Tra bicchieri di vino cresce un amore 13° Capitolo
di
Nandostar
genere
incesti
CAPITOLO 13°
Ritornato, sapendo che tutte e due le donne di casa erano lontane, si mise a sistemare alcune cose.
Era sera tardi, quando ormai fu a casa.
Se ne andò nella sua azienda e sicuro che non c’era nessuno, si avvicinò alla zona dedicata all’impianto di produzione di energia elettrica a Biogas.
Prese il corpo di Fabio che teneva ben nascosto nel baule della macchina e lo gettò dentro l’impianto per farlo sparire.
Una volta azionate manualmente le macchine il corpo di Fabio fu triturato e infilato dentro il silos di macerazione.
Aveva commesso un gesto ignobile, ma aveva salvato la donna che amava e questo gli riempiva il cuore e gli dava coraggio per fare quelle cose.
Terminato li, prese l’auto e se ne andò a casa di Anna.
Non trovando gli operai a quell’ora, illuminò con dei fari portatili la zona della Madonnina, nel giardino di Anna, grazie a una piccola ruspa fece una buca dietro alla madonnina, tanto profonda da riuscire a trovare lo spazio dove era stato seppellito il corpo del marito di Anna e lo estrasse, deponendolo a sua volta nel baule della macchina.
Non vi nascondo che riusciva a fare tutto questo grazie all’adrenalina, ma quando realizzò cosa stava facendo per amore di sua sorella, si inginocchiò per terra e vomitò.
Fatto questo, con l’auto si recò in un luogo nascosto per fare un’altra cosa che per ora non vi dico.
Terminato tutto se ne ritornò a casa propria.
Il giorno seguente tutto filò liscio, Anna e Gemma erano in vacanza, così Marco potè farsi una montagna di lavori a casa propria.
Nella testa, però, continuava ad avere il pensiero di Zia Gemma con le gambe sollevate su cruscotto dell’auto e della sua mano che rovistava tra le gambe della zia.
Il fatto che la Zia fosse in possesso di foto di loro due che scopavano, poteva essere un possibile motivo per ricattare o Anna o lui.
Occorreva sondare la cosa e capire, cosa poteva fare per limitare questo pericolo.
Alle 19 prese l’auto e si diresse verso Lignano Sabbiadoro.
Arrivò verso le 22 tra una cosa e l’altra, visto che c’era traffico e si era fermato per strada a mangiare.
La Zia era vestita con una camicia lunga, che le faceva da lungo abito, pronta per andare a sdraiarsi a letto.
La camicia non era aderente, visto che si trattava di un vestito per la notte, ma il seno la teneva sufficientemente in tiro mostrandosi in tutto il suo splendore.
Quando sentì arrivare l’auto di Marco, rimase li li, così aprì la porta tenendola chiusa rimase ad attendere che Marco entrasse.
Una volta entrato, chiuse la porta e si portarono in salotto.
Gemma: “Buona sera, come mai sei tornato?”
Marco: “Ho fatto una marea di lavori a casa e nel mentre non ho potuto pensare al fatto che tu potessi usarle contro me e Anna.”
Gemma: “Tu pensi che potrei fare qualcosa contro mia nipote? ……. Sbagli, perchè io a mia nipote voglio bene, semmai è contro di te, che vorrei fare qualcosa.”
Marco: “Faresti qualcosa contro di me?”
Gemma: “Non lo so, dimmelo tu?”
Marco si avvicinò alla Zia e con la mano destra, prese in mano il seno sinistro e cominciò a massaggiarlo.
Gemma: “Ti piace la gallina vecchia?”
Marco: “La gallina vecchia non è male, senti che roba? Però se magari alla gallina vecchia facciamo fare un figlio sarà più serena.”
Gemma cercò di fermare Marco, ma questo le prese la mano con cui cercava di togliere quella di Marco, sbottonò la camicetta della Zia e entrò per parlarle bene i seni.
Gemma: “Cosa vuoi fare?”
Marco: “Voglio possederti e voglio vedere se riesco a farti fare un figlio.”
Gemma: “Un figlio? Cosa diciamo ad Anna?”
Marco: “Dirai che hai conosciuto un bel fusto qui al mare e hai deciso di darci dentro.”
Gemma: “E se una volta non bastasse?”
Marco: “Faremo in modo che ci siano altri momenti.”
Si mise con la destra a palpeggiare e massaggiare bene il seno sinistro.
Gemma con la mano sinistra che era libera si attaccò all’avambraccio destro di lui per fermarlo
Marco: “Senti che tette che hai, senti che roba. Sei bellissima. ……….. Senti come reagisce il tuo capezzolo. Senti che roba. Hai una fame incredibile. Hai un seno durissimo alla tua età.”
Gemma: “Sei sicuro?”
Si avvicinò e la baciò intensamente, bloccandole le mani dietro la schiena.
Lei cercava di staccarsi, ma lui le entrava bene in bocca con la lingua.
Le prese la testa della zia tra le mani e la baciò, da prima con la bocca chiusa e poi con la lingua.
Gemma, non era molto convinta, si divincolava, ma la forza di Marco era tanta.
Ad un certo punto, con le mani, assieme, le strappò la camicia di dosso.
Marco: “Che figa che sei, guarda che tette che hai?”
Gemma: “No, dai no, per piacere, sei mio nipote, non posso farmi mettere incinta da te..”
Marco: “Vediamo se le tue tette la pensano così.-”
La prese con la forza e la portò in camera da letto, la fece distendere.
Marco si liberò dei vestiti, e si mise sopra la zia e prendendole i seni nudi con la mano libera cominciò a ciucciarli per bene.
Subito i capezzoli si indurirono ed i seni divennero più duri.
Marco “Cazzo che figa che sei.”
Continuava a ciucciare le tette della zia.
Ogni tanto mollava la morsa sulle tette e le leccava per bene il collo.
Marco: “Voglio vedere se il tuo corpo ha reagito come il tuo cervello.”
La spogliò.
Marco: “Che bello sei una preda bellissima, aspetta che il tuo corpo reagisca e vedrai che ti piacerà.”
Riuscì a mettersi tra le gambe della zia e con la bocca ad attaccarsi alle grandi labbra per succhiare e leccare.
Gemma: “Noooooooooooooooooo Noooooooooooooo nooooooooooooooo.”
Si mise a leccare la figa senza mai staccarsi e cercando di penetrarla.
La teneva dalle mani, mentre lei muoveva il pube ed il busto, ma le stava piantato bene con la lingua tra le grandi labbra.
Lei si dimenava, ma ormai lui era in posizione e continuò, tenendola ferma dai fianchi sentendo tutte le volte che si irrigidiva per venire.
Quando questo succedeva lui succhiava tutti gli umori del corpo e poi ricominciava.
Continuò finchè la sentì godere e gemere di piacere.
Gemma: “No, no non posso? MMMMMMMMMMMMM smettila di leccare. Mi dispiace averti fotografato.”
Marco si mise a leccare e succhiare tutto il corpo della zia, sovrastandola molto delicatamente.
Lei sentiva l’odore di lui, il calore e sentì il grosso pene percorrerle l’addome.
lei muoveva il pube come involontariamente.
Maco: “Lo vorresti dentro vero? ……………..Ne hai voglia vero? ………….. Anche io ne ho voglia, ma voglio che mi supplichi.”
Poi la lasciò libera di alzarsi.
Gemma si diresse verso il bagno, e lo mandò a fare in culo.
Uscita dal bagno, Marco la prese per mano e la riportò a letto.
Lei si sdraiò a pancia in su, gambe aperte e si sosteneva con i gomiti, mentre Marco si sistemò tra le sue gambe e baciandola la fece distendere, e puntò il pene sulla vagina, poi spinse.
Gemma: “Mmmmmmmmmmmmmm Marcooooo, sei sicuro? Cazzo che cazzo che hai.”
Marco: “Ho una voglia di scoparti incredibile.”
Gemma: “E’ grosso. Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Marco fa piano, fa piano Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… ”
In silenzio continuava a baciarla, e quando senti che stava venendo si fermò e lasciò che mamma si stirasse sotto di lui.
Marco: “Sei fantastica, sei una puledra. Dai fammi succhiare le tue tette.”
Gemma: “Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Che bello che grosso, sei fantastico.”
Proseguì senza pensare, mentre Marco continuava a ciucciare le sue tette e a spremerle, finchè lui la fermò con tutto il pene dentro e si svuotò dentro di lei.
Marco: “Mi sei venuto dentro, no no.”
Gemma: “No, no cosa stai facendo. Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mi stai montando ancora?”
Gemma: “Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Cazzo che montata. Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm …………Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… No no basta Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Ahi, ahi Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… No dai, no tutto dentro, fermooooooooooooo”
Marco si svuotò un’altra volta dentro, lei di impeto lo tirò a se e lo baciò appassionatamente.
Dopo un pò la lotta d’amore arrivò al termine.
Marco si fermò, li da Zia Gemma fino al mattino, ma alle 5.30 partì per tornare a casa.
La strada del ritorno, fu ricca di pensieri e preoccupazioni.
Mantenere in piedi il rapporto con la sorella così come era stato impostato non sarebbe stato semplice.
Zia Gemma sapeva tutto, ma se riusciva a metterla incinta, molto probabilmente avrebbe altro da pensare e sarebbe stata più felice.
Fabio era stato messo fuori gioco, definitivamente, ma Anna aveva molti pretendenti, che sapendo che lui era suo fratello si sarebbero fatti avanti come al solito.
Tutte persone che avrebbero potuto mettere in crisi il loro rapporto, per portarlo in una dimensione più normale.
Lui però non voleva.
Tutto di Anna era bellissimo, tutto e tutto quello che faceva era bellissimo.
Problemi molto più pratici però, derivavano, sempre dalla scomparsa di Fabio.
Molte persone sapevano che Anna era stata rapita da lui, quindi occorreva anche burocraticamente sistemare il tutto.
Quello a cui Marco, non si stava preparando era a quello che l’Avvocato aveva detto ad Anna nella telefonata.
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UN ABBRACCIO e buona lettura.
Ritornato, sapendo che tutte e due le donne di casa erano lontane, si mise a sistemare alcune cose.
Era sera tardi, quando ormai fu a casa.
Se ne andò nella sua azienda e sicuro che non c’era nessuno, si avvicinò alla zona dedicata all’impianto di produzione di energia elettrica a Biogas.
Prese il corpo di Fabio che teneva ben nascosto nel baule della macchina e lo gettò dentro l’impianto per farlo sparire.
Una volta azionate manualmente le macchine il corpo di Fabio fu triturato e infilato dentro il silos di macerazione.
Aveva commesso un gesto ignobile, ma aveva salvato la donna che amava e questo gli riempiva il cuore e gli dava coraggio per fare quelle cose.
Terminato li, prese l’auto e se ne andò a casa di Anna.
Non trovando gli operai a quell’ora, illuminò con dei fari portatili la zona della Madonnina, nel giardino di Anna, grazie a una piccola ruspa fece una buca dietro alla madonnina, tanto profonda da riuscire a trovare lo spazio dove era stato seppellito il corpo del marito di Anna e lo estrasse, deponendolo a sua volta nel baule della macchina.
Non vi nascondo che riusciva a fare tutto questo grazie all’adrenalina, ma quando realizzò cosa stava facendo per amore di sua sorella, si inginocchiò per terra e vomitò.
Fatto questo, con l’auto si recò in un luogo nascosto per fare un’altra cosa che per ora non vi dico.
Terminato tutto se ne ritornò a casa propria.
Il giorno seguente tutto filò liscio, Anna e Gemma erano in vacanza, così Marco potè farsi una montagna di lavori a casa propria.
Nella testa, però, continuava ad avere il pensiero di Zia Gemma con le gambe sollevate su cruscotto dell’auto e della sua mano che rovistava tra le gambe della zia.
Il fatto che la Zia fosse in possesso di foto di loro due che scopavano, poteva essere un possibile motivo per ricattare o Anna o lui.
Occorreva sondare la cosa e capire, cosa poteva fare per limitare questo pericolo.
Alle 19 prese l’auto e si diresse verso Lignano Sabbiadoro.
Arrivò verso le 22 tra una cosa e l’altra, visto che c’era traffico e si era fermato per strada a mangiare.
La Zia era vestita con una camicia lunga, che le faceva da lungo abito, pronta per andare a sdraiarsi a letto.
La camicia non era aderente, visto che si trattava di un vestito per la notte, ma il seno la teneva sufficientemente in tiro mostrandosi in tutto il suo splendore.
Quando sentì arrivare l’auto di Marco, rimase li li, così aprì la porta tenendola chiusa rimase ad attendere che Marco entrasse.
Una volta entrato, chiuse la porta e si portarono in salotto.
Gemma: “Buona sera, come mai sei tornato?”
Marco: “Ho fatto una marea di lavori a casa e nel mentre non ho potuto pensare al fatto che tu potessi usarle contro me e Anna.”
Gemma: “Tu pensi che potrei fare qualcosa contro mia nipote? ……. Sbagli, perchè io a mia nipote voglio bene, semmai è contro di te, che vorrei fare qualcosa.”
Marco: “Faresti qualcosa contro di me?”
Gemma: “Non lo so, dimmelo tu?”
Marco si avvicinò alla Zia e con la mano destra, prese in mano il seno sinistro e cominciò a massaggiarlo.
Gemma: “Ti piace la gallina vecchia?”
Marco: “La gallina vecchia non è male, senti che roba? Però se magari alla gallina vecchia facciamo fare un figlio sarà più serena.”
Gemma cercò di fermare Marco, ma questo le prese la mano con cui cercava di togliere quella di Marco, sbottonò la camicetta della Zia e entrò per parlarle bene i seni.
Gemma: “Cosa vuoi fare?”
Marco: “Voglio possederti e voglio vedere se riesco a farti fare un figlio.”
Gemma: “Un figlio? Cosa diciamo ad Anna?”
Marco: “Dirai che hai conosciuto un bel fusto qui al mare e hai deciso di darci dentro.”
Gemma: “E se una volta non bastasse?”
Marco: “Faremo in modo che ci siano altri momenti.”
Si mise con la destra a palpeggiare e massaggiare bene il seno sinistro.
Gemma con la mano sinistra che era libera si attaccò all’avambraccio destro di lui per fermarlo
Marco: “Senti che tette che hai, senti che roba. Sei bellissima. ……….. Senti come reagisce il tuo capezzolo. Senti che roba. Hai una fame incredibile. Hai un seno durissimo alla tua età.”
Gemma: “Sei sicuro?”
Si avvicinò e la baciò intensamente, bloccandole le mani dietro la schiena.
Lei cercava di staccarsi, ma lui le entrava bene in bocca con la lingua.
Le prese la testa della zia tra le mani e la baciò, da prima con la bocca chiusa e poi con la lingua.
Gemma, non era molto convinta, si divincolava, ma la forza di Marco era tanta.
Ad un certo punto, con le mani, assieme, le strappò la camicia di dosso.
Marco: “Che figa che sei, guarda che tette che hai?”
Gemma: “No, dai no, per piacere, sei mio nipote, non posso farmi mettere incinta da te..”
Marco: “Vediamo se le tue tette la pensano così.-”
La prese con la forza e la portò in camera da letto, la fece distendere.
Marco si liberò dei vestiti, e si mise sopra la zia e prendendole i seni nudi con la mano libera cominciò a ciucciarli per bene.
Subito i capezzoli si indurirono ed i seni divennero più duri.
Marco “Cazzo che figa che sei.”
Continuava a ciucciare le tette della zia.
Ogni tanto mollava la morsa sulle tette e le leccava per bene il collo.
Marco: “Voglio vedere se il tuo corpo ha reagito come il tuo cervello.”
La spogliò.
Marco: “Che bello sei una preda bellissima, aspetta che il tuo corpo reagisca e vedrai che ti piacerà.”
Riuscì a mettersi tra le gambe della zia e con la bocca ad attaccarsi alle grandi labbra per succhiare e leccare.
Gemma: “Noooooooooooooooooo Noooooooooooooo nooooooooooooooo.”
Si mise a leccare la figa senza mai staccarsi e cercando di penetrarla.
La teneva dalle mani, mentre lei muoveva il pube ed il busto, ma le stava piantato bene con la lingua tra le grandi labbra.
Lei si dimenava, ma ormai lui era in posizione e continuò, tenendola ferma dai fianchi sentendo tutte le volte che si irrigidiva per venire.
Quando questo succedeva lui succhiava tutti gli umori del corpo e poi ricominciava.
Continuò finchè la sentì godere e gemere di piacere.
Gemma: “No, no non posso? MMMMMMMMMMMMM smettila di leccare. Mi dispiace averti fotografato.”
Marco si mise a leccare e succhiare tutto il corpo della zia, sovrastandola molto delicatamente.
Lei sentiva l’odore di lui, il calore e sentì il grosso pene percorrerle l’addome.
lei muoveva il pube come involontariamente.
Maco: “Lo vorresti dentro vero? ……………..Ne hai voglia vero? ………….. Anche io ne ho voglia, ma voglio che mi supplichi.”
Poi la lasciò libera di alzarsi.
Gemma si diresse verso il bagno, e lo mandò a fare in culo.
Uscita dal bagno, Marco la prese per mano e la riportò a letto.
Lei si sdraiò a pancia in su, gambe aperte e si sosteneva con i gomiti, mentre Marco si sistemò tra le sue gambe e baciandola la fece distendere, e puntò il pene sulla vagina, poi spinse.
Gemma: “Mmmmmmmmmmmmmm Marcooooo, sei sicuro? Cazzo che cazzo che hai.”
Marco: “Ho una voglia di scoparti incredibile.”
Gemma: “E’ grosso. Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Marco fa piano, fa piano Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… ”
In silenzio continuava a baciarla, e quando senti che stava venendo si fermò e lasciò che mamma si stirasse sotto di lui.
Marco: “Sei fantastica, sei una puledra. Dai fammi succhiare le tue tette.”
Gemma: “Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Che bello che grosso, sei fantastico.”
Proseguì senza pensare, mentre Marco continuava a ciucciare le sue tette e a spremerle, finchè lui la fermò con tutto il pene dentro e si svuotò dentro di lei.
Marco: “Mi sei venuto dentro, no no.”
Gemma: “No, no cosa stai facendo. Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mi stai montando ancora?”
Gemma: “Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Cazzo che montata. Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm …………Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… No no basta Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Ahi, ahi Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… Mmmmm ………… No dai, no tutto dentro, fermooooooooooooo”
Marco si svuotò un’altra volta dentro, lei di impeto lo tirò a se e lo baciò appassionatamente.
Dopo un pò la lotta d’amore arrivò al termine.
Marco si fermò, li da Zia Gemma fino al mattino, ma alle 5.30 partì per tornare a casa.
La strada del ritorno, fu ricca di pensieri e preoccupazioni.
Mantenere in piedi il rapporto con la sorella così come era stato impostato non sarebbe stato semplice.
Zia Gemma sapeva tutto, ma se riusciva a metterla incinta, molto probabilmente avrebbe altro da pensare e sarebbe stata più felice.
Fabio era stato messo fuori gioco, definitivamente, ma Anna aveva molti pretendenti, che sapendo che lui era suo fratello si sarebbero fatti avanti come al solito.
Tutte persone che avrebbero potuto mettere in crisi il loro rapporto, per portarlo in una dimensione più normale.
Lui però non voleva.
Tutto di Anna era bellissimo, tutto e tutto quello che faceva era bellissimo.
Problemi molto più pratici però, derivavano, sempre dalla scomparsa di Fabio.
Molte persone sapevano che Anna era stata rapita da lui, quindi occorreva anche burocraticamente sistemare il tutto.
Quello a cui Marco, non si stava preparando era a quello che l’Avvocato aveva detto ad Anna nella telefonata.
SE QUESTO RACCONTO TI E’ PIACIUTO VISITA COME PREMIO PER ME IL MIO BLOG: “FERNANDO ONLINE” E RILASSATI CON TANTI ALTRI RACCONTI!
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