Tra bicchieri di vino nasce un amore 2° capitolo
di
Nandostar
genere
incesti
Anna salutò da subito il fratello con una stretta di mano, ma poi l’abbraccio fu automatico.
Si abbracciarono stretti, scambiandosi saluti e un bacio sulla guancia.
Marco apprezzò l’abbraccio, sentendo i seni di lei spremere sul suo torace e le mani stringerle i fianchi.
Aveva un sedere da favola.
Arrivati in ufficio ……………
Anna: “Ti ringrazio della visita.”
Marco: “Io dico sempre che i veri amic
i si vedono nel momento del bisogno. Ho saputo che tuo marito, dopo la morte ti ha lasciato dei problemi, per cui eccomi qua.”
Anna: “Come l’hai saputo?”
Marco: “Tramite il mio avvocato. Dimmi di cosa si tratta.”
Anna: “Lo stronzo di mio marito, mi ha lasciato un debito che devo assolutamente estinguere in un colpo solo per non avere problemi, ma mi lascerà senza liquidità, o quasi senza. ……… A meno che non mi faccia un bel mutuo con la banca.”
Marco: “Ma la tua azienda è forte e fiorente. Incasserai velocemente soldi.”
Anna: “Non ho detto che chiudo, ma diciamo che farò fatica a saldare gli stipendi ai miei dipendenti, per i prossimi 3 mesi.”
Marco: “Cavoli.”
Anna: “Si, mi dispiace! Mi farò un mutuo.”
Marco: “No! Assolutamente, ci sono qui io. Ti darò tutto quello che ti serve per risollevarti. Dal gasolio tutto il resto, non se ne parla. Sei mia sorella.”
Anna: “Mi aiuterai sul serio?”
Marco: “Anna, sei mia sorella. Sei la regina del Vino di Gambellara, non permetterò che tu abbia problemi.”
Anna: “A sei una persona d’oro.”
Anna si avvicinò a lui e lo abbracciò per ringraziarlo.
Lui la strinse stretta, per sentire il suo corpo, poi, una volta allentato l’abbraccio si guardarono negli occhi e con uno scatto Marco la baciò sulle labbra.
Anna reagì esterefatta.
Anna: “Che fai? Sono tua sorella.”
Marco: “Scusami scusami, non volevo, è che sei uno schianto.”
Anna: “Bè, baci bene comunque.”
Marco: “Grazie! Mi fai vedere la tua azienda?”
Anna: “Certo!”
Cominciò un giro di ricognizione della cantina, poi Marco la salutò e se ne tornò a casa, verso Mantova.
Anna, terminato con il fratello Marco e con i suoi dipendenti si recò in casa per mangiare e riposarsi.
Li trovò sua zia Gemma che le faceva da governante.
Gemma era una signora di 50 anni, alta 1 metro e 70 che vestiva sempre molto sportiva.
Era vedova anche lei, aveva iniziato a lavorare per Anna dopo la morte del Marito suo e di quello di Anna.
Era Zia di Anna e di Marco.
Gemma: “Ho sentito Anna che è venuto tuo fratello a farti visita.”
Anna: “Si!”
Gemma: “E’ bello? E’ sempre stato bello.”
Anna: “E’ un figo da paura. Il lavoro, il sole, la natura lo ha fatto diventare un figo. Sembra uno di quei attori di colore tutto abbronzato e muscoloso.”
Gemma: “Certo, se è di colore è abbronzato.”
Anna: “Dai stupida, è abbronzato ed ha un fisico super. Lo abbracciato due volte per sentire i suoi muscoli.”
Gemma: “Ti ha colpito?”
Anna: “Se non fosse mio fratello?”
Gemma: “Cosa ti ha detto?”
Anna: “Ha saputo dei problemi che ho con l’azienda e ha detto che mi vorrebbe aiutare.”
Gemma: “Ti da soldi?”
Anna: “Non mi ha detto esattamente come, però mi vuole aiutare.”
Gemma: “Verrà ancora quindi?”
Anna: “Lo spero.”
Gemma: “Presto?”
Anna: “Lo spero.”
……….. e si misero a ridere tutte e due.
La serata, volò via mentre Anna, stava riflettendo su Marco, che invece, dopo aver mangiato della buonissima carne ai ferri stava pensando ad Anna.
Era bella, era sensuale, non poteva essere sua sorella una femmina così bella.
Era una poesia.
Cominciò a pensarla e ripensarla.
Durante la notte la sognò.
Da prima erano abbracciati, completamente nudi, mentre si baciavano, ma poi lei si inginocchiò davanti a lui.
Guardandolo, dal basso verso l’alto cominciò a far scivolare tra le mani il suo pene, finchè gli divenne durissimo, poi, prese la testa di Anna e provò a metterglielo in bocca.
Anna: ”No dai Marco, adesso no, è grosso, non voglio.“
Marco “Voglio che senti bene le dimensioni, voglio che lo misuri con la bocca.”
Lei scuoteva la testa, ma lui le appoggiò la cappella alle labbra e sfregando riuscì a fargliele aprire ed entrare.
Marco: “Cavoli che bocca che hai. ……………….Dai succhiami la cappella.”
Il pene le stava perfettamente in bocca, la riempiva.
Subito cercava di toglierselo, ma le blocco la testa e cominciò a farlo scorrere nella bocca di lei.
Poi fu lei che cominciò a muoversi per gustarselo per bene.
Un grosso pene duro e forte, la faceva sentire una musa del desiderio.
Quando stava per venire Anna se ne accorse, così cercò di toglierselo, ma la fermò e le riempì la bocca.
Caccio un grugnito, quando le esplose dentro.
Lei sentì l'onda calda inondare la bocca, tanto che dovette deglutire il tutto.
Rimase ferma a deglutire tutto ciò che Marco produceva.
Poi, Marco, lasciò che Anna si tolse il pene dalla bocca, ma vedendo che qualche goccia usciva ancora, lei lo leccò per bene e se lo rimise in bocca per deglutire tutto.
Ma a questo punto Marco si svegliò.
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Fernando Online - Diretto da Zorzella Fernando
UN ABBRACCIO A TUTTI!
SONO MOLTO RISPETTOSO DI CHI VIVE AMORI PARTICOLARI.
PUOI ESSERE TU L’IDEATORE DI SCENE DI QUESTO RACCONTO, SCRIVENDOMI NELLA MAIL : raccontitop@gmail.com POI IO LE INSERIRO’ NELLA STORIA QUANDO POSSIBILE.
Si abbracciarono stretti, scambiandosi saluti e un bacio sulla guancia.
Marco apprezzò l’abbraccio, sentendo i seni di lei spremere sul suo torace e le mani stringerle i fianchi.
Aveva un sedere da favola.
Arrivati in ufficio ……………
Anna: “Ti ringrazio della visita.”
Marco: “Io dico sempre che i veri amic
i si vedono nel momento del bisogno. Ho saputo che tuo marito, dopo la morte ti ha lasciato dei problemi, per cui eccomi qua.”
Anna: “Come l’hai saputo?”
Marco: “Tramite il mio avvocato. Dimmi di cosa si tratta.”
Anna: “Lo stronzo di mio marito, mi ha lasciato un debito che devo assolutamente estinguere in un colpo solo per non avere problemi, ma mi lascerà senza liquidità, o quasi senza. ……… A meno che non mi faccia un bel mutuo con la banca.”
Marco: “Ma la tua azienda è forte e fiorente. Incasserai velocemente soldi.”
Anna: “Non ho detto che chiudo, ma diciamo che farò fatica a saldare gli stipendi ai miei dipendenti, per i prossimi 3 mesi.”
Marco: “Cavoli.”
Anna: “Si, mi dispiace! Mi farò un mutuo.”
Marco: “No! Assolutamente, ci sono qui io. Ti darò tutto quello che ti serve per risollevarti. Dal gasolio tutto il resto, non se ne parla. Sei mia sorella.”
Anna: “Mi aiuterai sul serio?”
Marco: “Anna, sei mia sorella. Sei la regina del Vino di Gambellara, non permetterò che tu abbia problemi.”
Anna: “A sei una persona d’oro.”
Anna si avvicinò a lui e lo abbracciò per ringraziarlo.
Lui la strinse stretta, per sentire il suo corpo, poi, una volta allentato l’abbraccio si guardarono negli occhi e con uno scatto Marco la baciò sulle labbra.
Anna reagì esterefatta.
Anna: “Che fai? Sono tua sorella.”
Marco: “Scusami scusami, non volevo, è che sei uno schianto.”
Anna: “Bè, baci bene comunque.”
Marco: “Grazie! Mi fai vedere la tua azienda?”
Anna: “Certo!”
Cominciò un giro di ricognizione della cantina, poi Marco la salutò e se ne tornò a casa, verso Mantova.
Anna, terminato con il fratello Marco e con i suoi dipendenti si recò in casa per mangiare e riposarsi.
Li trovò sua zia Gemma che le faceva da governante.
Gemma era una signora di 50 anni, alta 1 metro e 70 che vestiva sempre molto sportiva.
Era vedova anche lei, aveva iniziato a lavorare per Anna dopo la morte del Marito suo e di quello di Anna.
Era Zia di Anna e di Marco.
Gemma: “Ho sentito Anna che è venuto tuo fratello a farti visita.”
Anna: “Si!”
Gemma: “E’ bello? E’ sempre stato bello.”
Anna: “E’ un figo da paura. Il lavoro, il sole, la natura lo ha fatto diventare un figo. Sembra uno di quei attori di colore tutto abbronzato e muscoloso.”
Gemma: “Certo, se è di colore è abbronzato.”
Anna: “Dai stupida, è abbronzato ed ha un fisico super. Lo abbracciato due volte per sentire i suoi muscoli.”
Gemma: “Ti ha colpito?”
Anna: “Se non fosse mio fratello?”
Gemma: “Cosa ti ha detto?”
Anna: “Ha saputo dei problemi che ho con l’azienda e ha detto che mi vorrebbe aiutare.”
Gemma: “Ti da soldi?”
Anna: “Non mi ha detto esattamente come, però mi vuole aiutare.”
Gemma: “Verrà ancora quindi?”
Anna: “Lo spero.”
Gemma: “Presto?”
Anna: “Lo spero.”
……….. e si misero a ridere tutte e due.
La serata, volò via mentre Anna, stava riflettendo su Marco, che invece, dopo aver mangiato della buonissima carne ai ferri stava pensando ad Anna.
Era bella, era sensuale, non poteva essere sua sorella una femmina così bella.
Era una poesia.
Cominciò a pensarla e ripensarla.
Durante la notte la sognò.
Da prima erano abbracciati, completamente nudi, mentre si baciavano, ma poi lei si inginocchiò davanti a lui.
Guardandolo, dal basso verso l’alto cominciò a far scivolare tra le mani il suo pene, finchè gli divenne durissimo, poi, prese la testa di Anna e provò a metterglielo in bocca.
Anna: ”No dai Marco, adesso no, è grosso, non voglio.“
Marco “Voglio che senti bene le dimensioni, voglio che lo misuri con la bocca.”
Lei scuoteva la testa, ma lui le appoggiò la cappella alle labbra e sfregando riuscì a fargliele aprire ed entrare.
Marco: “Cavoli che bocca che hai. ……………….Dai succhiami la cappella.”
Il pene le stava perfettamente in bocca, la riempiva.
Subito cercava di toglierselo, ma le blocco la testa e cominciò a farlo scorrere nella bocca di lei.
Poi fu lei che cominciò a muoversi per gustarselo per bene.
Un grosso pene duro e forte, la faceva sentire una musa del desiderio.
Quando stava per venire Anna se ne accorse, così cercò di toglierselo, ma la fermò e le riempì la bocca.
Caccio un grugnito, quando le esplose dentro.
Lei sentì l'onda calda inondare la bocca, tanto che dovette deglutire il tutto.
Rimase ferma a deglutire tutto ciò che Marco produceva.
Poi, Marco, lasciò che Anna si tolse il pene dalla bocca, ma vedendo che qualche goccia usciva ancora, lei lo leccò per bene e se lo rimise in bocca per deglutire tutto.
Ma a questo punto Marco si svegliò.
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