La commessa dell’anno -3-
di
Mind
genere
orge
TERZA PARTE
(abbiate sempre la pazienza di arrivare fino in fondo, se vi va)
Dove eravamo rimasti?
Lucia era l’unica a non aver provato il nero manganello.
Ma non sembrava particolarmente turbata, Lucia era pur sempre l’unica ad avere una famiglia a casa, un marito e due figli, e forse ad avere certi limiti.
Felice si era intanto riportato tra le sue cosce ed era scontato per tutti che il lavoro di lingua era la sua passione. Lucia stava velocemente tornando su di giri e la sua amica Linda aveva preso a leccarle le tette invitando anche Monika al banchetto.
La giovane non si fece chiamare due volte, e mettendosi in bocca il capezzolo destro, con maestria aumenta sempre più l’eccitazione di Lucia.
È Felice che ne approfitta e togliendosi dalla passionale leccata piazza il suo cazzo tra le tette della collega mentre le altre due muovono le tette in una lenta spagnola prendendo alternativamente in bocca il cazzo.
- "Lasséme, che vogio darghe 'na bella pasada a 'sta vaca."
È Mario che lesto si sdraia di fianco, si lascia poggiare Lucia addosso e aspetta che Felice la penetri, poi pian piano si fa largo nel suo culo ed inizia un’altra inesorabile doppia penetrazione.
Lucia è al settimo cielo, dopo il primo violento orgasmo, incita i due a non smettere e in pochissimo tempo sta ancora venendo.
Non si può resistere a questi spettacoli. Ho ancora il cazzo duro ed è Monika a raggiungermi, lo accarezza, si china a baciarlo e piegandosi in avanti mi invita a scoparla alla pecorina.
Mentre la scopo guardo Silvia, è in piedi, ferma e quasi rigida mentre Adam le sta baciando i glutei e accarezzando i seni.
- non muoverti. Stai ferma senza muoverti.
Glielo dico in modo secco proprio come sto scopando Monika che sta gemendo, forse più per la mia forza che per il godimento.
È Silvia che sta godendo, capisco che il suo spirito da sottomessa sta avendo il sopravvento.
- se godi sei fuori dal progetto!
La vedo contrarsi mordersi le labbra, chiudere gli occhi e quasi piangere. Sta facendo di tutto per resistere ad Adam che la sta leccando e toccando in ogni angolo.
Anche lui è divertito, è super eccitato.
- lasciala, prendi il mio posto
Adam si stacca e non appena mi sfilo affonda il suo bastone nella calda figa di Monika che questa volta viene in un orgasmo liberatorio.
Sono attratto da questa ragazzina, mi avvicino a lei e le parlo all’orecchio.
- mi hai stupito, non ti credevo capace di tanto. Non ti voglio dare ordini, fai quello che vuoi. Ma non dimenticare che nella vita ci si diverte, sempre.
Silvia si gira mi abbraccia e mi bacia in bocca, ha ancora il sapore di sperma, non so più neanche di chi. Ma la sento eccitata.
- scopami ti prego, prima che lo faccia qualcun altro.
Si stende a terra senza lasciarmi e prendendomi in mano il cazzo se lo punta alla calda e bagnata passera.
È un lago, calda e pulsante. È talmente bagnata che scorro avanti e indietro scivolando veloce. La prendo per le tette, lei inarca la schiena, spinge in bacino verso di me e mi stringe a lei graffiandomi la schiena.
Viene ma continua a spingere.
- scopami, continua, non smettere ti prego! Voglio venire ancora con te.
Non le rispondo, sorrido guardandola negli occhi. Continuo a spingere dentro di lei che quando si accorge che sto arrivando al limite mi lascia e prendendomi il cazzo in bocca mi dice
- vienimi in bocca.
E beve fino all’ultima goccia.
La abbraccio, le do un bacio in fronte ed è ancora lei a ringraziarmi.
La festa intanto sta in modo naturale “ammosciandosi”, è solo Adam ad alternare i buchi di Monika e Linda che abbracciate, una sopra l’altra su un muretto, stanno baciandosi mentre lui le scopa alternando un paio di colpi ad una e un paio all’altra, poi in un gesto meccanico che di puro piacere. Lucia intanto è abbracciata a Felice che è in uno stato semivegetativo.
Mario è entrato e quando ricompare è l’unico vestito ma ha in mano due bottiglie di bollicine.
- ragazzi se vi rivestite vorrei fare un brindisi alla serata.
Di fatto ha dato termine alle danze, forse una liberazione per tutti.
Il giorno dopo avremmo fatto tutti ritorno alle nostre case, ognuno alla propria vita conservando un bellissimo ricordo e la speranza, per alcuni di poterci rivedere al più presto.
Tutti saremmo rientrati, tranne Monika che, pur lasciando la suite, trasferendosi in una più sobria camera d’albergo, si sarebbe fermata ancora due giorni, il lunedì era infatti attesa negli uffici amministrativi per mettere a punto il progetto di formazione.
Non so come hanno passato la domenica Mario e Monika, so che sono stati insieme, ma dubito abbiano passato molto tempo a visitare la città, ma non voglio sapere altro.
Lunedì li vedo insieme alla macchina del caffè, si erano già incontrati per definire i premi e il naturale avanzamento di inquadramento. L’abbigliamento di Monika era più informale, molto elegante anche con i pantaloni fascianti che le esaltano forse ancor di più il bellissimo culo.
Ci troviamo in tarda mattinata e definiamo il percorso.
Prima tappa due giorni in sede, con degli incontri in plenaria e one to one. Poi partenza, direttamente da Roma per Miami. Incontro con dei fornitori, partecipazione ad una fiera di settore (due giorni). Tre giorni liberi e una giornata di lavoro sempre in Miami (prepareremo una sorpresa). Infine rientro in Italia e liberi tutti. Previste altre attività individuali, affiancamenti e percorsi da modulare in corso d’opera in base agli sviluppi.
A pranzo con Monika e Mario, esprimiamo alla ragazza la nostra speranza di veder crescere i fatturati delle varie sedi dove lavorano le ragazze. Non facciamo mistero di sperare che apprendano da Monika le tecniche di vendita “particolari” che a lei sono valse premi e riconoscimenti. Inoltre, come ci ha confidato Monika, laute mance di alcuni clienti.
- nella scelta delle cinque ragazze, una abbiamo capito che dovrebbe avere delle doti particolari, sta a te scoprire le potenzialità e le capacità di ognuna. Noi saremo al tuo fianco, ci stiamo giocando tanto su questo percorso, ma avrai tu il ruolo più importante.
Monika era entusiasta del progetto e non vedeva l’ora di mettersi in gioco.
- non vi nego che sono carica e che oltre tutto, spero di poter dar sfogo alla mia passione principale. Non credo di essere ninfomane, ma il sesso è la mia droga.
- Applausi per la “capa maiala”
Mario rideva divertito.
- Non voglio certamente l’esclusiva, non ne sarei in grado, ma spero di poter beneficiare della tua compagnia ancora molto volte.
- Vedremo…. Ma per te, un buco penso di riuscire sempre a trovarlo.
Risate e pacche sulle spalle, la signorina è anche spiritosa…
Torniamo in ufficio e riprendiamo le nostre attività, Monika prima di partire per Milano passa a salutarmi e chiudendo la porta del mio ufficio
- ti volevo salutare, so che se non era per te non avrei questa possibilità volevo salutarti come si salutano gli amici a cui siamo riconoscenti.
È già in ginocchio da parte a me, mentre armeggia con la mia cerniera e abbassando i pantaloni prende in bocca il mio cazzo per un pompino sublime.
Certo che è un peccato non averla sempre in ufficio. Ma ci rivedremo presto.
Cosa succederà a Miami? Se vi piace il racconto, fatevi sentire, e vedremo di raccontarvi il seguito.
Questa volta il racconto è stato più breve e diretto, ma non avevo molto altro da raccontarvi…. Non fatevene un’abitudine.
(abbiate sempre la pazienza di arrivare fino in fondo, se vi va)
Dove eravamo rimasti?
Lucia era l’unica a non aver provato il nero manganello.
Ma non sembrava particolarmente turbata, Lucia era pur sempre l’unica ad avere una famiglia a casa, un marito e due figli, e forse ad avere certi limiti.
Felice si era intanto riportato tra le sue cosce ed era scontato per tutti che il lavoro di lingua era la sua passione. Lucia stava velocemente tornando su di giri e la sua amica Linda aveva preso a leccarle le tette invitando anche Monika al banchetto.
La giovane non si fece chiamare due volte, e mettendosi in bocca il capezzolo destro, con maestria aumenta sempre più l’eccitazione di Lucia.
È Felice che ne approfitta e togliendosi dalla passionale leccata piazza il suo cazzo tra le tette della collega mentre le altre due muovono le tette in una lenta spagnola prendendo alternativamente in bocca il cazzo.
- "Lasséme, che vogio darghe 'na bella pasada a 'sta vaca."
È Mario che lesto si sdraia di fianco, si lascia poggiare Lucia addosso e aspetta che Felice la penetri, poi pian piano si fa largo nel suo culo ed inizia un’altra inesorabile doppia penetrazione.
Lucia è al settimo cielo, dopo il primo violento orgasmo, incita i due a non smettere e in pochissimo tempo sta ancora venendo.
Non si può resistere a questi spettacoli. Ho ancora il cazzo duro ed è Monika a raggiungermi, lo accarezza, si china a baciarlo e piegandosi in avanti mi invita a scoparla alla pecorina.
Mentre la scopo guardo Silvia, è in piedi, ferma e quasi rigida mentre Adam le sta baciando i glutei e accarezzando i seni.
- non muoverti. Stai ferma senza muoverti.
Glielo dico in modo secco proprio come sto scopando Monika che sta gemendo, forse più per la mia forza che per il godimento.
È Silvia che sta godendo, capisco che il suo spirito da sottomessa sta avendo il sopravvento.
- se godi sei fuori dal progetto!
La vedo contrarsi mordersi le labbra, chiudere gli occhi e quasi piangere. Sta facendo di tutto per resistere ad Adam che la sta leccando e toccando in ogni angolo.
Anche lui è divertito, è super eccitato.
- lasciala, prendi il mio posto
Adam si stacca e non appena mi sfilo affonda il suo bastone nella calda figa di Monika che questa volta viene in un orgasmo liberatorio.
Sono attratto da questa ragazzina, mi avvicino a lei e le parlo all’orecchio.
- mi hai stupito, non ti credevo capace di tanto. Non ti voglio dare ordini, fai quello che vuoi. Ma non dimenticare che nella vita ci si diverte, sempre.
Silvia si gira mi abbraccia e mi bacia in bocca, ha ancora il sapore di sperma, non so più neanche di chi. Ma la sento eccitata.
- scopami ti prego, prima che lo faccia qualcun altro.
Si stende a terra senza lasciarmi e prendendomi in mano il cazzo se lo punta alla calda e bagnata passera.
È un lago, calda e pulsante. È talmente bagnata che scorro avanti e indietro scivolando veloce. La prendo per le tette, lei inarca la schiena, spinge in bacino verso di me e mi stringe a lei graffiandomi la schiena.
Viene ma continua a spingere.
- scopami, continua, non smettere ti prego! Voglio venire ancora con te.
Non le rispondo, sorrido guardandola negli occhi. Continuo a spingere dentro di lei che quando si accorge che sto arrivando al limite mi lascia e prendendomi il cazzo in bocca mi dice
- vienimi in bocca.
E beve fino all’ultima goccia.
La abbraccio, le do un bacio in fronte ed è ancora lei a ringraziarmi.
La festa intanto sta in modo naturale “ammosciandosi”, è solo Adam ad alternare i buchi di Monika e Linda che abbracciate, una sopra l’altra su un muretto, stanno baciandosi mentre lui le scopa alternando un paio di colpi ad una e un paio all’altra, poi in un gesto meccanico che di puro piacere. Lucia intanto è abbracciata a Felice che è in uno stato semivegetativo.
Mario è entrato e quando ricompare è l’unico vestito ma ha in mano due bottiglie di bollicine.
- ragazzi se vi rivestite vorrei fare un brindisi alla serata.
Di fatto ha dato termine alle danze, forse una liberazione per tutti.
Il giorno dopo avremmo fatto tutti ritorno alle nostre case, ognuno alla propria vita conservando un bellissimo ricordo e la speranza, per alcuni di poterci rivedere al più presto.
Tutti saremmo rientrati, tranne Monika che, pur lasciando la suite, trasferendosi in una più sobria camera d’albergo, si sarebbe fermata ancora due giorni, il lunedì era infatti attesa negli uffici amministrativi per mettere a punto il progetto di formazione.
Non so come hanno passato la domenica Mario e Monika, so che sono stati insieme, ma dubito abbiano passato molto tempo a visitare la città, ma non voglio sapere altro.
Lunedì li vedo insieme alla macchina del caffè, si erano già incontrati per definire i premi e il naturale avanzamento di inquadramento. L’abbigliamento di Monika era più informale, molto elegante anche con i pantaloni fascianti che le esaltano forse ancor di più il bellissimo culo.
Ci troviamo in tarda mattinata e definiamo il percorso.
Prima tappa due giorni in sede, con degli incontri in plenaria e one to one. Poi partenza, direttamente da Roma per Miami. Incontro con dei fornitori, partecipazione ad una fiera di settore (due giorni). Tre giorni liberi e una giornata di lavoro sempre in Miami (prepareremo una sorpresa). Infine rientro in Italia e liberi tutti. Previste altre attività individuali, affiancamenti e percorsi da modulare in corso d’opera in base agli sviluppi.
A pranzo con Monika e Mario, esprimiamo alla ragazza la nostra speranza di veder crescere i fatturati delle varie sedi dove lavorano le ragazze. Non facciamo mistero di sperare che apprendano da Monika le tecniche di vendita “particolari” che a lei sono valse premi e riconoscimenti. Inoltre, come ci ha confidato Monika, laute mance di alcuni clienti.
- nella scelta delle cinque ragazze, una abbiamo capito che dovrebbe avere delle doti particolari, sta a te scoprire le potenzialità e le capacità di ognuna. Noi saremo al tuo fianco, ci stiamo giocando tanto su questo percorso, ma avrai tu il ruolo più importante.
Monika era entusiasta del progetto e non vedeva l’ora di mettersi in gioco.
- non vi nego che sono carica e che oltre tutto, spero di poter dar sfogo alla mia passione principale. Non credo di essere ninfomane, ma il sesso è la mia droga.
- Applausi per la “capa maiala”
Mario rideva divertito.
- Non voglio certamente l’esclusiva, non ne sarei in grado, ma spero di poter beneficiare della tua compagnia ancora molto volte.
- Vedremo…. Ma per te, un buco penso di riuscire sempre a trovarlo.
Risate e pacche sulle spalle, la signorina è anche spiritosa…
Torniamo in ufficio e riprendiamo le nostre attività, Monika prima di partire per Milano passa a salutarmi e chiudendo la porta del mio ufficio
- ti volevo salutare, so che se non era per te non avrei questa possibilità volevo salutarti come si salutano gli amici a cui siamo riconoscenti.
È già in ginocchio da parte a me, mentre armeggia con la mia cerniera e abbassando i pantaloni prende in bocca il mio cazzo per un pompino sublime.
Certo che è un peccato non averla sempre in ufficio. Ma ci rivedremo presto.
Cosa succederà a Miami? Se vi piace il racconto, fatevi sentire, e vedremo di raccontarvi il seguito.
Questa volta il racconto è stato più breve e diretto, ma non avevo molto altro da raccontarvi…. Non fatevene un’abitudine.
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