di locali che ci hanno segnalato. Bella gente, musica dal vivo in uno. Naturalmente Torino universitaria non è ancora a pieno regime ma di gente in giro cen’è molta.
Torniamo a casa e ci mettiamo a letto… Alice è ancora eccitatissima e vuole fare ancora sesso. naturalmente non mi tiro indietro, nemmeno quando vuole che gli venga in gola.
La domenica mattina Alice la vuole passare in giro per conoscere le strade, imparare ad orientarsi e sapersi muovere tra casa e università. È su di giri al pensiero della nuova vita, forse anche un po spaventata e lo percepisco dal fatto che non mi molla un secondo. Siamo sempre mano nella mano o abbracciati, difficile che ci ci vede possa pensare che siamo fratelli. Giriamo per Torino, ne approfittiamo anche per visitare il palazzo reale e per fare un giro al parco lungo il Po. Ed è proprio lì che ad un certo punto Alice si ferma e prima mi bacia con foga, la sua lingua nella mia bocca, roteando e spingendo con una foga mia vista, poi staccandosi scoppia a piangere e singhiozzando confessa di aver paura, di non voler rinunciare alla nostra complicità e di essere spaventata da tutte queste novità.
La guardo, le accarezzo il viso e la bacio, ora è la mia lingua che sguazza in lei ma con dolcezza e tranquillità, con tutto il tempo che lei vuole. Metto una mano sul suo seno, voglio sentire il suo cuore e capire che si stia tranquillizzando ma allo stesso tempo la sento eccitarsi.
- tranquilla Alice, io ci sono sempre, sono tuo fratello e ti voglio bene… anche se non scopiamo tutti i giorni!
Ridendo proseguiamo il nostro giro e parliamo del suo futuro, di quanto si divertirà anche se dovrà studiare come una matta e di come sarà naturale avere le nostre vite.
Decidiamo di cenare in casa, e mentre ci stiamo organizzando per accendere i fornelli, squilla il telefono di Alice, Maria la sua coinquilina le comunica che tra una mezz’ora sarà a casa.
Chiediamo a Maria se le va di cenare con noi, non poteva rifiutare dopo il lungo viaggio in treno.
Quando apre la porta resto piacevolmente stupito.
Maria è una bella ragazza, mora con la pelle olivastra, tipica delle ragazze del sud (soprattutto a fine estate). Non molto alta, sarà un metro e sessanta ma ciò che “distrae” sono le sue tette.. non so se è una quarta ma sono grandi ed estremamente sode. Lo si capisce dal fatto che sotto il leggerissimo vestito porta un reggiseno sottile di pizzo che non può far altro che contente ma non certo sorreggere. Dopo un momento di naturale distrazione, vedo che ha due nelle gambe, un culo leggermente grande è un viso accattivante. Sorriso splendido, capelli raccolti e tolti gli occhiali da sole due occhi verde scuro.
Ci salutiamo e naturalmente non mi trattengo.
- È un piacere, Alice mi aveva detto che eri simpatica ma non anche bellissima! Quasi quasi mi trasferisco anche io a Torino
- Marco smettila di fare il fenomeno.
Alice in tutto questo sorride, ringrazia e arrossisce imbarazzata. Scopro durante la cena che è una ragazza molto riservata, cresciuta in ambiente abbastanza rigido del sud, e capisco che non ha un ragazzo, anzi forse non ne ha mai avuto. E tra me la cosa un po’ mi spiace ma sento che anche mi eccita.
- Non so quanto la mia famiglia approverebbe la tua presenza in casa questa notte..
lo dice ridendo ma capisco che non sta proprio scherzando.
- be dai, tecnicamente è come se dormissi in un’altra casa. Stiamo solo cenando insieme. Però Maria, io sono il fratello di Alice e finché voi sarete sotto lo stesso tetto, è come se fossi anche tuo fratello.
- Wow un fratello maggiore che avrei sempre voluto
Alice ride.
Maria va in camera sua a sistemare le sue cose, io e Alice ripuliamo la casa, sistemiamo non senza difficoltà gli approvvigionamenti alimentari di Maria, condividendo che non avrebbero potuto morire di fame. Poi mi metto sul divano a guardare la tv mentre Alice entra in doccia.
Dieci minuti dopo anche io mi vado a fare una doccia e sento che le due ragazze stanno guardando insieme la tv mentre chiacchierano.
Me la prendo comoda, le lascio fare e dopo essermi infilato un paio di pantaloncini da calcio e una maglietta le raggiungo sedendomi vicino a mia sorella.
Loro chiacchierano, si stanno conoscendo, io giro i canali e mi fermo su un film che non ha nulla di interessante.
- domani vi accompagno in università se avete bisogno di qualsiasi cosa resto con voi. Nel pomeriggio tolgo il disturbo.
- Veramente? Fantastico grazie Marco, grazie Alice.
- Sarò a disposizione delle mie sorelline
- Maria non farci caso, ha doti nascoste ma è evidente che l’intelligenza non è la sua dote migliore..
Ridono, si danno di gomito e creano una loro complicità contro di me, mi lascio prendere in giro e di tanto in tanto osservo le grosse tette di Maria libere sotto la maglietta non troppo larga. Se ne accorge e vedo che i suoi capezzoli si induriscono..
Si fa un certo orario e ci accordiamo per la sveglia del giorno dopo e andiamo nelle nostre camere.
Io e Alice siamo ancora a letto insieme, nudi e ci cerchiamo. Ci baciamo, ci tocchiamo in silenzio per non farci sentire da Maria e in poco tempo sono dentro di lei. La scopo da dietro, mentre la bacio sul collo e le tappo la bocca.
Alice è su un altro pianeta, fatico ad impedirle di farsi sentire ma non ce le faccio a smettere. Finiamo con lei alla pecorina, con la faccia affondata nel cuscino mentre la pompo con un ritmo martellante…
Alice mentre raggiunge il secondo orgasmo si sfila e girandosi mi fa venire nella sua bocca ingoiando tutto.
Mi bacia, la bacio e abbracciati ci addormentiamo.
La mattina una volta preparati, facciamo colazione insieme a Maria in casa. Lei è sfuggente, direi imbarazzata. Partecipa ai discorsi ma si capisce che la sera prima ci ha sentito e non vuole affrontare nemmeno gli sguardi.
Passo la mattinata in università con le mie “sorelline” e poi andiamo offro a loro un gelato per pranzo. Passiamo da casa, io mi preparo a partire e loro mi dicono che insieme vanno a fare un giro nel vicino centro commerciale. Bacio entrambe sulle guance, Alice si stringe forte a me. Saluto e salgo in auto. Ci vediamo presto.
Salgo in auto e parto mentre Patty mi telefona…
Ma questa se vi fa piacere ve la racconto la prossima volta
Certo, Patty…
Patty mi aveva chiamato un paio di volte nel pomeriggio, mentre io e Alice stavamo facendo sesso.
La sera non la richiamo. Lunedì mattina le mando un messaggio mente vado in università per l’esame
- Ciao Patty, ho visto le chiamate ma non ho avuto modo di rispondere e di richiamarti. Oggi ho un esame, ti richiamo prima di sera
Naturalmente non mi risponde ma la sera, al secondo squillo è già sul pezzo, fortemente imbarazzata e nonostante era scocciata dal fatto che non l’avessi chiamata prima, la sento felice di sentirmi. Ci chiariamo, ci capiamo e ci accordiamo per vederci sabato quando sarebbe tornata a casa, prima di partire per il mare con Alice, Carla e qualcun altro.
Sabato usciamo insieme, passiamo la serata a parlare, parliamo ognuno di sé, dei nostri gusti e delle nostre abitudini.
Scopro che frequenterà un corso universitario in una città vicina e che di conseguenza, sarà a casa invidiando Alice che se ne andrà a Torino, sola e libera…
Patty è una ragazza molto interessante, oltre che bella. Temo che mi stia innamorando di lei. Quando la riaccompagno a casa, ci baciamo a lungo, ma nessuno dei due va oltre. Sembriamo due scolaretti al primo appuntamento.
Lei parte, poi parto io e ritorno dopo un interessante viaggio ai primi di settembre. Ci siamo sentiti spesso al telefono, non so cosa abbia o non abbia fatto durante le sue vacanze, nemmeno Alice me ne parla. Io…. Sono stato quasi bravo, d’altro canto ero in viaggio con due dei miei amici sfigati che passano più tempo al bar che a guardar la gnocca.
Però una piccola parentesi l’ho chiusa ma negherò anche davanti all’evidenza di aver passato un giorno e una notte in barca con la barista di colore conosciuta in una delle solite serate alcoliche del mio amico Mauro.
- Marco, quindi siamo d’accordo per sabato?
- Sì mamma, sabato accompagno Alice a Torino, mi fermo da lei fino a martedì e poi torno. Cerco di controllare tutto e lunedì vado con lei in università. Me lo hai già chiesto cento volte, stai calma!
- È perché non sono abituata a vedervi andar d’accordo.
- Lo so ma non siamo più bambini, anche lei dovrebbe aver finito l’asilo…
Sabato mattina partiamo, non è un viaggio troppo lungo, in meno di tre ore siamo parcheggiati e da buon facchino, ho due borsoni carichi di non so cosa ma pesantissimi, sulle spalle l’aiuto a sistemarsi.
Entriamo nell’appartamento che Alice condivide con un’altra ragazza, Maria mi sembra, una ragazza di Palermo che Alice mi dice essere molto simpatica. La casa è carina, ottima per due studentesse. Due camere, due bagni con l’indispensabile ed un soggiorno con un bel tavole e l’angolo cottura. Niente di che, ma ottimo per la sopravvivenza senza dover condividere spazi essenziali come il bagno e la camera.
Nelle camere due letti matrimoniali quando avrebbero potuto tranquillamente prevedere due letti da una piazza, ma probabilmente anche la proprietà sapeva come andavano a finire certe cose.
- porta tutto nella stanza a destra, quella a sinistra è dell’altra ragazza, mi ha detto che arriva lunedì
Alice mi stava dando suggerimenti restando sulla porta
- Alice, sai che tutto sommato è una bella sistemazione? Devi ringraziare ancora una volta mamma e papà
- Per il momento volevo ringraziare te.
Mi giro e me la trovo difronte mentre si mette in ginocchio davanti a me armeggiando con la cerniera. Pochi secondi e mi trovo con il mio cazzo infilato nella sua bocca che prende vigore.
Alice è la solita spettacolare pompinara, stavo quasi dimenticando quanto era brava ed eccitante.
- dai Alice, mi fai venire.
Non si stacca, mi guarda negli occhi e continua a pompare finché le vengo in bocca e golosamente beve fino all’ultima goccia.
- non credere che finisca qui. Usciamo a mangiare qualcosa, facciamo la spesa e poi voglio scoparti. Prima che tu torni a casa e prima che arrivi Maria, voglio avere dei bei ricordi per affrontare l’anno di studio.
- Alice….. mi sei mancata. Ma non ridurti come quei maiali dei tuoi amici.
- Marco, non farò la vita monacale, ma ti prometto che sarò quasi casta.
Ridendo usciamo per andare a mangiare qualcosa, Alice mi bacia in bocca e sento il sapore e del mio sperma, non nego che mia sorella mi eccita sempre fuori misura.
Pranzo, spesa in un vicino supermarket e torno a fare il facchino con le borse.
Sistemiamo le cose in casa e mi faccio una doccia.
Con l’asciugamano in vita mi sdraio sul letto mentre Alice va a lavarsi. Nel mentre mi chiama Patty. Dimenticavo, con lei ci si vede e ci si sente, abbiamo fatto sesso un paio di volte e, non so se definirla una relazione nascente o qualcosa d’altro ma pur non sentendoci ancora molto impegnati tra di noi, stiamo facendo crescere l’intesa e sapendo che sarei stato da Alice, mi ha chiamato per sapere come stava andando.
- Ciao Patty, bene! Praticamente abbiamo sistemato casa e cominciato a capire come gira il mondo nel quartiere. Supermarket, fermate dei mezzi negozi vari. Ora ci stiamo lavando, poi ci sistemiamo e facciamo un giro nella Torino notturna…. No, non ci stiamo lavando insieme! Porca! Io mi sono lavato e Alice è in doccia.
- Aspetta ti richiamo!
Patty mi butta giù il telefono e un paio di minuti dopo mi chiama con la videochiamata.
- ciao bionda!
- Volevo vederti, avrei voluto essere lì con voi.
- Patty fai la brava, Alice è in doccia, sta uscendo adesso.
- Prima che arrivi, fammi vedere il tuo cazzo, mi manca!
Sorrido ma mentre la guardo mordersi il labbro, vedo che la sua inquadratura scende e riprende la sua figa glabra mentre con due dita si sta masturbando
- Patty! Porca! Guarda cosa mi provochi….
Mi tolgo l’asciugamano e riprendo la mia mano che scorre lungo un mio membro. Proprio mentre Alice apre la porta del bagno.
- guarda che sta arrivando anche la mia sorellina
Alzo l’inquadratura e lasciando il cazzo in primo piano riprendo anche Alice che lascia cadere l’asciugamano ai piedi mostrandosi nuda mentre si avvicina prendendo a segarmi.
- ciao Patty…. Posso fare io quello che vorresti fare tu, posso sostituirmi a te?
Queste due non me la raccontano giusta, sembrano coordinate..
- ciao Alice, io gli darei un bacio sulla cappella ma non mi perderei troppo nel sesso orale, ho una voglia matta di scopare.
Alice mi dà un bacio sul cazzo e si impala da sola, appoggia il telefono sul comodino in modo che riprenda bene il letto e in modo che possa a sua volta vedere la sua amica masturbarsi ferocemente.
- Piano Alice, fai piano. Sali fin quasi a farlo uscire e poi scendi fino a toccargli le palle con il culo. Prendilo tutto fino in fondo, così. Brava.
Guardavo Patty, si stava infilando quasi tutta la mano nella sua figa, ogni volta che usciva era sempre più bagnata.
- girati Alice, girati e prendilo nel culo. Si dai.
Alice si sfila dal mio cazzo, e si gira. Punta la cappella e piano piano si infila tutto il bastone nel culo.
- fino in fondo Alice così… guarda anche me.
Sposta il telefono e vedo che anche Patty sta infilandosi un cazzo di gomma nel culo.
Non sapevo ne avesse uno, ma in questo momento ero preso a non venire dentro mia sorella guardando la mia “amica” mentre si masturba il culo.
Non so voi ma non capivo se ero in paradiso o se forse stavo vivendo un sogno.
Sento Patty che gode, la vedo contorcersi e lasciarsi andare ad un orgasmo incredibile mentre Alice si sfila il cazzo dal culo e mettendosi alla pecorina mi chiede di scoparla sul serio.
Non so se sono arrivato a dieci colpi, ma in un attimo ho riversato una quantità di sperma sulla schiena di mia sorella.
- ragazzi, grazie! Siete stati magnifici.
- Patty tu sei malata ma ti voglio bene!
- Io di più ma voglio anche il tuo cazzo!
- Basta voi due…. Pensate un pò a me che sarò qui tutta sola e senza che nessuno dei due possa darmi una leccata
Ridiamo tutti e tre e mentre Alice si rifà la doccia, resto al telefono con Patty. Sta nascendo qualcosa tra noi, non è solo sesso.
Usciamo, ceniamo in centro e facciamo un giro in un paio di locali che ci hanno segnalato. Bella gente, musica dal vivo in uno. Naturalmente Torino universitaria non è ancora a pieno regime ma di gente in giro cen’è molta.
Torniamo a casa e ci mettiamo a letto… Alice è ancora eccitatissima e vuole fare ancora sesso. naturalmente non mi tiro indietro, nemmeno quando vuole che gli venga in gola.
La domenica mattina Alice la vuole passare in giro per conoscere le strade, imparare ad orientarsi e sapersi muovere tra casa e università. È su di giri al pensiero della nuova vita, forse anche un po spaventata e lo percepisco dal fatto che non mi molla un secondo. Siamo sempre mano nella mano o abbracciati, difficile che ci ci vede possa pensare che siamo fratelli. Giriamo per Torino, ne approfittiamo anche per visitare il palazzo reale e per fare un giro al parco lungo il Po. Ed è proprio lì che ad un certo punto Alice si ferma e prima mi bacia con foga, la sua lingua nella mia bocca, roteando e spingendo con una foga mia vista, poi staccandosi scoppia a piangere e singhiozzando confessa di aver paura, di non voler rinunciare alla nostra complicità e di essere spaventata da tutte queste novità.
La guardo, le accarezzo il viso e la bacio, ora è la mia lingua che sguazza in lei ma con dolcezza e tranquillità, con tutto il tempo che lei vuole. Metto una mano sul suo seno, voglio sentire il suo cuore e capire che si stia tranquillizzando ma allo stesso tempo la sento eccitarsi.
- tranquilla Alice, io ci sono sempre, sono tuo fratello e ti voglio bene… anche se non scopiamo tutti i giorni!
Ridendo proseguiamo il nostro giro e parliamo del suo futuro, di quanto si divertirà anche se dovrà studiare come una matta e di come sarà naturale avere le nostre vite.
Decidiamo di cenare in casa, e mentre ci stiamo organizzando per accendere i fornelli, squilla il telefono di Alice, Maria la sua coinquilina le comunica che tra una mezz’ora sarà a casa.
Chiediamo a Maria se le va di cenare con noi, non poteva rifiutare dopo il lungo viaggio in treno.
Quando apre la porta resto piacevolmente stupito.
Maria è una bella ragazza, mora con la pelle olivastra, tipica delle ragazze del sud (soprattutto a fine estate). Non molto alta, sarà un metro e sessanta ma ciò che “distrae” sono le sue tette.. non so se è una quarta ma sono grandi ed estremamente sode. Lo si capisce dal fatto che sotto il leggerissimo vestito porta un reggiseno sottile di pizzo che non può far altro che contente ma non certo sorreggere. Dopo un momento di naturale distrazione, vedo che ha due nelle gambe, un culo leggermente grande è un viso accattivante. Sorriso splendido, capelli raccolti e tolti gli occhiali da sole due occhi verde scuro.
Ci salutiamo e naturalmente non mi trattengo.
- È un piacere, Alice mi aveva detto che eri simpatica ma non anche bellissima! Quasi quasi mi trasferisco anche io a Torino
- Marco smettila di fare il fenomeno.
Alice in tutto questo sorride, ringrazia e arrossisce imbarazzata. Scopro durante la cena che è una ragazza molto riservata, cresciuta in ambiente abbastanza rigido del sud, e capisco che non ha un ragazzo, anzi forse non ne ha mai avuto. E tra me la cosa un po’ mi spiace ma sento che anche mi eccita.
- Non so quanto la mia famiglia approverebbe la tua presenza in casa questa notte..
lo dice ridendo ma capisco che non sta proprio scherzando.
- be dai, tecnicamente è come se dormissi in un’altra casa. Stiamo solo cenando insieme. Però Maria, io sono il fratello di Alice e finché voi sarete sotto lo stesso tetto, è come se fossi anche tuo fratello.
- Wow un fratello maggiore che avrei sempre voluto
Alice ride.
Maria va in camera sua a sistemare le sue cose, io e Alice ripuliamo la casa, sistemiamo non senza difficoltà gli approvvigionamenti alimentari di Maria, condividendo che non avrebbero potuto morire di fame. Poi mi metto sul divano a guardare la tv mentre Alice entra in doccia.
Dieci minuti dopo anche io mi vado a fare una doccia e sento che le due ragazze stanno guardando insieme la tv mentre chiacchierano.
Me la prendo comoda, le lascio fare e dopo essermi infilato un paio di pantaloncini da calcio e una maglietta le raggiungo sedendomi vicino a mia sorella.
Loro chiacchierano, si stanno conoscendo, io giro i canali e mi fermo su un film che non ha nulla di interessante.
- domani vi accompagno in università se avete bisogno di qualsiasi cosa resto con voi. Nel pomeriggio tolgo il disturbo.
- Veramente? Fantastico grazie Marco, grazie Alice.
- Sarò a disposizione delle mie sorelline
- Maria non farci caso, ha doti nascoste ma è evidente che l’intelligenza non è la sua dote migliore..
Ridono, si danno di gomito e creano una loro complicità contro di me, mi lascio prendere in giro e di tanto in tanto osservo le grosse tette di Maria libere sotto la maglietta non troppo larga. Se ne accorge e vedo che i suoi capezzoli si induriscono..
Si fa un certo orario e ci accordiamo per la sveglia del giorno dopo e andiamo nelle nostre camere.
Io e Alice siamo ancora a letto insieme, nudi e ci cerchiamo. Ci baciamo, ci tocchiamo in silenzio per non farci sentire da Maria e in poco tempo sono dentro di lei. La scopo da dietro, mentre la bacio sul collo e le tappo la bocca.
Alice è su un altro pianeta, fatico ad impedirle di farsi sentire ma non ce le faccio a smettere. Finiamo con lei alla pecorina, con la faccia affondata nel cuscino mentre la pompo con un ritmo martellante…
Alice mentre raggiunge il secondo orgasmo si sfila e girandosi mi fa venire nella sua bocca ingoiando tutto.
Mi bacia, la bacio e abbracciati ci addormentiamo.
La mattina una volta preparati, facciamo colazione insieme a Maria in casa. Lei è sfuggente, direi imbarazzata. Partecipa ai discorsi ma si capisce che la sera prima ci ha sentito e non vuole affrontare nemmeno gli sguardi.
Passo la mattinata in università con le mie “sorelline” e poi andiamo offro a loro un gelato per pranzo. Passiamo da casa, io mi preparo a partire e loro mi dicono che insieme vanno a fare un giro nel vicino centro commerciale. Bacio entrambe sulle guance, Alice si stringe forte a me. Saluto e salgo in auto. Ci vediamo presto.
Salgo in auto e parto mentre Patty mi telefona…
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