Commessa dell’anno -2-
di
Mind
genere
orge
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SECONDA PARTE (abbiate sempre la pazienza di arrivare fino in fondo, se vi va)
Rientro in sede dopo il sopralluogo al negozio di Milano, ma ho problemi a relazionare dettagliatamente l’operatività di Monika. Mi confido unicamente con Mario, collega HR fidato, anche lui amante delle belle fighe e compagno di qualche serata da battaglia in giro per locali.
Sorride e a pranzo vuole conoscere tutti i dettagli. Insieme prepariamo la strategia per “premiare” la ragazza non solo a livello economico.
Anche quest’anno è stato organizzato l’incontro annuale dei vertici aziendali con i responsabili dei punti vendita, i regional e naturalmente le figure da premiare, generalmente sono i dipendenti ad alta fedeltà, i migliori venditori e in qualche caso altri per i più disparati motivi. Quest’anno abbiamo pensato di fare una serie di colloqui a distanza con i nuovi assunti e identificare cinque risorse su cui puntare con dei corsi di formazione e un percorso di crescita che preveda affiancamenti ed incentivi a sostegno.
Naturalmente tra gli invitati c’è Monika che quest’anno si porta a casa il jackpot, quindicimila euro di premio e un viaggio a Miami.
Be, il viaggio non è solo svago ma anche lavoro. Si parteciperà ad una “fiera” di settore, si visiteranno delle attività commerciali all’avanguardia e ci saranno dei momenti di “convivialità” ma anche un paio di giorni liberi in cui fare tutto ciò che si vuole.
Con Mario decidiamo di unirci alla spedizione americana e di portare anche le cinque giovani risorse oltre ad un paio di regional da identificare ma questa sarà una delle sorprese dell’incontro annuale che si terrà a Roma nel week end del prossimo fine mese.
Facciamo partire le comunicazioni del progetto, gli inviti personali e diamo il via a tutta l’organizzazione facendo alloggiare tutti nel solito albergo vicino al centro. Una struttura che utilizziamo spesso e che dispone di una vasta scelta di camere a tra cui un fantastico attico con terrazza che riserviamo a Monika come parte del premio annuale.
Tutto procede per il meglio e arriviamo alla data fatidica.
Nel primo pomeriggio arrivano gli invitati, si registrano e hanno il pomeriggio a disposizione prima dell’incontro poco prima dell’ora di cena.
Naturalmente Mario si è auto incaricato di accogliere qualche ospite, naturalmente tra i fortunati Monika. La accompagna alla stanza, vuole vedere l’effetto che fa, e le annuncia che questa sera sarà al tavolo con lei, insieme ad altri vertici aziendali e ad un paio di altri colleghi che saranno premiati.
Al tavolo, naturalmente ci sono anche io, e naturalmente sarò alla sinistra di Monika, che avrà alla sua destra proprio Mario.
Quando mi vede ha come un sussulto, mi ha sicuramente riconosciuto ma è brava e simula indifferenza, fino a quando ci sediamo e Mario ci presenta.
- è un piacere conoscerla, sono veramente contenta di avervi dato soddisfazione
E sorride con aria maliziosa.
- Monika, diamoci pure del tu, siamo una grande famiglia, e sono sicuro che sarà solo l’inizio di un percorso di soddisfazione reciproca. Non voglio anticiparti nulla ma se sarai pronta a cogliere le opportunità e sarai disponibile a metterti al centro di un progetto che presenteremo domani, non mancheranno le soddisfazioni.
Monika sembra leggermente in imbarazzo ma poi nemmeno tanto.
Iniziamo la cena, il tavolo si anima, si chiacchiera si beve e si scherza. Il clima è molto positivo e rilassato. Faccio un cenno a Mario, e senza dare nell’occhio, quasi contemporaneamente mettiamo una mano sulle gambe di Monika continuando a parlare disinvolti e simulando indifferenza.
Lei si irrigidisce un attimo ma poi, senza dare alcun segnale continua a cenare e a parlare. Avvertiamo che allarga le gambe come ad agevolarci. Vestendo un lungo abito da sera senza spacchi, non avremmo potuto andar oltre. Le mani accarezzano le cosce della ragazza che pare non essere particolarmente disturbata.
Andiamo avanti così qualche minuto poi lasciamo la preda.
Dopo poco è lei che alterna un veloce tocco sotto la tovaglia, prima al mio e poi al cazzo di Mario.
Ci guarda e ride.
- nel mio lavoro, ne capitano di tutti i colori, non bisogna mai farsi spaventare ma cercare sempre di gestire le situazioni a proprio vantaggio. È così che quest’anno sono riuscita ad essere in cima alle vendite. Questo è il mio “tocco magico” unico i ad una dose di fortuna ma, a volte la fortuna va cercata, risvegliata o da sola non bussa alla tua porta.
- brava Monika, vorrei che le stesse parole le dicessi domani durante la premiazione.
- Certo Mario, ma se devo fare un discorso mi servirà l’aiuto degli esperti, io non sono brava con le parole, a volte fatico con la lingua.
Io e Mario ci guardiamo e ridiamo.
A fine cena, ci spostiamo al bar dove si uniscono anche un altro paio di responsabili di sede e la Linda Mori, responsabile del negozio dove lavora Monika che esordisce così:
- avete trattato bene il mio gioiello?
Mentre la salutiamo con i consueti baci
- certo, ma stai attenta.. ha avuto un’ottima maestra, ma hai i numeri per superarti.
- Ha anche quindici anni in meno.
- Quindici? Ma se sembrate compagne di classe, Linda sai bene che dimostri quindici anni meno di quelli che hai
Le risate si sprecano, ma Linda non vuole perdere il vantaggio e cerca di restare al centro dell’attenzione attaccandosi a Monika, talvolta abbracciandola o prendendola per il braccio.
Effettivamente sembrano quasi coetanee, i trentasette anni di Linda, sono ottimamente mantenuti dalla palestra e, mi pare anche da qualche chirurgo plastico, non ne sono certo ma mi sembrava avesse le tette più piccole.
- allora, volete svelarci in anteprima le sorprese di domani?
- Mai! O non sarebbero sorprese.
- Linda, sai bene che sull’effetto sorpresa ci si gioca ogni anno, e poi non possiamo sbottonarci in questo modo, credimi che quest’anno resterete a bocca aperta in tanti.
- Be se è per quello, fare abbottonare e sbottonare la gente è il nostro lavoro, siamo delle esperte. Hahah
- Ragazze, qui tra bottoni e sbottoni, sti morendo di caldo, che ne dite di uscire a prendere un po d’aria? Magari beviamo qualcosa.
Interviene Monika:
- posso ospitarvi nel mio umile alloggio, ho un balconcino niente male
Guardando Mario, che era già stato nella sua suite, sorride schiacciandogli l’occhio.
Prendiamo gli ascensori e saliamo a noi quattro si accodano i due regional del Nord e i responsabili dei negozi di Firenze, Sergio un quarantenne gay spassosissimo e sempre di una eleganza impeccabile e di Genova, Lucia anche lei appena sotto i quaranta, mamma di un paio di ragazzini ma con una presenza incredibile. Bionda fisico mozzafiato e con due tette da paura sempre bene in vista.
Non appena siamo in terrazza, i complimenti per la location si sprecano, Roma dall’alto è sempre meravigliosa. Gli uomini in men che non si dica restano in camicia, ampiamente sbottonata proprio a catturare quella leggera brezza che la città eterna è in grado di donare. Le donne tolgono l’unica cosa che da loro impiccio, le scarpe.
Monika scendendo dai suoi tacchi cambia aspetto, non è molto alta, e devo ammettere che tolti i trampoli perde leggermente di valore anche il suo culo. Non che passi inosservato, ma c’è meno effetto calamita.
Lucia, leggermente più bassa evidenza ancor di più le tette che faticano a restare dentro la scollatura.
È Sergio, che con la sua spontaneità omosessuale parte con i complenti
- Lucia quando deciderò di far la transizione dovrai passarmi il nome del mago che ti ha rifatto. Hai delle tette da paura. E ho notato che non porti il reggiseno.
Lucia si schernisce un momento ma poi con la spontaneità che la contraddistingue
- lavoro egregio sotto ogni punto di vista, mio marito rimpiange di non avermi regalato l’intervento anni prima, e io ne godo ogni volta.
- Mmmmm monella! Per andare a letto con tuo marito me le farei anche subito.
Scoppiamo tutti in una risata, Sergio non ha mai nascosto la sua indole e sappiamo che è anche l’animatore di un locale un pò particolare.
Bussano alla porta, il servizio in camera, attivato da Mario consegna un paio di bottiglie di gin e una serie di lattine di acqua tonica e parte il rito del gintonic a lui tanto caro, solo che la sua mano a fare il gin tonic fatica a versare la tonica.
Passiamo ancora un paio d’ore in compagnia e vuotiamo le bottiglie. Nel mentre Sergio assilla Lucia per le tette e per il marito, tanto che non abbiamo capito cosa apprezzi maggiormente, Lucia ad un certo punto sposta l’attenzione su Linda e sul lavoro che lo stesso chirurgo ha fatto su di lei.
- ragazze, visto che non sono vostre potreste anche farle vedere e apprezzare a tutti.
È il regional del vento che forse dovrebbe reggere meglio il gin.
Tutti ridono e Sergio rimarca che non possono sottrarsi.
Lucia guada Linda che annuisce e in un attimo si abbassano le spalline facendo scendere i vestiti sotto il seno.
- dai Sergio, so che muori dalla voglia. Senti la consistenza, ammira l’opera d’arte.
Sergio si avvicina a Lucia e prende in mano i suoi seni palpandoli in modo molto sensuale, controllandone da vicino l’assenza di cicatrici e ammirando la sensibilità dei capezzoli. Ne bacia uno, e con la lingua porta la collega ad eccitarsi.
Restiamo tutti ad osservare, e vediamo che Lucia chiude gli occhi e si morde il labbro.
Linda si avvicina come a reclamare la sua parte ed effettivamente Sergio senza smettere di toccare le tette di Lucia inizia a leccare ed eccitare anche Linda. Ma siamo sicuri che sia gay?
Siamo tutti concentrati sulla scena che ci siamo persi Mario e Monika. Sono rientrati nella suite, con la coda dell’occhio vedo il riflesso nel vetro notando che lei si è chinata prendendogli il cazzo in bocca. So cosa sta provando l’amico Mario e so che non sarà una cosa lunga tanto è vero che due minuti dopo li rivedo in terrazzo. Lui con una faccia felice, lei forse più di lui.
- ragazze non posso che confermare l’ottimo lavoro del vostro chirurgo. Se fossi etero, sarei già venuto.
Altra risata collettiva più vediamo le due donne che si toccano reciprocamente e infine si rivestono.
- Spettacolo finito! Prima di perdere i freni inibitori, sarà meglio che ognuno vada a dormire. Domani si inizia presto.
Ci si saluta, e prendiamo tutti gli ascensori per i nostri piani.
Mario mi confida ciò che avevo visto, non sa se tornare da lei o no. Lo convinco a lasciar stare per questa sera, il giorno dopo cin saremmo tolti tutte le soddisfazioni.
La mattina, prima di iniziare i lavori ci si incontra a far colazione, incrociando Monika da sola, mi raggiunge e mi chiede della visita a Milano, non voleva aver problemi e mi chiede come comportarsi. Congedandoci
- certo che in quella suit così grande mi son sentita proprio sola
- la compagnia è una cosa che non deve mai mancare. Siamo una famiglia.
I lavori della giornata vanno benissimo, presentiamo il progetto sulle nuove leve e premiamo tutti lasciando Monika per ultima.
- premiando la venditrice dell’anno, annunciamo anche che sarà coinvolta in prima persona nel nuovo progetto di crescita e vogliamo svelare che quest’anno il viaggio premio, avrà una doppia valenza perché essendo più lungo prevederà anche dei momenti di lavoro… Monika e le cinque ragazze del progetto crescita saranno per una settimana a Miami, siamo sicuri che torneranno più motivate ed entusiaste che mai.
Finiti i lavori, tutti a cambiarsi in vista della cena. Al mio tavolo oltre a Mario, le cinque ragazze, Monika, il responsabile commerciale e uno dei buyer che opera in oriente dove viene svolta larga parte della lavorazione.
La serata scorre piacevole, le cinque ragazze tutte intorno ai vent’anni, sono un pò impacciate, Monika diventa ancor più civetta mantenendo l’attenzione più su di noi che su di loro. Vedo che, vicina a Mario, ogni tanto si lascia scappare la mano sotto il tavolo e immagino che lui non resti così impassibile. Tra le ragazze, una mi sembra più dinamica e con lei approfondisco la conoscenza. Avevamo studiato i profili con attenzione, sapevamo che tutte erano indipendenti, vivevano fuori dalla casa genitoriale e al momento non avevano relazioni stabili, più per scelta che per necessità visto che erano cinque pezzi di gnocca da paura.
Silvia, la ragazza con cui sto parlando, è bolognese. Lavora e studia Scienze Politiche con la speranza di dedicarsi alla comunicazione aziendale.
- sono onorata di poter far parte di questo progetto di crescita ma ho già avuto modo di dire che il mio futuro non vuole essere quello della commessa, ho accettato perché mi è stato detto che potrei ambire ad altri ruoli in azienda ed effettivamente poter pensare di far parte degli uffici di marketing e comunicazione potrebbe essere il coronamento dei miei studi.
Tutto d’un fiato, quasi con la paura di non essere in grado di finire la frase.
- vedi Silvia, non ti nego che nasce prevalentemente per le figure commerciali nei negozi, ma abbiamo visto il tuo profilo e le tue aspettative, anche la tua schiettezza poco fa, conferma che potresti anche essere l’evoluzione del progetto e di conseguenza abbiamo pensato di buon grado di coinvolgerti. Eri stata selezionata a prescindere nel progetto che doveva selezionare quattro risorse ma abbiamo allargato a cinque, considerando che magari la tua strada potrà essere diversa. La tua o la strada di chiunque di voi. Non mettiamo limiti e speriamo che anche voi possiate non averne. I limiti si superano, si cancellano. Sono i risultati e gli obbiettivi che contano.
- Grazie grazie mille, non sa per me che sollievo e che soddisfazione.
Silvia, come detto bolognese, 22 anni, capelli ramati, occhi Verdi inutile dire che fisicamente era vicino ad un 10, come d’altronde tutte e cinque le ragazze, selezionate anche per la loro fisicità.
Dopo cena ancora un momento di convivialità, e si era quasi riformato il gruppo della serata precedente. Io Mario e Monika siamo stati raggiunti da Linda, Lucia e dal regional Veneto, Felice.
- Stasera no me staco da lori, no vedo Sergio e, casomai so pronto a torme el so posto
Sicuro che non ne vedeva l’ora, loro erano ancor più provocanti della sera prima, forse anche grazie alla compagnia di Abram, un giovane collega di colore di 24 anni, ex modello ed ex giocatore di basket originario degli Stati Uniti che lavora a Roma.
- volevo ringraziarla per le bellissime parole e per la fiducia che mi ha dato
- ringraziarti Silvia, ringraziarti. Dammi del tu. E ripeto, tutto è nelle tue mani, noi stiamo creando la possibilità, poi sta a te.
Silvia alle mie parole mi abbraccia e mi dice nell’orecchio
- grazie, grazie farò di tutto per farcela.
Poco dopo, è Abram che suggerisce di concludere la serata in un locale del centro dove si balla, ma sarà stata la concomitanza con una delle partite di calcio di cartello della Roma, ma di taxi nemmeno l’ombra.
- Monika ci ospiti ancora nel tuo modesto ricovero?
- Pagate voi, per me va benissimo.
Saliamo ancora in terrazza, al gruppo della sera prima si unisce anche Silvia e Abram. Ed è proprio Silvia ad accendere la tv su un canale musicale, ad alzare il volume e a cominciare a ballare insieme allo statuario collega di colore.
Volano le giacche, le scarpe di tutti che apprezziamo il contatto con il Teak che ricopre la terrazza. Ed è Linda che unendosi al ballo fa togliere ad Adam anche la camicia. Be, non si può. In guardarlo. Felice spinge anche Lucia a ballare
- No gaverò el fisico che ga lu, ma a ballar e a far andar la lengua no temo rivali!
E con movenza sexy prende anche lui a togliersi la camicia mostrando il fisico non proprio atletico e la sua pancetta da benessere.
- Felice sei uno spasso, non avrai il suo fisico ma sai come stare al mondo
- E non hai ancora provato la mia lingua!
Lucia abbraccia Felice e gli stampa un bacio sulla guancia. Lui sorride e le mette una mano sul culo tastandolo per bene mentre lei ride.
È Silvia che prende per mano sia me che Monika e ci porta a ballare, seguiti da Mario che non si allontana da Monika più di un metro.
Si balla, si ride e si scherza, dieci minuti dopo noi uomini eravamo tutti a dorso nudo, con fisici più o meno atletici ma nulla da competere con Abram che era palese volesse attrarre Lucia a sua volta marcata stretta da Felice, ma non disdegnava nemmeno Linda che si stava strusciando su di lui da qualche minuto.
È quando parte You Can Leave Your Hat On che Linda prima cerca di incentivare Adam allo spogliarello, poi lo prende per i fianchi, si abbassa e gli slaccia i pantaloni sfilandoli lasciandolo in slip con un evidente rigonfiamento.
- wow anche peggio di quanto pensassi.
Era Lucia che commentava ad alta voce mentre strabuzzava gli occhi!
Adam proseguiva nel ballo, Linda continuava a toccarlo e a girargli intorno e una volta dietro di lui con una mossa fulminea gli abbassa gli slip facendo svettare un cazzo di dimensioni impressionanti, almeno venti centimetri con un diametro importante.
- cazzo!
Era sempre Lucia.
Linda intanto stava facendo passare l’imbarazzo ad Adam, standole dietro, strusciava le sue tette e lo accarezzava prendendogli infine in mano il membro.
Eravamo quasi ipnotizzati dalla scena, tanto ma non come Lucia che si stava, non so come, facendo leccare le tette da Felice che la lasciava vestita solo del piccolo tanga nero che aveva sotto al vestito.
Silvia quasi in difficoltà spostava lo sguardo tra le due coppie per poi guardarmi mentre alzavo le spalle come a dirle “cosa possiamo farci”.
Linda aveva preso a leccare l’asta di Adam, e facendo un cenno, invitava anche Monika a partecipare. Lei si sfila il vestito, sotto non aveva neanche il tanga (scoprii dopo che a tavola lo aveva tolto dandolo a Mario), e la raggiunge prendendo a leccare le palle del collega.
La situazione sta prendendo una bella piega. Lucia è sempre più eccitata e la sento dire a Felice se con la lingua riesce anche a far altro. Qualche secondo dopo è sdraiata su un divano a gambe larghe con Felice che le sta letteralmente mangiando la figa.
Linda si spoglia, ma è Monika che passa ai fatti e piegandosi sulla balconata porge le terga ad Adam che la penetra in un colpo solo.
Ho Silvia da parte a me, la guardo e le dico
- se vuoi andare, sei libera di farlo. Nessuno ti giudica e nessuno deve essere giudicato
- grazie, era quello che aspettavo di sentire.
Mi aspettavo che uscisse dalla camera, invece si inginocchia sotto Monika e prende a leccare il cazzo del nero mentre entra e esce dalla sua figa, alterna delle profonde lappate a lui e a lei fin quando Linda non reclama la sua preda, la sposta e le dice
- leccami il culo, preparamelo che voglio prenderlo tutto!
Silvia inizia a leccarle il culo, intanto Mario si spoglia e non appena Adam si stacca da Monika prende il suo posto sodomizzandola anche perché aveva la figa talmente allargata che avrebbe fatto una brutta figura.
Le due colleghe stavano prendendosi due cazzi in culo, si vedeva che non era la prima volta che facevano qualcosa insieme.
Anche io mi ero spogliato, qualche buco da riempire ci sarebbe sicuramente stato e mentre sento Linda venire in un orgasmo che la porta a squirtare sulla faccia di Felice, Silvia che era ancora vestita mi prende in bocca il cazzo senza dire una parola.
Felice nel mentre gira Linda e inizia a scolarla alla pecorina tenendola per le tette, era ciò che sognava dalla sera prima.
- spogliati fammi vedere il tuo corpo.
Silvia si spoglia, è completamente depilata, mette in mostra una fighetta da bambina con un seno molto armonioso, sodo, ben fatto ed estremamente eccitato.
Sta in piedi, davanti a me, completamente nuda con le mani dietro la schiena.
- non muoverti.
Vado dietro di lei, la faccio piegare in avanti e le stampo una sculacciata sulla natica destra. Non dice una parola e non si muove. Gliene do un’altra sulla natica sinistra, la vedo contrarsi ma non fiata.
Intanto Adam si era sdraiato e Lucia si stava impalando su di lui, dietro pronto ad entrare nel suo culo Mario mentre Monika stava limonando con la sua responsabile.
- guarda, poi tocca a te!
- Va bene, se è quello che vuole!
Felice stava venendo sulla schiena di Lucia che aveva già raggiunto il secondo orgasmo.
- puliscila!
Silvia si avvicina a Linda e lecca lo sperma di Felice che a quella vista (o forse grazie a qualche pastiglietta) riprende l’erezione di prima e senza farselo dire si posiziona dietro Silvia e le punta il cazzo.
- fermo, non lei e non adesso.
Mi guarda stupito ma tant’è che si sposta e inizia a fottere Monika anche lui nei culo.
È Linda che non regge e in preda ad un orgasmo multiplo è costretta a sfilarsi i due cazzi buttandosi in terra.
- Silvia, è il tuo turno.
Lei in uno stato di ubbidienza si prende il grosso cazzo nero e piano piano se lo infila per intero con delle smorfie incredibili ma sempre in silenzio . Allontano Mario che si posiziona davanti a Monika mettendole in bocca il cazzo e sodomizzo Silvia.
Non aveva mai provato una doppia penetrazione, lo confesserà più tardi, ma pur soffrendo, in silenzio gode e come gode. Anche lei esplode in un orgasmo che la fa tremare mente le riversò un’abbondante dose di sperma nell’intestino.
Linda prende in bocca il cazzo di Adam e lo porta all’orgasmo bevendo tutto il suo frutto, condividendolo poi in un bacio appassionato con l’amica Lucia, l’unica a non aver provato il nero manganello.
Cosa dire…. Il resto della serata, se ci sarà , nel prossimo racconto.
Fatemi sapere se vi è piaciuto.
SECONDA PARTE (abbiate sempre la pazienza di arrivare fino in fondo, se vi va)
Rientro in sede dopo il sopralluogo al negozio di Milano, ma ho problemi a relazionare dettagliatamente l’operatività di Monika. Mi confido unicamente con Mario, collega HR fidato, anche lui amante delle belle fighe e compagno di qualche serata da battaglia in giro per locali.
Sorride e a pranzo vuole conoscere tutti i dettagli. Insieme prepariamo la strategia per “premiare” la ragazza non solo a livello economico.
Anche quest’anno è stato organizzato l’incontro annuale dei vertici aziendali con i responsabili dei punti vendita, i regional e naturalmente le figure da premiare, generalmente sono i dipendenti ad alta fedeltà, i migliori venditori e in qualche caso altri per i più disparati motivi. Quest’anno abbiamo pensato di fare una serie di colloqui a distanza con i nuovi assunti e identificare cinque risorse su cui puntare con dei corsi di formazione e un percorso di crescita che preveda affiancamenti ed incentivi a sostegno.
Naturalmente tra gli invitati c’è Monika che quest’anno si porta a casa il jackpot, quindicimila euro di premio e un viaggio a Miami.
Be, il viaggio non è solo svago ma anche lavoro. Si parteciperà ad una “fiera” di settore, si visiteranno delle attività commerciali all’avanguardia e ci saranno dei momenti di “convivialità” ma anche un paio di giorni liberi in cui fare tutto ciò che si vuole.
Con Mario decidiamo di unirci alla spedizione americana e di portare anche le cinque giovani risorse oltre ad un paio di regional da identificare ma questa sarà una delle sorprese dell’incontro annuale che si terrà a Roma nel week end del prossimo fine mese.
Facciamo partire le comunicazioni del progetto, gli inviti personali e diamo il via a tutta l’organizzazione facendo alloggiare tutti nel solito albergo vicino al centro. Una struttura che utilizziamo spesso e che dispone di una vasta scelta di camere a tra cui un fantastico attico con terrazza che riserviamo a Monika come parte del premio annuale.
Tutto procede per il meglio e arriviamo alla data fatidica.
Nel primo pomeriggio arrivano gli invitati, si registrano e hanno il pomeriggio a disposizione prima dell’incontro poco prima dell’ora di cena.
Naturalmente Mario si è auto incaricato di accogliere qualche ospite, naturalmente tra i fortunati Monika. La accompagna alla stanza, vuole vedere l’effetto che fa, e le annuncia che questa sera sarà al tavolo con lei, insieme ad altri vertici aziendali e ad un paio di altri colleghi che saranno premiati.
Al tavolo, naturalmente ci sono anche io, e naturalmente sarò alla sinistra di Monika, che avrà alla sua destra proprio Mario.
Quando mi vede ha come un sussulto, mi ha sicuramente riconosciuto ma è brava e simula indifferenza, fino a quando ci sediamo e Mario ci presenta.
- è un piacere conoscerla, sono veramente contenta di avervi dato soddisfazione
E sorride con aria maliziosa.
- Monika, diamoci pure del tu, siamo una grande famiglia, e sono sicuro che sarà solo l’inizio di un percorso di soddisfazione reciproca. Non voglio anticiparti nulla ma se sarai pronta a cogliere le opportunità e sarai disponibile a metterti al centro di un progetto che presenteremo domani, non mancheranno le soddisfazioni.
Monika sembra leggermente in imbarazzo ma poi nemmeno tanto.
Iniziamo la cena, il tavolo si anima, si chiacchiera si beve e si scherza. Il clima è molto positivo e rilassato. Faccio un cenno a Mario, e senza dare nell’occhio, quasi contemporaneamente mettiamo una mano sulle gambe di Monika continuando a parlare disinvolti e simulando indifferenza.
Lei si irrigidisce un attimo ma poi, senza dare alcun segnale continua a cenare e a parlare. Avvertiamo che allarga le gambe come ad agevolarci. Vestendo un lungo abito da sera senza spacchi, non avremmo potuto andar oltre. Le mani accarezzano le cosce della ragazza che pare non essere particolarmente disturbata.
Andiamo avanti così qualche minuto poi lasciamo la preda.
Dopo poco è lei che alterna un veloce tocco sotto la tovaglia, prima al mio e poi al cazzo di Mario.
Ci guarda e ride.
- nel mio lavoro, ne capitano di tutti i colori, non bisogna mai farsi spaventare ma cercare sempre di gestire le situazioni a proprio vantaggio. È così che quest’anno sono riuscita ad essere in cima alle vendite. Questo è il mio “tocco magico” unico i ad una dose di fortuna ma, a volte la fortuna va cercata, risvegliata o da sola non bussa alla tua porta.
- brava Monika, vorrei che le stesse parole le dicessi domani durante la premiazione.
- Certo Mario, ma se devo fare un discorso mi servirà l’aiuto degli esperti, io non sono brava con le parole, a volte fatico con la lingua.
Io e Mario ci guardiamo e ridiamo.
A fine cena, ci spostiamo al bar dove si uniscono anche un altro paio di responsabili di sede e la Linda Mori, responsabile del negozio dove lavora Monika che esordisce così:
- avete trattato bene il mio gioiello?
Mentre la salutiamo con i consueti baci
- certo, ma stai attenta.. ha avuto un’ottima maestra, ma hai i numeri per superarti.
- Ha anche quindici anni in meno.
- Quindici? Ma se sembrate compagne di classe, Linda sai bene che dimostri quindici anni meno di quelli che hai
Le risate si sprecano, ma Linda non vuole perdere il vantaggio e cerca di restare al centro dell’attenzione attaccandosi a Monika, talvolta abbracciandola o prendendola per il braccio.
Effettivamente sembrano quasi coetanee, i trentasette anni di Linda, sono ottimamente mantenuti dalla palestra e, mi pare anche da qualche chirurgo plastico, non ne sono certo ma mi sembrava avesse le tette più piccole.
- allora, volete svelarci in anteprima le sorprese di domani?
- Mai! O non sarebbero sorprese.
- Linda, sai bene che sull’effetto sorpresa ci si gioca ogni anno, e poi non possiamo sbottonarci in questo modo, credimi che quest’anno resterete a bocca aperta in tanti.
- Be se è per quello, fare abbottonare e sbottonare la gente è il nostro lavoro, siamo delle esperte. Hahah
- Ragazze, qui tra bottoni e sbottoni, sti morendo di caldo, che ne dite di uscire a prendere un po d’aria? Magari beviamo qualcosa.
Interviene Monika:
- posso ospitarvi nel mio umile alloggio, ho un balconcino niente male
Guardando Mario, che era già stato nella sua suite, sorride schiacciandogli l’occhio.
Prendiamo gli ascensori e saliamo a noi quattro si accodano i due regional del Nord e i responsabili dei negozi di Firenze, Sergio un quarantenne gay spassosissimo e sempre di una eleganza impeccabile e di Genova, Lucia anche lei appena sotto i quaranta, mamma di un paio di ragazzini ma con una presenza incredibile. Bionda fisico mozzafiato e con due tette da paura sempre bene in vista.
Non appena siamo in terrazza, i complimenti per la location si sprecano, Roma dall’alto è sempre meravigliosa. Gli uomini in men che non si dica restano in camicia, ampiamente sbottonata proprio a catturare quella leggera brezza che la città eterna è in grado di donare. Le donne tolgono l’unica cosa che da loro impiccio, le scarpe.
Monika scendendo dai suoi tacchi cambia aspetto, non è molto alta, e devo ammettere che tolti i trampoli perde leggermente di valore anche il suo culo. Non che passi inosservato, ma c’è meno effetto calamita.
Lucia, leggermente più bassa evidenza ancor di più le tette che faticano a restare dentro la scollatura.
È Sergio, che con la sua spontaneità omosessuale parte con i complenti
- Lucia quando deciderò di far la transizione dovrai passarmi il nome del mago che ti ha rifatto. Hai delle tette da paura. E ho notato che non porti il reggiseno.
Lucia si schernisce un momento ma poi con la spontaneità che la contraddistingue
- lavoro egregio sotto ogni punto di vista, mio marito rimpiange di non avermi regalato l’intervento anni prima, e io ne godo ogni volta.
- Mmmmm monella! Per andare a letto con tuo marito me le farei anche subito.
Scoppiamo tutti in una risata, Sergio non ha mai nascosto la sua indole e sappiamo che è anche l’animatore di un locale un pò particolare.
Bussano alla porta, il servizio in camera, attivato da Mario consegna un paio di bottiglie di gin e una serie di lattine di acqua tonica e parte il rito del gintonic a lui tanto caro, solo che la sua mano a fare il gin tonic fatica a versare la tonica.
Passiamo ancora un paio d’ore in compagnia e vuotiamo le bottiglie. Nel mentre Sergio assilla Lucia per le tette e per il marito, tanto che non abbiamo capito cosa apprezzi maggiormente, Lucia ad un certo punto sposta l’attenzione su Linda e sul lavoro che lo stesso chirurgo ha fatto su di lei.
- ragazze, visto che non sono vostre potreste anche farle vedere e apprezzare a tutti.
È il regional del vento che forse dovrebbe reggere meglio il gin.
Tutti ridono e Sergio rimarca che non possono sottrarsi.
Lucia guada Linda che annuisce e in un attimo si abbassano le spalline facendo scendere i vestiti sotto il seno.
- dai Sergio, so che muori dalla voglia. Senti la consistenza, ammira l’opera d’arte.
Sergio si avvicina a Lucia e prende in mano i suoi seni palpandoli in modo molto sensuale, controllandone da vicino l’assenza di cicatrici e ammirando la sensibilità dei capezzoli. Ne bacia uno, e con la lingua porta la collega ad eccitarsi.
Restiamo tutti ad osservare, e vediamo che Lucia chiude gli occhi e si morde il labbro.
Linda si avvicina come a reclamare la sua parte ed effettivamente Sergio senza smettere di toccare le tette di Lucia inizia a leccare ed eccitare anche Linda. Ma siamo sicuri che sia gay?
Siamo tutti concentrati sulla scena che ci siamo persi Mario e Monika. Sono rientrati nella suite, con la coda dell’occhio vedo il riflesso nel vetro notando che lei si è chinata prendendogli il cazzo in bocca. So cosa sta provando l’amico Mario e so che non sarà una cosa lunga tanto è vero che due minuti dopo li rivedo in terrazzo. Lui con una faccia felice, lei forse più di lui.
- ragazze non posso che confermare l’ottimo lavoro del vostro chirurgo. Se fossi etero, sarei già venuto.
Altra risata collettiva più vediamo le due donne che si toccano reciprocamente e infine si rivestono.
- Spettacolo finito! Prima di perdere i freni inibitori, sarà meglio che ognuno vada a dormire. Domani si inizia presto.
Ci si saluta, e prendiamo tutti gli ascensori per i nostri piani.
Mario mi confida ciò che avevo visto, non sa se tornare da lei o no. Lo convinco a lasciar stare per questa sera, il giorno dopo cin saremmo tolti tutte le soddisfazioni.
La mattina, prima di iniziare i lavori ci si incontra a far colazione, incrociando Monika da sola, mi raggiunge e mi chiede della visita a Milano, non voleva aver problemi e mi chiede come comportarsi. Congedandoci
- certo che in quella suit così grande mi son sentita proprio sola
- la compagnia è una cosa che non deve mai mancare. Siamo una famiglia.
I lavori della giornata vanno benissimo, presentiamo il progetto sulle nuove leve e premiamo tutti lasciando Monika per ultima.
- premiando la venditrice dell’anno, annunciamo anche che sarà coinvolta in prima persona nel nuovo progetto di crescita e vogliamo svelare che quest’anno il viaggio premio, avrà una doppia valenza perché essendo più lungo prevederà anche dei momenti di lavoro… Monika e le cinque ragazze del progetto crescita saranno per una settimana a Miami, siamo sicuri che torneranno più motivate ed entusiaste che mai.
Finiti i lavori, tutti a cambiarsi in vista della cena. Al mio tavolo oltre a Mario, le cinque ragazze, Monika, il responsabile commerciale e uno dei buyer che opera in oriente dove viene svolta larga parte della lavorazione.
La serata scorre piacevole, le cinque ragazze tutte intorno ai vent’anni, sono un pò impacciate, Monika diventa ancor più civetta mantenendo l’attenzione più su di noi che su di loro. Vedo che, vicina a Mario, ogni tanto si lascia scappare la mano sotto il tavolo e immagino che lui non resti così impassibile. Tra le ragazze, una mi sembra più dinamica e con lei approfondisco la conoscenza. Avevamo studiato i profili con attenzione, sapevamo che tutte erano indipendenti, vivevano fuori dalla casa genitoriale e al momento non avevano relazioni stabili, più per scelta che per necessità visto che erano cinque pezzi di gnocca da paura.
Silvia, la ragazza con cui sto parlando, è bolognese. Lavora e studia Scienze Politiche con la speranza di dedicarsi alla comunicazione aziendale.
- sono onorata di poter far parte di questo progetto di crescita ma ho già avuto modo di dire che il mio futuro non vuole essere quello della commessa, ho accettato perché mi è stato detto che potrei ambire ad altri ruoli in azienda ed effettivamente poter pensare di far parte degli uffici di marketing e comunicazione potrebbe essere il coronamento dei miei studi.
Tutto d’un fiato, quasi con la paura di non essere in grado di finire la frase.
- vedi Silvia, non ti nego che nasce prevalentemente per le figure commerciali nei negozi, ma abbiamo visto il tuo profilo e le tue aspettative, anche la tua schiettezza poco fa, conferma che potresti anche essere l’evoluzione del progetto e di conseguenza abbiamo pensato di buon grado di coinvolgerti. Eri stata selezionata a prescindere nel progetto che doveva selezionare quattro risorse ma abbiamo allargato a cinque, considerando che magari la tua strada potrà essere diversa. La tua o la strada di chiunque di voi. Non mettiamo limiti e speriamo che anche voi possiate non averne. I limiti si superano, si cancellano. Sono i risultati e gli obbiettivi che contano.
- Grazie grazie mille, non sa per me che sollievo e che soddisfazione.
Silvia, come detto bolognese, 22 anni, capelli ramati, occhi Verdi inutile dire che fisicamente era vicino ad un 10, come d’altronde tutte e cinque le ragazze, selezionate anche per la loro fisicità.
Dopo cena ancora un momento di convivialità, e si era quasi riformato il gruppo della serata precedente. Io Mario e Monika siamo stati raggiunti da Linda, Lucia e dal regional Veneto, Felice.
- Stasera no me staco da lori, no vedo Sergio e, casomai so pronto a torme el so posto
Sicuro che non ne vedeva l’ora, loro erano ancor più provocanti della sera prima, forse anche grazie alla compagnia di Abram, un giovane collega di colore di 24 anni, ex modello ed ex giocatore di basket originario degli Stati Uniti che lavora a Roma.
- volevo ringraziarla per le bellissime parole e per la fiducia che mi ha dato
- ringraziarti Silvia, ringraziarti. Dammi del tu. E ripeto, tutto è nelle tue mani, noi stiamo creando la possibilità, poi sta a te.
Silvia alle mie parole mi abbraccia e mi dice nell’orecchio
- grazie, grazie farò di tutto per farcela.
Poco dopo, è Abram che suggerisce di concludere la serata in un locale del centro dove si balla, ma sarà stata la concomitanza con una delle partite di calcio di cartello della Roma, ma di taxi nemmeno l’ombra.
- Monika ci ospiti ancora nel tuo modesto ricovero?
- Pagate voi, per me va benissimo.
Saliamo ancora in terrazza, al gruppo della sera prima si unisce anche Silvia e Abram. Ed è proprio Silvia ad accendere la tv su un canale musicale, ad alzare il volume e a cominciare a ballare insieme allo statuario collega di colore.
Volano le giacche, le scarpe di tutti che apprezziamo il contatto con il Teak che ricopre la terrazza. Ed è Linda che unendosi al ballo fa togliere ad Adam anche la camicia. Be, non si può. In guardarlo. Felice spinge anche Lucia a ballare
- No gaverò el fisico che ga lu, ma a ballar e a far andar la lengua no temo rivali!
E con movenza sexy prende anche lui a togliersi la camicia mostrando il fisico non proprio atletico e la sua pancetta da benessere.
- Felice sei uno spasso, non avrai il suo fisico ma sai come stare al mondo
- E non hai ancora provato la mia lingua!
Lucia abbraccia Felice e gli stampa un bacio sulla guancia. Lui sorride e le mette una mano sul culo tastandolo per bene mentre lei ride.
È Silvia che prende per mano sia me che Monika e ci porta a ballare, seguiti da Mario che non si allontana da Monika più di un metro.
Si balla, si ride e si scherza, dieci minuti dopo noi uomini eravamo tutti a dorso nudo, con fisici più o meno atletici ma nulla da competere con Abram che era palese volesse attrarre Lucia a sua volta marcata stretta da Felice, ma non disdegnava nemmeno Linda che si stava strusciando su di lui da qualche minuto.
È quando parte You Can Leave Your Hat On che Linda prima cerca di incentivare Adam allo spogliarello, poi lo prende per i fianchi, si abbassa e gli slaccia i pantaloni sfilandoli lasciandolo in slip con un evidente rigonfiamento.
- wow anche peggio di quanto pensassi.
Era Lucia che commentava ad alta voce mentre strabuzzava gli occhi!
Adam proseguiva nel ballo, Linda continuava a toccarlo e a girargli intorno e una volta dietro di lui con una mossa fulminea gli abbassa gli slip facendo svettare un cazzo di dimensioni impressionanti, almeno venti centimetri con un diametro importante.
- cazzo!
Era sempre Lucia.
Linda intanto stava facendo passare l’imbarazzo ad Adam, standole dietro, strusciava le sue tette e lo accarezzava prendendogli infine in mano il membro.
Eravamo quasi ipnotizzati dalla scena, tanto ma non come Lucia che si stava, non so come, facendo leccare le tette da Felice che la lasciava vestita solo del piccolo tanga nero che aveva sotto al vestito.
Silvia quasi in difficoltà spostava lo sguardo tra le due coppie per poi guardarmi mentre alzavo le spalle come a dirle “cosa possiamo farci”.
Linda aveva preso a leccare l’asta di Adam, e facendo un cenno, invitava anche Monika a partecipare. Lei si sfila il vestito, sotto non aveva neanche il tanga (scoprii dopo che a tavola lo aveva tolto dandolo a Mario), e la raggiunge prendendo a leccare le palle del collega.
La situazione sta prendendo una bella piega. Lucia è sempre più eccitata e la sento dire a Felice se con la lingua riesce anche a far altro. Qualche secondo dopo è sdraiata su un divano a gambe larghe con Felice che le sta letteralmente mangiando la figa.
Linda si spoglia, ma è Monika che passa ai fatti e piegandosi sulla balconata porge le terga ad Adam che la penetra in un colpo solo.
Ho Silvia da parte a me, la guardo e le dico
- se vuoi andare, sei libera di farlo. Nessuno ti giudica e nessuno deve essere giudicato
- grazie, era quello che aspettavo di sentire.
Mi aspettavo che uscisse dalla camera, invece si inginocchia sotto Monika e prende a leccare il cazzo del nero mentre entra e esce dalla sua figa, alterna delle profonde lappate a lui e a lei fin quando Linda non reclama la sua preda, la sposta e le dice
- leccami il culo, preparamelo che voglio prenderlo tutto!
Silvia inizia a leccarle il culo, intanto Mario si spoglia e non appena Adam si stacca da Monika prende il suo posto sodomizzandola anche perché aveva la figa talmente allargata che avrebbe fatto una brutta figura.
Le due colleghe stavano prendendosi due cazzi in culo, si vedeva che non era la prima volta che facevano qualcosa insieme.
Anche io mi ero spogliato, qualche buco da riempire ci sarebbe sicuramente stato e mentre sento Linda venire in un orgasmo che la porta a squirtare sulla faccia di Felice, Silvia che era ancora vestita mi prende in bocca il cazzo senza dire una parola.
Felice nel mentre gira Linda e inizia a scolarla alla pecorina tenendola per le tette, era ciò che sognava dalla sera prima.
- spogliati fammi vedere il tuo corpo.
Silvia si spoglia, è completamente depilata, mette in mostra una fighetta da bambina con un seno molto armonioso, sodo, ben fatto ed estremamente eccitato.
Sta in piedi, davanti a me, completamente nuda con le mani dietro la schiena.
- non muoverti.
Vado dietro di lei, la faccio piegare in avanti e le stampo una sculacciata sulla natica destra. Non dice una parola e non si muove. Gliene do un’altra sulla natica sinistra, la vedo contrarsi ma non fiata.
Intanto Adam si era sdraiato e Lucia si stava impalando su di lui, dietro pronto ad entrare nel suo culo Mario mentre Monika stava limonando con la sua responsabile.
- guarda, poi tocca a te!
- Va bene, se è quello che vuole!
Felice stava venendo sulla schiena di Lucia che aveva già raggiunto il secondo orgasmo.
- puliscila!
Silvia si avvicina a Linda e lecca lo sperma di Felice che a quella vista (o forse grazie a qualche pastiglietta) riprende l’erezione di prima e senza farselo dire si posiziona dietro Silvia e le punta il cazzo.
- fermo, non lei e non adesso.
Mi guarda stupito ma tant’è che si sposta e inizia a fottere Monika anche lui nei culo.
È Linda che non regge e in preda ad un orgasmo multiplo è costretta a sfilarsi i due cazzi buttandosi in terra.
- Silvia, è il tuo turno.
Lei in uno stato di ubbidienza si prende il grosso cazzo nero e piano piano se lo infila per intero con delle smorfie incredibili ma sempre in silenzio . Allontano Mario che si posiziona davanti a Monika mettendole in bocca il cazzo e sodomizzo Silvia.
Non aveva mai provato una doppia penetrazione, lo confesserà più tardi, ma pur soffrendo, in silenzio gode e come gode. Anche lei esplode in un orgasmo che la fa tremare mente le riversò un’abbondante dose di sperma nell’intestino.
Linda prende in bocca il cazzo di Adam e lo porta all’orgasmo bevendo tutto il suo frutto, condividendolo poi in un bacio appassionato con l’amica Lucia, l’unica a non aver provato il nero manganello.
Cosa dire…. Il resto della serata, se ci sarà , nel prossimo racconto.
Fatemi sapere se vi è piaciuto.
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